Settimana della 1 domenica dopo l’Epifania – Giovedì
La spiritualità di questa settimana
Ricordo a tutti che la traccia spirituale di questo tempo è data dal libro del Siracide, nel tempo in cui la Chiesa ci aiuta a contemplare e a mettere al centro della preghiera la sapienza di Israele.
La Parola di questo giorno
LETTURA Sir 43, 33 – 44, 14
Lettura del libro del Siracide
Il Signore ha creato ogni cosa e ha dato la sapienza ai suoi fedeli. Facciamo ora l’elogio di uomini illustri, dei padri nostri nelle loro generazioni. Il Signore li ha resi molto gloriosi: la sua grandezza è da sempre. Signori nei loro regni, uomini rinomati per la loro potenza, consiglieri per la loro intelligenza e annunciatori nelle profezie. Capi del popolo con le loro decisioni e con l’intelligenza della sapienza popolare; saggi discorsi erano nel loro insegnamento. Inventori di melodie musicali e compositori di canti poetici. Uomini ricchi, dotati di forza, che vivevano in pace nelle loro dimore. Tutti costoro furono onorati dai loro contemporanei, furono un vanto ai loro tempi. Di loro, alcuni lasciarono un nome, perché se ne celebrasse la lode. Di altri non sussiste memoria, svanirono come se non fossero esistiti, furono come se non fossero mai stati, e così pure i loro figli dopo di loro. Questi invece furono uomini di fede, e le loro opere giuste non sono dimenticate. Nella loro discendenza dimora una preziosa eredità: i loro posteri. La loro discendenza resta fedele alle alleanze e grazie a loro anche i loro figli. Per sempre rimarrà la loro discendenza e la loro gloria non sarà offuscata. I loro corpi furono sepolti in pace, ma il loro nome vive per sempre.
SALMO Sal 111 (112)
Beato l’uomo che teme il Signore.
Beato l’uomo che teme il Signore
e nei suoi precetti trova grande gioia.
Potente sulla terra sarà la sua stirpe,
la discendenza degli uomini retti sarà benedetta. R
Prosperità e ricchezza nella sua casa,
la sua giustizia rimane per sempre.
Spunta nelle tenebre, luce per gli uomini retti:
misericordioso, pietoso e giusto. R
Felice l’uomo pietoso che dà in prestito,
amministra i suoi beni con giustizia.
Egli non vacillerà in eterno:
eterno sarà il ricordo del giusto. R
Cattive notizie non avrà da temere,
saldo è il suo cuore, confida nel Signore.
Sicuro è il suo cuore, non teme,
finché non vedrà la rovina dei suoi nemici. R
Egli dona largamente ai poveri,
la sua giustizia rimane per sempre,
la sua fronte s’innalza nella gloria. R
VANGELO Mc 1, 35-45
✠ Lettura del Vangelo secondo Marco
In quel tempo. Al mattino presto il Signore Gesù si alzò quando ancora era buio e, uscito, si ritirò in un luogo deserto, e là pregava. Ma Simone e quelli che erano con lui si misero sulle sue tracce. Lo trovarono e gli dissero: «Tutti ti cercano!». Egli disse loro: «Andiamocene altrove, nei villaggi vicini, perché io predichi anche là; per questo infatti sono venuto!». E andò per tutta la Galilea, predicando nelle loro sinagoghe e scacciando i demòni. Venne da lui un lebbroso, che lo supplicava in ginocchio e gli diceva: «Se vuoi, puoi purificarmi!». Ne ebbe compassione, tese la mano, lo toccò e gli disse: «Lo voglio, sii purificato!». E subito la lebbra scomparve da lui ed egli fu purificato. E, ammonendolo severamente, lo cacciò via subito e gli disse: «Guarda di non dire niente a nessuno; va’, invece, a mostrarti al sacerdote e offri per la tua purificazione quello che Mosè ha prescritto, come testimonianza per loro». Ma quello si allontanò e si mise a proclamare e a divulgare il fatto, tanto che Gesù non poteva più entrare pubblicamente in una città, ma rimaneva fuori, in luoghi deserti; e venivano a lui da ogni parte.
