1 domenica di Avvento: la venuta del Signore
Introduzione
Personalmente benedico l’Avvento. Benedico il tempo che, con il nuovo ciclo dell’anno, torna quasi su se stesso e mi aiuta a capire che la vita ha un senso, il tempo ha un senso se noi tutti lo trasformiamo in attesa di Colui che deve venire.
Perché Dio è già venuto ed è presente nella storia fin dalla prima creazione – il primo avvento di Dio – ; è venuto ed è presente in Cristo – il secondo avvento di Dio – ; è presente in noi, se noi lo accogliamo – il terzo avvento è quello che si compie in noi – ; ma dovrà tornare alla fine dei tempi, alla fine della storia – è il quarto avvento. Quello che ancora deve compiersi.
Personalmente benedico l’avvento, che dice la caducità dell’esistenza, l’incompiutezza del tempo e, con il suo lento ripetersi, con la luce del giorno che diventa sempre più breve, mi ricorda che così è la vita; se voglio che la mia vita si compia, essa deve diventare attesa. Paziente attesa dell’Altro che è Dio.
La Parola di Dio
LETTURA Is 51, 4-8
Lettura del profeta Isaia
Così dice il Signore Dio: «Ascoltatemi attenti, o mio popolo; o mia nazione, porgetemi l’orecchio. Poiché da me uscirà la legge, porrò il mio diritto come luce dei popoli. La mia giustizia è vicina, si manifesterà la mia salvezza; le mie braccia governeranno i popoli. In me spereranno le isole, avranno fiducia nel mio braccio. Alzate al cielo i vostri occhi e guardate la terra di sotto, poiché i cieli si dissolveranno come fumo, la terra si logorerà come un vestito e i suoi abitanti moriranno come larve. Ma la mia salvezza durerà per sempre, la mia giustizia non verrà distrutta. Ascoltatemi, esperti della giustizia, popolo che porti nel cuore la mia legge. Non temete l’insulto degli uomini, non vi spaventate per i loro scherni; poiché le tarme li roderanno come una veste e la tignola li roderà come lana, ma la mia giustizia durerà per sempre, la mia salvezza di generazione in generazione».
SALMO Sal 49 (50)
Viene il nostro Dio, viene e si manifesta.
Parla il Signore, Dio degli dèi,
convoca la terra da oriente a occidente.
Da Sion, bellezza perfetta,
Dio risplende. R
Viene il nostro Dio e non sta in silenzio;
davanti a lui un fuoco divorante,
intorno a lui si scatena la tempesta.
Convoca il cielo dall’alto
e la terra per giudicare il suo popolo: R
«Davanti a me riunite i miei fedeli,
che hanno stabilito con me l’alleanza
offrendo un sacrificio».
I cieli annunciano la sua giustizia:
è Dio che giudica. R
EPISTOLA 2T2, 1-14
Seconda lettera di san Paolo apostolo ai Tessalonicesi
Riguardo alla venuta del Signore nostro Gesù Cristo e al nostro radunarci con lui, vi preghiamo, fratelli, di non lasciarvi troppo presto confondere la mente e allarmare né da ispirazioni né da discorsi, né da qualche lettera fatta passare come nostra, quasi che il giorno del Signore sia già presente. Nessuno vi inganni in alcun modo! Prima infatti verrà l’apostasia e si rivelerà l’uomo dell’iniquità, il figlio della perdizione, l’avversario, colui che s’innalza sopra ogni essere chiamato e adorato come Dio, fino a insediarsi nel tempio di Dio, pretendendo di essere Dio. Non ricordate che, quando ancora ero tra voi, io vi dicevo queste cose? E ora voi sapete che cosa lo trattiene perché non si manifesti se non nel suo tempo. Il mistero dell’iniquità è già in atto, ma è necessario che sia tolto di mezzo colui che finora lo trattiene. Allora l’empio sarà rivelato e il Signore Gesù lo distruggerà con il soffio della sua bocca e lo annienterà con lo splendore della sua venuta. La venuta dell’empio avverrà nella potenza di Satana, con ogni specie di miracoli e segni e prodigi menzogneri e con tutte le seduzioni dell’iniquità, a danno di quelli che vanno in rovina perché non accolsero l’amore della verità per essere salvati. Dio perciò manda loro una forza di seduzione, perché essi credano alla menzogna e siano condannati tutti quelli che, invece di credere alla verità, si sono compiaciuti nell’iniquità. Noi però dobbiamo sempre rendere grazie a Dio per voi, fratelli amati dal Signore, perché Dio vi ha scelti come primizia per la salvezza, per mezzo dello Spirito santificatore e della fede nella verità. A questo egli vi ha chiamati mediante il nostro Vangelo, per entrare in possesso della gloria del Signore nostro Gesù Cristo. Amen
