Settimana della 7 domenica dopo il martirio – Martedì
La spiritualità di questo giorno
Anche in questo giorno riceviamo due Scritture molto differenti l’una dall’altra.
La Parola di questo giorno
EPISTOLA 1Tm 4, 16 – 5, 14
Prima lettera di san Paolo apostolo a Timòteo
Carissimo, vigila su te stesso e sul tuo insegnamento e sii perseverante: così facendo, salverai te stesso e quelli che ti ascoltano. Non rimproverare duramente un anziano, ma esortalo come fosse tuo padre, i più giovani come fratelli, le donne anziane come madri e le più giovani come sorelle, in tutta purezza. Onora le vedove, quelle che sono veramente vedove; ma se una vedova ha figli o nipoti, essi imparino prima ad adempiere i loro doveri verso quelli della propria famiglia e a contraccambiare i loro genitori: questa infatti è cosa gradita a Dio. Colei che è veramente vedova ed è rimasta sola, ha messo la speranza in Dio e si consacra all’orazione e alla preghiera giorno e notte; al contrario, quella che si abbandona ai piaceri, anche se vive, è già morta. Raccomanda queste cose, perché siano irreprensibili. Se poi qualcuno non si prende cura dei suoi cari, soprattutto di quelli della sua famiglia, costui ha rinnegato la fede ed è peggiore di un infedele. Una vedova sia iscritta nel catalogo delle vedove quando abbia non meno di sessant’anni, sia moglie di un solo uomo, sia conosciuta per le sue opere buone: abbia cioè allevato figli, praticato l’ospitalità, lavato i piedi ai santi, sia venuta in soccorso agli afflitti, abbia esercitato ogni opera di bene. Le vedove più giovani non accettarle, perché, quando vogliono sposarsi di nuovo, abbandonano Cristo e si attirano così un giudizio di condanna, perché infedeli al loro primo impegno. Inoltre, non avendo nulla da fare, si abituano a girare qua e là per le case e sono non soltanto oziose, ma pettegole e curiose, parlando di ciò che non conviene. Desidero quindi che le più giovani si risposino, abbiano figli, governino la loro casa, per non dare ai vostri avversari alcun motivo di biasimo.
SALMO Sal 62 (63)
Ha sete di te, Signore, l’anima mia.
O Dio, tu sei il mio Dio,
dall’aurora io ti cerco,
ha sete di te l’anima mia,
desidera te la mia carne
in terra arida, assetata, senz’acqua. R
Così nel santuario ti ho contemplato,
guardando la tua potenza e la tua gloria.
Poiché il tuo amore vale più della vita,
le mie labbra canteranno la tua lode. R
Così ti benedirò per tutta la vita:
nel tuo nome alzerò le mie mani.
Come saziato dai cibi migliori,
con labbra gioiose ti loderà la mia bocca. R
Quando nel mio letto di te mi ricordo
e penso a te nelle veglie notturne,
a te che sei stato il mio aiuto,
esulto di gioia all’ombra delle tue ali.
A te si stringe l’anima mia:
la tua destra mi sostiene. R
VANGELO Lc 22, 67-70
✠ Lettura del Vangelo secondo Luca
In quel tempo. Gli anziani del popolo, con i capi dei sacerdoti e gli scribi, dissero al Signore Gesù: «Se tu sei il Cristo, dillo a noi». Rispose loro: «Anche se ve lo dico, non mi crederete; se vi interrogo, non mi risponderete. Ma d’ora in poi il Figlio dell’uomo siederà alla destra della potenza di Dio». Allora tutti dissero: «Tu dunque sei il Figlio di Dio?». Ed egli rispose loro: «Voi stessi dite che io lo sono».
Vangelo
Si capisce il tono polemico del Vangelo. Gesù è sempre di fronte ad accusatori o, comunque, a gente che non si fida di lui, della sua rivelazione, del suo essere il Figlio che rivela il volto del Padre. Gesù stesso ricorda proprio a chi lo accusa che essi stessi devono ammettere che tutto quello che accade nel suo ministero è l’adempiersi delle Scritture antiche che essi conoscono molto bene. Eppure si percepisce il clima di ostilità, chiusura, disaffezione che è il contorno di tutta la scena. Direi che gli interlocutori di Gesù mancano di serietà. La serietà nell’ammettere che le Scritture antiche si stanno effettivamente adempiendo, la serietà di chi ascolta prima di giudicare, la serietà di chi vuole interrogarsi veramente sul mistero di Dio e su come esso sia presente nella vita delle singole persone. La serietà di Gesù è il contraltare di questa mancanza di serietà dei suoi interlocutori. Gesù lo sa benissimo e, per questo, lascia pian piano che emerga tutto il suo dolore per coloro che egli vorrebbe istruire ma che, di fatto, non si lasciano educare dalla sua voce. Dunque il Vangelo ci pone il perenne dilemma tra la serietà di Cristo che si rivela agli uomini e la non serietà con cui molti uomini, di fatto, si chiudono e resistono alla sua predicazione.
