Settimana della 3 domenica di Pasqua – mercoledì
La spiritualità di questa settimana
Anche oggi mi sembra che sia il concetto di “compera” a poter tracciare un filo rosso prezioso tra le due Scritture.
La Parola di questo giorno
LETTURA At 8, 18-25
Lettura degli Atti degli Apostoli
In quei giorni. Simone, vedendo che lo Spirito veniva dato con l’imposizione delle mani degli apostoli, offrì loro del denaro dicendo: «Date anche a me questo potere perché, a chiunque io imponga le mani, egli riceva lo Spirito Santo». Ma Pietro gli rispose: «Possa andare in rovina, tu e il tuo denaro, perché hai pensato di comprare con i soldi il dono di Dio! Non hai nulla da spartire né da guadagnare in questa cosa, perché il tuo cuore non è retto davanti a Dio. Convèrtiti dunque da questa tua iniquità e prega il Signore che ti sia perdonata l’intenzione del tuo cuore. Ti vedo infatti pieno di fiele amaro e preso nei lacci dell’iniquità». Rispose allora Simone: «Pregate voi per me il Signore, perché non mi accada nulla di ciò che avete detto». Essi poi, dopo aver testimoniato e annunciato la parola del Signore, ritornavano a Gerusalemme ed evangelizzavano molti villaggi dei Samaritani.
SALMO Sal 32 (33)
Beato chi dimora, Signore, nel tuo tempio santo.
Oppure: Alleluia, alleluia, alleluia.
Esultate, o giusti, nel Signore;
per gli uomini retti è bella la lode.
Lodate il Signore con la cetra,
con l’arpa a dieci corde a lui cantate. R
Retta è la parola del Signore
e fedele ogni sua opera.
Egli ama la giustizia e il diritto;
dell’amore del Signore è piena la terra. R
Ecco, l’occhio del Signore è su chi lo teme,
su chi spera nel suo amore,
per liberarlo dalla morte
e nutrirlo in tempo di fame. R
VANGELO Gv 6, 1-15
✠ Lettura del Vangelo secondo Giovanni
In quel tempo. Il Signore Gesù passò all’altra riva del mare di Galilea, cioè di Tiberìade, e lo seguiva una grande folla, perché vedeva i segni che compiva sugli infermi. Gesù salì sul monte e là si pose a sedere con i suoi discepoli. Era vicina la Pasqua, la festa dei Giudei. Allora Gesù, alzàti gli occhi, vide che una grande folla veniva da lui e disse a Filippo: «Dove potremo comprare il pane perché costoro abbiano da mangiare?». Diceva così per metterlo alla prova; egli infatti sapeva quello che stava per compiere. Gli rispose Filippo: «Duecento denari di pane non sono sufficienti neppure perché ognuno possa riceverne un pezzo». Gli disse allora uno dei suoi discepoli, Andrea, fratello di Simon Pietro: «C’è qui un ragazzo che ha cinque pani d’orzo e due pesci; ma che cos’è questo per tanta gente?». Rispose Gesù: «Fateli sedere». C’era molta erba in quel luogo. Si misero dunque a sedere ed erano circa cinquemila uomini. Allora Gesù prese i pani e, dopo aver reso grazie, li diede a quelli che erano seduti, e lo stesso fece dei pesci, quanto ne volevano. E quando furono saziati, disse ai suoi discepoli: «Raccogliete i pezzi avanzati, perché nulla vada perduto». Li raccolsero e riempirono dodici canestri con i pezzi dei cinque pani d’orzo, avanzati a coloro che avevano mangiato. Allora la gente, visto il segno che egli aveva compiuto, diceva: «Questi è davvero il profeta, colui che viene nel mondo!». Ma Gesù, sapendo che venivano a prenderlo per farlo re, si ritirò di nuovo sul monte, lui da solo.
