Giovedì 12 settembre

Settimana della 2 domenica dopo il martirio – giovedì 

Introduzione

“A noi solenne è il tuo nome, Maria!”. Così Manzoni, negli Inni Sacri. Posizione che rifletteva la sua fede, il suo essere pervenuto al cristianesimo, il suo sentirsi figlio della Chiesa cattolica, il suo venerare la Madre del Signore con il suo nome, Maria. Posizione che riflette non solo la sua fede, ma anche la devozione che Manzoni vive nel suo tempo e vede operare nel suo tempo, quella devozione di cui ha riempito le pagine dei “Promessi Sposi”. La fede dei semplici, la fede delle persone che, nella penombra di una chiesa, vanno ad adorare il nome della Madre del Signore, insieme a quello del suo divin Figlio. Devozione che esprime al tempo stesso tutto il rispetto, tutto l’affetto, tutta la gloria della Madre di Dio in un’umiltà che non ha certamente confronto o paragone.

La Parola di Dio 

LETTURA Ct 1, 2-6b
Lettura del Cantico dei Cantici

Mi baci con i baci della sua bocca! Sì, migliore del vino è il tuo amore. Inebrianti sono i tuoi profumi per la fragranza, aroma che si spande è il tuo nome: per questo le ragazze di te si innamorano. Trascinami con te, corriamo! M’introduca il re nelle sue stanze: gioiremo e ci rallegreremo di te, ricorderemo il tuo amore più del vino. A ragione di te ci si innamora! Bruna sono ma bella, o figlie di Gerusalemme, come le tende di Kedar, come le cortine di Salomone. Non state a guardare se sono bruna, perché il sole mi ha abbronzato.

SALMO Sal 30 (31)

Salvaci, Signore, per amore del tuo nome.

In te, Signore, mi sono rifugiato,
mai sarò deluso;
difendimi per la tua giustizia.
Tendi a me il tuo orecchio,
vieni presto a liberarmi. R

Sii per me una roccia di rifugio,
un luogo fortificato che mi salva.
Perché mia rupe e mia fortezza tu sei,
per il tuo nome guidami e conducimi. R

Esulterò e gioirò per la tua grazia,
perché hai guardato alla mia miseria,
hai conosciuto le angosce della mia vita;
non mi hai consegnato nelle mani del nemico,
hai posto i miei piedi in un luogo spazioso. R

EPISTOLA Rm 15, 8-12
Lettera di san Paolo apostolo ai Romani

Fratelli, dico che Cristo è diventato servitore dei circoncisi per mostrare la fedeltà di Dio nel compiere le promesse dei padri; le genti invece glorificano Dio per la sua misericordia, come sta scritto: «Per questo ti loderò fra le genti e canterò inni al tuo nome». E ancora: «Esultate, o nazioni, insieme al suo popolo». E di nuovo: «Genti tutte, lodate il Signore; i popoli tutti lo esaltino». E a sua volta Isaia dice: «Spunterà il rampollo di Iesse, colui che sorgerà a governare le nazioni: in lui le nazioni spereranno».

VANGELO Lc 1, 26-28
✠ Lettura del Vangelo secondo Luca

In quel tempo. L’angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nàzaret, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, di nome Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. Entrando da lei, disse: «Rallégrati, piena di grazia: il Signore è con te».

