Mercoledì 15 maggio

Settimana della 7 domenica di Pasqua – mercoledì

La spiritualità di questa settimana

Dopo la festa di San Mattia ritorniamo al lezionario previsto per questo tempo e, in particolare, per questa settimana.

La Parola di questo giorno

LETTURA Ct 1, 5-6b. 7-8b
Lettura del Cantico dei Cantici

Bruna sono ma bella, o figlie di Gerusalemme, come le tende di Kedar, come le cortine di Salomone. Non state a guardare se sono bruna, perché il sole mi ha abbronzato. Dimmi, o amore dell’anima mia, dove vai a pascolare le greggi, dove le fai riposare al meriggio, perché io non debba vagare dietro le greggi dei tuoi compagni? Se non lo sai tu, bellissima tra le donne, segui le orme del gregge.

SALMO Sal 22 (23)

Il Signore è il mio pastore: non manco di nulla.
Oppure Alleluia, alleluia, alleluia.

Su pascoli erbosi mi fa riposare,
ad acque tranquille mi conduce
Rinfranca l’anima mia,
mi guida per il giusto cammino
a motivo del suo nome. R

Anche se vado per una valle oscura,
non temo alcun male, perché tu sei con me.
Il tuo bastone e il tuo vincastro
mi danno sicurezza. R

Davanti a me tu prepari una mensa
sotto gli occhi dei miei nemici.
Ungi di olio il mio capo;
il mio calice trabocca. R

Sì, bontà e fedeltà mi saranno compagne
tutti i giorni della mia vita,
abiterò ancora nella casa del Signore
per lunghi giorni. R

EPISTOLA Ef 2, 1-10
Lettera di san Paolo apostolo agli Efesini

Fratelli, anche voi eravate morti per le vostre colpe e i vostri peccati, nei quali un tempo viveste, alla maniera di questo mondo, seguendo il principe delle Potenze dell’aria, quello spirito che ora opera negli uomini ribelli. Anche tutti noi, come loro, un tempo siamo vissuti nelle nostre passioni carnali seguendo le voglie della carne e dei pensieri cattivi: eravamo per natura meritevoli d’ira, come gli altri. Ma Dio, ricco di misericordia, per il grande amore con il quale ci ha amato, da morti che eravamo per le colpe, ci ha fatto rivivere con Cristo: per grazia siete salvati. Con lui ci ha anche risuscitato e ci ha fatto sedere nei cieli, in Cristo Gesù, per mostrare nei secoli futuri la straordinaria ricchezza della sua grazia mediante la sua bontà verso di noi in Cristo Gesù. Per grazia infatti siete salvati mediante la fede; e ciò non viene da voi, ma è dono di Dio; né viene dalle opere, perché nessuno possa vantarsene. Siamo infatti opera sua, creati in Cristo Gesù per le opere buone, che Dio ha preparato perché in esse camminassimo.

VANGELO Gv 15, 12-17
✠ Lettura del Vangelo secondo Giovanni

In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai suoi discepoli: «Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri come io ho amato voi. Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la sua vita per i propri amici. Voi siete miei amici, se fate ciò che io vi comando. Non vi chiamo più servi, perché il servo non sa quello che fa il suo padrone; ma vi ho chiamato amici, perché tutto ciò che ho udito dal Padre mio l’ho fatto conoscere a voi. Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi e vi ho costituiti perché andiate e portiate frutto e il vostro frutto rimanga; perché tutto quello che chiederete al Padre nel mio nome, ve lo conceda. Questo vi comando: che vi amiate gli uni gli altri».

Cantico

“Seguire le orme del gregge”, per noi, è un concetto per lo più negativo. Seguire le orme del gregge significa, per noi, stare dietro agli altri, imitarli, fare parte del “popolo bue” che non capisce e si adegua. Per il Cantico l’accezione è un’altra. Segue il gregge chi rimane fedele al pastore. Segue il gregge chi vuole crescere nelle opere buone. Fuor di metafora: la Chiesa è chiamata a seguire Cristo buon pastore, per crescere nelle opere buone che Cristo chiede a ciascun fedele e, in generale, a tutta la sua Chiesa.