Siracide
La lettura di oggi apre alla sezione che meglio conosciamo del Siracide: la parte dedicata all’elogio degli uomini illustri. Il Siracide, figlio di un popolo che è attentissimo a coltivare la memoria storica, si appresta a vedere nei grandi uomini del passato una manifestazione della sapienza di Dio. Alcuni furono artisti, altri musicisti, altri condottieri, uomini politici, inventori, capitani di avventura incredibili… per il Siracide la sapienza di Dio si è manifestata in modo mirabile in un’infinità di uomini che hanno tutti contribuito a rendere grande la storia di Israele. Il sapiente vede in essi il manifestarsi della sapienza.
Vangelo
Potremmo rileggere così il Vangelo. Da un lato c’è Gesù, incarnazione della sapienza di Dio. In che cosa consiste la sua sapienza? Apparentemente in opere piccole che nascono tutte da un’opera di grande contemplazione che noi possiamo solo intuire. Gesù, ogni mattino, si reca in luoghi solitari dove può coltivare il suo essere figlio. È in questa comunione con il Padre insondabile che Gesù trova la forza di continuare il suo essere Sapienza del Padre e il suo desiderio di rivelarla agli uomini. Desiderio che si concretizza poi in molte opere del giorno. Miracoli, come siamo più abituati a definirli, che riportano salvezza all’uomo.
Così che, accanto a Gesù Sapienza incarnata, ci possa stare benissimo anche quest’uomo guarito. Anche il lebbroso, contrariamente a quello che tutti pensano, è un sapiente di Israele. Egli è colpito da una malattia che lo esclude da tutto. Potrebbe essere considerato l’incarnazione dell’anti-sapienza. Eppure il miracolo che Dio propone attraverso Gesù diventa per lui fonte di sapienza. Proprio perché ha conservato in sé il gusto delle cose belle, proprio perché anche lui avrà fatto qualche contemplazione della bellezza nella sua vita, proprio perché, nella malattia, ha percepito lo svanire di ogni cosa, ora, in questa nuova possibilità che gli viene data non vuole far altro che rendere lode a Dio. Un uomo comune diventa un sapiente di Israele, perché dicendo quello che gli è capitato, loda Dio e invita alla lode di Dio. È in questo che consiste la sapienza del lebbroso, quella sapienza che Gesù comprende. Egli sa bene che non è ancora il momento di una piena rivelazione, eppure non può impedire all’uomo sanato di parlare. Egli pronuncerà la lode di Dio che risuonerà nel mondo a lode della misericordia del Padre, in attesa della piena manifestazione del Signore e, dopo di essa, come monito per tutti a credere alla potenza di Dio.
Per noi e per il nostro cammino di fede
Forse anche noi, come il Siracide, sapremmo fare l’elogio degli uomini illustri. Anche noi sapremmo ricordare grandi persone del passato che si sono distinte in un campo o nell’altro. Anche se non siamo popolo della memoria, abbiamo però dei modi per non perdere e non far perdere la traccia lasciata da persone che sono state animate da uno straordinario amore per la cultura, le arti, le innovazioni. È molto umano fare così! Il Signore un poco ci corregge e ci chiede di guardare a quegli uomini che non hanno cambiato la storia per le loro grandi opere ma, certamente, hanno contribuito a cambiarla con la loro fede. Ci sono molti uomini e donne il cui nome non è conosciuto, che non rimarrà nel tempo, che, però, hanno contribuito a rendere bello non solo il proprio tempo, ma anche altri tempi, perché la loro testimonianza è rimasta in mezzo a tutti gli uomini come attestato della loro presenza, della loro opera, della loro vita. Forse anche noi potremmo pensare di diventare illustri in questo senso. Non faremo chissà che cosa, ma se si ricorderanno di noi per la fede che abbiamo cercato di vivere, sarà una cosa grande.
Oggi potremmo ricordare tutti quegli uomini e quelle donne che ci hanno già dimostrato questa verità, chiedendo la loro intercessione per essere anche noi illustri per la fede.
Provocazioni
- So alzare lo sguardo verso le cose belle che Dio predispone per me?
- Contemplo anche le cose belle che gli uomini creano o sanno fare?
- Tutto questo mi apre ad un gusto per le cose della vita?