Settimana della 7 domenica di Pasqua – martedì – San Mattia
La spiritualità di questa settimana
In questo giorno ricordiamo e celebriamo il cosiddetto “tredicesimo apostolo”, San Mattia.
La Parola di questo giorno
LETTURA At 1, 15-26
Lettura degli Atti degli Apostoli
In quei giorni Pietro si alzò in mezzo ai fratelli – il numero delle persone radunate era di circa centoventi – e disse: «Fratelli, era necessario che si compisse ciò che nella Scrittura fu predetto dallo Spirito Santo per bocca di Davide riguardo a Giuda, diventato la guida di quelli che arrestarono Gesù. Egli infatti era stato del nostro numero e aveva avuto in sorte lo stesso nostro ministero. Giuda dunque comprò un campo con il prezzo del suo delitto e poi, precipitando, si squarciò e si sparsero tutte le sue viscere. La cosa è divenuta nota a tutti gli abitanti di Gerusalemme, e così quel campo, nella loro lingua, è stato chiamato Akeldamà, cioè “Campo del sangue”. Sta scritto infatti nel libro dei Salmi: “La sua dimora diventi deserta e nessuno vi abiti, e il suo incarico lo prenda un altro”. Bisogna dunque che, tra coloro che sono stati con noi per tutto il tempo nel quale il Signore Gesù ha vissuto fra noi, cominciando dal battesimo di Giovanni fino al giorno in cui è stato di mezzo a noi assunto in cielo, uno divenga testimone, insieme a noi, della sua risurrezione». Ne proposero due: Giuseppe, detto Barsabba, soprannominato Giusto, e Mattia. Poi pregarono dicendo: «Tu, Signore, che conosci il cuore di tutti, mostra quale di questi due tu hai scelto per prendere il posto in questo ministero e apostolato, che Giuda ha abbandonato per andarsene al posto che gli spettava». Tirarono a sorte fra loro e la sorte cadde su Mattia, che fu associato agli undici apostoli.
SALMO Sal 112 (113)
Il Signore lo ha scelto tra i poveri.
Oppure Alleluia, alleluia, alleluia.
Lodate, servi del Signore,
lodate il nome del Signore.
Sia benedetto il nome del Signore,
da ora e per sempre. R
Dal sorgere del sole al suo tramonto
sia lodato il nome del Signore.
Su tutte le genti eccelso è il Signore,
più alta dei cieli è la sua gloria. R
Solleva dalla polvere il debole,
dall’immondizia rialza il povero,
per farlo sedere tra i prìncipi,
tra i prìncipi del suo popolo. R
EPISTOLA Ef 1, 3-14
Lettera di san Paolo apostolo agli Efesini
Fratelli, benedetto Dio, Padre del Signore nostro Gesù Cristo, che ci ha benedetti con ogni benedizione spirituale nei cieli in Cristo. In lui ci ha scelti prima della creazione del mondo per essere santi e immacolati di fronte a lui nella carità, predestinandoci a essere per lui figli adottivi mediante Gesù Cristo, secondo il disegno d’amore della sua volontà, a lode dello splendore della sua grazia, di cui ci ha gratificati nel Figlio amato. In lui, mediante il suo sangue, abbiamo la redenzione, il perdono delle colpe, secondo la ricchezza della sua grazia. Egli l’ha riversata in abbondanza su di noi con ogni sapienza e intelligenza, facendoci conoscere il mistero della sua volontà, secondo la benevolenza che in lui si era proposto per il governo della pienezza dei tempi: ricondurre al Cristo, unico capo, tutte le cose, quelle nei cieli e quelle sulla terra. In lui siamo stati fatti anche eredi, predestinati – secondo il progetto di colui che tutto opera secondo la sua volontà – a essere lode della sua gloria, noi, che già prima abbiamo sperato nel Cristo. In lui anche voi, dopo avere ascoltato la parola della verità, il Vangelo della vostra salvezza, e avere in esso creduto, avete ricevuto il sigillo dello Spirito Santo che era stato promesso, il quale è caparra della nostra eredità, in attesa della completa redenzione di coloro che Dio si è acquistato a lode della sua gloria.
VANGELO Mt 19, 27-29
✠ Lettura del Vangelo secondo Matteo
In quel tempo. Pietro disse al Signore Gesù: «Ecco, noi abbiamo lasciato tutto e ti abbiamo seguito; che cosa dunque ne avremo?». E Gesù disse loro: «In verità io vi dico: voi che mi avete seguito, quando il Figlio dell’uomo sarà seduto sul trono della sua gloria, alla rigenerazione del mondo, siederete anche voi su dodici troni a giudicare le dodici tribù d’Israele. Chiunque avrà lasciato case, o fratelli, o sorelle, o padre, o madre, o figli, o campi per il mio nome, riceverà cento volte tanto e avrà in eredità la vita eterna».
Atti
La vicenda di San Mattia ci è stata narrata molto bene nella prima lettura, che ha messo in luce la forza dello Spirito Santo, primo attore della vita della Chiesa.
