Giovedì 16 ottobre

Settimana della 7 domenica dopo il martirio – Giovedì

La spiritualità di questo giorno

La memoria del beato Contardi non è molto nota. Eppure è una figura centrale della fine dell’Ottocento, un uomo di fede e di cultura grandi ma anche un uomo che ha vissuto una stagione politica di primissimo piano, frutto della sua riflessione teologica. Un uomo che ha saputo coniugare insieme l’impegno religioso e quello civile. Un uomo che è maestro di un cattolicesimo attivo, non rinchiuso in sacrestie, impegnato per la ricerca del bene comune. Credo che già queste caratteristiche invitino alla preghiera per noi e per il nostro tempo, spesso così distante da questi valori e da questi ideali. Anche sorretti da questa figura rileggiamo insieme le due Scritture di oggi.

La Parola di questo giorno

EPISTOLA 1Tm 6, 1-10
Prima lettera di san Paolo apostolo a Timòteo

Carissimo, quelli che si trovano sotto il giogo della schiavitù, stimino i loro padroni degni di ogni rispetto, perché non vengano bestemmiati il nome di Dio e la dottrina. Quelli invece che hanno padroni credenti, non manchino loro di riguardo, perché sono fratelli, ma li servano ancora meglio, proprio perché quelli che ricevono i loro servizi sono credenti e amati da Dio. Questo devi insegnare e raccomandare. Se qualcuno insegna diversamente e non segue le sane parole del Signore nostro Gesù Cristo e la dottrina conforme alla vera religiosità, è accecato dall’orgoglio, non comprende nulla ed è un maniaco di questioni oziose e discussioni inutili. Da ciò nascono le invidie, i litigi, le maldicenze, i sospetti cattivi, i conflitti di uomini corrotti nella mente e privi della verità, che considerano la religione come fonte di guadagno. Certo, la religione è un grande guadagno, purché sappiamo accontentarci! Infatti non abbiamo portato nulla nel mondo e nulla possiamo portare via. Quando dunque abbiamo di che mangiare e di che coprirci, accontentiamoci. Quelli invece che vogliono arricchirsi, cadono nella tentazione, nell’inganno di molti desideri insensati e dannosi, che fanno affogare gli uomini nella rovina e nella perdizione. L’avidità del denaro infatti è la radice di tutti i mali; presi da questo desiderio, alcuni hanno deviato dalla fede e si sono procurati molti tormenti.

SALMO Sal 132 (133)

Dove la carità è vera, abita il Signore.

Ecco, com’è bello e com’è dolce
che i fratelli vivano insieme! R

È come olio prezioso versato sul capo,
che scende sulla barba, la barba di Aronne,
che scende sull’orlo della sua veste. R

È come la rugiada dell’Ermon,
che scende sui monti di Sion.
Perché là il Signore manda la benedizione,
la vita per sempre. R

VANGELO Lc 24, 44-48
✠ Lettura del Vangelo secondo Luca

In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai suoi discepoli: «Sono queste le parole che io vi dissi quando ero ancora con voi: bisogna che si compiano tutte le cose scritte su di me nella legge di Mosè, nei Profeti e nei Salmi». Allora aprì loro la mente per comprendere le Scritture e disse loro: «Così sta scritto: il Cristo patirà e risorgerà dai morti il terzo giorno, e nel suo nome saranno predicati a tutti i popoli la conversione e il perdono dei peccati, cominciando da Gerusalemme. Di questo voi siete testimoni».

Vangelo

Anzitutto il Vangelo nel quale vediamo, ancora una volta, il Signore Gesù che con pazienza ed affabilità si mette a spiegare le Scritture ai discepoli che, pur provenendo da un contesto di fede, faticavano non poco a comprendere il valore e il senso delle Scritture stesse. Credo che questa sia stata proprio anche una caratteristica emersa nella vita del beato Contardo. Anche lui, infatti, amava stare a “ragionare di Dio” con la “vecchierella della montagna”, cioè con le persone umili che egli trovava quando tornava nelle sue terre di origine sul lago Maggiore. La capacità di aiutare tutti, specialmente i più umili, a ragionare delle cose di Dio, soprattutto partendo dalla Scrittura: qualcosa che deve appassionare ciascuno di noi, qualcosa che dovrebbe prendere anche noi, perché la comunicazione della fede avviene così, in modo semplice, spiccio, tra le persone che parlano di Dio in modo affabile e familiare.

Timoteo

Anche la lettera a Timoteo aiuta la nostra riflessione. Paolo parte da un presupposto: “Nulla abbiamo portato nel mondo e nulla possiamo portare via”. Parole sante perché, per quanto l’ingegno dell’uomo possa fare, è vero che non potremo portare con noi nulla quando sarà il momento di lasciare questa terra. Ben per questo Paolo ricorda che, allora, un vero ed utile guadagno è quello della fede. È la fede che dona quella luce nella quale diventa bello inquadrare tutte le cose. È la fede a dire quale deve essere la direzione da prendere. È la fede a illuminare le relazioni, proprio a partire da quella comunicazione nella fede, da quel ragionare sul mistero di Dio, che, come ci ha detto anche il Vangelo, può illuminare la vita delle persone, anche delle più semplici. Ecco perché Paolo ritiene che la fede possa illuminare la vita di tutti, dei liberi e degli schiavi, dei padroni e dei servi. Senza che sia toccato l’ordine sociale, che Paolo accetta come prodotto del suo tempo, la fede può però illuminare anche questo genere di rapporti perché tutti cerchino la verità.

Per noi e per il nostro cammino di fede

La testimonianza del beato Contardo e la Parola di Dio che abbiamo condiviso oggi ci fanno particolarmente bene. Credo che tutti siamo invitati a vivere quello che questa Parola ci ha detto. Nella nostra società, nel ruolo che abbiamo anche dentro la Chiesa, tutti noi siamo invitati a fare qualche passo per dire, per comunicare la nostra fede. In realtà credo che questo avvenga solo in parte. Magari ci riusciamo nel gruppo di amici o in famiglia, ma, in parte, credo proprio che non osiamo comunicare la fede, anche nella nostra stessa famiglia. Credo poi che mettersi a ragionare di Dio, delle cose di Dio, delle realtà di cui ci parla la Scrittura, sia diventato davvero molto difficile e non credo che tutti ne abbiamo le occasioni o la forza. Ebbene, questa parola e la testimonianza del beato Contardo ci illuminano e ci spronano.  Le occasioni si trovano. Le discussioni si possono animare. Le realtà sulle quali fare discernimento si illuminano progressivamente. Basta volerlo. Anche nei contesti che riteniamo più alieni dalla vita di fede, anche nel contesto economico, politico, culturale, occorrono persone che, animate da un vero spirito di carità e di fede, sappiano illuminare bene le riflessioni, le posizioni, le realtà nelle quali viviamo ed operiamo. Oggi possiamo chiedere questa grazia bella e singolare proprio al beato Contardi, figura così poco conosciuta eppure così attuale nella proposta di fede attuata. Avvicinandosi poi la festa del Duomo, ovvero la festa della Chiesa Madre di cui tutti noi siamo figli, cerchiamo di vivere bene questo impegno, perché anche noi tutti possiamo imparare a testimoniare la fede senza mai vergognarci di essa e trovando sempre la forza di sostenere le discussioni che portano a Dio, discussioni che possono riaccendere anche in altri il pensiero di Dio e il valore della fede.

2025-10-09T15:09:09+02:00