Settimana della 1 domenica dopo l’Epifania – giovedì
Introduzione
Gli uomini illustri, questi sconosciuti! Direi così rileggendo le due Scritture.
La Parola di Dio
LETTURA Sir 44, 1. 15-18
Lettura del libro del Siracide
Facciamo ora l’elogio di uomini illustri, dei padri nostri nelle loro generazioni. I popoli parlano della loro sapienza, l’assemblea ne proclama la lode. Enoc piacque al Signore e fu rapito, esempio di conversione per tutte le generazioni. Noè fu trovato perfetto e giusto, al tempo dell’ira fu segno di riconciliazione; per mezzo suo un resto sopravvisse sulla terra, quando ci fu il diluvio. Alleanze eterne furono stabilite con lui, perché con il diluvio non fosse distrutto ogni vivente.
SALMO Sal 111 (112)
Beato l’uomo che teme il Signore.
Beato l’uomo che teme il Signore
e nei suoi precetti trova grande gioia.
Potente sulla terra sarà la sua stirpe,
la discendenza degli uomini retti sarà benedetta. R
Prosperità e ricchezza nella sua casa,
la sua giustizia rimane per sempre.
Spunta nelle tenebre, luce per gli uomini retti:
misericordioso, pietoso e giusto. R
Felice l’uomo pietoso che dà in prestito,
amministra i suoi beni con giustizia.
Egli non vacillerà in eterno:
eterno sarà il ricordo del giusto. R
Cattive notizie non avrà da temere,
saldo è il suo cuore, confida nel Signore.
Sicuro è il suo cuore, non teme,
finché non vedrà la rovina dei suoi nemici. R
Egli dona largamente ai poveri,
la sua giustizia rimane per sempre,
la sua fronte s’innalza nella gloria. R
VANGELO Mc 1, 35-45
Lettura del Vangelo secondo Marco
In quel tempo. Al mattino presto il Signore Gesù si alzò quando ancora era buio e, uscito, si ritirò in un luogo deserto, e là pregava. Ma Simone e quelli che erano con lui si misero sulle sue tracce. Lo trovarono e gli dissero: «Tutti ti cercano!». Egli disse loro: «Andiamocene altrove, nei villaggi vicini, perché io predichi anche là; per questo infatti sono venuto!». E andò per tutta la Galilea, predicando nelle loro sinagoghe e scacciando i demòni. Venne da lui un lebbroso, che lo supplicava in ginocchio e gli diceva: «Se vuoi, puoi purificarmi!». Ne ebbe compassione, tese la mano, lo toccò e gli disse: «Lo voglio, sii purificato!». E subito la lebbra scomparve da lui ed egli fu purificato. E, ammonendolo severamente, lo cacciò via subito e gli disse: «Guarda di non dire niente a nessuno; va’, invece, a mostrarti al sacerdote e offri per la tua purificazione quello che Mosè ha prescritto, come testimonianza per loro». Ma quello si allontanò e si mise a proclamare e a divulgare il fatto, tanto che Gesù non poteva più entrare pubblicamente in una città, ma rimaneva fuori, in luoghi deserti; e venivano a lui da ogni parte.
Siracide
Anzitutto per via del Siracide. Inizia quella sezione del libro che si chiama proprio così, la sezione sugli uomini illustri che prende nome proprio dal primo versetto delle letture che ascolteremo anche nei prossimi giorni. Però i primi due citati non sono nemmeno due uomini realmente esistiti. Enoc viene citato dalla Genesi come il sesto discendente di Adamo e viene ricordato proprio per il suo essere giusto. Secondo la Scrittura egli non morì ma fu assunto in cielo. Ovviamente siamo, come ho detto, non nel campo della storia, ma in quella sezione della Genesi che ha generato racconti per dire le cose che valgono sempre, per tutti i secoli. Noè lo conosciamo forse dal catechismo o, comunque, dalle storie che abbiamo ascoltato da bambini. Il diluvio è un racconto che serve proprio a questo, a dire la differenza tra il bene e il male e a professare la salvezza che viene da Dio. Il termine del diluvio è, infatti, la professione dell’alleanza tra Dio e gli uomini. Ecco dunque i primi due uomini illustri; sono due sconosciuti nemmeno realmente esistiti!
Vangelo
Così anche il Vangelo ci sta parlando di un uomo a suo modo illustre. È un illustre perché è un miracolato, è uno di quelli nei quali Dio ha fatto risplendere la luce della sua misericordia, donando una nuova vita, un nuovo splendore, una nuova dignità. Ma è anche un illustre sconosciuto. Non sappiamo il suo nome, non ci viene descritto il suo volto. Ci viene solo descritta la sua fede. La fede di un uomo che tutti ritenevano maledetto da Dio in quanto malato e che, invece, mostra di essere più vicino a Dio di molti altri. La sua malattia non solo non è sinonimo di peccato ma, addirittura, diventa la condizione nella quale incontrare Dio. È a causa della sua malattia che egli invoca il Signore e il suo grido non rimane inascoltato. È un illustre perché benedetto da Dio, salvato da Dio, amato da Cristo e sollevato alla salvezza.
Perchè la Parola dimori in noi
Le due letture mi fanno dire che è proprio così ed è sempre così: gli uomini illustri che Dio ama scorgere nella storia, sono, di fatto, uomini sconosciuti. Come gli uomini umili, normali di cui parlavamo l’altro ieri, gli apostoli che sono chiamati dal Signore ad una nuova realtà, ad una nuova vita, ad una nuova missione. Per Dio tutti gli uomini sono illustri: chi vive con fede e chi appare lontano da essa; chi è sano e chi è malato; chi cerca Dio e chi non lo cerca ma si lascia trovare da Lui… Tutti, insomma, possiamo essere tra quegli uomini illustri che Dio cerca. Tutti possiamo essere tra quegli uomini illustri di cui Dio si serve per manifestare al mondo le sue grandi opere. L’essere illustri non dipende da ciò che si è, da ciò che si fa, ma da come si vive la fede e da cosa si costruisce all’interno di essa.
- Vogliamo anche noi far parte di questi uomini illustri?
- Vogliamo anche noi comporre la fila di chi dà lode a Dio in questo modo?
Non preoccupiamoci di essere qualcuno, non preoccupiamoci di fare qualcosa, non preoccupiamoci di diventare grandi a tutti i costi e a tutti gli effetti. Preoccupiamoci, piuttosto, di essere graditi al Signore. Questo farà di noi degli uomini illustri. Uomini illustri di cui Dio è sempre in ricerca per portare avanti la sua opera nel mondo e per donare a tutti quella salvezza eterna che Lui solo è in grado di dare.