Lunedì 16 settembre

Settimana della 3 domenica dopo il martirio – Lunedì 

La spiritualità di questa settimana

Cornelio, Satiro, Eustorgio, Andrea Kim e San Matteo sono i santi che celebreremo questa settimana che ci porterà a vivere domenica prossima la festa di San Maurizio e dei suoi compagni, celebrando il patrono della comunità pastorale. A parte oggi, giorno in cui concludiamo la lettera di Pietro, per i prossimi giorni leggeremo la lettera di Giacomo, sempre in unione alle pagine del Vangelo di San Luca.

La Parola di questo giorno

LETTURA 1Pt 5, 1-14
Lettura della prima lettera di san Pietro apostolo

Carissimi, esorto gli anziani che sono tra voi, quale anziano come loro, testimone delle sofferenze di Cristo e partecipe della gloria che deve manifestarsi: pascete il gregge di Dio che vi è affidato, sorvegliandolo non perché costretti ma volentieri, come piace a Dio, non per vergognoso interesse, ma con animo generoso, non come padroni delle persone a voi affidate, ma facendovi modelli del gregge. E quando apparirà il Pastore supremo, riceverete la corona della gloria che non appassisce. Anche voi, giovani, siate sottomessi agli anziani. Rivestitevi tutti di umiltà gli uni verso gli altri, perché Dio resiste ai superbi, ma dà grazia agli umili. Umiliatevi dunque sotto la potente mano di Dio, affinché vi esalti al tempo opportuno, riversando su di lui ogni vostra preoccupazione, perché egli ha cura di voi. Siate sobri, vegliate. Il vostro nemico, il diavolo, come leone ruggente va in giro cercando chi divorare. Resistetegli saldi nella fede, sapendo che le medesime sofferenze sono imposte ai vostri fratelli sparsi per il mondo. E il Dio di ogni grazia, il quale vi ha chiamati alla sua gloria eterna in Cristo Gesù, egli stesso, dopo che avrete un poco sofferto, vi ristabilirà, vi confermerà, vi rafforzerà, vi darà solide fondamenta. A lui la potenza nei secoli. Amen! Vi ho scritto brevemente per mezzo di Silvano, che io ritengo fratello fedele, per esortarvi e attestarvi che questa è la vera grazia di Dio. In essa state saldi! Vi saluta la comunità che vive in Babilonia e anche Marco, figlio mio. Salutatevi l’un l’altro con un bacio d’amore fraterno. Pace a voi tutti che siete in Cristo!

SALMO Sal 32 (33)

Dell’amore del Signore è piena la terra.

Esultate, o giusti, nel Signore;
per gli uomini retti è bella la lode.
Perché retta è la parola del Signore
e fedele ogni sua opera.
Egli ama la giustizia e il diritto;
dell’amore del Signore è piena la terra. R

Beata la nazione che ha il Signore come Dio,
il popolo che egli ha scelto come sua eredità.
Il Signore guarda dal cielo:
egli vede tutti gli uomini;
lui, che di ognuno ha plasmato il cuore
e ne comprende tutte le opere. R

L’anima nostra attende il Signore:
egli è nostro aiuto e nostro scudo.
È in lui che gioisce il nostro cuore,
nel suo santo nome noi confidiamo.
Su di noi sia il tuo amore, Signore,
come da te noi speriamo. R

VANGELO Lc 17, 26-33
✠ Lettura del Vangelo secondo Luca

In quel tempo. Il Signore Gesù disse: «Come avvenne nei giorni di Noè, così sarà nei giorni del Figlio dell’uomo: mangiavano, bevevano, prendevano moglie, prendevano marito, fino al giorno in cui Noè entrò nell’arca e venne il diluvio e li fece morire tutti. Come avvenne anche nei giorni di Lot: mangiavano, bevevano, compravano, vendevano, piantavano, costruivano; ma, nel giorno in cui Louscì da Sòdoma, piovve fuoco e zolfo dal cielo e li fece morire tutti. Così accadrà nel giorno in cui il Figlio dell’uomo si manifesterà. In quel giorno, chi si troverà sulla terrazza e avrà lasciato le sue cose in casa, non scenda a prenderle; così, chi si troverà nel campo, non torni indietro. Ricordatevi della moglie di Lot. Chi cercherà di salvare la propria vita, la perderà; ma chi la perderà, la manterrà viva».

