3 Domenica dopo il martirio di San Giovanni il Precursore
Introduzione
- Che cosa ci dà sicurezza?
Credo che questa domanda sia, di fatto, quella che molti di noi portano nel cuore; la domanda ci viene in un tempo che non conosce poi molte sicurezze, in un momento nel quale tante cose si agitano nella vita, nella società, nel mondo e immettono dentro di noi un senso di profondissima insicurezza. La parola di Dio ci dona alcune risposte molto chiare e utili da riscoprire per il nostro cammino spirituale.
La Parola di Dio
LETTURA Is 32, 15-20
Lettura del profeta Isaia
In quei giorni. Isaia parlò, dicendo: «In noi sarà infuso uno spirito dall’alto; allora il deserto diventerà un giardino e il giardino sarà considerato una selva. Nel deserto prenderà dimora il diritto e la giustizia regnerà nel giardino. Praticare la giustizia darà pace, onorare la giustizia darà tranquillità e sicurezza per sempre. Il mio popolo abiterà in una dimora di pace, in abitazioni tranquille, in luoghi sicuri, anche se la selva cadrà e la città sarà sprofondata. Beati voi! Seminerete in riva a tutti i ruscelli e lascerete in libertà buoi e asini».
SALMO Sal 50 (51)
Manda il tuo Spirito, Signore,
e rinnova la faccia della terra.
Crea in me, o Dio, un cuore puro,
rinnova in me uno spirito saldo.
Non scacciarmi dalla tua presenza
e non privarmi del tuo santo spirito. R
Rendimi la gioia della tua salvezza,
sostienimi con uno spirito generoso.
Insegnerò ai ribelli le tue vie
e i peccatori a te ritorneranno. R
Signore, apri le mie labbra
e la mia bocca proclami la tua lode.
Nella tua bontà fa’ grazia a Sion,
ricostruisci le mura di Gerusalemme. R
EPISTOLA Rm 5, 5b-11
Lettera di san Paolo apostolo ai Romani
Fratelli, l’amore di Dio è stato riversato nei nostri cuori per mezzo dello Spirito Santo che ci è stato dato. Infatti, quando eravamo ancora deboli, nel tempo stabilito Cristo morì per gli empi. Ora, a stento qualcuno è disposto a morire per un giusto; forse qualcuno oserebbe morire per una persona buona. Ma Dio dimostra il suo amore verso di noi nel fatto che, mentre eravamo ancora peccatori, Cristo è morto per noi. A maggior ragione ora, giustificati nel suo sangue, saremo salvati dall’ira per mezzo di lui. Se infatti, quand’eravamo nemici, siamo stati riconciliati con Dio per mezzo della morte del Figlio suo, molto più, ora che siamo riconciliati, saremo salvati mediante la sua vita. Non solo, ma ci gloriamo pure in Dio, per mezzo del Signore nostro Gesù Cristo, grazie al quale ora abbiamo ricevuto la riconciliazione.
VANGELO Gv 3, 1-13
✠ Lettura del Vangelo secondo Giovanni
In quel tempo. Vi era tra i farisei un uomo di nome Nicodèmo, uno dei capi dei Giudei. Costui andò dal Signore Gesù, di notte, e gli disse: «Rabbì, sappiamo che sei venuto da Dio come maestro; nessuno infatti può compiere questi segni che tu compi, se Dio non è con lui». Gli rispose Gesù: «In verità, in verità io ti dico, se uno non nasce dall’alto, non può vedere il regno di Dio». Gli disse Nicodèmo: «Come può nascere un uomo quando è vecchio? Può forse entrare una seconda volta nel grembo di sua madre e rinascere?». Rispose Gesù: «In verità, in verità io ti dico, se uno non nasce da acqua e Spirito, non può entrare nel regno di Dio. Quello che è nato dalla carne è carne, e quello che è nato dallo Spirito è spirito. Non meravigliarti se ti ho detto: dovete nascere dall’alto. Il vento soffia dove vuole e ne senti la voce, ma non sai da dove viene né dove va: così è chiunque è nato dallo Spirito». Gli replicò Nicodèmo: «Come può accadere questo?». Gli rispose Gesù: «Tu sei maestro d’Israele e non conosci queste cose? In verità, in verità io ti dico: noi parliamo di ciò che sappiamo e testimoniamo ciò che abbiamo veduto; ma voi non accogliete la nostra testimonianza. Se vi ho parlato di cose della terra e non credete, come crederete se vi parlerò di cose del cielo? Nessuno è mai salito al cielo, se non colui che è disceso dal cielo, il Figlio dell’uomo».
