Settimana dell’ultima domenica dopo l’Epifania – sabato
La spiritualità di questa settimana
Concludiamo questa settimana ma anche, come accennavo ieri, il tempo liturgico dopo l’Epifania. Le manifestazioni del Signore che abbiamo accostato ora cedono il passo alla riflessione e alla penitenza quaresimale. Il giorno di oggi è tutto centrato attorno al tema del profumo e dell’incenso.
La Parola di questo giorno
LETTURA Es 30, 34-38
Lettura del libro dell’Esodo
In quei giorni. Il Signore disse a Mosè: «Procùrati balsami: storace, ònice, gàlbano e incenso puro: il tutto in parti uguali. Farai con essi un profumo da bruciare, una composizione aromatica secondo l’arte del profumiere, salata, pura e santa. Ne pesterai un poco riducendola in polvere minuta e ne metterai davanti alla Testimonianza, nella tenda del convegno, dove io ti darò convegno. Cosa santissima sarà da voi ritenuta. Non farete per vostro uso alcun profumo di composizione simile a quello che devi fare: lo riterrai una cosa santa in onore del Signore. Chi ne farà di simile, per sentirne il profumo, sia eliminato dal suo popolo».
SALMO Sal 96 (97)
Tu sei l’Altissimo su tutta la terra.
Si vergognino tutti gli adoratori di statue
e chi si vanta del nulla degli idoli.
A lui si prostrino tutti gli dèi!
Ascolti Sion e ne gioisca,
esultino i villaggi di Giuda
a causa dei tuoi giudizi, Signore. R
Perché tu, Signore,
sei l’Altissimo su tutta la terra,
eccelso su tutti gli dèi.
Odiate il male, voi che amate il Signore:
egli custodisce la vita dei suoi fedeli,
li libererà dalle mani dei malvagi. R
Una luce è spuntata per il giusto,
una gioia per i retti di cuore.
Gioite, giusti, nel Signore,
della sua santità celebrate il ricordo. R
EPISTOLA 2Cor 2, 14-16a
Seconda lettera di san Paolo apostolo ai Corinzi
Fratelli, siano rese grazie a Dio, il quale sempre ci fa partecipare al suo trionfo in Cristo e diffonde ovunque per mezzo nostro il profumo della sua conoscenza! Noi siamo infatti dinanzi a Dio il profumo di Cristo per quelli che si salvano e per quelli che si perdono; per gli uni odore di morte per la morte e per gli altri odore di vita per la vita.
VANGELO Lc 1, 5-17
✠ Lettura del Vangelo secondo Luca
Al tempo di Erode, re della Giudea, vi era un sacerdote di nome Zaccaria, della classe di Abia, che aveva in moglie una discendente di Aronne, di nome Elisabetta. Ambedue erano giusti davanti a Dio e osservavano irreprensibili tutte le leggi e le prescrizioni del Signore. Essi non avevano figli, perché Elisabetta era sterile e tutti e due erano avanti negli anni. Avvenne che, mentre Zaccaria svolgeva le sue funzioni sacerdotali davanti al Signore durante il turno della sua classe, gli toccò in sorte, secondo l’usanza del servizio sacerdotale, di entrare nel tempio del Signore per fare l’offerta dell’incenso. Fuori, tutta l’assemblea del popolo stava pregando nell’ora dell’incenso. Apparve a lui un angelo del Signore, ritto alla destra dell’altare dell’incenso. Quando lo vide, Zaccaria si turbò e fu preso da timore. Ma l’angelo gli disse: «Non temere, Zaccaria, la tua preghiera è stata esaudita e tua moglie Elisabetta ti darà un figlio, e tu lo chiamerai Giovanni. Avrai gioia ed esultanza, e molti si rallegreranno della sua nascita, perché egli sarà grande davanti al Signore; non berrà vino né bevande inebrianti, sarà colmato di Spirito Santo fin dal seno di sua madre e ricondurrà molti figli d’Israele al Signore loro Dio. Egli camminerà innanzi a lui con lo spirito e la potenza di Elia, per ricondurre i cuori dei padri verso i figli e i ribelli alla saggezza dei giusti e preparare al Signore un popolo ben disposto».
