Martedì 16 gennaio

Settimana della 2 domenica dopo l’Epifania – martedì

La spiritualità di questa settimana

Dopo l’introduzione di ieri, cerchiamo di vivere bene la spiritualità tra il ricordo dei padri che ci propone il libro del Siracide e i richiami del Vangelo.

La Parola di questo giorno

LETTURA Sir 44, 1; 45, 23 – 46, 1
Lettura del libro del Siracide

Facciamo ora l’elogio di uomini illustri, dei padri nostri nelle loro generazioni. Fineès, figlio di Eleàzaro, fu il terzo nella gloria, per il suo zelo nel timore del Signore, per la sua fermezza quando il popolo si ribellò, per la bontà coraggiosa della sua anima; egli fece espiazione per Israele. Per questo con lui fu stabilita un’alleanza di pace, perché presiedesse al santuario e al popolo; così a lui e alla sua discendenza fu riservata la dignità del sacerdozio per sempre. Per l’alleanza fatta con Davide, figlio di Iesse, della tribù di Giuda, l’eredità del re passa solo di figlio in figlio, l’eredità di Aronne invece passa a tutta la sua discendenza. Vi infonda Dio sapienza nel cuore, per giudicare il suo popolo con giustizia, perché non svanisca la loro prosperità e la loro gloria duri per sempre. Valoroso in guerra fu Giosuè, figlio di Nun, successore di Mosè nell’ufficio profetico; secondo il suo nome, egli fu grande per la salvezza degli eletti di Dio, compiendo la vendetta contro i nemici insorti, per assegnare l’eredità a Israele.

SALMO Sal 77 (78)

Diremo alla generazione futura le lodi del Signore.

Il Signore li fece entrare nei confini del suo santuario,
questo monte che la sua destra si è acquistato.
Scacciò davanti a loro le genti
e sulla loro eredità gettò la sorte,
facendo abitare nelle loro tende
le tribù d’Israele. R

Scelse la tribù di Giuda,
il monte Sion che egli ama.
Egli scelse Davide suo servo
e lo prese dagli ovili delle pecore. R

Lo allontanò dalle pecore madri
per farne il pastore di Giacobbe, suo popolo,
d’Israele, sua eredità.
Fu per loro un pastore dal cuore integro
e li guidò con mano intelligente. R

VANGELO Mc 3, 22-30
✠ Lettura del Vangelo secondo Marco

In quel tempo. Gli scribi, che erano scesi da Gerusalemme, dicevano: «Costui è posseduto da Beelzebùl e scaccia i demòni per mezzo del capo dei demòni». Ma il Signore Gesù li chiamò e con parabole diceva loro: «Come può Satana scacciare Satana? Se un regno è diviso in se stesso, quel regno non potrà restare in piedi; se una casa è divisa in se stessa, quella casa non potrà restare in piedi. Anche Satana, se si ribella contro se stesso ed è diviso, non può restare in piedi, ma è finito. Nessuno può entrare nella casa di un uomo forte e rapire i suoi beni, se prima non lo lega. Soltanto allora potrà saccheggiargli la casa. In verità io vi dico: tutto sarà perdonato ai figli degli uomini, i peccati e anche tutte le bestemmie che diranno; ma chi avrà bestemmiato contro lo Spirito Santo non sarà perdonato in eterno: è reo di colpa eterna». Poiché dicevano: «È posseduto da uno spirito impuro».