Anzitutto dello Spirito si dice con chiarezza che ha mosso Mattia a seguire la parola di Gesù. Egli è stato uno dei chiamati dal Signore, probabilmente apparteneva al gruppo dei 72 discepoli, i cui nomi non ci sono pervenuti. Egli è stato un testimone oculare di tutta la vita del Signore, dei suoi miracoli, della sua predicazione e, soprattutto, della sua morte e della sua risurrezione. Lo Spirito ha mosso Mattia alla sequela.
In secondo luogo, emerge con chiarezza che è lo Spirito Santo che guida la Chiesa. Ne sono convinti tutti gli apostoli che la guidano ed in particolare Pietro. È lo Spirito che suggerisce a Pietro di eleggere nuovamente un apostolo che prenda il posto di Giuda. È lo Spirito che suggerisce il modo dell’elezione: i discepoli tutti dovranno pregare e digiunare, invocare lo Spirito di Dio, eleggere colui che sarà chiamato.
In terzo luogo, appare con evidente chiarezza che è lo Spirito che opera per l’unità della Chiesa. Tutti sono concordi, tutti apprezzano la parola e l’operato di San Pietro, tutti si rendono disponibili per compiere quello che Pietro, come “capo”, come “fondamento visibile” dell’unità della Chiesa dice ed opera per tutto il popolo di Dio.
Infine, è proprio lo Spirito che sceglie Mattia. Lo abbiamo sentito, anche Giuseppe detto Barsabba era uomo giusto ed indicato per il compito in questione, ma lo Spirito sceglie, chiama, convoca Mattia. La vocazione è sempre misteriosa. Nella Chiesa è lo Spirito di Dio che chiama. Gli uomini, con i loro sistemi, con i loro metodi, devono aprire la strada allo Spirito e riconoscere ciò che, di volta in volta, lo Spirito suggerisce.
Lo Spirito protagonista, dunque, rende bello e santo il lavoro degli uomini. Lo Spirito rende prezioso il loro discernimento. Lo Spirito sostiene la loro volontà e la loro donazione. Lo Spirito è il grande protagonista della vita della Chiesa. Specie nelle decisioni collegiali che imprimono nella storia un segno di particolare importanza.
Pensiero a Maria
Come sempre non vogliamo omettere, in questi giorni di maggio, un pensiero a Maria. Maria, come leggiamo in altre pagine, è sempre presente nei momenti fondamentali di vita della Chiesa. Lei che è la prima scelta dallo Spirito di Dio, lei che è colei che lo Spirito ha sostenuto in tutti i giorni della sua esistenza, è presente, prega, dà il suo assenso, partecipa alla vita comune degli apostoli. Credo che sia utile ricordare che tutti gli apostoli e Maria sono sempre concordi, vivono insieme e insieme gli apostoli rendono partecipe Maria di tutto ciò che riguarda la vita della prima Chiesa e delle prime comunità.
Per noi e per il nostro cammino di fede
Credo che oggi ci dobbiamo chiedere:
- Cosa dice a noi tutto questo?
Penso che, anzitutto, siamo rimandati a quel metodo “sinodale” che papa Francesco continua ad indicare alla Chiesa come modalità per vivere bene le decisioni ecclesiali. Metodo sinodale significa che c’è attenzione tra gli uomini di fede su alcuni punti essenziali per la vita della Chiesa; da questo “sentire comune” nasce un discernimento che mette tutti di fronte alle proprie responsabilità; oltre a questo e sopra tutto questo c’è, però, la preghiera, il digiuno, cioè i mezzi con cui si domanda a Dio se le linee che si approvano, le decisioni che si stanno per prendere, sono davvero, in concreto, il modo per fare la sua volontà.
Anche noi tutti stiamo per vivere qualcosa del genere. L’elezione del consiglio pastorale, molto più in piccolo, ovviamente, è l’attestazione di questo metodo collegiale. Anche noi, nel nostro piccolo, siamo chiamati a vivere bene questa responsabilità nei confronti della comunità.
Certamente a livello molto più alto, vediamo il Papa impegnato con questo stesso metodo per le nomine di particolare rilievo della Chiesa, come pure, quando viene a mancare il Papa, i cardinali utilizzano il medesimo metodo di consultazione e di affidamento a Dio per l’elezione del nuovo Pontefice. Abbiamo dunque diversi momenti della vita ecclesiale che ci ricordano come il metodo per l’elezione di San Mattia sia il medesimo che anche noi utilizziamo per le questioni più rilevanti della vita ecclesiale dei nostri giorni. Preghiamo insieme, quest’oggi, perché, davvero, si possano vedere i frutti di questo metodo collegiale di scelta e di nomina nella Chiesa. Preghiamo perché tutti noi possiamo sempre sentirci corresponsabili della vita ecclesiale. Preghiamo perché, per tutti, sia davvero l’ora di camminare insieme, sulle vie che lo Spirito apre per noi.