VANGELO Mt 24, 1-31
Lettura del Vangelo secondo Matteo
In quel tempo. Mentre il Signore Gesù, uscito dal tempio, se ne andava, gli si avvicinarono i suoi discepoli per fargli osservare le costruzioni del tempio. Egli disse loro: «Non vedete tutte queste cose? In verità io vi dico: non sarà lasciata qui pietra su pietra che non sarà distrutta». Al monte degli Ulivi poi, sedutosi, i discepoli gli si avvicinarono e, in disparte, gli dissero: «Di’ a noi quando accadranno queste cose e quale sarà il segno della tua venuta e della fine del mondo». Gesù rispose loro: «Badate che nessuno vi inganni! Molti infatti verranno nel mio nome, dicendo: “Io sono il Cristo”, e trarranno molti in inganno. E sentirete di guerre e di rumori di guerre. Guardate di non allarmarvi, perché deve avvenire, ma non è ancora la fine. Si solleverà infatti nazione contro nazione e regno contro regno; vi saranno carestie e terremoti in vari luoghi: ma tutto questo è solo l’inizio dei dolori. Allora vi abbandoneranno alla tribolazione e vi uccideranno, e sarete odiati da tutti i popoli a causa del mio nome. Molti ne resteranno scandalizzati, e si tradiranno e odieranno a vicenda. Sorgeranno molti falsi profeti e inganneranno molti; per il dilagare dell’iniquità, si raffredderà l’amore di molti. Ma chi avrà perseverato fino alla fine sarà salvato. Questo vangelo del Regno sarà annunciato in tutto il mondo, perché ne sia data testimonianza a tutti i popoli; e allora verrà la fine. [Quando dunque vedrete presente nel luogo santo l’abominio della devastazione, di cui parlò il profeta Daniele – chi legge, comprenda –, allora quelli che sono in Giudea fuggano sui monti, chi si trova sulla terrazza non scenda a prendere le cose di casa sua, e chi si trova nel campo non torni indietro a prendere il suo mantello. In quei giorni guai alle donne incinte e a quelle che allattano! Pregate che la vostra fuga non accada d’inverno o di sabato. Poiché vi sarà allora una tribolazione grande, quale non vi è mai stata dall’inizio del mondo fino ad ora, né mai più vi sarà. E se quei giorni non fossero abbreviati, nessuno si salverebbe; ma, grazie agli eletti, quei giorni saranno abbreviati. Allora, se qualcuno vi dirà: “Ecco, il Cristo è qui”, Oppure “È là”, non credeteci; perché sorgeranno falsi cristi e falsi profeti e faranno grandi segni e miracoli, così da ingannare, se possibile, anche gli eletti. Ecco, io ve l’ho predetto. Se dunque vi diranno: “Ecco, è nel deserto”, non andateci; “Ecco, è in casa”, non credeteci. Infatti, come la folgore viene da oriente e brilla fino a occidente, così sarà la venuta del Figlio dell’uomo. Dovunque sia il cadavere, lì si raduneranno gli avvoltoi.] Subito dopo la tribolazione di quei giorni, “il sole si oscurerà, la luna non darà più la sua luce, le stelle cadranno dal cielo e le potenze dei cieli saranno sconvolte”. Allora comparirà in cielo il segno del Figlio dell’uomo e allora si batteranno il petto tutte le tribù della terra, e vedranno il Figlio dell’uomo venire sulle nubi del cielo con grande potenza e gloria. Egli manderà i suoi angeli, con una grande tromba, ed essi raduneranno i suoi eletti dai quattro venti, da un estremo all’altro dei cieli».
