Giovedì 14 agosto

Settimana della 9 domenica dopo Pentecoste – Giovedì 

La spiritualità di questo giorno

Oggi è giorno di vigilia, giorno nel quale tutti noi siamo chiamati a guardare con attenzione al mistero di Maria che, a partire proprio da questa sera, celebriamo con solennità e con gioia. Oggi è la festa di San Simpliciano, il vescovo che fu successore di Ambrogio, essendone stato il suo vicario generale. Uomo pio, di fede umile e semplice, ha saputo guidare Ambrogio nei suoi primi passi da cristiano, istruendolo nelle cose di Dio che ancora non conosceva. A lui ci affidiamo e a lui chiediamo aiuto per vivere bene non solo questo giorno di attesa e di vigilia, ma anche più in generale la nostra vita cristiana. Addentriamoci nelle due bellissime pagine di oggi.

La Parola di questo giorno

LETTURA 2Sam 18, 24 – 19, 9b
Lettura del secondo libro di Samuele

In quei giorni. Davide stava seduto fra le due porte; la sentinella salì sul tetto della porta sopra le mura, alzò gli occhi, guardò, ed ecco vide un uomo correre tutto solo. La sentinella gridò e l’annunciò al re. Il re disse: «Se è solo, ha in bocca una bella notizia». Quegli andava avvicinandosi sempre più. La sentinella vide un altro uomo che correva e gridò al guardiano: «Ecco un altro uomo correre tutto solo!». E il re: «Anche questo ha una bella notizia». La sentinella disse: «Il modo di correre del primo mi pare quello di Achimàas, figlio di Sadoc». E il re disse: «È un uomo buono: viene certo per una lieta notizia!». Achimàas gridò al re: «Pace!». Poi si prostrò al re con la faccia a terra e disse: «Benedetto sia il Signore, tuo Dio, che ha fermato gli uomini che avevano alzato le mani contro il re, mio signore!». Il re disse: «Il giovane Assalonne sta bene?». Achimàas rispose: «Quando Ioab mandava il servo del re e me tuo servo, io vidi un gran tumulto, ma non so che cosa fosse». Il re gli disse: «Mettiti là, da parte». Quegli si mise da parte e aspettò. Ed ecco arrivare l’Etiope che disse: «Si rallegri per la notizia il re, mio signore! Il Signore ti ha liberato oggi da quanti erano insorti contro di te». Il re disse all’Etiope: «Il giovane Assalonne sta bene?». L’Etiope rispose: «Diventino come quel giovane i nemici del re, mio signore, e quanti insorgono contro di te per farti del male!». Allora il re fu scosso da un tremito, salì al piano di sopra della porta e pianse; diceva andandosene: «Figlio mio Assalonne! Figlio mio, figlio mio Assalonne! Fossi morto io invece di te, Assalonne, figlio mio, figlio mio!». Fu riferito a Ioab: «Ecco, il re piange e fa lutto per Assalonne». La vittoria in quel giorno si cambiò in lutto per tutto il popolo, perché il popolo sentì dire in quel giorno: «Il re è desolato a causa del figlio». Il popolo in quel giorno rientrò in città furtivamente, come avrebbe fatto gente vergognosa per essere fuggita durante la battaglia. Il re si era coperta la faccia e gridava a gran voce: «Figlio mio Assalonne, Assalonne, figlio mio, figlio mio!». Allora Ioab entrò in casa del re e disse: «Tu fai arrossire oggi il volto di tutta la tua gente, che in questo giorno ha salvato la vita a te, ai tuoi figli e alle tue figlie, alle tue mogli e alle tue concubine, perché ami quelli che ti odiano e odii quelli che ti amano. Infatti oggi tu mostri chiaramente che capi e servi per te non contano nulla; ora io ho capito che, se Assalonne fosse vivo e noi quest’oggi fossimo tutti morti, questa sarebbe una cosa giusta ai tuoi occhi. Ora dunque àlzati, esci e parla al cuore dei tuoi servi, perché io giuro per il Signore che, se non esci, neppure un uomo resterà con te questa notte; questo sarebbe per te un male peggiore di tutti quelli che ti sono capitati dalla tua giovinezza fino ad oggi». Allora il re si alzò e si sedette alla porta; fu dato quest’annuncio a tutto il popolo: «Ecco, il re sta seduto alla porta».

SALMO Sal 88 (89)

Dio non ha mutato la sua promessa.

Ho trovato Davide, mio servo,
su di lui non trionferà il nemico
né l’opprimerà l’uomo perverso.
Egli mi invocherà: «Tu sei mio padre,
mio Dio e roccia della mia salvezza». R

Stabilirò per sempre la sua discendenza,
il suo trono come i giorni del cielo.
Se i suoi figli abbandoneranno la mia legge
e non seguiranno i miei decreti,
punirò con la verga la loro ribellione
e con flagelli la loro colpa. R

Ma non annullerò il mio amore
e alla mia fedeltà non verrò mai meno.
Non profanerò la mia alleanza,
non muterò la mia promessa.
Sulla mia santità ho giurato una volta per sempre:
certo non mentirò a Davide. R

