Sabato 14 ottobre

Settimana della 6° domenica dopo il martirio – sabato 

Introduzione

Concludiamo questa settimana ma anche la sezione del tempo in cui ci troviamo, come già vi ho ricordato all’inizio di questa settimana. Domani è la festa del Duomo e inizierà l’ultima sezione del tempo dopo Pentecoste. Potremmo intitolare questa breve riflessione “Scelte di vita”.

La Parola di questo giorno

LETTURA Es 40, 1-16
Lettura del libro dell’Esodo

In quei giorni. Il Signore parlò a Mosè e gli disse: «Il primo giorno del primo mese erigerai la Dimora, la tenda del convegno. Dentro vi collocherai l’arca della Testimonianza, davanti all’arca tenderai il velo. Vi introdurrai la tavola e disporrai su di essa ciò che vi deve essere disposto; introdurrai anche il candelabro e vi preparerai sopra le sue lampade. Metterai l’altare d’oro per l’incenso davanti all’arca della Testimonianza e porrai infine la cortina all’ingresso della tenda. Poi metterai l’altare degli olocausti di fronte all’ingresso della Dimora, della tenda del convegno. Metterai il bacino fra la tenda del convegno e l’altare e vi porrai l’acqua. Disporrai il recinto tutt’attorno e metterai la cortina alla porta del recinto. Poi prenderai l’olio dell’unzione e ungerai con esso la Dimora e quanto vi sarà dentro, e la consacrerai con tutti i suoi accessori; così diventerà cosa santa. Ungerai anche l’altare degli olocausti e tutti i suoi accessori; consacrerai l’altare e l’altare diventerà cosa santissima. Ungerai anche il bacino con il suo piedistallo e lo consacrerai. Poi farai avvicinare Aronne e i suoi figli all’ingresso della tenda del convegno e li farai lavare con acqua. Farai indossare ad Aronne le vesti sacre, lo ungerai, lo consacrerai e così egli eserciterà il mio sacerdozio. Farai avvicinare anche i suoi figli e farai loro indossare le tuniche. Li ungerai, come avrai unto il loro padre, e così eserciteranno il mio sacerdozio; in tal modo la loro unzione conferirà loro un sacerdozio perenne, per le loro generazioni». Mosè eseguì ogni cosa come il Signore gli aveva ordinato: così fece.

SALMO Sal 95 (96)

Cantate al Signore e annunciate la sua salvezza.

Cantate al Signore un canto nuovo,
cantate al Signore, uomini di tutta la terra.
Cantate al Signore, benedite il suo nome,
annunciate di giorno in giorno la sua salvezza. R

In mezzo alle genti narrate la sua gloria,
a tutti i popoli dite le sue meraviglie.
Grande è il Signore e degno di ogni lode,
terribile sopra tutti gli dèi. R

Tutti gli dèi dei popoli sono un nulla,
il Signore invece ha fatto i cieli.
Maestà e onore sono davanti a lui,
forza e splendore nel suo santuario. R

EPISTOLA Eb 8, 1-2
Lettera agli Ebrei

Fratelli, il punto capitale delle cose che stiamo dicendo è questo: noi abbiamo un sommo sacerdote così grande che si è assiso alla destra del trono della Maestà nei cieli, ministro del santuario e della vera tenda, che il Signore, e non un uomo, ha costruito.

VANGELO Gv 2, 13-22
✠ Lettura del Vangelo secondo Giovanni

In quel tempo. Si avvicinava la Pasqua dei Giudei e il Signore Gesù salì a Gerusalemme. Trovò nel tempio gente che vendeva buoi, pecore e colombe e, là seduti, i cambiamonete. Allora fece una frusta di cordicelle e scacciò tutti fuori dal tempio, con le pecore e i buoi; gettò a terra il denaro dei cambiamonete e ne rovesciò i banchi, e ai venditori di colombe disse: «Portate via di qui queste cose e non fate della casa del Padre mio un mercato!». I suoi discepoli si ricordarono che sta scritto: «Lo zelo per la tua casa mi divorerà». Allora i Giudei presero la parola e gli dissero: «Quale segno ci mostri per fare queste cose?». Rispose loro Gesù: «Distruggete questo tempio e in tre giorni lo farò risorgere». Gli dissero allora i Giudei: «Questo tempio è stato costruito in quarantasei anni e tu in tre giorni lo farai risorgere?». Ma egli parlava del tempio del suo corpo. Quando poi fu risuscitato dai morti, i suoi discepoli si ricordarono che aveva detto questo, e credettero alla Scrittura e alla parola detta da Gesù.

