Sabato 15 marzo

Settimana della prima domenica di quaresima – Sabato 

La spiritualità di questo giorno

Da molti anni cerco, in Quaresima, di insistere sul valore battesimale del sabato. I sabati di Quaresima sono pensati come un itinerario speciale dentro l’itinerario stesso della Quaresima: un cammino che deve permettere a tutti di riprendere coscienza dell’importanza del proprio Battesimo. Questo mentre, magari, si accompagnano anche dei catecumeni, cioè degli “aspiranti” cristiani. Anche noi lo abbiamo fatto lo scorso anno e lo faremo ancora il prossimo anno. Quest’anno non abbiamo catecumeni da battezzare la notte di Pasqua, ma vivremo questo itinerario pensando a noi e al nostro Battesimo. Ecco l’itinerario:

1° sabato: il Battesimo dono di misericordia del Padre

2° sabato: il gesto dell’imposizione delle mani

3° sabato: il gesto dell’unzione

4° sabato: il Battesimo ai bambini

5° sabato: la consegna del Credo e la professione di fede

Cerchiamo anche noi di vivere bene questo momento per dare valore al nostro Battesimo.

La Parola di questo giorno

LETTURA Dt 24, 17-22
Lettura del libro del Deuteronomio

In quei giorni. Mosè disse: «Ascolta Israele. Non lederai il diritto dello straniero e dell’orfano e non prenderai in pegno la veste della vedova. Ricòrdati che sei stato schiavo in Egitto e che di là ti ha liberato il Signore, tuo Dio; perciò ti comando di fare questo. Quando, facendo la mietitura nel tuo campo, vi avrai dimenticato qualche mannello, non tornerai indietro a prenderlo. Sarà per il forestiero, per l’orfano e per la vedova, perché il Signore, tuo Dio, ti benedica in ogni lavoro delle tue mani. Quando bacchierai i tuoi ulivi, non tornare a ripassare i rami. Sarà per il forestiero, per l’orfano e per la vedova. Quando vendemmierai la tua vigna, non tornerai indietro a racimolare. Sarà per il forestiero, per l’orfano e per la vedova. Ricòrdati che sei stato schiavo nella terra d’Egitto; perciò ti comando di fare questo».

SALMO Sal 9 (10)

Il Signore non dimentica il grido degli afflitti.

Renderò grazie al Signore con tutto il cuore,
annuncerò tutte le tue meraviglie.
Gioirò ed esulterò in te,
canterò inni al tuo nome, o Altissimo,
perché hai sostenuto il mio diritto e la mia causa:
ti sei seduto in trono come giudice giusto. R

Il Signore sarà un rifugio per l’oppresso,
un rifugio nei momenti di angoscia.
Confidino in te quanti conoscono il tuo nome,
perché tu non abbandoni chi ti cerca, Signore. R

Egli chiede conto del sangue versato,
se ne ricorda, non dimentica il grido dei poveri.
Tu vedi l’affanno e il dolore,
li guardi e li prendi nelle tue mani. R

A te si abbandona il misero,
dell’orfano tu sei l’aiuto.
Tu accogli, Signore, il desiderio dei poveri,
perché sia fatta giustizia all’orfano e all’oppresso. R

EPISTOLA Rm 14, 1-9
Lettera di san Paolo apostolo ai Romani

Fratelli, accogliete chi è debole nella fede, senza discuterne le opinioni. Uno crede di poter mangiare di tutto; l’altro, che invece è debole, mangia solo legumi. Colui che mangia, non disprezzi chi non mangia; colui che non mangia, non giudichi chi mangia: infatti Dio ha accolto anche lui. Chi sei tu, che giudichi un servo che non è tuo? Stia in piedi o cada, ciò riguarda il suo padrone. Ma starà in piedi, perché il Signore ha il potere di tenerlo in piedi. C’è chi distingue giorno da giorno, chi invece li giudica tutti uguali; ciascuno però sia fermo nella propria convinzione. Chi si preoccupa dei giorni, lo fa per il Signore; chi mangia di tutto, mangia per il Signore, dal momento che rende grazie a Dio; chi non mangia di tutto, non mangia per il Signore e rende grazie a Dio. Nessuno di noi, infatti, vive per se stesso e nessuno muore per se stesso, perché se noi viviamo, viviamo per il Signore, se noi moriamo, moriamo per il Signore. Sia che viviamo, sia che moriamo, siamo del Signore. Per questo infatti Cristo è morto ed è ritornato alla vita: per essere il Signore dei morti e dei vivi.

VANGELO Mt 12, 1-8
✠ Lettura del Vangelo secondo Matteo

In quel tempo. Il Signore Gesù passò, in giorno di sabato, fra campi di grano e i suoi discepoli ebbero fame e cominciarono a cogliere delle spighe e a mangiarle. Vedendo ciò, i farisei gli dissero: «Ecco, i tuoi discepoli stanno facendo quello che non è lecito fare di sabato». Ma egli rispose loro: «Non avete letto quello che fece Davide, quando lui e i suoi compagni ebbero fame? Egli entrò nella casa di Dio e mangiarono i pani dell’offerta, che né a lui né ai suoi compagni era lecito mangiare, ma ai soli sacerdoti. O non avete letto nella Legge che nei giorni di sabato i sacerdoti nel tempio vìolano il sabato e tuttavia sono senza colpa? Ora io vi dico che qui vi è uno più grande del tempio. Se aveste compreso che cosa significhi: “Misericordia io voglio e non sacrifici”, non avreste condannato persone senza colpa. Perché il Figlio dell’uomo è signore del sabato».

