Sabato 13 settembre

Settimana della 2 domenica dopo il martirio – Sabato 

La spiritualità di questo giorno

Il tema delle Scritture di oggi è tutt’altro che facile perché non è mai facile parlare del sostegno alla comunità, o del sostegno ai poveri. Insomma, mettere insieme fede e denaro è sempre un po’ complicato.

La Parola di questo giorno

LETTURA Dt 12, 13-19
Lettura del libro del Deuteronomio

In quei giorni. Il Signore disse a Mosè: «Guàrdati bene dall’offrire i tuoi olocausti in qualunque luogo avrai visto. Offrirai, invece, i tuoi olocausti nel luogo che il Signore avrà scelto in una delle tue tribù: là farai quanto ti comando. Ogni volta, però, che ne sentirai desiderio, potrai uccidere animali e mangiarne la carne in tutte le tue città, secondo la benedizione che il Signore ti avrà elargito. Ne potranno mangiare sia l’impuro che il puro, come si fa della carne di gazzella e di cervo. Non ne mangerete, però, il sangue: lo spargerai per terra come acqua. Non potrai mangiare entro le tue città le decime del tuo frumento, del tuo mosto, del tuo olio, né i primogeniti del tuo bestiame grosso e minuto, né ciò che avrai consacrato per voto, né le tue offerte spontanee, né quello che le tue mani avranno prelevato. Davanti al Signore, tuo Dio, nel luogo che il Signore, tuo Dio, avrà scelto, mangerai tali cose tu, il tuo figlio, la tua figlia, il tuo schiavo, la tua schiava e il levita che abiterà le tue città; gioirai davanti al Signore, tuo Dio, di ogni cosa a cui avrai messo mano. Guàrdati bene, finché vivrai nel tuo paese, dall’abbandonare il levita».

SALMO Sal 95 (96)

Cantate al Signore e annunciate la sua salvezza.

Cantate al Signore un canto nuovo,
cantate al Signore, uomini di tutta la terra.
Cantate al Signore, benedite il suo nome,
annunciate di giorno in giorno la sua salvezza. R

In mezzo alle genti narrate la sua gloria,
a tutti i popoli dite le sue meraviglie.
Grande è il Signore e degno di ogni lode,
terribile sopra tutti gli dèi. R

Tutti gli dèi dei popoli sono un nulla,
il Signore invece ha fatto i cieli.
Maestà e onore sono davanti a lui,
forza e splendore nel suo santuario. R

EPISTOLA 1Cor 16, 1-4
Prima lettera di san Paolo apostolo ai Corinzi

Fratelli, riguardo alla colletta in favore dei santi, fate anche voi come ho ordinato alle Chiese della Galazia. Ogni primo giorno della settimana ciascuno di voi metta da parte ciò che è riuscito a risparmiare, perché le collette non si facciano quando verrò. Quando arriverò, quelli che avrete scelto li manderò io con una mia lettera per portare il dono della vostra generosità a Gerusalemme. E se converrà che vada anch’io, essi verranno con me.

VANGELO Lc 12, 32-34
✠ Lettura del Vangelo secondo Luca

In quel tempo. Il Signore Gesù disse: «Non temere, piccolo gregge, perché al Padre vostro è piaciuto dare a voi il Regno. Vendete ciò che possedete e datelo in elemosina; fatevi borse che non invecchiano, un tesoro sicuro nei cieli, dove ladro non arriva e tarlo non consuma. Perché, dov’è il vostro tesoro, là sarà anche il vostro cuore».

Deuteronomio

Il primo richiamo è quello che viene dal Deuteronomio che istruisce ciascun ebreo a prendersi cura della propria comunità, anche dal punto di vista materiale e non solo da quello spirituale. Come dire: la fede non è mai disincarnata ed occorrono opere che attestino il desiderio di partecipare ad una comunità credente. Senza queste opere non si va da nessuna parte. La fede disincarnata non serve, è evanescente.