Isaia
Una prima risposta viene dalla lettura, dal profeta Isaia. Anzitutto il profeta di serviva di immagini in crescendo: l’albero piantato che diventa un giardino e, poi, una selva. Immagine che ci parla di una grande pace e di un grande senso di sicurezza, di alleanza. Il profeta stesso spiega poi l’immagine: “praticare la giustizia darà la pace, onorare la giustizia darà tranquillità e sicurezza per sempre”. Cosa significano queste parole? Soprattutto a cosa allude il profeta quando parla di giustizia? La giustizia è quella virtù che nasce quando un uomo sa rapportarsi a Dio, quando un uomo trova il giusto modo e il giusto mezzo per rapportarsi a Dio, allora trova anche il giusto modo per rapportarsi agli altri uomini e per dare a ciascuno quello che è giusto. Dalla giustizia, ovvero dalla bontà del rapporto con Dio, nasce il desiderio di trattare con giustizia tutti gli uomini. Potremmo dire così: è dalla profondità della fede che nasce il desiderio di stare in mezzo agli uomini coltivando la giustizia, la lealtà, la bontà dei rapporti, la vicinanza, l’aiuto vicendevole, il senso del servizio, la carità.
Se però manca la profondità del rapporto con Dio, difficilmente si potrà avere anche una giusta misura nel rapporto con gli uomini. Anzi, al contrario, accadrà che la poca immersione nel mistero di Dio, la poca contemplazione, rovinerà anche l’amicizia con gli uomini, il rispetto dovuto a ciascuno, il servizio vicendevole, gratuito e generoso che dovrebbe nascere in segno di vera ed eterna fratellanza.
Ecco perché il profeta poteva poi dire beato chi vive questa realtà. Chi vive nell’amicizia con Dio non rimane scosso da niente, capiti quello che capiti. Il che significa anche il contrario. Dove manca la fede è chiaro che mancherà l’equilibrio, il giusto metodo per rapportarsi con gli altri uomini, l’attenzione a ciascuno. Dove manca la profondità della fede non nasce solidarietà tra gli uomini. Dove manca la fede, in fondo, manca tutto. Solo dalla fede nasce la pienezza di ogni cosa.
Romani
Una seconda risposta viene dall’Epistola. San Paolo ci ha detto chiaramente che la stabilità, il senso di pace, il senso di sicurezza nasce solamente quando ci si mette a contemplare l’amore di Dio che ama i peccatori. Solo allora, solo nel riconcorsi peccatori sempre bisognosi del perdono di Dio, nasce quel senso di fede che diventa uno sguardo concreto e reale di bontà su tutte le cose. Solo quando si ha il coraggio di guardare alle cose immergendosi nello stesso sguardo di Dio, allora nasce quella pace e quella sicurezza alla quale tutti anelano. Avere lo sguardo di Dio significa circondare di amore ogni cosa, anche quella che meriterebbe tutt’altro. Avere lo stesso sguardo di Dio significa avere la forza di entrare nelle singole situazioni della vita animati dal desiderio di servizio, di comprensione, di solidarietà che è ciò che Dio fa in ogni situazione dell’uomo. Avere lo sguardo di Dio significa essere disposti ad amare le cose pagando di persona.
San Paolo spiega poi il perché di tutto questo. Quando uno cerca di avere lo stesso sguardo di Dio nasce il desiderio di riconciliazione, nasce il desiderio di concordia, nasce il desiderio di perdono per le varie mancanze della vita. Quando si entra nel vivo di queste dinamiche, scatta un immediato senso di apertura al bene, di tensione alla concordia che genera poi pace, senso di sicurezza, solidarietà che diventa contagiosa per tutti.
Vangelo
Una terza risposta viene dal Vangelo, nel quale il Signore Gesù, parlando con Nicodemo, insegna che solo nella profondità e nella verità della vocazione battesimale risiede quella capacità di tendere alla giustizia di cui ha già parlato il profeta. Gesù ad un uomo di fede profonda e sincera come era Nicodemo, ricorda che non ci può essere senso di giustizia e tensione alla giustizia se non ci si mette sempre nella posizione di imparare di nuovo da Dio, chiedendo quella luce che è necessaria per il tratto di cammino che bisogna compiere. A Nicodemo, che chiedeva una comprensione sempre più profonda del mistero di Dio, Gesù non risponde con qualche bella citazione o con qualche proposta illuminante, ma richiama il senso di un cammino feriale nel quale “rinascere dall’alto”. Come dire: nella ferialità dei giorni, accedendo ad un vero percorso di sempre rinnovata conoscenza del mistero di Dio che non si fa mai bastare ciò che si conosce già, è possibile continuare quel cammino di conoscenza di Dio che è la fede dalla quale deriva ogni altro bene, compreso il senso di giustizia, di sicurezza, di pace di cui tutti abbiamo bisogno.
