Settimana della 2 domenica dopo Pentecoste – martedì – Sant’Antonio da Padova
La Parola di questo giorno
LETTURA Es 12, 29-34
Lettura del libro dell’Esodo
In quei giorni. A mezzanotte il Signore colpì ogni primogenito nella terra d’Egitto, dal primogenito del faraone che siede sul trono fino al primogenito del prigioniero in carcere, e tutti i primogeniti del bestiame. Si alzò il faraone nella notte e con lui i suoi ministri e tutti gli Egiziani; un grande grido scoppiò in Egitto, perché non c’era casa dove non ci fosse un morto! Il faraone convocò Mosè e Aronne nella notte e disse: «Alzatevi e abbandonate il mio popolo, voi e gli Israeliti! Andate, rendete culto al Signore come avete detto. Prendete anche il vostro bestiame e le vostre greggi, come avete detto, e partite! Benedite anche me!». Gli Egiziani fecero pressione sul popolo, affrettandosi a mandarli via dal paese, perché dicevano: «Stiamo per morire tutti!». Il popolo portò con sé la pasta prima che fosse lievitata, recando sulle spalle le madie avvolte nei mantelli.
SALMO Sal 77 (78)
Diremo alla generazione futura
le meraviglie del Signore.
Aprirò la mia bocca con una parabola,
rievocherò gli enigmi dei tempi antichi.
Ciò che abbiamo udito e conosciuto
e i nostri padri ci hanno raccontato. R
Colpì ogni primogenito in Egitto,
nelle tende di Cam la primizia del loro vigore.
Fece partire come pecore il suo popolo
e li condusse come greggi nel deserto. R
Li guidò con sicurezza e non ebbero paura,
ma i loro nemici li sommerse il mare.
Li fece entrare nei confini del suo santuario,
questo monte che la sua destra si è acquistato. R
VANGELO Lc 5, 12-16
✠ Lettura del Vangelo secondo Luca
In quel tempo. Mentre il Signore Gesù si trovava in una città, ecco, un uomo coperto di lebbra lo vide e gli si gettò dinanzi, pregandolo: «Signore, se vuoi, puoi purificarmi». Gesù tese la mano e lo toccò dicendo: «Lo voglio, sii purificato!». E immediatamente la lebbra scomparve da lui. Gli ordinò di non dirlo a nessuno: «Va’ invece a mostrarti al sacerdote e fa’ l’offerta per la tua purificazione, come Mosè ha prescritto, a testimonianza per loro». Di lui si parlava sempre di più, e folle numerose venivano per ascoltarlo e farsi guarire dalle loro malattie. Ma egli si ritirava in luoghi deserti a pregare.
Esodo
I due testi biblici sono molto differenti tra loro e molto difficili. La prima lettura contiene il ricordo della famosa “strage dei primogeniti”. Parola che, come ho già detto altre volte, è per noi difficile da capire, perché ci sembra impossibile che Dio abbia voluto una cosa del genere. In effetti dobbiamo capire la vicenda. La storia dell’Esodo, che la liturgia non ci fa leggere, ricorda i molti richiami di Dio anche al Faraone e al popolo egiziano, chiusi ostinatamente nel loro cuore. L’insegnamento dell’Esodo, pur con tutti i limiti della narrazione veterotestamentaria, ci sta dicendo proprio questo: quando un cuore si chiude a Dio, quando un cuore non si apre alla manifestazione della misericordia del Signore, è come se morisse. Quando manca la presenza di Dio tutto si affievolisce e muore, anche l’anima.
Inoltre la Parola di Dio ci ricorda che c’è un disegno di salvezza che riguarda tutti gli uomini e che rimane difficilmente capibile. Notate l’atteggiamento del Faraone che, dopo quello che è successo, chiede una benedizione per lui e per il suo popolo, proprio a coloro che, secondo una certa lettura, sono la causa di tutti i suoi guai, personali e di popolo. Così l’Esodo intende dirci che Dio ha una benedizione per tutti, una chiamata alla salvezza che è universale, ma che si può comprendere solo se ci si mette dal “suo” punto di vista. Un richiamo fortissimo per noi.
Vangelo
Richiamo ribadito dalla pagina del Vangelo. Notate che il lebbroso dice al Signore: “Se vuoi, puoi guarirmi”. Il lebbroso certamente crede: non avrebbe altrimenti accostato il Signore. Quest’uomo non solo ha fede, ma dimostra di aver anche compreso che Dio ha certamente un piano di salvezza che lo riguarda e che, nel suo modo di vedere passa anche attraverso la salute fisica, ma non sa se veramente anche Dio pensi questo. Ecco il perché di questa bellissima descrizione che diventa dialogo gentile, richiesta umile, consegna nelle mani di Dio. La richiesta viene presto accolta proprio perché lo sguardo di benevolenza di Dio su quell’uomo passa anche dalla salute del corpo. Ma non è detto che sia sempre così. Il Signore non ha guarito tutti i malati del suo tempo! Non perché non voleva bene agli altri, ovviamente, ma per far capire anche a noi che la volontà di salvezza di Dio è universale, la sua attuazione diversificata per ogni uomo. Ognuno, detto in altro modo, ha un suo cammino di salvezza da compiere. Dio dà a ciascuno le grazie sufficienti per compiere quel cammino che, per ciascuno, consiste nella salvezza.
Il nostro cammino di fede
La lectio biblica è difficilissima per tutti noi. Noi facciamo molta fatica a comprendere che il cammino di salvezza universale non prevede per tutti le stesse mete, le stesse tappe e nemmeno gli stessi percorsi. Credo che sia davvero molto difficile capire questo, anche dentro un cammino di fede profondo. Così anche noi, rispetto al nostro tempo e al nostro mondo, continuiamo a chiederci perché molti popoli vivono in situazioni limite che ci fanno perfino dubitare della benevolenza di Dio. Oppure non capiamo perché, mentre alcuni chiedono guarigioni e le ottengono, altri no. Come altro spiegare queste cose se non ritornando a queste pagine? Cercando di capire, nonostante le difficoltà, che davvero ciascuno di noi ha un cammino di salvezza personale, diversificato. La salvezza, che è la meta comune a tutti, è accessibile per molte vie umane diverse. Tutti dovremmo chiederci, con il rispetto, con la fede, con l’attenzione del lebbroso: posso io giudicare? E al pari di molti altri uomini della Bibbia, sia del Primo che del Nuovo Testamento: posso io conoscere tutto? Posso avere la pretesa di dire io come si salvano le anime? È, se volete, la lezione di Giobbe. Noi, piuttosto, dovremmo dire, con la fede dei semplici, che ci rimettiamo nelle mani di Dio, anche quando costa fatica, anche quando abbiamo la sensazione di non essere ascoltati, anche quando ci sembra di passare notti di fatica che non portano a niente.
Intenzioni di preghiera
Sant’Antonio è un maestro spirituale da conoscere. Non solo per la devozione da avere per il santo più invocato d’Italia, ma per i suoi scritti. Scritti di carattere prevalentemente omiletico. Antonio ha commentato moltissimi passi della Scrittura, persuadendo le anime a credere che ciascuno ha un suo cammino di salvezza da compiere con la grazia di Dio, secondo quello che è chiesto a ciascuno. Oggi preghiamo Sant’Antonio per ottenere questa grazia. Chiediamo alla sua intercessione di conoscere, di accettare e di vivere quel cammino di redenzione che il Signore ha predisposto per ciascuno di noi, confidando, oggi e sempre, nella Provvidenza di Dio che non lascia mai mancare ai suoi figli tutti quegli aiuti che sono necessari proprio per la salvezza eterna.