Vangelo

Nel Vangelo leggiamo questo invito alla vigilanza e alla sobrietà. Invito che non deve essere vissuto come una paura, la paura della fine della vita o anche della fine dei tempi, piuttosto come monito per vivere bene i giorni presenti che hanno tutti una loro complessità e una loro difficoltà. San Luca ci sta dicendo che chi accoglie la predicazione del Signore, cerca di vivere bene tutti i giorni della vita, facendo in modo che il proprio modo di vivere, il proprio modo di comportarsi sia sempre corrispondente al Vangelo. Il cristiano non vive nella paura del giudizio, piuttosto vive bene i giorni che gli sono donati come tempo che Dio concede perché si possa vivere nella sua grazia e nella sua conoscenza.

1 Petri

Così anche San Pietro che aveva due inviti specifici. Uno per gli anziani, che non sono tanto coloro che vivono l’anzianità ma, in questo contesto, i responsabili della comunità, diremmo noi i sacerdoti. L’altro invito è per i giovani, che vivono nella comunità e che, ovviamente, già allora, portavano novità che faticavano a comporsi con l’insegnamento dei presbiteri o, per lo meno, era provocatorio rispetto ad esso. San Pietro richiama a tutti una verità di fede che è quella che abbiamo ascoltato nel Vangelo: tutti, indipendentemente dall’età e dal ruolo che si vive nella comunità, siamo chiamati a vivere bene l’adesione al Vangelo, come modo per dare senso ai giorni che ci vengono donati. Ecco perché San Pietro raccomandava l’attenzione reciproca, l’ascolto fraterno, il desiderio di camminare insieme. Tutte modalità molto concrete con le quali si può incarnare quell’attenzione al presente, quell’attenzione alla vita stessa della comunità che costituiscono già un cammino di santificazione sia personale che comunitario.

Per noi e per il nostro cammino di fede

Ovviamente la Parola finale della lettera di San Pietro provoca ciascuno di noi. Se anche noi siamo figli della speranza cristiana, come abbiamo meditato nei giorni scorsi, se anche noi vogliamo edificare una comunità che diventa esemplare non tanto per quello che fa, ma perché crede fermamente nel ritorno di Cristo e lo attende, allora viviamo la sobrietà come stile di vita! Allora viviamo l’attenzione che ci provoca e l’edificazione vicendevole come frutto, come effetto di quella vita comunitaria che unisce tutti nel cammino verso Dio Padre. Credo che anche noi possiamo fare nostre queste attenzioni. Al di là dell’età della vita che stiamo vivendo, al di là della disponibilità che abbiamo dato a qualche servizio comunitario, tutti siamo chiamati a vigilare intanto sul nostro personale modo di vivere e, poi, su quello della comunità stessa, per verificare se c’è in noi il desiderio di vivere come chi attende il ritorno del Signore e come coloro che non temono il giudizio di Dio, anzi, anelano alla visione del suo volto. La lettera di Pietro è dunque tutta una catechesi sulla speranza, sul desiderio di relazioni vere dentro la comunità cristiana, sul desiderio di purificazione sia personale sia della comunità stessa, perché tutti insieme ci si possa incamminare verso l’incontro con Cristo.

Credo che leggere questa parola proprio all’inizio della settimana che ci porterà a celebrare la festa di San Maurizio patrono, ci sia di grande aiuto e sia davvero, per tutti noi, occasione propizia per interrogarci sul nostro modo di vivere e sul nostro modo di testimoniare la fede. Chiediamo fin d’ora l’aiuto di San Cornelio, che fu papa tra i successori di San Pietro e a tutti gli altri santi che celebreremo nei prossimi giorni, il loro aiuto e la loro intercessione, perché possiamo non solo riflettere, ma soprattutto vivere ciò che la Parola di Dio con forza ci comunica e ci dona di vivere.

Il caso fondamentale è, poi, quello del matrimonio. Oggi noi accettiamo come normali moltissimi comportamenti che non hanno molto a che vedere con il Vangelo: la convivenza, le seconde o terze nozze, la divisione delle coppie… La Parola di Dio ci sta richiamando. Queste realtà possono benissimo accompagnare la storia degli uomini e molti uomini possono essere inseriti in essa. È ai cristiani che tutto questo non dovrebbe capitare e, anche quando dovesse capitare, c’è modo e modo di reagire, c’è modo e modo di vivere e di arginare quello che capita. Non per nasconderlo certamente, ma per dare un senso cristiano anche alle cose che possono capitare.

Chiediamo al Signore questa grazia, perché possiamo essere noi i primi che non danno scandalo e che vivono il Vangelo con grinta e continuità grande.

Provocazioni dalla Parola

  • Come abbiamo meditato sulla lettera di San Pietro?
  • Ci sentiamo un po’ più forti nella speranza cristiana?
  • Viviamo come figli di quella Parola che tutti conduce alla salvezza?
2024-09-14T13:39:39+02:00