Vangelo

A questo punto è proprio il Vangelo che ci illumina profondamente. L’opera buona che Cristo compie, in ultima analisi, è il suo “dare la vita per gli altri”. Così, chi vuole imitare Cristo, deve dare la vita per gli altri. Si può dare la vita in molti modi, non solo nell’effusione fisica del sangue. Dà la vita anche chi si dedica con costanza, chi si dedica ad un servizio gratuitamente, chi, per amore, si mette, in qualsiasi modo, a servizio degli altri. Seguire Cristo buon pastore significa non appartenere più a noi stessi, ma saperci mettere a servizio degli altri, imitando Cristo che “non è venuto per farsi servire ma per servire e per dare la sua vita in riscatto per tutti”.

Efesini

Anche in questo giorno noi tutti vogliamo guardare con particolare affetto e con particolare venerazione alla Beata Vergine Maria. Credo sia proprio lei a ispirarci quella dimensione di bene di cui ci hanno parlato le Scritture. Noi vediamo in lei la Vergine che opera per il bene in tutti i suoi giorni, noi vediamo in lei la piena di grazia che vive per operare il bene nel nome di suo Figlio. Ecco perché tutti possiamo invocarla come particolarmente vicina, in questi giorni pasquali, perché possiamo sentire il suo invito e la sua intercessione a compiere il bene che è alla nostra portata.

A Maria

Noi tutti onoriamo la Madre di Dio con il titolo di Madre della speranza. Come anche cantiamo, Santa Maria della speranza, tieni viva la nostra attesa! La Madonna è stata colma di speranza. Ha vissuto tutta la sua esistenza alla luce della speranza. Nella Pasqua ha vissuto il rinnovarsi della speranza. Nella vita insieme agli apostoli è stata la sorgente stessa della speranza, così come per innumerevoli anime che a lei si sono rivolte. Specie tutte le anime disperate, tutte le anime prive di speranza che hanno invocato il suo nome per avere speranza nelle cose del tempo. Anche noi, in questo giorno, vogliamo guardare alla Madre della speranza e a lei vogliamo chiedere di infondere nei nostri cuori il seme della speranza cristiana. Chiedendo nient’altro che quello che le Scritture ci hanno insegnato a chiedere, ovvero di saper credere nell’attesa del ritorno del Signore che è la fonte di ogni speranza e di ogni pace.

Per noi e per il nostro cammino di fede

Credo che oggi ci venga proposta una domanda centrale per la nostra vita:

  • Stiamo compiendo tutto il bene che ci è possibile?

La novena di Pentecoste ci aiuta a capire, a pensare che noi siamo figli di un popolo – quello dei credenti – che si è saputo distinguere proprio per questo: per le opere di bene che è stato in grado di fare. Il cristianesimo ha ispirato a moltissimi uomini, a innumerevoli generazioni, opere di bene grandiose. Alcune determinate dal proprio tempo, altre che, addirittura, travalicano i confini dei tempi e rimangono intatte per secoli. Tutto questo deve essere per noi non tanto motivo di vanto, ma, piuttosto, sprone perché anche noi sappiamo compiere il bene che è alla nostra portata. Dobbiamo sempre sentirci invitati a compiere ogni forma di bene, dobbiamo sempre sentirci invitati a vivere bene, per essere testimoni di questo “gregge” che, ad imitazione di Cristo, si spende in molteplici forme per dare la vita per l’uomo. In questo giorno di novena allo Spirito chiediamo questa grazia, perché il bene che sappiamo fare e che sapremo sostenere, richiami anche moltissimi altri a vivere nel medesimo modo e nella stessa tensione al bene. Bene che, in ultima analisi, è Dio stesso.

Provocazioni dalla Parola

  • Mi comporto con speranza cristiana nelle diverse cose della vita?
  • Invoco Maria perché accenda in me il dono della speranza?
2024-05-10T12:13:21+02:00