Per noi e per il nostro cammino di fede
Credo che di fronte a queste risposte della parola di Dio, tutti rimaniamo per lo meno stupiti. Stupiti perché noi avremmo iniziato a dare altre risposte. Forse qualcuno di noi dice che un senso di sicurezza maggiore si ha solo alzando i livelli di attenzione, quindi più controlli, più capillarità di presenza delle istituzioni, più severità delle pene. Posizione che, certo, ha non solo un suo fascino, ma che esprime anche una sua verità.
Altri potrebbero dire che un maggiore livello di sicurezza si ha solo investendo sui rapporti internazionali, costruendo alleanze per avere sufficiente consenso e forza politica da un lato e argini di rispetto dell’enorme dall’altro. Anche questa posizione dice sicuramente del vero, ma non può essere tutto.
Altri poi, potrebbero dire che un maggiore livello di sicurezza nasce anche da una maggiore istruzione. Posizione anche questa vera, ma, ovviamente limitata.
Ciascuno di noi potrebbe, poi, dire la sua, illustrare la sua posizione, dare la sua risposta. Ma a tutti, indipendentemente dalla nostra risposta personale, è chiesto, oggi, di confrontarci con la verità della Parola di Dio che ci ha detto che un vero senso di sicurezza nasce solo dalla fede. Solo quando ci si mette davanti al mistero di Dio e si contempla questo mistero, nasce, come ci diceva il profeta, il rispetto per ogni cosa. Dove c’è rispetto per Dio non manca il rispetto per le cose e per l’uomo, a meno di vivere un itinerario di fede profondamente falso. La contemplazione di Dio porta sempre alla ricerca della pace, al perdono, alla concordia.
In secondo luogo le scritture ci hanno detto che un vero senso di pace nasce solo dove la forza del perdono si fa attraente. Pensate a quale forza del perdono tutti necessitiamo. Ma pensate anche a come tutti potremmo contribuire a questa forza vivendo riconciliazioni vere con altre persone. Nella famiglia e fuori da essa, nel mondo delle relazioni che tutti abbiamo, nel lavoro, nelle amicizie, nelle realtà che frequentiamo. La forza della riconciliazione è quella che richiama sempre papa Francesco, anche in questo recentissimo viaggio in territori lontani da noi, con una vita profondamente diversa dalla nostra, eppure chiese così promettenti anche da questo punto di vista. Facciamoci carico di questa proposta di pace e suscitiamo in noi il desiderio di una fede sempre più profonda che sappia attrarre tutti noi verso una meta sempre più alta.
In terzo luogo vi suggerirei di leggere l’intensa omelia dell’Arcivescovo pronunciata i funerali delle vittime della strage di Paderno. Il Vescovo dice che occorre essere capaci di interpretare l’enigma stando di fronte al mistero ed aggiunge, immaginando un dialogo tra Dio Padre e il papà del figlio maggiore Riccardo: “Voglio stare vicino a Riccardo e aiutarlo a dire le parole giuste, a dare il nome giusto alla vita, anche al dolore, anche alla rabbia. La parola è già una medicina. Il papà, se ascolta la sua esperienza e ascolta la voce del Signore, sa la parola giusta, sa il discorso rassicurante, sa la parola che incoraggia, che corregge, che rimprovera, che perdona». Si recupera il senso di speranza, il senso di pace quando ci aiutiamo vicendevolmente a dire parole giuste, a coltivare gesti e semi di speranza. Questo è anche quello che cerchiamo di fare come comunità, qui, ora, nella preghiera, ma poi in molte altre manifestazioni della vita comune. Credo che anche questa prossima settimana, con la festa di San Maurizio, ci aiuterà a dire parole di bene, di pace, di speranza. Ecco perché esserci. Ecco perché non mancare. Per ascoltare, e al tempo stesso per dire quelle parole di speranza che sono le parole che aumentano in noi la fede e il senso di Dio, ciò costruisce pace e sicurezza per noi e per gli altri.