martedì 14 luglio

Settimana della 7 domenica dopo Pentecoste – martedì

La spiritualità di questo giorno

Oggi abbiamo la liturgia più bella della settimana, a partire dal racconto del Primo Testamento.

La Parola di questo giorno

LETTURA Gs 24, 1-16
Lettura del libro di Giosuè

In quei giorni. Giosuè radunò tutte le tribù d’Israele a Sichem e convocò gli anziani d’Israele, i capi, i giudici e gli scribi, ed essi si presentarono davanti a Dio. Giosuè disse a tutto il popolo: «Così dice il Signore, Dio d’Israele: “Nei tempi antichi i vostri padri, tra cui Terach, padre di Abramo e padre di Nacor, abitavano oltre il Fiume. Essi servivano altri dèi. Io presi Abramo, vostro padre, da oltre il Fiume e gli feci percorrere tutta la terra di Canaan. Moltiplicai la sua discendenza e gli diedi Isacco. A Isacco diedi Giacobbe ed Esaù; assegnai a Esaù il possesso della zona montuosa di Seir, mentre Giacobbe e i suoi figli scesero in Egitto. In seguito mandai Mosè e Aronne e colpii l’Egitto con le mie azioni in mezzo a esso, e poi vi feci uscire. Feci uscire dall’Egitto i vostri padri e voi arrivaste al mare. Gli Egiziani inseguirono i vostri padri con carri e cavalieri fino al Mar Rosso, ma essi gridarono al Signore, che pose fitte tenebre fra voi e gli Egiziani; sospinsi sopra di loro il mare, che li sommerse: i vostri occhi hanno visto quanto feci in Egitto. Poi dimoraste lungo tempo nel deserto. Vi feci entrare nella terra degli Amorrei, che abitavano ad occidente del Giordano. Vi attaccarono, ma io li consegnai in mano vostra; voi prendeste possesso della loro terra e io li distrussi dinanzi a voi. In seguito Balak, figlio di Sippor, re di Moab, si levò e attaccò Israele. Mandò a chiamare Balaam, figlio di Beor, perché vi maledicesse. Ma io non volli ascoltare Balaam ed egli dovette benedirvi. Così vi liberai dalle sue mani. Attraversaste il Giordano e arrivaste a Gerico. Vi attaccarono i signori di Gerico, gli Amorrei, i Perizziti, i Cananei, gli Ittiti, i Gergesei, gli Evei e i Gebusei, ma io li consegnai in mano vostra. Mandai i calabroni davanti a voi, per sgominare i due re amorrei non con la tua spada né con il tuo arco. Vi diedi una terra che non avevate lavorato, abitate in città che non avete costruito e mangiate i frutti di vigne e oliveti che non avete piantato”. Ora, dunque, temete il Signore e servitelo con integrità e fedeltà. Eliminate gli dèi che i vostri padri hanno servito oltre il Fiume e in Egitto e servite il Signore. Se sembra male ai vostri occhi servire il Signore, sceglietevi oggi chi servire: se gli dèi che i vostri padri hanno servito oltre il Fiume oppure gli dèi degli Amorrei, nel cui territorio abitate. Quanto a me e alla mia casa, serviremo il Signore». Il popolo rispose: «Lontano da noi abbandonare il Signore per servire altri dèi!».

SALMO Sal 123 (124)

Il Signore è fedele alla sua alleanza.

Se il Signore non fosse stato per noi
– lo dica Israele –,
se il Signore non fosse stato per noi,
quando eravamo assaliti,
allora ci avrebbero inghiottiti vivi,
quando divampò contro di noi la loro collera. R

Allora le acque ci avrebbero travolti,
un torrente ci avrebbe sommersi;
allora ci avrebbero sommersi
acque impetuose. R

Sia benedetto il Signore,
che non ci ha consegnati in preda ai loro denti.
Siamo stati liberati come un passero
dal laccio dei cacciatori:
il laccio si è spezzato
e noi siamo scampati. R

VANGELO Lc 9, 46-50
Lettura del Vangelo secondo Luca

In quel tempo. Nacque una discussione tra i discepoli, chi di loro fosse più grande. Allora il Signore Gesù, conoscendo il pensiero del loro cuore, prese un bambino, se lo mise vicino e disse loro: «Chi accoglierà questo bambino nel mio nome, accoglie me; e chi accoglie me, accoglie colui che mi ha mandato. Chi infatti è il più piccolo fra tutti voi, questi è grande». Giovanni prese la parola dicendo: «Maestro, abbiamo visto uno che scacciava demòni nel tuo nome e glielo abbiamo impedito, perché non ti segue insieme con noi». Ma Gesù gli rispose: «Non lo impedite, perché chi non è contro di voi, è per voi».