Atti
Partiamo dagli Atti, nella bellissima pagina che riguarda ancora Simone il Mago. Dopo aver fatto riferimento a Filippo, non riuscendo a capire che i suoi miracoli e segni sono una testimonianza di fede, Simone esce allo scoperto e chiede di poter pagare per avere il dono che hanno gli apostoli. È da qui che nasce la parola “simonia”, cioè il tentativo di comprare le cose sacre, le realtà spirituali che, per definizione, sono gratuite. Abbiamo anche sentito la fortissima reazione di sdegno della Chiesa, che allontana Simone dalla comunità. A “scomunicarlo” è Pietro stesso, quindi una parola autorevole e non appellabile. È a questo punto, è quando Simone si sente messo fuori gioco, che percepisce la gravità di quello che ha fatto e comprende che solo una cosa può salvarlo: la preghiera. La preghiera degli apostoli, che ora, più autenticamente, Simone invoca per avere beneficio per la vita. Temendo veramente che la morte della sua anima possa diventare anche la sua morte fisica, Simone invoca la preghiera degli apostoli come balsamo per la vita. La minaccia di “andare in rovina” per il suo comportamento, lo sveglia. La parola forte di San Pietro lo sprona per recuperare una dimensione di fede autentica che diventi occasione per un cammino spirituale diverso
Vangelo
Anche gli apostoli nel Vangelo, benché lontanissimi dalla simonia, non comprendendo ciò che Gesù sta per fare, domandano al Signore se devono andare loro stessi a comprare il pane per tutta la gente che li sta seguendo ed ascoltando. È chiaro che gli apostoli giudicano la scena da un punto di vista umano. Quello che appare loro è una moltitudine di uomini che non hanno da mangiare e che, in qualche modo vanno sfamati. Ecco il motivo della domanda. È Gesù che chiede una cosa diversa: vuole che tutti sappiano che un cammino di discepolato come quello degli apostoli, un cammino di fede vero, è possibile anche a loro. Tutto diventa possibile quando ci si impegna a credere all’onnipotenza di Dio che, a suo tempo, compie tutte le cose bene. Ecco perché il Signore comanda di far sedere tutti e con la sua preghiera efficace, trasforma ciò che c’è perché diventi cibo in abbondanza per tutti. La preghiera del Signore è sempre esaudita dal Padre e quel miracolo diventa un modo per insegnare a tutti che è l’Eucarestia la forza da cercare nei giorni della vita, specie quelli nei quali qualcosa non va bene o non va proprio come si era previsto che andasse.
Per noi e per il nostro cammino di fede
Noi tutti stiamo compiendo il cammino di fede post pasquale. Abbiamo ancora nel cuore e negli occhi i riti che abbiamo celebrato e, spero, tutti abbiamo nel cuore la Parola di Dio che ci è stata consegnata in questi giorni così forti dal punto di vista spirituale. È proprio alla luce di questo cammino che stiamo facendo che noi tutti dobbiamo comprendere che la fede è il sostegno della nostra vita, la preghiera il cuore della nostra fede, l’impegno ciò che ci è chiesto di prendere proprio in nome del Signore Risorto. Forse noi tutti, parte attiva della Chiesa, gente che prega con generosità per lo più quotidianamente, facciamo molta fatica a ricordarci di questa verità e a fare in modo che non scadiamo in atteggiamenti simili a quello di Simon Mago. Atteggiamenti che, nel leggere la Scrittura, abbiamo condannato ma che poi, in pratica, mettiamo ben in atto! Anche noi, quando abbiamo bisogno, andiamo a “barattare” qualcosa con Dio. Anche noi facciamo offerte più generose quando abbiamo qualche problema, quando qualcosa ci invade il cuore. Per carità! Non corriamo certo il rischio di essere simoniaci! Eppure si insinua il maldestro pensiero che ci fa dire e pensare che, con offerte più generose, possiamo ottenere di più. Pensiero che la Scrittura corregge immediatamente! Nessuna cosa sacra ha un prezzo! Tutto, invece, dipende dalla nostra disponibilità alla preghiera. Tutto dipende dalla nostra misura di fede!
Provocazioni dalla Parola
- Che misura di fede stiamo coltivando in questi giorni?
- Come possiamo fare per rendere l’Eucarestia vera fonte di un rinnovato cammino spirituale?
- Qualche atteggiamento di “baratto” con Dio ha mai invaso il nostro cuore?