Venerdì 13 settembre

Settimana della 2 domenica dopo il martirio – venerdì 

La spiritualità di questa settimana

Dopo la festa del Nome di Maria e prima di quella della Esaltazione della Santa Croce, torniamo al lezionario normale, previsto per questa giornata.

La Parola di questo giorno

LETTURA 1Pt 4, 12-19
Lettura della prima lettera di san Pietro apostolo

Carissimi, non meravigliatevi della persecuzione che, come un incendio, è scoppiata in mezzo a voi per mettervi alla prova, come se vi accadesse qualcosa di strano. Ma, nella misura in cui partecipate alle sofferenze di Cristo, rallegratevi perché anche nella rivelazione della sua gloria possiate rallegrarvi ed esultare. Beati voi, se venite insultati per il nome di Cristo, perché lo Spirito della gloria, che è Spirito di Dio, riposa su di voi. Nessuno di voi abbia a soffrire come omicida o ladro o malfattore o delatore. Ma se uno soffre come cristiano, non ne arrossisca; per questo nome, anzi, dia gloria a Dio. È questo il momento in cui ha inizio il giudizio a partire dalla casa di Dio; e se incomincia da noi, quale sarà la fine di quelli che non obbediscono al vangelo di Dio? E se il giusto a stento si salverà, che ne sarà dell’empio e del peccatore? Perciò anche quelli che soffrono secondo il volere di Dio, consegnino la loro vita al Creatore fedele, compiendo il bene.

SALMO Sal 10 (11)

Mio rifugio è il Signore.

Nel Signore mi sono rifugiato.
Come potete dirmi:
«Fuggi come un passero verso il monte»?
Ecco, i malvagi tendono l’arco,
aggiustano la freccia sulla corda
per colpire nell’ombra i retti di cuore. R

Quando sono scosse le fondamenta,
il giusto che cosa può fare?
Ma il Signore sta nel suo tempio santo,
il Signore ha il trono nei cieli.
I suoi occhi osservano attenti,
le sue pupille scrutano l’uomo. R

Il Signore scruta giusti e malvagi,
egli odia chi ama la violenza.
Brace, fuoco e zolfo farà piovere sui malvagi;
vento bruciante toccherà loro in sorte.
Giusto è il Signore, ama le cose giuste;
gli uomini retti contempleranno il suo volto. R

VANGELO Lc 17, 22-25
✠ Lettura del Vangelo secondo Luca

In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai discepoli: «Verranno giorni in cui desidererete vedere anche uno solo dei giorni del Figlio dell’uomo, ma non lo vedrete. Vi diranno: “Eccolo là”, oppure: “Eccolo qui”; non andateci, non seguiteli. Perché come la folgore, guizzando, brilla da un capo all’altro del cielo, così sarà il Figlio dell’uomo nel suo giorno. Ma prima è necessario che egli soffra molto e venga rifiutato da questa generazione».

Vangelo

Una delle predicazioni più frequenti che troviamo nei Vangeli è quella che si riferisce alla Pasqua del Signore, ovvero al suo dolore, alla sua morte, alla sua risurrezione. Sappiamo che per tutti è stato difficile “fare i conti” con questa predicazione, con il riferimento esplicito al dolore, alla sofferenza e a tutto ciò che compone il cuore della passione del Signore. Così è stato non solo per i discepoli o per quella generazione che ha dovuto fare i conti con quello che accade in quei giorni santi e benedetti. Così è per ogni generazione di fedeli, perché è così per ogni uomo. Ogni volta che c’è un riferimento al patire dell’uomo, alla sua sofferenza, al dolore che si può provare, tutti gli uomini avvertono una sorta di crisi, comprendono che c’è qualcosa di distante da quello che dovrebbe essere. C’è uno scarto che non si riesce mai a colmare. Anche il Signore lo sa bene e per questo ha predicato su questo tema con tutta questa attenzione e con tutta questa insistenza.

1 Petri

Al tempo di San Pietro faceva scandalo e provocava dolore non solo il riferimento alla passione del Signore, che veniva predicata con grande forza dagli apostoli, ma che si scontrava anche con le difficoltà di comprensione dell’uomo; anche la sofferenza dei cristiani, dovuta alle molteplici forme di persecuzione, generava scandalo. Molti cristiani erano sconvolti dal male che veniva loro rivolto e faticavano ad interpretarlo come via che conduce al Signore. San Pietro deve intervenire in questo mondo, con una parola che offra speranza e sia di riferimento costante per tutti. Ecco perché San Pietro ricorda che un uomo deve arrossire se fa del male, se il suo comportamento reca danno a qualcuno colpevolmente. Ma se un cristiano è perseguitato, non c’è da arrossire. In fondo è la condizione di grazia più grande alla quale si può arrivare. Cosa c’è, infatti, di più grande, di più vero, di più significativo che avere in sorte la stessa sorte del Maestro? Cosa c’è di più grande che soffrire insieme con Cristo? Ecco che San Pietro cerca di plasmare il cuore di una generazione di fedeli oppressa dalle persecuzioni a vedere in esse non il segno della disfatta, ma il segno della perfetta conformità a Cristo Signore. Quasi un privilegio. A dirlo è uno che morirà martire. Pietro lo sa. Lo sa per la parola del Signore, che Egli ha scolpito nel suo cuore, ma anche perché sa bene che, ormai, già molti dei suoi antichi compagni hanno reso onore e lode a Dio proprio con il dono della vita offerta per amore.

Per noi e per il nostro cammino di fede

Anche noi, che pure veniamo dopo secoli di storia e che dovremmo avere imparato la lezione, facciamo sempre molta fatica a confrontarci con questo mistero ed anzi anche noi, quando vediamo qualche focolaio di persecuzione scoppiare da qualche parte non lo riteniamo certo una benedizione! Anzi, al contrario, ci domandiamo cosa non stia funzionando e magari pensiamo anche che il Signore potrebbe mandare qualche accidente ai persecutori! È quindi proprio una mentalità diversa quella che le Scritture vorrebbero farci assumere. La mentalità di chi sa vedere, nelle cose che capitano, la benedizione di Dio. La mentalità di chi sa vedere, nelle cose che capitano, la presenza del Signore che sa intervenire a suo modo nella storia. La mentalità di chi si lascia accompagnare dal Signore, perché il cristiano sa che tutto è nelle sue mani. Anche il momento difficile della persecuzione, della sofferenza, della lotta di fede.

Impariamo che davvero la fede è un dono. Un dono che va curato, un dono che va trafficato, un dono che è bene vivere come un tesoro prezioso, trafficandolo nelle diverse realtà che il Signore ci fa vivere.

Provocazioni dalla Parola

  • Cosa penso del mistero della persecuzione?
  • Come mi comporto quando vengo messo in crisi per le cose della fede?
2024-09-06T08:28:35+02:00