Settimana dell’ultima domenica dopo l’Epifania – martedì
Introduzione
Le due Scritture che leggiamo in questo giorno, possono entrambe essere rilette alla luce di quello che il sapiente Qoelet pone come domanda: che senso ha la vita dell’uomo? Con la sua risposta: hanno senso solo le cose di Dio perché sono eterne.
La Parola di Dio
LETTURA Qo 3, 10-17
Lettura del libro del Qoèlet
Io, Qoèlet, ho considerato l’occupazione che Dio ha dato agli uomini perché vi si affatichino. Egli ha fatto bella ogni cosa a suo tempo; inoltre ha posto nel loro cuore la durata dei tempi, senza però che gli uomini possano trovare la ragione di ciò che Dio compie dal principio alla fine. Ho capito che per essi non c’è nulla di meglio che godere e procurarsi felicità durante la loro vita; e che un uomo mangi, beva e goda del suo lavoro, anche questo è dono di Dio. Riconosco che qualsiasi cosa Dio fa, dura per sempre; non c’è nulla da aggiungere, nulla da togliere. Dio agisce così perché lo si tema. Quello che accade, già è stato; quello che sarà, già è avvenuto. Solo Dio può cercare ciò che ormai è scomparso. Ma ho anche notato che sotto il sole al posto del diritto c’è l’iniquità e al posto della giustizia c’è l’iniquità. Ho pensato dentro di me: «Il giusto e il malvagio Dio li giudicherà, perché c’è un tempo per ogni cosa e per ogni azione».
SALMO Sal 5
Tu benedici il giusto, Signore.
Al mattino ascolta la mia voce;
al mattino ti espongo la mia richiesta e resto in attesa.
Tu non sei un Dio che gode del male,
non è tuo ospite il malvagio;
gli stolti non resistono al tuo sguardo. R
Tu hai in odio tutti i malfattori,
tu distruggi chi dice menzogne.
Sanguinari e ingannatori, il Signore li detesta.
Io, invece, per il tuo grande amore, entro nella tua casa;
mi prostro verso il tuo tempio santo nel tuo timore. R
Gioiscano quanti in te si rifugiano, esultino senza fine.
Proteggili, perché in te si allietino
quanti amano il tuo nome,
poiché tu benedici il giusto, Signore,
come scudo lo circondi di benevolenza. R
VANGELO Mc 12, 18-27
Lettura del Vangelo secondo Marco
In quel tempo. Vennero dal Signore Gesù alcuni sadducei – i quali dicono che non c’è risurrezione – e lo interrogavano dicendo: «Maestro, Mosè ci ha lasciato scritto che, se muore il fratello di qualcuno e lascia la moglie senza figli, suo fratello prenda la moglie e dia una discendenza al proprio fratello. C’erano sette fratelli: il primo prese moglie, morì e non lasciò discendenza. Allora la prese il secondo e morì senza lasciare discendenza; e il terzo ugualmente, e nessuno dei sette lasciò discendenza. Alla fine, dopo tutti, morì anche la donna. Alla risurrezione, quando risorgeranno, di quale di loro sarà moglie? Poiché tutti e sette l’hanno avuta in moglie». Rispose loro Gesù: «Non è forse per questo che siete in errore, perché non conoscete le Scritture né la potenza di Dio? Quando risorgeranno dai morti, infatti, non prenderanno né moglie né marito, ma saranno come angeli nei cieli. Riguardo al fatto che i morti risorgono, non avete letto nel libro di Mosè, nel racconto del roveto, come Dio gli parlò dicendo: “Io sono il Dio di Abramo, il Dio di Isacco e il Dio di Giacobbe”? Non è Dio dei morti, ma dei viventi! Voi siete in grave errore».
Qoelet
Il sapiente, infatti, si mette a giudicare le cose della terra, le cose del tempo, non da un punto di vista umano, ma dal punto di vista di Dio, ovvero dell’eternità! Ecco che tutto acquista una luce nuova. Se tutto viene da Dio e tutto è, in qualche modo, in relazione all’eternità, ciò che conta è capire che ogni cosa che viene da Dio è per ciò stesso buona e si dirige sempre verso di Lui, creatore e Padre di tutte le cose. Per questo il sapiente chiede di guardare a tutte le cose umane con questa sapienza. Anche il lavoro che affatica l’uomo è una cosa buona che conduce verso Dio. Anche le fatiche degli uomini sono una cosa buona che apre l’anima a Dio e che indirizza a Lui, se vissute con spirito di fede. Il sapiente ci sta dicendo che tutti gli uomini fanno, in fondo, le medesime cose. A tutti è dato di vivere esperienze molto simili. Ma c’è grande differenza tra chi guarda alle cose che accadono riferendosi a Dio e chi, invece, le confina in sé stesse e non capisce più il vero valore delle cose.
Vangelo
Così è nel Vangelo: c’è chi considera solo le cose dal punto di vista immanente. Ecco allora che una donna si sposa e si risposa nel tentativo di essere felice e di dare una discendenza che duri nel tempo. C’è chi giudica anche queste cose da un solo punto di vista umano e si domanda di chi sarà l’anima di chi si è sposato più volte, una volta che tutti avremo raggiunto il mistero di Dio. Gesù taglia corto. Queste domande possono animare la riflessione degli uomini, ma occorre porre attenzione che esse non rovinino il clima spirituale nel quale esse stesse devono essere inserite. È solo nel quadro ampio che la fede apre agli uomini che tutto trova il suo giusto posto. Così, se si guarda a queste realtà non animati solo da uno spirito mondano, ma cercando la loro relazione con Dio, si capirà il loro effettivo valore. Nella fattispecie il Signore insegna che ogni esperienza di vicinanza, di prossimità, di amore è buona, bella e gradita a Dio, ma, nel suo mistero, non ci sarà più bisogno di alcune realtà umane, perché tutto sarà trasformato dal suo amore. Non che le relazioni non abbiano senso. Esse hanno però una loro temporalità. Servono nel tempo presente, servono nella vita che stiamo vivendo ora ma, nell’eternità, non ce ne sarà più bisogno. Il senso è dunque chiaro: diamo a tutte queste cose il peso che è giusto che abbiano.
Perchè la Parola dimori in noi
Credo che tutti noi ci lasciamo molto prendere dalle cose che viviamo, senza troppo guardarle alla luce del mistero di Dio e senza chiederci cosa hanno da dirci in relazione all’eternità. Così esageriamo un po’ tutto, specialmente perché siamo in balia di quelle sensazioni ed emozioni a cui diamo tanto spazio, forse esagerando. Il richiamo delle Scritture di oggi è molto serio: esse ci chiedono di dare il giusto peso ad ogni cosa e di non entrare nel clima di vita di moltissime persone. Nell’anno delle relazioni, ovviamente, siamo a dire che ogni relazione è bella, fondamentale, importante per la vita, ma sarà tutto trasfigurato nell’amore di Dio per quanto attiene all’eternità. Così capiamo che queste cose hanno un senso, vanno vissute, hanno un ordine. Credo che sia difficilissimo capire bene, perché noi viviamo di queste cose. Spesso incontro persone che mi domandano che fine faranno i loro affetti più cari e non solo quelli umani! La risposta viene proprio da questo Vangelo: tutto ha un senso, tutto è utile nel tempo, tutto sarà, in qualche modo compreso e trasfigurato nel mistero di Dio. Abbandoniamoci con fiducia a questo insegnamento e non sbaglieremo nel vivere le relazioni importanti della vita.