Mercoledì 11 settembre

Settimana della 2 domenica dopo il martirio – mercoledì 

La spiritualità di questa settimana

Vivere la vita come servi inutili attendendo la salvezza delle anime! Un modo per riassumere i due testi che abbiamo ricevuto.

La Parola di questo giorno

LETTURA 1Pt 3, 18-22
Lettura della prima lettera di san Pietro apostolo

Carissimi, Cristo è morto una volta per sempre per i peccati, giusto per gli ingiusti, per ricondurvi a Dio; messo a morte nel corpo, ma reso vivo nello spirito. E nello spirito andò a portare l’annuncio anche alle anime prigioniere, che un tempo avevano rifiutato di credere, quando Dio, nella sua magnanimità, pazientava nei giorni di Noè, mentre si fabbricava l’arca, nella quale poche persone, otto in tutto, furono salvate per mezzo dell’acqua. Quest’acqua, come immagine del battesimo, ora salva anche voi; non porta via la sporcizia del corpo, ma è invocazione di salvezza rivolta a Dio da parte di una buona coscienza, in virtù della risurrezione di Gesù Cristo. Egli è alla destra di Dio, dopo essere salito al cielo e aver ottenuto la sovranità sugli angeli, i Principati e le Potenze.

SALMO Sal 83 (84)

Beato l’uomo che in te confida, Signore.

Guarda, o Dio, colui che è il nostro scudo,
guarda il volto del tuo consacrato.
Sì, è meglio un giorno nei tuoi atri
che mille nella mia casa. R

Stare sulla soglia della casa del mio Dio
è meglio che abitare nelle tende dei malvagi.
Perché sole e scudo è il Signore Dio. R

Il Signore concede grazia e gloria,
non rifiuta il bene a chi cammina nell’integrità.
Signore degli eserciti,
beato l’uomo che in te confida. R

VANGELO Lc 17, 7-10
✠ Lettura del Vangelo secondo Luca

In quel tempo. Il Signore Gesù disse: «Chi di voi, se ha un servo ad arare o a pascolare il gregge, gli dirà, quando rientra dal campo: “Vieni subito e mettiti a tavola”? Non gli dirà piuttosto: “Prepara da mangiare, stringiti le vesti ai fianchi e servimi, finché avrò mangiato e bevuto, e dopo mangerai e berrai tu”? Avrà forse gratitudine verso quel servo, perché ha eseguito gli ordini ricevuti? Così anche voi, quando avrete fatto tutto quello che vi è stato ordinato, dite: “Siamo servi inutili. Abbiamo fatto quanto dovevamo fare”».

Vangelo

Credo che la vita di ciascuno di noi sia una vita “normale”, cioè facciamo le cose che fanno tutti, viviamo le cose che, più o meno, vivono tutti, cerchiamo le consolazioni che tutti vorrebbero avere e cerchiamo di evitare i grandi mali della vita, come tutte le persone di buona volontà cercano di fare. Così anche noi viviamo i nostri giorni! Il Signore ci sta dicendo che possiamo vivere questi giorni feriali, questi giorni che per noi sono normali e che spesso viviamo in modo ripetitivo, con la spiritualità del “servo inutile”, cioè del servo che sa quello che deve fare e che cerca di vivere facendolo bene, non cercando chissà che cosa, non lamentandosi nemmeno della normalità in cui vive, ma facendo di questa normalità un’occasione di santità. La normalità della vita è santificante, la quotidianità della vita è santificante. Ecco cosa ci sta dicendo il Vangelo. Il servo inutile fa bene quello che deve fare, cioè vive bene i suoi giorni, cerca in essi il mistero di Dio e, quando comprende che i giorni sono compiuti, non ha paura di abbandonarsi nelle mani di Colui che è, prima di tutto, Padre.

1 Petri

San Pietro ha vissuto di questa normalità, là, sulle rive del lago di Galilea. Normalità nella quale ha conosciuto Cristo e si è disposto alla sequela. Giorni assai diversi, eppure anche quei giorni hanno avuto una loro ferialità. Così come il successivo e lunghissimo ministero. Anche questa parte della vita di San Pietro ha avuto una sua normalità, un suo mettersi a disposizione del Signore per cercare le cose che deve cercare un apostolo che vuole lodare il nome di Dio e farlo conoscere nel mondo. Così San Pietro rilegge la storia del mondo stesso e avverte che Dio non ha lasciato senza salvezza eterna nemmeno chi era vissuto prima della riapertura delle porte del Paradiso avvenuta nella sua Pasqua. Così, dall’evento della Pasqua del Signore, è il Battesimo stesso che immette in quella normalità di vita che, essendo santificata dallo Spirto Santo, diventa possibile storia di santità.

Per noi e per il nostro cammino di fede

Penso che anche noi dovremmo guardare così alla storia. Alla storia del mondo, alla storia della salvezza, alla nostra storia. Credo che noi tutti dovremmo avere la concezione e la percezione che la normalità della nostra vita, la normalità dei nostri giorni, può essere santificata dal dono dello Spirito di Dio. Noi viviamo da battezzati il nostro tempo. Noi viviamo da battezzati tutta la nostra storia e tutto quello che, in essa, ci capita. Ecco perché noi possiamo davvero pensare che tutto quello che fa parte della nostra vita è, comunque, in ordine alla nostra santificazione, in ordine alla nostra redenzione, in ordine alla salvezza della nostra anima. A santificarci non è la straordinarietà di qualche evento, che magari potrebbe anche capitare, ma che non è assolutamente necessario! A santificare l’anima è sempre e solo la presenza del Signore accanto a ciascuno di noi, nella normalità dei giorni, nella ferialità delle esperienze. Anche questo giorno è un tempo che il Signore ci offre per vivere bene quel cammino di santificazione personale che viene proposto a ciascuno di noi. Mettiamoci in questa particolare ottica e cerchiamo di vivere così il tempo che ci viene donato. Credo che se anche noi vivremo così la nostra storia, faremo certamente della nostra vita una storia di santificazione.  Offriamo a Dio la normalità delle nostre esperienze. Dio ne trarrà storie di santità personali.

Provocazioni dalla Parola

  • Come vivo il mio tempo?
  • Offro la normalità della mia vita perché sia storia di santificazione?
2024-09-06T08:22:25+02:00