Sabato 13 novembre

Ultima settimana dell’anno – Sabato

Vangelo

Mc 13, 5a. 33-37
✠ Lettura del Vangelo secondo Marco

In quel tempo. Il Signore Gesù si mise a dire ai suoi discepoli: «Fate attenzione, vegliate, perché non sapete quando è il momento. È come un uomo, che è partito dopo aver lasciato la propria casa e dato il potere ai suoi servi, a ciascuno il suo compito, e ha ordinato al portiere di vegliare. Vegliate dunque: voi non sapete quando il padrone di casa ritornerà, se alla sera o a mezzanotte o al canto del gallo o al mattino; fate in modo che, giungendo all’improvviso, non vi trovi addormentati. Quello che dico a voi, lo dico a tutti: vegliate!».

La vicinanza con il tempo di Avvento che inizia con le S. Messe vespertine di questa sera, dice già bene il contesto nel quale dobbiamo rileggere questa pagina di Vangelo che è, ancora una volta, un invito alla vigilanza. Come avete notato c’è molta insistenza, in questa ultima settimana del tempo dopo la dedicazione a questo tema, quasi che la Chiesa sapesse che vigilare è davvero difficile e, quindi, ritiene opportuno insistere ampiamente su ciò che poi, nelle prossime sei settimane, rimarrà l’atteggiamento primario da vivere nella spiritualità dell’attesa.

Deuteronomio

Dt 31, 24 – 32, 1
Lettura del libro del Deuteronomio

In quei giorni. Quando Mosè ebbe finito di scrivere su un libro tutte le parole di questa legge, ordinò ai leviti che portavano l’arca dell’alleanza del Signore: «Prendete questo libro della legge e mettetelo a fianco dell’arca dell’alleanza del Signore, vostro Dio. Vi rimanga come testimone contro di te, perché io conosco la tua ribellione e la durezza della tua cervice. Se fino ad oggi, mentre vivo ancora in mezzo a voi, siete stati ribelli contro il Signore, quanto più lo sarete dopo la mia morte! Radunate presso di me tutti gli anziani delle vostre tribù e i vostri scribi; io farò udire loro queste parole e prenderò a testimoni contro di loro il cielo e la terra. So infatti che, dopo la mia morte, voi certo vi corromperete e vi allontanerete dalla via che vi ho detto di seguire. La sventura vi colpirà negli ultimi giorni, perché avrete fatto ciò che è male agli occhi del Signore, provocandolo a sdegno con l’opera delle vostre mani». Poi Mosè pronunciò innanzi a tutta l’assemblea d’Israele le parole di questo cantico, fino all’ultima: «Udite, o cieli: io voglio parlare. Ascolti la terra le parole della mia bocca!».

Del resto già Mosè era ben consapevole che la perseveranza, la vigilanza nell’attesa dell’incontro con Dio, erano atteggiamenti molto difficili anche per Israele. Per questo già Mosè aveva immaginato che sarebbero occorsi non pochi richiami al popolo, una volta che questo fosse entrato nella Terra della promessa. Se, già nel deserto, nel tempo della sobrietà, era stato difficile insegnare al popolo come camminare nella speranza e nella perseveranza, molto di più lo sarebbe stato nel tempo del possesso della terra, quando anche le mutate condizioni di vita e il benessere che si sarebbe diffuso, avrebbero reso ancora più arduo il compito della perseveranza.

Romani

Rm 2, 12-16
Lettera di san Paolo apostolo ai Romani

Fratelli, tutti quelli che hanno peccato senza la Legge, senza la Legge periranno; quelli invece che hanno peccato sotto la Legge, con la Legge saranno giudicati. Infatti, non quelli che ascoltano la Legge sono giusti davanti a Dio, ma quelli che mettono in pratica la Legge saranno giustificati. Quando i pagani, che non hanno la Legge, per natura agiscono secondo la Legge, essi, pur non avendo Legge, sono legge a se stessi. Essi dimostrano che quanto la Legge esige è scritto nei loro cuori, come risulta dalla testimonianza della loro coscienza e dai loro stessi ragionamenti, che ora li accusano ora li difendono. Così avverrà nel giorno in cui Dio giudicherà i segreti degli uomini, secondo il mio Vangelo, per mezzo di Cristo Gesù.

Voce “fuori dal coro” è, invece, quella di San Paolo. L’apostolo comprende che tutti gli atteggiamenti spirituali fondamentali per il credente, sia esso ebreo o cristiano, sono quelli che sono stati rilevati dalla Parola di Dio. Il credente si affida proprio a questa Parola per vivere bene la propria interiore ricerca di Dio. Tuttavia anche gli altri uomini “onesti”, cioè coerenti con la propria coscienza, con quello che è depositato nel loro cuore universalmente da Dio, non sono del tutto alieni dal comprendere che il senso della vita è dato dal rispetto di valori grandi che spingono ogni uomo a comprendere che, oltre la propria esperienza, oltre la propria umanità, c’è qualcosa di più grande. Sebbene questo sia del tutto insufficiente per giungere a conoscere la rivelazione di Dio, ciò non significa che esso non abbia alcun valore. Anzi, anche questo cammino “umano” è stimabile. Il credente, invece, ha richiami in più e forza in più per accedere alla rivelazione di Dio ma anche una maggiore responsabilità. Il credente che ben conosce la voce che Dio rivela, ha una grande responsabilità nell’attuarla.

Per noi

  • Siamo consapevoli della responsabilità che abbiamo come redenti?
  • Noi che siamo partecipi della rivelazione del Signore, comprendiamo quanto sia essenziale la nostra testimonianza perché tutto questo sia compreso anche da altri?

Mi piace che il discorso sulla testimonianza si chiuda proprio in questo modo, perché ci aiuta a comprendere che abbiamo tutti ricevuto grandi doni da Dio. L’anno che finisce e il tempo che si rinnova, ci stanno dicendo che questa responsabilità va sempre rinnovata. Per questo la Chiesa ha voluto istituire l’anno liturgico. È sapienza della Chiesa che è Madre e Maestra quella che ci spinge a comprendere come sia importante vivere di fedeltà e di richiami. Fedeltà a Dio, alla sua parola. Richiami che riceviamo continuamente ma che devono trovare posto nel nostro cuore, se devono divenire efficaci.

Chiudendo questa sezione del tempo e iniziandone una nuova, io credo che tutti siamo invitati a capire che l’Avvento che ci sta davanti dovrà essere davvero il tempo della fedeltà, il tempo del silenzio per la meditazione, il tempo per la comunione con Dio. Solo così si potranno comprendere le grandi cose che Dio ha preparato per noi.

Il Signore, che ci ha già benedetti rendendoci degni di ricevere la sua parola, continui a guidarci e ci conceda quella benedizione di grazia che è necessaria per vivere bene l’Avvento che ci viene donato.

2021-11-04T23:03:24+01:00