Giosuè

Forse abbiamo ascoltato questo testo con un po’ di distrazione, forse lo abbiamo dato un po’ per scontato, ma il testo ci sta dicendo, attraverso lo svolgimento della storia di Israele, una verità importantissima che riguarda ogni credente. Il brano dell’assemblea di Sichem, dopo aver fatto ricordare i fatti più importanti della storia di Israele che sono anche i fatti nei quali si è manifestato Dio, metteva in primissimo piano la forte decisione di Giosuè. Di fronte ad un Dio che si è manifestato, di fronte all’uomo che ha traviato lungamente e che è stato per secoli oppresso dall’Egitto e schiavo degli Egiziani, ecco che Giosuè, convocati tutti i figli di Israele in un luogo assolutamente simbolico come possono essere le querce di Mamre, dice a tutti qual è la sua decisione: seguire il Signore e servire il Signore. Così Giosuè sta dicendo a tutti, al di là del tempo, che la fede nasce sempre dove c’è la capacità di prendere una decisione forte, libera, pura, sostenuta da Dio. Quando la fede corrisponde a questo, allora è possibile che essa attiri altri uomini. Quando non si vive questa verità, allora è del tutto impossibile pensare che tutti possano avere accesso alle verità di Dio. La fede è certamente un atto libero, certamente richiama atti dell’intelletto, certamente richiama molte altre cose buone e belle della vita e delle possibilità dell’uomo, ma richiama anche la sua volontà. La fede non è un sentimento, anche se i sentimenti hanno grande spazio nella fede. La fede non è qualcosa che si gioca solo sul registro della spontaneità. La fede passa attraverso le decisioni importanti del vivere. Se non si decide per Dio nell’oggi della storia, se la medesima decisione non ha sostenuto i giorni della fanciullezza e della prima formazione, se la fede non ha mai messo in serio scacco la persona umana, non è vera fede.

Giosuè dice questo ai suoi fedeli ma dice anche a tutti noi: la fede non è una realtà spontanea. Per la fede occorre decidersi. Per avere fede serve un atto di volontà e dell’intelletto che si lasciano illuminare dalla grazia di Dio.

Vangelo

Così anche il Vangelo precisa. Questo atto della volontà deve essere come l’atto di un bambino. Un bimbo si sente bisognoso di tutto e si rivolge al mondo degli adulti che lo circonda, perché possa sentirsi tranquillo e amato. Un bambino esprime seria volontà di essere accudito. A differenza di un uomo adulto, che, più spesso, esprime la volontà di entrare in contrasto e in gara con molte persone. Oppure, ed è il secondo paragone di Gesù, gli uomini desiderano avere ragione ciascuno per suo conto, ed ecco che si blocca la grazia di Dio che si manifesta in qualche cuore. Insomma, il Vangelo ci sta dicendo, per avere fede occorre esprimere la propria volontà, quella volontà che si rinnova sempre, che può subire momenti di perdita di slancio ma che, poi, sa anche ritrovare la compagnia di quelle persone che, da amiche, si interrogano sulla medesima rivelazione di Dio.

Per noi e per il nostro cammino di fede

Forse noi siamo fermi ad una prima parte della riflessione biblica di oggi. Forse pensiamo che la fede debba essere un moto spontaneo del cuore. Oggi moltissime persone confondono la fede con l’avere a che fare con un rito che dia senso ai loro sentimenti. Se è vero che questo può accadere, è altrettanto vero che noi tutti dovremmo sapere e ricordare bene sempre che la fede non nasce da questo, ma da un atto della volontà che, illuminato dalla grazia, sa rispondere a Dio con il dono della propria libertà. A me pare che oggi ci manchi proprio questo atto di fede! Mi sembra che siano una minoranza assoluta quelli che sanno esprimere una loro volontà di fede, sanno tenerla alta, sanno farla brillare, sanno proporla anche ad altri come punto focale della vita. Soprattutto mi sembra che manchi quella volontà di avere fede che diventa anche decisione di resistere quando le cose non vanno bene, o per il verso giusto, o come si vorrebbe.

Chiediamo al Signore, oggi, di illuminarci e di sostenere quegli atti di fede che devono tutti nascere dal desiderio e dalla volontà ben espressa di aderire a Cristo. Chiediamo il dono di questa conversione del cuore, per non lasciare che lo spontaneismo ci renda tutti appiattiti verso il basso e la mancanza di rispetto generale non generi errori peggiori di quelli con i quali abbiamo a che fare.

Chiediamo al Signore, anche per intercessione della Beata Vergine Maria, di saper sempre attestare quella volontà di aderire al mistero di Cristo che diventa occasione di santificazione e di adesione alla volontà del Padre celeste.

2026-07-11T10:58:38+02:00