Le scritture e il senso dell’attesa
Ce lo diceva la scrittura, anzitutto con la voce del profeta:
Alzate al cielo i vostri occhi e guardate la terra di sotto, poiché i cieli si dissolveranno come fumo, la terra si logorerà come un vestito e i suoi abitanti moriranno come larve.
Poi l’Epistola:
Il mistero dell’iniquità è già in atto, ma è necessario che sia tolto di mezzo colui che finora lo trattiene. Allora l’empio sarà rivelato e il Signore Gesù lo distruggerà con il soffio della sua bocca e lo annienterà con lo splendore della sua venuta.
E ancora il Vangelo
Comparirà in cielo il segno del Figlio dell’uomo e allora si batteranno il petto tutte le tribù della terra, e vedranno il Figlio dell’uomo venire sulle nubi del cielo con grande potenza e gloria. Egli manderà i suoi angeli, con una grande tromba, ed essi raduneranno i suoi eletti dai quattro venti, da un estremo all’altro dei cieli».
I cristiani, dunque, vivono l’avvento come attesa perché sanno che il compimento della loro vita è in Cristo. I cristiani attendono la venuta del Signore non come una liberazione dai pesi del tempo presente, ma come il compimento del tempo presente. I cristiani non si lasciano abbindolare, come diceva sempre San Paolo e sanno che il senso della loro vita è custodito presso Dio. Per questo custodiscono il loro tempo. Per questo amano il loro tempo. Per questo accettano che il loro tempo sia fatto di realtà che si ripetono e che, progressivamente, introducono in quel tempo ultimo che è il tempo di Dio. I cristiani, liberi dalle cose, liberi dal modo di interpretare la vita che vien imposto. Vivono il tempo come attesa di Colui che deve venire.
Da sempre è così. Da quando scelsero proprio la data del 25 dicembre per reagire al culto dell’imperatore, ricordando che loro, i cristiani, non attendevano un uomo politico più capace di altri, ma attendevano solo il nuovo manifestarsi di Dio.
Ecco il senso di una relazione profonda che i cristiani intendono avere con Dio e che custodiscono mediante la Scrittura i Sacramenti che sono le due vie, i due canali attraverso i quali rinnovare il proprio senso di attesa e accettare di stare nel tempo come chi attende il tempo di Dio, come chi attende la sua manifestazione e l’incontro con la sua misericordia. I cristiani ripetono, nel tempo, queste verità per crescere in esse. I cristiani ripetono il tempo di Avvento per cercare una relazione profonda con Dio.
Dentro i segni della storia
Accettando i segni che la storia dona, che, come sempre, sono segni difficili da accettare, perché fanno riferimento a realtà negative che il male presente nel mondo continua ad offrire, deturpando, rovinando ciò che Dio avrebbe in animo di far realizzare all’uomo per la sua pace e la sua salvezza.
Così come ricordava il profeta:
Non temete l’insulto degli uomini, non vi spaventate per i loro scherni; poiché le tarme li roderanno come una veste e la tignola li roderà come lana
A cui faceva eco Paolo:
Il mistero dell’iniquità è già in atto, ma è necessario che sia tolto di mezzo colui che finora lo trattiene. Allora l’empio sarà rivelato e il Signore Gesù lo distruggerà con il soffio della sua bocca e lo annienterà con lo splendore della sua venuta.
Per concludere come diceva il Vangelo:
Allora vi abbandoneranno alla tribolazione e vi uccideranno, e sarete odiati da tutti i popoli a causa del mio nome. Molti ne resteranno scandalizzati, e si tradiranno e odieranno a vicenda. Sorgeranno molti falsi profeti e inganneranno molti; per il dilagare dell’iniquità, si raffredderà l’amore di molti.