Vangelo

Così come è nel Vangelo. Conosciamo bene la pagina dell’Annunciazione, eppure io credo che rimaniamo stupiti ogni volta che la rileggiamo proprio per questo particolare sul quale Luca stesso sembra scivolare con grandissima velocità. “Il nome della vergine era Maria”. Perché la storia della Vergine è una storia normale, una storia come quella di tante altre ragazze della sua città e della sua epoca. Ma anche il suo nome è normale, basti pensare a quante sono le Marie che vengono citate nel Vangelo. Una storia normale, un nome normale, eppure quella storia del tutto singolare e quel nome che sarebbe poi diventato il nome più invocato della storia. San Luca volendoci trasmettere il nome di Maria, infatti, non solo intende dirci un particolare della storia del Signore, del mistero della sua incarnazione, del mistero della sua nascita o di parte della sua vita. San Luca intende dirci anche chi dobbiamo invocare, con quella fede dei semplici che è la fede diffusa in tutte le pagine della Bibbia. L’evangelista ci sta dicendo qual è il nome a cui rivolgerci se vogliamo invocare quella donna che ebbe ad accogliere l’Angelo e, quindi, ad accogliere in lei la presenza del Figlio di Dio. Quello di San Luca, quindi, non è un particolare redazionale, un particolare storico, ma è una rivelazione di fede. San Luca ci porta alla conoscenza della donna che disse di sì a Dio e per questo viene esaltata, in tutta la sua umiltà, come centro della storia della salvezza, origine della presenza sulla terra del Figlio di Dio, riferimento costante non solo di Gesù stesso, non solo degli apostoli che la ricevettero dal Signore come Madre, ma di tutta una infinita generazione di credenti.

Per noi e per il nostro cammino di fede

Certamente, parlando a voi che venite in chiesa, è molto facile parlare della devozione a Maria. Tutti voi ne avete, in molte forme, in molti modi diversi. Qui a Cassano, poi, come popolo di Dio, abbiamo davvero in onore e in grande considerazione molte feste mariane, prima tra tutte quella della Madonna del Rosario che è anche l’evento religioso più importante della nostra città. Certo voi avete imparato a dire il nome di Maria da chi vi ha educato alla fede, dalla tradizione della nostra Chiesa, da alcune particolari manifestazioni di fede che avete avuto modo di accostare nel corso degli anni. Però non è per tutti così. Vedo che arriva una generazione che, di Maria, non sa proprio nulla. Vedo che iniziano ad esserci ragazzini dell’oratorio che non conoscono il suo nome, la preghiera a lei dedicata, e, via via, tutto quell’insieme di pratiche che compongono la devozione mariana e che sono punto di riferimento per noi, ma non per chi viene dopo di noi. Così credo che in questa festa mariana, più che riflettere sul nome di Maria, dobbiamo invocare il nome santo della Vergine. A lei chiedo di affidare, anzitutto e prima di ogni altra intenzione, proprio la fede dei giovani, la fede dei ragazzi, la fede di coloro che non conoscono nemmeno più il suo nome. Credo che sia essenziale fare questo perché non vorrei che si perdesse tutto quel patrimonio di fede, di devozione, di canti, di pittura, di edificazione di luoghi sacri che ha caratterizzato tutti i secoli prima del nostro. È indispensabile pregare in questo modo ed è altrettanto indispensabile che noi tutti possiamo sentirci forti della nostra fede mariana così che, davvero, possiamo trasmettere a chi viene dopo di noi la fede di chi invoca il nome della Vergine come nome benedetto, nome nel quale si ottiene protezione, aiuto, sostegno, nome nel quale tutti dobbiamo riporre la massima fiducia. Chiediamo a Maria, invocando il suo nome, questa protezione, per essere tra coloro che sono benedetti dalla sua presenza e dal suo aiuto.

Preghiera a Maria

Invochiamo il tuo dolce nome,

santissima Vergine Maria,

per tutti coloro che non lo conoscono, che lo ignorano e che, per questo, non lo invocano.

Invochiamo il tuo dolce nome,

santissima Vergine Maria,

per coloro che hanno perso qualsiasi speranza e non osano più alzare lo sguardo verso di te, verso tuo Figlio, verso Dio.

Invochiamo il tuo dolce nome,

santissima Vergine Maria,

perché sappiamo che esso è una benedizione per tutti coloro che lo invocano, per coloro che ti cercano, per coloro che sanno rimettere ogni cosa nelle tue mani e attraverso di te nelle mani di Dio.

Invochiamo il tuo dolce nome,

santissima Vergine Maria,

perché tu possa rendere più forte e più significativa la nostra fede. Così potremo giungere a quella visione di grazia nella quale contempleremo anche il tuo volto di Madre.

Amen

2024-09-06T08:25:18+02:00