VANGELO Lc 11, 14-20
✠ Lettura del Vangelo secondo Luca

In quel tempo. Il Signore Gesù stava scacciando un demonio che era muto. Uscito il demonio, il muto cominciò a parlare e le folle furono prese da stupore. Ma alcuni dissero: «È per mezzo di Beelzebùl, capo dei demòni, che egli scaccia i demòni». Altri poi, per metterlo alla prova, gli domandavano un segno dal cielo. Egli, conoscendo le loro intenzioni, disse: «Ogni regno diviso in se stesso va in rovina e una casa cade sull’altra. Ora, se anche Satana è diviso in se stesso, come potrà stare in piedi il suo regno? Voi dite che io scaccio i demòni per mezzo di Beelzebùl. Ma se io scaccio i demòni per mezzo di Beelzebùl, i vostri figli per mezzo di chi li scacciano? Per questo saranno loro i vostri giudici. Se invece io scaccio i demòni con il dito di Dio, allora è giunto a voi il regno di Dio».

Vangelo

Sappiamo che uno dei cardini fondamentali della vita di Gesù è stata la sua attività taumaturgica, quella con la quale ha scacciato numerosi demoni che opprimevano la vita degli uomini. Anche oggi ci viene presentato un caso di vittoria di Gesù sul demonio, un caso di liberazione da un demone che tiene una povera anima oppressa e con il mutismo e la chiusura in sé stessa. Gesù ricorda che solo Dio può cacciare il demonio. Solo la forza che viene da Dio ha questo potere. Gesù incarna questa forza e insegna agli uomini a rivolgersi a Dio con quella preghiera confidente e concentrata che diventa la causa per cui qualsiasi demonio può lasciare le anime che infesta.

Samuele 

Come anche ieri è la prima lettura ad essere la più bella e la più profonda esegesi del Vangelo. Vediamo la tragedia di Davide. Davide ha molti figli, ma il suo cuore è attaccato ad Assalonne, un giovane ambizioso che ordisce una congiura contro il padre. Scoperto, mentre si sta dando alla fuga, gli uomini che lo inseguono lo raggiungono e lo finiscono, uccidendolo. Politicamente si può capire il gesto. Umanamente capiamo Davide, che rimane nel suo letto di dolore, piangendo per la morte del figlio e rimproverandosi per non essere riuscito a salvarlo. Possiamo ben immaginare le domande che saranno state presenti nel cuore di Davide, che si sarà interrogato ampiamente sul suo modo di educare quel figlio, sul suo modo di stargli vicino, di comprenderlo, di capirlo… È un uomo fidato di Davide, Ioab, che ad un certo punto osa irrompere nelle stanze di Davide per dirgli chiaramente che il suo comportamento non porta da nessuna parte. Si capisce il suo dolore, ma non può sfogarlo così. Soprattutto egli, come re, non può non guardare a coloro che lo hanno aiutato, a coloro che lo hanno difeso, a coloro che ancora adesso, in quel momento sono lì con lui. È un’azione bellissima, con la quale, stando alle parole del Vangelo, cerca di togliere Davide da quell’atteggiamento di chiusura su se stesso nel quale è incappato. Non sta compiendo, tecnicamente, un esorcismo, ma la sua azione di amicizia e di infusione di nuova fiducia nell’animo di Davide, porta a capire molto bene che quest’uomo sta lavorando per il bene del suo re e anche per il bene del suo popolo. Un uomo che agisce in modo del tutto gratuito e disinteressato e che porta a guardare la vita da un altro punto di vista.

Per noi e per il nostro cammino di fede

  • Ho mai agito in questa direzione?
  • Come viviamo esperienze di questo genere?

Potremmo vivere queste due letture in tutti e due i sensi. Talvolta siamo noi quelli che magari si ripiegano, si chiudono su se stessi, magari anche per una giusta causa ma rimanendo poi imbrigliati in queste cose. Potremmo essere noi, quindi, coloro che sperimentano l’azione del demone della chiusura, del ripiegamento, della tristezza, del mutismo, della solitudine. Oppure potremmo anche essere già stati e, in fondo, essere ancora, quelli che sanno dire una parola che sprona, che aiuta a vedere le cose da un altro punto di vista, che apre orizzonti nuovi. Anche se, per fare questo, molto spesso dobbiamo anche utilizzare un modo brusco di dire le cose, un modo antipatico, un modo non del tutto caritatevole. Penso che qualche volta siamo stati già capaci di fare qualcosa del genere, per venire in aiuto a qualcuno che è stato posto dalla vita in una situazione simile a quella di Davide.

Questa meditazione ci aiuta anche a vivere bene questo giorno di vigilia in onore di Maria Assunta al cielo. Anche lei opera sempre per il bene degli uomini, anche lei opera sempre in nostro favore, anche lei ci dona di non rinchiuderci nelle nostre cose, di non vivere con spirito ripiegato. Alla Madonna chiediamo proprio questo dono per vivere bene i nostri giorni e per fare davvero in modo che non ci siano lati oscuri dell’anima nei quali cadiamo, oppressi dallo spirito del male. Maria che sempre viene in aiuto a ciascuno di noi e che sostiene la Chiesa ci doni di vivere con rinnovato slancio la sequela di suo Figlio. Così sia!

2025-08-09T14:11:12+02:00