Sabato 15 febbraio

Settimana della 5 domenica dopo l’Epifania – Sabato 

La spiritualità di questo giorno

Concludiamo anche questa settimana con un tema da sempre molto caro all’uomo, anche all’uomo biblico: la ricerca della giustizia.

La Parola di questo giorno

LETTURA Es 21, 1; 23, 1-3. 6-8
Lettura del libro dell’Esodo

In quei giorni. Il Signore disse a Mosè: «Queste sono le norme che tu esporrai loro. Non spargerai false dicerie; non presterai mano al colpevole per far da testimone in favore di un’ingiustizia. Non seguirai la maggioranza per agire male e non deporrai in processo così da stare con la maggioranza, per ledere il diritto. Non favorirai nemmeno il debole nel suo processo. Non ledere il diritto del tuo povero nel suo processo. Ti terrai lontano da parola menzognera. Non far morire l’innocente e il giusto, perché io non assolvo il colpevole. Non accetterai doni, perché il dono acceca chi ha gli occhi aperti e perverte anche le parole dei giusti».

SALMO Sal 97 (98)

Cantate al Signore, che ha compiuto meraviglie.

Cantate al Signore un canto nuovo,
perché ha compiuto meraviglie.
Gli ha dato vittoria la sua destra
e il suo braccio Santo. R

Il Signore ha fatto conoscere la sua salvezza,
agli occhi delle genti ha rivelato la sua giustizia.
Egli si è ricordato del suo amore,
della sua fedeltà alla casa d’Israele. R

Tutti i confini della terra hanno veduto
la vittoria del nostro Dio.
Acclami il Signore tutta la terra,
gridate, esultate, cantate inni! R

EPISTOLA Gal 5, 16-23

Lettera di san Paolo apostolo ai Gàlati

Fratelli, vi dico: camminate secondo lo Spirito e non sarete portati a soddisfare il desiderio della carne. La carne infatti ha desideri contrari allo Spirito e lo Spirito ha desideri contrari alla carne; queste cose si oppongono a vicenda, sicché voi non fate quello che vorreste. Ma se vi lasciate guidare dallo Spirito, non siete sotto la Legge. Del resto sono ben note le opere della carne: fornicazione, impurità, dissolutezza, idolatria, stregonerie, inimicizie, discordia, gelosia, dissensi, divisioni, fazioni, invidie, ubriachezze, orge e cose del genere. Riguardo a queste cose vi preavviso, come già ho detto: chi le compie non erediterà il regno di Dio. Il frutto dello Spirito invece è amore, gioia, pace, magnanimità, benevolenza, bontà, fedeltà, mitezza, dominio di sé; contro queste cose non c’è Legge.

VANGELO Gv 16, 13-15
✠ Lettura del Vangelo secondo Giovanni

In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai suoi discepoli: «Quando verrà lui, lo Spirito della verità, vi guiderà a tutta la verità, perché non parlerà da se stesso, ma dirà tutto ciò che avrà udito e vi annuncerà le cose future. Egli mi glorificherà, perché prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà. Tutto quello che il Padre possiede è mio; per questo ho detto che prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà».

Esodo

Evidentemente già ai tempi di Mosè se ne discuteva. Mosè dovette intervenire proprio per questo. Egli, con la sua autorità, dovette insegnare che non si può defraudare il povero della sua speranza di giustizia. Ovviamente casi di corruzione esistevano anche all’epoca, ecco perché Mosè esprime un giudizio molto duro su coloro che si lasciano toccare da questa realtà. Tutti hanno diritto alla giustizia, tutti hanno diritto ad una buona fama, non si deve mai fare nulla per diminuire, togliere, rovinare quanto gli uomini possono fare o possono vivere. Sarebbe cosa gravissima.

Galati

Paolo torna sul tema. Perché, invece, la giustizia fa così fatica ad affermarsi? Perché ci sono uomini che la negano ad altri uomini, perché ci sono uomini che la manipolano, perché ci sono uomini che la distorcono? La risposta pare evidente a Paolo: perché ci sono desideri immoderati, “desideri della carne” che vuol dire anche desideri di prestigio, di prevaricazione, di scavalcamento della vita degli altri, che rovinano la giustizia, la percezione della giustizia, l’amministrazione della giustizia. Paolo guarda con sguardo molto obiettivo alla realtà. Queste cose ci saranno un po’ sempre, perché l’uomo è sempre così, si lascia attrarre da queste cose sempre. Solo la fede può togliere da questo genere di desideri, schiudendo altri orizzonti alla giustizia, alla speranza, alla libertà stessa.

Vangelo

Così anche il Vangelo ci ha ricordato che, fino a quando staremo su questa terra, le cose saranno tutte necessariamente un po’ confuse, un po’ come mischiate. Fino a che la fede sarà una ricerca, noi non possederemo mai la verità di Dio; questo farà sì che la ricerca stessa della verità sia un po’ incerta sempre. Nella sua via si procede un po’ a tentoni e non se ne può fare a meno. Però la grande speranza deve essere quella di entrare nella giustizia di Dio. In quel momento non solo si riepilogheranno tutte le ingiustizie commesse dagli uomini e saranno immerse nella pace di Dio, ma, finalmente, sarà a tutti nota la verità. Quella verità che, ora, nessuno può mai possedere.

Per noi e per il nostro cammino di fede

Il Giubileo è l’anno migliore nel quale possiamo riflettere sul tema della giustizia. La riflessione è molto complessa, dipende anche da quale angolatura partiamo e che cosa vogliamo meditare. Credo però che a tutti si richieda questa onestà intellettuale: la giustizia è assolutamente necessaria agli uomini. Vera giustizia è solo quella di Dio: la giustizia degli uomini non può essere che parziale, frammentaria, limitata. È bene attendere la giustizia di Dio, ed anzi esercitarsi in una vera e propria attesa di essa. Il giorno dell’incontro con Dio è anche giorno di incontro con la sua giustizia, oltre che con la sua misericordia. Anche questo credo sia bene sottolinearlo. Infine penso che sia bene esercitarci ad essere uomini giusti, anche se nessuna vera giustizia definitiva ci sarà mai possibile. La speranza di giungere davanti a Dio giudice giusto ed imparziale ci deve appartenere e ci deve accompagnare, ma non deve mai nemmeno venire meno il nostro anelito alla giustizia e il nostro sincero desiderio di partecipare a qualsiasi manifestazione di essa.

In questo anno giubilare non perdiamo, poi, l’occasione di pregare per chi rimane colpito dalle ingiustizie della vita e disponiamoci sempre ad essere noi per primi coloro che, almeno con la preghiera, cercano di riparare. Prendiamo poi anche parte alle diverse riflessioni che ci vengono offerte. Anche questo è uno dei doni belli ed unici di un anno giubilare.

Provocazioni

  • Come vivo la tensione alla giustizia?
  • Cosa posso fare io per promuovere la giustizia?
  • Cosa chiedo al Signore, oggi, come intercessione per tutti coloro che fanno esperienza di ingiustizia?
2025-02-07T12:15:37+01:00