Deuteronomio

La vita, ai tempi del Primo Testamento, è molto sedentaria. Normalmente uno vive dove nasce e muore nel medesimo luogo. È molto raro che vi siano spostamenti significativi, realtà che, per lo più, capitava a chi aveva ingenti patrimoni e si spostava per meglio curare i propri affari. La vita dei leviti, ovvero di chi si occupa del culto, normalmente non conosce questa mobilità. Eppure il Deuteronomio è così attento ai casi della vita e alle decisioni degli uomini che prevede il caso. La Parola di Dio riesce a prevedere il caso per cui un levita si deve spostare in altra città. Con molta attenzione e con molta carità si diceva che quest’uomo deve essere accolto nella comunità a cui si dirige e che deve essere da essa mantenuto. Non si deve contare nemmeno ciò che proviene dal patrimonio della sua famiglia. Egli è lì per un servizio. Per questo deve essere mantenuto dai fratelli: egli prega per tutti, poiché tutti sono peccatori e tutti hanno necessità di quella preghiera fatta con fede.

Ebrei

Qualche cosa del genere ha guidato anche la riflessione dell’autore della lettera agli Ebrei. Egli sa bene che, dopo la venuta del Signore, non hanno più senso i sacrifici condotti a termine del Primo Testamento. Non serve a Dio il sangue degli animali! Quello era solo un modo per ricordarsi di Dio e donare a lui quanto di più prezioso si aveva. Ora la realtà salvifica più preziosa da presentare al Padre è il corpo e il sangue di Cristo, ovvero la riproposizione nel tempo di quell’unico sacrificio redentore che è la stessa Pasqua del Signore. Ecco perché ha senso che in ogni luogo siano presenti dei sacerdoti che mettono la propria vita a disposizione dei fratelli con la preghiera, il servizio all’Eucarestia, la pratica della carità.

Vangelo

Conosciamo tutti bene questo Vangelo che ci ricorda che questo è sempre, per tutti, il senso della vita di fede, il senso della propria esperienza di credenti: mettersi a disposizione degli altri, ad imitazione dello stesso Signore Gesù che è venuto non per farsi servire ma per servire e dare la propria vita in riscatto per molti. La vita del cristiano è servizio. Servizio nella preghiera, servizio nella carità, servizio alla Parola… Poi, nel corso della storia, sarebbero nati molti altri servizi nella comunità ecclesiale, ma il Signore, ricordando la regola generale, li ha già compresi tutti. La vita del credente è servizio e chi vuole seguire il Signore deve vivere così, servendo gli altri.

Provocazioni per il nostro cammino di fede

Se siamo ormai capaci di vivere bene il cammino di fede e sappiamo interpretarlo alla luce di quello che viviamo nella liturgia, capiamo bene perché questa lectio biblica ci viene rivolta oggi, ultimo giorno di questa sezione del tempo. In questa sezione, abbiamo detto fin dall’inizio, la Chiesa Ambrosiana voleva istruirci sulla persona di Cristo, sul senso della sua venuta, sul mistero della sua presenza in mezzo a noi, soprattutto con i sacramenti. Cosa deve fare chi vuole seguire il Signore che si è rivelato? Cosa deve fare un credente che ha accolto la rivelazione del Signore come rivelazione cardine per la propria vita? Deve servire come ha servito il Signore! Cristo ha insegnato che non c’è amore più grande di quello di chi serve. Così il discepolo che ha accolto la rivelazione di Cristo e che ha nel cuore la sua parola, si dispone a fare della propria vita un servizio di amore, in tutte le dimensioni in cui questo è possibile. Il servizio del credente avviene, poi, nella Chiesa, realtà nella quale ciascuno trova il suo posto, perché la Chiesa è la grande famiglia di coloro che vogliono seguire il Signore, in tutti i modi in cui questo è possibile. Noi iniziamo domani la terza parte di questo tempo liturgico dopo Pentecoste e rifletteremo insieme sul mistero della Chiesa e sul senso della nostra presenza in questo corpo. Lo faremo sostenuti da questa Parola di Dio che ci ha ricordato che il nostro compito, in generale, è servire. Servire con gratuità, con generosità, con amore.

2023-10-06T11:35:38+02:00