Giovedì 16 maggio

Settimana della 7 domenica di Pasqua – Giovedì

La spiritualità di questa settimana

Oggi è anche la festa di San Luigi Orione, che, con l’ordine di suore da lui fondato, aveva anche una casa e una rappresentanza in questa città.

La Parola di questo giorno

LETTURA Ct 6, 1-2; 8, 13
Lettura del Cantico dei Cantici

Dov’è andato il tuo amato, tu che sei bellissima tra le donne? Dove ha diretto i suoi passi il tuo amato, perché lo cerchiamo con te? L’amato mio è sceso nel suo giardino fra le aiuole di balsamo, a pascolare nei giardini e a cogliere gigli. Tu che abiti nei giardini, i compagni ascoltano la tua voce: fammela sentire.

SALMO Sal 44 (45)

Tu sei il più bello tra i figli dell’uomo.
Oppure Alleluia, alleluia, alleluia.

Liete parole mi sgorgano dal cuore:
io proclamo al re il mio poema,
la mia lingua è come stilo di scriba veloce. R

Tu sei il più bello tra i figli dell’uomo,
sulle tue labbra è diffusa la grazia,
perciò Dio ti ha benedetto per sempre. R

Avanza trionfante.
Cavalca per la causa della verità,
della mitezza e della giustizia.
Dio, il tuo Dio, ti ha consacrato
con olio di letizia. R

EPISTOLA Rm 5, 1-5
Lettera di san Paolo apostolo ai Romani

Fratelli, giustificati dunque per fede, noi siamo in pace con Dio per mezzo del Signore nostro Gesù Cristo. Per mezzo di lui abbiamo anche, mediante la fede, l’accesso a questa grazia nella quale ci troviamo e ci vantiamo, saldi nella speranza della gloria di Dio. E non solo: ci vantiamo anche nelle tribolazioni, sapendo che la tribolazione produce pazienza, la pazienza una virtù provata e la virtù provata la speranza. La speranza poi non delude, perché l’amore di Dio è stato riversato nei nostri cuori per mezzo dello Spirito Santo che ci è stato dato.

VANGELO Gv 15, 18-21
✠ Lettura del Vangelo secondo Giovanni

In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai suoi discepoli: «Se il mondo vi odia, sappiate che prima di voi ha odiato me. Se foste del mondo, il mondo amerebbe ciò che è suo; poiché invece non siete del mondo, ma vi ho scelti io dal mondo, per questo il mondo vi odia. Ricordatevi della parola che io vi ho detto: “Un servo non è più grande del suo padrone”. Se hanno perseguitato me, perseguiteranno anche voi; se hanno osservato la mia parola, osserveranno anche la vostra. Ma faranno a voi tutto questo a causa del mio nome, perché non conoscono colui che mi ha mandato».

Vangelo

In questo giorno della novena di Pentecoste, che va verso il suo compimento, mi pare utile riprendere da vicino il Vangelo, che ci ha ricordato che un discepolo del Signore è anche uno che sa che la sua testimonianza sarà attaccata. Il discepolo del Signore fa tesoro della parola del Maestro e sa benissimo che ci sarà un tempo in cui la sua testimonianza verrà attaccata da altri. È per questo che egli non si arrende mai. Piuttosto, specie quando vede che la sua vita diventa provocatoria, quando vede che la sua esistenza diventa bersaglio ed attacco di altri, si rimette completamente nelle mani del Signore e cerca sempre comunque di sostenere ciò che gli viene chiesto di vivere. Il discepolo del Signore sa anche che tutto il bene che compie sarà non solo apprezzato, ma diventerà anche principio di altro bene. Chi imita il Signore, a sua volta, diventa imitabile da chi tende al bene, da chi vuole il bene, da chi ama il bene.

Romani

Lo sapeva molto bene San Paolo che è stato avversato più volte ed ha visto la sua testimonianza di bene attaccata in varie forme e in vari modi. È per questo che San Paolo, nella lettera ai Romani, ci ha lasciato questo testo bellissimo nel quale egli ci ricorda che tutto questo “mistero della prova” serve a far nascere nel credente la fortezza e la speranza. La fortezza, che è quel particolare dono dello Spirito che permette di stare saldi in ogni genere di prova. La speranza che è ciò che permette di rilanciare sempre in avanti il proprio impegno, anche quando si vede che esso non solo non è accettato, ma diventa anche causa di divisione, di odio, addirittura di persecuzione. È solo la forza che viene dal Signore Risorto, come ci ha detto San Paolo, che ci permette di sostenere ogni genere di prova e ogni genere di tentazione riguardo ad una possibile stanchezza nel sostenere il bene che è alla nostra portata. Il credente sempre rimotiva sé stesso e si dà da fare per il bene che riesce a compiere.

Cantico

Con le sue metafore anche il Cantico ci ha detto le medesime cose. Il profumo che il cristiano è chiamato a far sentire nel mondo è proprio quello del bene che egli sa fare. Ecco perché il credente è come un’amata che raggiunge il suo amato nel giardino e, insieme, cogliendo gigli dall’inebriante profumo, sparge il bene che sa compiere nel mondo.

A Maria

Oggi vogliamo guardare a Maria con la fede del beato Luigi Orione che, proprio per devozione grandissima alla Vergine, fece anche erigere il bellissimo santuario di Tortona. San Luigi Orione era solito invocare frequentemente il nome di Maria, ma la sua invocazione diventava ancora più forte e solenne proprio quando era nelle angustie, nei pericoli e nelle difficoltà. Il santuario che volle fu un segno per tutti, un richiamo per tutti a rivolgersi alla Vergine Santa proprio nei momenti difficili e nelle situazioni terribili dell’esistenza.

Per noi e per il nostro cammino di fede

Credo che oggi ci venga proposta una domanda centrale per la nostra vita:

  • Facciamo delle nostre difficoltà e delle nostre prove un momento di vita nel quale crescere nella speranza e nella fortezza?

La novena di Pentecoste e questo stesso mese di maggio dovrebbero servirci proprio anche a questo. Credo che tutti guardiamo alle difficoltà della vita più come ad una sventura che non come ad una possibilità di crescita. Guardiamo alle difficoltà che ci capitano più come un accidente da sopportare che come un’occasione per rendere più forte e più vera la nostra fede. Forse il dono spirituale da chiedere oggi consiste proprio nel chiedere al Signore la forza di cambiare il nostro modo di pensare, di vedere, di vivere il mistero di prova al quale anche noi, di tanto in tanto, siamo sottoposti. Chiediamo, anche all’intercessione del Beato Luigi Orione, la forza di saper sempre capire che qualsiasi prova della vita ci è data per irrobustire la nostra fede ma anche le nostre virtù umane. Sia il Signore benevolo nel custodirci nel mistero delle nostre prove.

2024-05-10T12:18:34+02:00