Settimana della 2 domenica dopo Pentecoste – mercoledì
La Parola di questo giorno
Lettura del libro dell’Esodo
In quei giorni. Gli Israeliti eseguirono l’ordine di Mosè e si fecero dare dagli Egiziani oggetti d’argento e d’oro e vesti. Il Signore fece sì che il popolo trovasse favore agli occhi degli Egiziani, i quali accolsero le loro richieste. Così essi spogliarono gli Egiziani. Gli Israeliti partirono da Ramses alla volta di Succot, in numero di seicentomila uomini adulti, senza contare i bambini. Inoltre una grande massa di gente promiscua partì con loro e greggi e armenti in mandrie molto grandi. Fecero cuocere la pasta che avevano portato dall’Egitto in forma di focacce azzime, perché non era lievitata: infatti erano stati scacciati dall’Egitto e non avevano potuto indugiare; neppure si erano procurati provviste per il viaggio. La permanenza degli Israeliti in Egitto fu di quattrocentotrent’anni. Al termine dei quattrocentotrent’anni, proprio in quel giorno, tutte le schiere del Signore uscirono dalla terra d’Egitto. Notte di veglia fu questa per il Signore per farli uscire dalla terra d’Egitto. Questa sarà una notte di veglia in onore del Signore per tutti gli Israeliti, di generazione in generazione.
SALMO Sal 79 (80)
Tu ci hai tratto come vite dall’Egitto.
Tu, pastore d’Israele, ascolta,
tu che guidi Giuseppe come un gregge.
Seduto sui cherubini, risplendi
davanti a Èfraim, Beniamino e Manasse.
Risveglia la tua potenza e vieni a salvarci. R
Hai sradicato una vite dall’Egitto,
hai scacciato le genti e l’hai trapiantata.
Le hai preparato il terreno,
hai affondato le sue radici
ed essa ha riempito la terra. R
Dio degli eserciti, ritorna!
Guarda dal cielo e vedi e visita questa vigna,
proteggi quello che la tua destra ha piantato,
il figlio dell’uomo che per te hai reso forte. R
VANGELO Lc 5, 33-35
✠ Lettura del Vangelo secondo Luca
In quel tempo. I farisei e gli scribi dissero al Signore Gesù: «I discepoli di Giovanni digiunano spesso e fanno preghiere, così pure i discepoli dei farisei; i tuoi invece mangiano e bevono!». Gesù rispose loro: «Potete forse far digiunare gli invitati a nozze quando lo sposo è con loro? Ma verranno giorni quando lo sposo sarà loro tolto: allora in quei giorni digiuneranno».
Esodo
Se provate a pensare vi accorgerete che la notte è uno dei temi importantissimi presenti nella Bibbia. Se ne parla fin dalla prima pagina, quella della creazione, quando il buio della notte viene separato dalla luce del giorno. Immagine bellissima per indicare la creazione del tempo. Ma in tantissimi passi si parla della notte. Una delle notti fondamentali è proprio quella della Pasqua ebraica, ovvero della notte nella quale si commemora l’uscita dall’Egitto e l’inizio dell’esodo, l’inizio del viaggio verso la terra della promessa che è anche la terra della salvezza. In questa notte sono presenti alcuni simboli: la luce di Dio che illumina il cammino nell’oscurità; il pane azzimo, che diventerà centrale proprio per questo motivo anche sulla tavola dell’ultima cena del Signore Gesù e, quindi, della nostra Eucarestia. Segni di vicinanza di Dio, segni di protezione, segni di come Dio, concretamente, si prende cura del cammino degli uomini, perché tutti, come abbiamo detto anche ieri, giungano alla salvezza. È per questo che occorre vegliare, è per questo che occorre digiunare, è per questo che occorre pregare! Per ricordare e rinnovare i grandi benefici di Dio che si rende presente nella storia degli uomini.
Vangelo
Anche il Signore insiste su questo tema che è trasversale a tutte le religioni. Tutte le religioni prevedono tempi e forme di ascesi, digiuno, privazione, in modi molto diversi tra loro, a seconda delle religioni stesse. Quello di Gesù è, però, un insegnamento che va oltre quello che accade in ogni percorso religioso. Gesù dice infatti che c’è un bisogno dell’uomo di dire a Dio la propria vicinanza proprio attraverso questi gesti di rinuncia e privazione. Cosa buona. Ma nella fede cristiana è tutto diverso. Intanto si capisce che è la presenza di Dio in Gesù Cristo che dona felicità all’uomo. Ecco perché i discepoli del Signore non hanno praticato il digiuno mentre il Signore era presente sulla terra. La gioia della presenza di Dio permetteva di staccarsi completamente da questa pratica. Vediamo, infatti, che il Vangelo è sempre alle prese con inviti a pranzo e cena per il Signore e per i suoi discepoli, piuttosto che con pratiche di digiuno. Il Signore però non le abolisce. Piuttosto dà un senso diverso a tutte queste cose. Il senso è quello della notte dell’esodo, il senso proprio di queste pratiche è il senso dell’attesa, il senso di trovare, nel tempo, segni che dicono come il cuore dell’uomo attende il pieno compimento della propria storia di salvezza. Ecco perché si digiuna anche nella fede cristiana. Noi digiuniamo per dire, con un segno del corpo, che vigiliamo, che siamo come in un cammino notturno che attende l’arrivo della luce per vedere la meta. La pratica del digiuno, che noi releghiamo solamente alla Quaresima, ha, invece, un senso proprio in ogni tempo. Chi attende, chi vive in attesa del ritorno del Signore, sa utilizzare anche questa forma di fede, questa “arma” se vogliamo, per chiedere al Signore tutte quelle cose che sono necessarie nel cammino del tempo, che è come un cammino di notte che attende il sorgere della luce.
Il nostro cammino di fede
In piena estate siamo poco disponibili a capire questi richiami! Anzi, ci sembrano del tutto fuori luogo. C’è appunto già la Quaresima! Non perdiamoci! Non facciamo né i rigoristi che chiedono il digiuno tutte le settimane, né i lassisti che non digiunano mai. Chiediamoci piuttosto a che punto è il nostro cammino. Proprio perché il cammino di fede è personale, potrebbe essere che ci siano anime che, in questo momento del percorso, non hanno alcun bisogno di questo genere di rinunce. Ma potrebbe essere che, per molte altre anime, è proprio questo il tempo nel quale avvalorare la propria preghiera proprio con una scelta di fede forte, che chiede una rinuncia al corpo. Il discernimento, come sempre, è personale. Dipende dal cammino di fede che stiamo vivendo, dipende dal passo che stiamo facendo, dipende da cosa il Signore chiede a ciascuno di noi per farci fare un passo in più verso quella salvezza che riguarda ciascuno. Oggi vorrei che non perdessimo il senso di queste Scritture che, di fatto, sono un invito al discernimento.
Intenzioni di preghiera
Mentre attendiamo la festa gioiosa del Sacro Cuore, proviamo a domandarci cosa ci viene chiesto per avvalorare il nostro percorso di fede. E se dobbiamo avvalorare le nostre preghiere con una veglia, con un digiuno, con un pellegrinaggio, non esitiamo a farlo. La salvezza delle anime passa anche attraverso questi segni antichi, ma sempre in grado di parlare al cuore dell’uomo.