Il mistero dell’iniquità si oppone al mistero di Dio, cerca di cancellare i segni della sua presenza, cerca di sfavorire il senso di ricerca che, invece, l’uomo vorrebbe portare nel cuore. Il cristiano conosce tutti questi segni della storia, sa che essi devono avvenire, ma non si ferma. Egli continua a sperare, sapendo che c’è un tempo dei pagani c’è un tempo di iniquità che non deve cancellare quell’avvento di Dio che avviene sempre nella sua coscienza. Il cristiano sa che avere a che fare con la ricerca del mistero di Dio è avere a che fare più con i segni della sua assenza che della sua presenza! Il cristiano sa bene che ci saranno sempre guerre e rumori di guerre, sa che ci saranno sempre templi distrutti e condannati alle fiamme, sa che ci saranno perfino costruzioni elevate per Dio di cui non rimarrà pietra su pietra che non verrà distrutta. Il cristiano non si occupa di queste cose, non si lascia schiacciare da queste cose. Va avanti, cammina nella storia, procede pian piano non si lascia togliere la speranza. Il cristiano continua ad osservare i segni della assenza di Dio e continua a colmare questi vuoti con la sua presenza. La presenza di chi ricerca la giustizia,
la pace, la Vita.
Profeti di giustizia
La ricerca della giustizia era accennata dal profeta:
la mia giustizia durerà per sempre, la mia salvezza di generazione in generazione;
cui faceva eco l’Apostolo:
Noi però dobbiamo sempre rendere grazie a Dio per voi, fratelli amati dal Signore, perché Dio vi ha scelti come primizia per la salvezza, per mezzo dello Spirito santificatore e della fede nella verità;
per terminare con il Vangelo:
se quei giorni non fossero abbreviati, nessuno si salverebbe; ma, grazie agli eletti, quei giorni saranno abbreviati.
Come risponde il cristiano ai segni della assenza di Dio che egli trasforma in ricerca? Come attende il cristiano quell’ultimo avvento di Dio promesso e che deve ancora realizzarsi? Con la giustizia, cioè con quella virtù che dice il giusto rapporto con le cose, con la gente, con le realtà della vita, con quello che capita. La giustizia, cioè la ricerca della verità soprattutto nelle relazioni, nei rapporti con gli altri, per dare poi anche una chiave di lettura e un senso alle cose che accadono. In questo senso il cristiano che legge la scrittura, soprattutto quella dei profeti, diventa lui stesso profezia. Il suo cercare la giustizia, il suo abitare come giusto in mezzo al mistero dell’iniquità, il suo mettersi a disposizione di Dio per abbreviare i giorni di questa attesa grazie alla preghiera, dice il suo essere uomo giusto, come il Signore che attende.
Perchè la Parola dimori in noi
- Cosa dobbiamo fare per vivere queste dimensioni di avvento?
- Come possiamo vivere bene questo avvento di Giubileo che deve essere avvento di speranza?
Carissimi, io spero che l’avvento piaccia anche a voi. Spero che anche voi possiate amare questo momento ciclico di ritorno ad una richiesta sempre più forte di relazione con Dio che nasce dalla scrittura, spero che anche voi amiate questo tempo che, più di altri, ci ricorda la fragilità dell’esistenza e al caducità della vita.
Cosa dobbiamo fare? In questo anno tutto dedicato alle relazioni, penso che la prima ed unica cosa da fare sia quella di continuare a vivere con fede e anche con forza la relazione con Dio. Credo che sia essenziale, in questo tempo che vogliamo dedicare alle relazioni, ripartire da qui. Per poi diventare, come sempre le scritture ci hanno detto, profezia di giustizia. Ci lamentiamo spesso che siamo sempre meno, che viene meno il senso della fede, che viene meno il gusto di celebrare i sacramenti. Noi abbiamo il gusto di queste cose? Perché a noi è chiesto proprio questo, ovvero di abitare, di stare serenamente in questo genere di cose per essere sempre più pronti a vedere il volto di Dio che si manifesta. Cercando di esser e profezia di giustizia. La giustizia è quella verità che ci spinge a dare a ciascuno il suo. Ovvero ad ogni cosa il suo peso, ad ogni realtà il suo senso, ad ogni persona la giusta attenzione. Ecco cosa dobbiamo fare noi! essere profezia di giustizia partendo da una custodia della Parola e della relazione con Dio più intensa. Facciamo in modo che questo non sia solo un buon proposito, ma una realtà da vivere e da attuare nei prossimi giorni santi.
Maria, che ci guida sempre e che è con noi, cammini al nostro fianco per farci essere figli del regno che attendono la venuta del Signore.