giovedì 15 ottobre

Settimana della 7 domenica dopo il martirio di San Giovanni il Precursore – giovedì 

La spiritualità di questo giorno

La grandissima figura di Santa Teresa illumina questo giorno. Donna dalla fede granitica, è stata anche donna che ha saputo imprimere una profonda riforma al suo ordine religioso, perché, nel suo secolo e per i secoli futuri, sapesse rispondere alle esigenze del tempo in cui è stato dato di vivere. Una riforma spirituale che ha coinvolto poi materialmente tutti i conventi dei quali si è fatta carico. Rileggiamo le Scritture di oggi sorretti anche da questa figura e dalla fede di una donna così incredibilmente sprofondata nel mistero di Dio.

La Parola di questo giorno

EPISTOLA Tt 2, 11-15a
Lettera di san Paolo apostolo a Tito

Carissimo, è apparsa infatti la grazia di Dio, che porta salvezza a tutti gli uomini e ci insegna a rinnegare l’empietà e i desideri mondani e a vivere in questo mondo con sobrietà, con giustizia e con pietà, nell’attesa della beata speranza e della manifestazione della gloria del nostro grande Dio e salvatore Gesù Cristo. Egli ha dato se stesso per noi, per riscattarci da ogni iniquità e formare per sé un popolo puro che gli appartenga, pieno di zelo per le opere buone. Questo devi insegnare, raccomandare e rimproverare con tutta autorità.

SALMO Sal 135 (136)

Rendete grazie al Dio del cielo,
il suo amore è per sempre.

Rendete grazie al Signore perché è buono,
perché il suo amore è per sempre.
Rendete grazie al Signore dei signori,
perché il suo amore è per sempre.
Lui solo ha compiuto grandi meraviglie,
perché il suo amore è per sempre. R

Colpì l’Egitto nei suoi primogeniti,
perché il suo amore è per sempre.
Da quella terra fece uscire Israele,
perché il suo amore è per sempre.
Con mano potente e braccio teso,
perché il suo amore è per sempre. R

Nella nostra umiliazione si è ricordato di noi,
perché il suo amore è per sempre.
Ci ha liberati dai nostri avversari,
perché il suo amore è per sempre.
Rendete grazie al Dio del cielo,
perché il suo amore è per sempre. R

VANGELO Lc 24, 44-48
Lettura del Vangelo secondo Luca

In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai suoi discepoli: «Sono queste le parole che io vi dissi quando ero ancora con voi: bisogna che si compiano tutte le cose scritte su di me nella legge di Mosè, nei Profeti e nei Salmi». Allora aprì loro la mente per comprendere le Scritture e disse loro: «Così sta scritto: il Cristo patirà e risorgerà dai morti il terzo giorno, e nel suo nome saranno predicati a tutti i popoli la conversione e il perdono dei peccati, cominciando da Gerusalemme. Di questo voi siete testimoni».

Vangelo

Anche oggi il Vangelo ci propone un richiamo fortissimo alla passione del Signore che è la luce che sempre dobbiamo seguire e mai dimenticare. È alla luce della passione del Signore che si comprendono tutte le cose della vita. Ecco perché Gesù, man mano che si approssimava la sua Pasqua, ha insistito con i discepoli su questo criterio. Così il Signore ha educato ciascuno di loro a riferirsi continuamente alla sua passione per dare un senso alle cose della vita e agli accadimenti del mondo. Proprio perché istruito sulla conversione, sul perdono dei peccati, un cristiano è sempre in grado di intervenire, poi, sulla sua identità.

Tito

Questo è il tema proprio della lettera di Tito. Lo afferma con chiarezza fin dalla prima riga: “È apparsa la grazia di Dio che porta a salvezza tutti gli uomini e che insegna a rinnegare l’empietà”. È il richiamo al costante riferimento alla Pasqua del Signore come criterio guida di tutta l’esistenza che permette al cristiano di vivere appieno la sua identità. L’identità di chi vuole vivere con sobrietà, con giustizia, con pietà. Questo è il cristiano. Un uomo che, avendo fede, vivendo il dono della pietà, appunto, vive poi bene ogni altra cosa della vita. Ancora San Paolo insiste moltissimo sul fatto che il cristiano vive come pellegrino, come uno che non ha quaggiù una dimora stabile, ma continua a vivere in riferimento a Cristo. Il credente sa che Cristo ha dato sé stesso per strappare ogni uomo dal peccato. È per questo che continua a guardare al suo mistero, sorretto dalla forza che viene dalla celebrazione della Pasqua. Ed è sempre per questo motivo che il cristiano vive pieno di zelo per qualsiasi opera buona che può essere compiuta. Il cristiano non si ferma mai davanti a nulla che ostacoli la sua missione. Sa che la forza dello Spirito di Dio è con lui. Sa che

Per noi e per il nostro cammino di fede

Questo è il ritratto anche di Santa Teresa. Lei è stata davvero una donna sobria, che si è servita di pochissime cose per vivere. Tutto ciò che ha fatto all’interno della vita carmelitana lo ha fatto perché sentiva tutto come suo dovere. Il fuoco che l’amore di Dio aveva acceso in lei, divenne davvero un fuoco inestinguibile, che ha saputo riempirla di zelo per tutte le opere buone che ha saputo poi sostenere. Anche noi chiediamoci:

  • Siamo abitati da questo zelo?
  • Sappiamo anche noi raccogliere ogni opera buona per dare corpo a tutto quello che ci è chiesto di vivere?

Anche noi siamo chiamati a vivere la stessa identità. Non certo a fare le stesse cose, non siamo carmelitani, non viviamo nel 16esimo secolo, non abbiamo la stessa vocazione di S. Teresa. Ma, come cristiani, siamo chiamati a vivere con zelo tutto, ad essere appassionati di tutto, a vivere con ferma fiducia le cose che Dio ci chiede, per essere uomini, donne che sanno costruire la loro casa, la loro Chiesa, come un’opera di Dio. Tutto questo ci sarà impossibile se noi guarderemo solo allo sforzo umano, ma diventerà possibile se sapremo guardare con costanza e con profondità alla Pasqua di Cristo. Ci aiuti S. Teresa ad avere questo sguardo di contemplazione sul mistero di Dio per saper agire nel mondo come figli della luce.

2026-10-09T14:12:09+02:00