Meditazione

Misericordia io voglio e non sacrifici

Non condannare persone senza colpa

Il Figlio dell’uomo è signore anche del sabato

La nostra riflessione deve necessariamente partire dal Vangelo. Il Signore ha detto queste parole per ricordare a tutti che la fede non è mai un invito al sacrificio. Se provate a pensare per molte persone è così. Ci sono stati anche tempi in cui questa prospettiva era la maggioritaria all’interno della fede, non solo per l’ebraismo, ma anche per i cristiani. Certamente tutti abbiamo in mente gli inviti della nostra nonna, educata alla rinuncia, alla privazione, alla mortificazione, al dolore. Era la spiritualità che si era formata soprattutto nel 1800 e che ha avuto grandi strascichi anche in tutta la prima metà del secolo scorso, forse anche complice la storia che abbiamo vissuto. Tutto era pensato come un invito a rinunciare a qualcosa, a soffrire volontariamente, a privarsi di qualche bene… Oggi non abbiamo questa sensibilità e non siamo in un tempo che la sostiene. Anzi, siamo all’opposto: di fronte ad una rinuncia, di fronte ad un richiamo alla sobrietà, come tutti sentiamo in questo tempo di Quaresima, molti si domandano: perché? Perché rinunciare, perché non approfittare dei giorni intanto che ci sono date possibilità importanti? Perché privarci volontariamente di quello che ci piace? Abbiamo perso completamente il senso della rinuncia e della sofferenza. Non che sia tutto un male! L’importante è capire ciò che il Vangelo ci chiede: tutti siamo invitati a fare esperienze di misericordia per dare ad altri misericordia. Il Vangelo è molto chiaro in proposito. Il Signore Gesù, con i suoi discepoli, sta facendo esattamente questo. Sta permettendo loro di fare un’esperienza di misericordia. Essi stanno cogliendo spighe in giorno di sabato, cosa vietata dalla legge di Mosè. Gesù non li condanna, anzi, spiega loro che anche questi gesti devono essere inquadrati dentro un orizzonte di vita che è quello della misericordia. Gesù invita per questo a non condannare persone innocenti, ovvero a non applicare ad altri metri di giudizio troppo stringenti e in grado solo di escludere alcuni uomini dalle condizioni della salvezza. Piuttosto invita ad usare misericordia, non già per essere di manica larga, ma per imitare Dio. Dio non toglie il limite tra bene e male, non confonde mai le cose. Piuttosto, anche nell’indicare alcune realtà come non in grado di favorire la crescita, lo sviluppo, l’integrazione tra gli uomini, dichiara di non voler condannare nessuno in nome della sua infinita misericordia. Il cristiano è chiamato a fare altrettanto. Dove il cristiano incontra la misericordia di Dio? Soprattutto in due sacramenti: il sacramento del Battesimo e il sacramento della Riconciliazione. Il Battesimo è il primo incontro dell’uomo con la misericordia di Dio, dal momento che è nel Battesimo che viene tolto il peccato originale e tutti i peccati commessi fino a quel momento. Il Battesimo è lavacro di rigenerazione. Poiché però è impossibile alla libertà non peccare più dopo il Battesimo, ecco il Sacramento della Riconciliazione, che serve per togliere i peccati che si sono commessi nel tempo dopo il Battesimo. È un altro momento di incontro con la misericordia del Padre, un altro momento nel quale ogni credente può capire la grande misericordia di Dio per tutti.

Per noi e per il nostro cammino di fede

  • Quali esperienze di misericordia hanno segnato la mia vita?
  • Condanno forse qualcuno con i miei giudizi?
  • Che esperienze di misericordia concedo agli altri?

Credo che questa breve meditazione chieda a ciascuno di noi di cercare di recuperare nella memoria le esperienze di misericordia che abbiamo fatto nel corso degli anni. Possono essere legate ai sacramenti – per esempio potremmo ritornare a capire cosa è successo in alcune confessioni particolarmente significative – oppure cercare di capire cosa è successo in altri momenti di vita che hanno comunque segnato il nostro cammino. Oppure potremmo chiederci se siamo in grado di far fare ad altri esperienze di misericordia, o se, invece, siamo duri nei giudizi, rigidi nelle posizioni e, quindi, non sappiamo far fare ad altri esperienze di misericordia. Soprattutto, però, vi consiglio oggi di meditare il fatto che qualsiasi misericordia ricevuta o donata prende origine da quell’esperienza che abbiamo fatto nel Battesimo, esperienza che magari non ricordiamo nemmeno, esperienza alla quale non siamo mai ritornati con la preghiera. Esperienza che, pure, è all’origine del cammino di misericordia che possiamo fare e che dobbiamo fare, se vogliamo che questa Quaresima del Giubileo segni la nostra vita e la nostra pratica di fede. Consiglierei di ringraziare il Signore perché il Battesimo ci è stato dato; pregherei per le persone che noi abbiamo accompagnato al Battesimo (figli, nipoti, amici…); infine pregherei con vivo senso di affidamento a Dio, per tutti coloro che non ricevono più il Battesimo, per tutti i bambini privati di questa grazia, per tutti coloro che non fanno questa esperienza di misericordia che segna la vita. Preghiamo perché, prima o poi, nel corso della loro esistenza, possano fare esperienza della misericordia di Dio.

Mettiamo la misericordia di Dio al centro di questo giorno, ringraziamo Dio per la settimana che si chiude, attendiamo la prossima domenica come nuovo giorno del risorto, nuovo giorno che il Padre ci dona per camminare nella sua grazia.

Esercizio di quaresima per questa settimana di quaresima giubilare

Mentre ringrazio per il mio Battesimo, chiedo al Signore di custodire la domenica che celebrerò domani.

2025-03-07T19:18:00+01:00