Timoteo
Lo stesso richiamo alla serietà è percepibile nella lettera a Timoteo. San Paolo chiede ai cristiani di essere seri nel loro modo di vivere, di approcciarsi alla fede, di partecipare alla stessa vita della Chiesa. Serietà è richiesta a tutti, a coloro che guidano la comunità e a coloro che ne fanno parte. Senza un serio cammino di vita è difficile che ci sia un cammino di fede autentico. San Paolo ne è particolarmente convinto e, per questo, propone anzitutto sé stesso come modello di serietà e come punto di riferimento per tutti.
C’è poi il caso concreto. Ovviamente le vedove erano molte anche all’epoca, anche molto giovani, a causa delle guerre o degli incidenti sul lavoro o delle malattie. Casi simili a quelli di oggi ma senza tutele. Le vedove potevano iscriversi nell’elenco delle vedove, per cui, poi, era la stessa comunità cristiana che doveva prendersene carico. San Paolo richiede due tipi di serietà diversi: anzitutto ai parenti di chi rimane vedova. La serietà consiste nel prendersi cura in prima persona, perché non scatti nei parenti il desiderio di mettere una vedova a carico della Chiesa venendo meno agli obblighi della parentela. Un richiamo molto forte alla solidità della famiglia e alla solidarietà tra parenti.
In secondo luogo, San Paolo invita le vedove giovani a non iscriversi al catalogo delle vedove se, poi, hanno in mente di rifarsi una vita affettiva. Il loro comportamento sarebbe a discredito della stessa comunità che accoglie in un “ordo”, cioè in un preciso raggruppamento ecclesiale, persone poco serie, che, poi, cambiano stile di vita.
Non c’è più un parallelo diretto con tutto questo ma capiamo il richiamo di San Paolo: la vita di fede richiede serietà. Non solo per la stessa vita di fede ma per la vita in generale. Chi ha fede, chi perviene al Battesimo deve mostrarsi più che mai serio. Ne va della stessa credibilità della Chiesa.
Per noi e per il nostro cammino di fede
Il richiamo alla serietà fa molto bene anche a noi. Spesso, infatti, vedo che i cristiani non vivono tanto seriamente. In genere, non solo nelle cose della vita di fede o nelle cose che riguardano direttamente Dio. Ci sono cristiani che sono poco seri nella vita affettiva, cristiani che sono poco seri nella vita lavorativa, cristiani che sono poco seri nella partecipazione alla vita comunitaria. Cristiani che, insomma, decidono di barcamenarsi come possono. Dando, però, l’impressione di una vita non ordinata, non tranquilla, non seria. Credo che il richiamo ad una vita più seria valga proprio per tutti. Siamo noi che, per primi, dobbiamo avere una vita seria e ordinata. Siamo noi che, per primi, dobbiamo dare testimonianza di una serietà di cammino umano. Poi, certo, anche di fede. Serietà di fede che diventa coronamento di quella serietà umana che diventa esempio e richiamo. Forse, oggi, viviamo in un tempo in cui si è poco portati ad essere seri. Viviamo in un tempo in cui è difficile richiamare tutti alla serietà di un cammino. Credo che tutti cerchiamo di essere più “furbi” che possiamo per tante cose che riguardano la vita e anche Dio. La Parola che ascoltiamo oggi ci richiama. Se non sei serio nella vita, non sarai serio nemmeno nel cammino di fede. Se non sei posato nel tuo cammino di uomo, non sarai serio nemmeno nelle cose che riguardano il regno di Dio. Ecco il richiamo che possiamo fare nostro.
Cerchiamo, dunque, di pregare perché la nostra vita sappia esprimere qualcosa di vero, di bello, di grande, di serio. Preghiamo perché anche noi, secondo la raccomandazione di San Paolo, possiamo essere cristiani seriamente dediti alla vita di fede. Ne va della credibilità della Chiesa stessa. Se la Chiesa non è troppo credibile, lo è per la non serietà dei suoi membri. Cerchiamo di convincercene e di non essere noi motivo di scandalo per la mancanza di serietà nel cammino che porta verso Dio.