Esodo
L’offerta dell’incenso, come cosa preziosa e al tempo stesso realtà simbolica, ha sempre accompagnato la riflessione di Israele e anche la sua liturgia. L’offerta dell’incenso che, con il suo fumo, sale in alto, è simbolo della preghiera stessa. Questa offerta dell’incenso doveva essere riservata solo a Dio. Altri incensi potevano essere bruciati nelle abitazioni, altri profumi potevano essere creati per l’uomo, ma il profumo dell’incenso puro era solo per Dio. Una “cosa santa” come abbiamo letto, una preghiera che tutti erano tenuti a fare, come tributo ed offerta a Dio.
Vangelo
Capiamo bene il Vangelo che, d’altronde, conosciamo molto bene perché questa pagina ci accompagna anche nei giorni prima del Natale. Zaccaria è il sacerdote a cui, in quell’occasione, tocca in sorte di svolgere questa offerta dell’incenso. Un ruolo importante e ambito. Zaccaria, mentre offre questo rito, non solo compie un impegno di fede a nome di tutto il popolo, non solo prega per il popolo, ma prega anche per sé stesso e per le sue intenzioni. La preghiera che sale a Dio, come ogni giorno, viene ascoltata. L’angelo che appare a Zaccaria è proprio il segno forte che viene donato a questo santo sacerdote come segno dell’accoglienza che la sua preghiera ha avuto. Così anch’egli parteciperà alla storia della salvezza, alla finale rivelazione di Dio al suo popolo.
Corinti
Così anche San Paolo, nella sua catechesi, ricordava che dopo la Pasqua del Signore, tramonta il culto antico dell’offerta dell’incenso, che rimane solo come atto liturgico. Tramonta perché altra è la realtà. Ad essere offerta gradita sarà il cristiano che, nel mondo, avrà il compito di essere come l’incenso. Egli, cioè, dovrà essere, con la sua testimonianza e la sua preghiera, segno di quello che avverrà, ovvero dell’incontro con Dio che a tutti è promesso alla fine della vita. Il cristiano, con la sua preghiera, dovrà essere segno dell’importanza della preghiera nella vita di ciascuno. Il credente, che si predisporrà a far salire a Dio la propria preghiera come a Dio sale l’incenso odoroso, farà un servizio grande a tutta l’umanità, perché tutti gli uomini sono chiamati a relazionarsi con Dio nella preghiera. Dio dall’uomo si aspetta questo: non che la sua preghiera serva ad aumentare la sua gloria! La preghiera dell’uomo serve all’uomo stesso per percepirsi nella sua creaturalità e nella sua caducità e per imparare ad attendere quell’incontro con Dio che rende santa tutta la vita.
Per noi e per il nostro cammino
- Abbiamo anche noi questa percezione del compito dei cristiani?
- La Quaresima che ci sta davanti e che inizierà con le Messe di stasera, ci vedrà pronti ad offrire a Dio l’incenso della nostra preghiera?
Sarebbe davvero molto bello se noi imparassimo a fare della nostra Quaresima un tempo nel quale impariamo ad offrire a Dio la preghiera come profumo odoroso, come profumo che serve non solo a noi, per rimanere figli di Dio che cercano il suo volto, ma anche per essere testimoni dell’importanza della preghiera nella vita di ciascuno. Potrebbe essere proprio questo il compito che ci assumiamo anche noi, figli amati da Dio, che cercano, in qualche modo, di rendere santo il loro tempo e di portare a termine il proprio cammino di fede.
Mentre ringraziamo il Signore anche per questo tempo liturgico che si chiude, impariamo ad attendere da Dio tutti i benefici della nostra salvezza ed impariamo ad amare il Signore con tutte le nostre forze, certi che il Signore, anche nella Quaresima che ci sta davanti, ci aiuterà a vivere meglio il rapporto con Lui che si attua nella preghiera.