Vangelo

Il Vangelo insiste moltissimo sul richiamo all’elemosina. Il Signore indica la via di perfezione per tutti nell’atteggiamento di chi vende e dona ai poveri. È qualcosa di più della semplice elemosina. L’elemosina, infatti, normalmente tocca il superfluo. Uno dona quello che avanza rispetto ai propri bisogni. Il Signore chiede una capacità di affidamento grande, via di perfezione è donare tutto il sovrappiù del vivere. Cosa che ci lascia molto stupiti ed anche molto perplessi. Certo capiamo il richiamo alla vicinanza anche fattiva, ma un richiamo così forte ad una donazione pressoché totale è davvero molto forte anche per noi.

Corinzi

San Paolo, nelle sue lettere, insiste sempre molto sulla capacità delle Chiese di rendersi sorelle. Una Chiesa si rende sorella di un’altra quando, nel momento del bisogno, una si rende vicina all’altra e la sostiene per quanto attiene ad ogni aspetto concreto, anche economico. San Paolo sostiene apertamente il comportamento delle comunità che sanno raccogliere di più per donarlo ai poveri di altre comunità che si attendono, da qualche gesto di solidarietà, ciò che serve per sopravvivere.

Per noi e per il nostro cammino di fede

Certo il nostro tempo è molto diverso. Certo le regole della vita sono molto cambiate rispetto ai tempi del Signore e rispetto ai tempi apostolici. Facciamo fatica, come dicevo, a ricevere una lectio biblica di questo genere. Ci domandiamo: davvero se non diamo tutto il sovrappiù in elemosina siamo fuori posto? Davvero se non mettiamo a disposizione degli altri tutto quello che abbiamo, siamo fuori regola? Può il Signore chiederci tanto? Le risposte devono venire dalla fede. Il Signore ci chiede prossimità, capacità di farci prossimo anche con i nostri beni. Questo è fuori discussione. Come è fuori discussione che solo da un atto libero possono nascere queste cose. Senza libertà, senza adesione spontanea del cuore a qualche richiesta, tutto saprebbe di costrizione, di obbligo, ovvero renderebbe vano il gesto.  La cosa che vedo più preoccupante è, dal mio punto di vista, l’egoismo. Se un tempo era chiaro che la condivisione delle cose era parte integrante del cammino di fede, oggi lo è molto meno. Anzi, oggi si mette in discussione qualche raccolta, qualche richiamo alla carità, qualche richiamo a gesti di carità più grandi del solito. Lo vediamo molto bene anche nella nostra comunità. Non abbiamo certo la forza di fare anche solo ciò che la generazione prima della nostra ha fatto perché era più generosa di noi! Eppure quando andiamo su questi discorsi, ci sentiamo tutti un po’ disturbati, quasi un po’ offesi e non mancano, poi, le critiche di chi prende posizione in modo polemico o scontroso.

Cosa dire? Diciamo che il nostro tempo è un tempo di egoismo. L’egoismo è propriamente ciò che si oppone a quello che la Scrittura ci ha appena detto. L’egoismo è la chiusura in sé stessi, che impedisce ad ogni gesto di diventare gesto buono, gesto amorevole, gesto di carità. L’egoismo è ciò che porta a non vedere i bisogni degli altri, mentre la carità è la virtù che tiene desta, in tutti, la facoltà, il desiderio di essere vicino a coloro che sono in uno stato di sofferenza maggiore.

Cosa fare? Credo che, in questo anno giubilare e non solo in questo sabato del tempo, tutti dobbiamo, per lo meno, metterci in discussione. In discussione forte, fortissima, perché credo che sia necessario più che mai ritornare un poco sui nostri passi e cercare di vivere meglio qualche richiamo ad una vita più serena, più santa, più fervente e maggiormente caritatevole. Ci aiuti la Madonna e ci aiuti San Giovanni Crisostomo a tenere desta ogni forma di carità possibile nella nostra comunità.

2025-09-06T14:35:00+02:00