Vangelo

Spesso la predicazione del Signore incontra il tema del male, il tema della liberazione dal peccato, ovvero il tema della salvezza. Ovviamente anche al tempo del Signore numerosi uomini di fede imploravano Dio perché alcuni uomini, infestati dalla presenza del demonio, venissero liberati da questa maledizione. Gesù si comporta allo stesso modo, ma con un’azione molto più efficace, perché è l’azione di Dio stesso. Anzi, potremmo dire che il demonio proprio non riesce a resistere all’azione di Dio e, sempre, indica nella sua identità la ragione della sua sconfitta. Ovviamente quando Gesù guarisce un indemoniato c’è sempre molto clamore, molto vociare. Gesù parte proprio da questo fatto, ricordando che il demonio è dentro i cuori delle persone in forma più o meno forte per diversi motivi. La sua presenza trae l’uomo al male. Da questa presenza libera solo Dio, invocato dagli intercessori o, per chi è vissuto al tempo del Signore, dal suo diretto intervento. La forza di questa azione può essere messa in discussione solo dalla mancanza di fede. Quando un uomo rinnega il Signore si compie quel “peccato contro lo Spirito Santo” che non ha remissione. Gesù lo dice molto bene. Qualsiasi peccato può essere perdonato, perché il peccato nasce per non curanza della vita di fede, per cattiva volontà o, nei casi più gravi, per disprezzo contro Dio, magari per rabbia contro di Lui. Fino a che si mantiene un dialogo aperto con Dio, qualsiasi peccato può essere perdonato. Solo quando non c’è nessun dialogo con Dio nasce quel peccato contro lo Spirito che non ammette remissione.

Siracide

Ci aiuta, di nuovo, il sapiente antico. Anche il popolo di Israele è fatto da diverse anime. Ci sono uomini di fede, ci sono uomini di Dio, e ci sono anche uomini che non hanno fede, uomini che non vivono la ricerca di Dio come qualcosa di importante per la loro vita. Ci sono anche uomini forti, che uccidono altri uomini per difendere Israele o per allargare i confini dello stato… è in mezzo a questa moltitudine di persone che Dio suscita il popolo sacerdotale, ovvero, come sappiamo, la tribù di Levi, il cui compito è portare la presenza di Dio e il suo perdono a tutti, specialmente a coloro che peccano contro il Signore. Il compito dei leviti è di fondamentale importanza proprio per questo, perché ci deve sempre essere qualcuno che tenta di riavvicinare l’uomo peccatore a Dio. È il compito dei sacerdoti del Primo Testamento, ma sarà anche il compito che Cristo dà ai discepoli.

Per noi e per il nostro cammino

  • Cosa penso delle possessioni demoniache?
  • Come vedo gli intercessori della grazia di Dio e come posso io esserlo?

Credo che sul tema delle possessioni demoniache noi tutti siamo molto viziati dall’immaginario e, spesso, dalle rappresentazioni che abbiamo nella mente. Dovremmo attenerci maggiormente al Vangelo che ci ricorda che il demonio c’è, il demonio esiste, il demonio tenta al male. Tenta ciascuno di noi. Non esiste uomo che non senta il peso ma anche il fascino della tentazione. Credo anche che la Scrittura ci dica con chiarezza e con forza che il demonio può sempre meno dove è presente lo spirito di Dio. Quando uno è lontano dal Signore, quando uno non prega mai, quando uno è scarsamente presente alla celebrazione eucaristica, è chiaro che il demonio può molto. Egli tenta tutti, ma le anime più deboli cadono più facilmente nelle tentazioni. Dove è forte lo spirito della preghiera, dove l’unione con l’Eucarestia è costante e reale, il demonio può molto meno. Perché alcuni uomini hanno non solo vissuto lontano da grandi tentazioni, ma divenendo anche intercessori per altri? Proprio per questo motivo: erano uniti a Dio! Dove c’è unione al Signore con la preghiera e con la S. Eucarestia, nulla può accadere di male! Più un uomo è vicino al Signore e più sente la consolazione che viene dal Padre di tutti. Il che, per noi, richiama la nostra vicinanza a Dio, il nostro essere uniti a Dio attraverso la preghiera e la celebrazione della S. Messa. Se noi faremo questo, avendo strettamente unito la nostra anima a Dio, potremo poi essere intercessori anche per gli altri e chiudere le porte di molti al male.

È un tema molto bello e delicato, sul quale il Signore ci chiede di riflettere, intanto per non essere noi per primi sotto l’influsso demoniaco e, poi, per diventare, anche per altri, aiuto per liberarsi dal male.

2024-01-12T15:24:32+01:00