Giovedì 17 luglio

Settimana della 5 domenica dopo Pentecoste – Giovedì 

La spiritualità di questo giorno

Oggi è il giorno in cui ricordiamo S. Marcellina, la sorella di Ambrogio, con cui il Santo ebbe sempre un rapporto dolcissimo di affetto e di condivisione di fede. Anche Marcellina, consacratasi al Signore nel gruppo delle vergini, fu di grande utilità al ministero di Ambrogio che la volle sempre accanto a sé compagna del suo ministero.

La Parola di questo giorno

LETTURA Dt 31, 14-23
Lettura del libro del Deuteronomio

In quei giorni. Il Signore disse a Mosè: «Ecco, i giorni della tua morte sono vicini. Chiama Giosuè e presentatevi nella tenda del convegno, perché io gli comunichi i miei ordini». Mosè e Giosuè andarono a presentarsi nella tenda del convegno. Il Signore apparve nella tenda in una colonna di nube, e la colonna di nube stette all’ingresso della tenda. Il Signore disse a Mosè: «Ecco, tu stai per addormentarti con i tuoi padri. Questo popolo si alzerà e si leverà per prostituirsi con dèi stranieri nella terra dove sta per entrare. Mi abbandonerà e infrangerà l’alleanza che io ho stabilito con lui. In quel giorno, la mia ira si accenderà contro di lui: io li abbandonerò, nasconderò loro il volto e saranno divorati. Lo colpiranno malanni numerosi e angosciosi e in quel giorno dirà: “Questi mali non mi hanno forse colpito per il fatto che il mio Dio non è più in mezzo a me?”. Io, in quel giorno, nasconderò il mio volto a causa di tutto il male che avranno fatto rivolgendosi ad altri dèi. Ora scrivete per voi questo cantico; insegnalo agli Israeliti, mettilo nella loro bocca, perché questo cantico mi sia testimone contro gli Israeliti. Quando lo avrò introdotto nel paese che ho promesso ai suoi padri con giuramento, dove scorrono latte e miele, ed egli avrà mangiato, si sarà saziato e ingrassato e poi si sarà rivolto ad altri dèi per servirli e mi avrà disprezzato e avrà infranto la mia alleanza, e quando lo avranno colpito malanni numerosi e angosciosi, allora questo cantico sarà testimone davanti a lui, poiché non sarà dimenticato dalla sua discendenza. Sì, conosco i pensieri da lui concepiti già oggi, prima ancora che io lo abbia introdotto nella terra che ho promesso con giuramento». Mosè scrisse quel giorno questo cantico e lo insegnò agli Israeliti. Poi comunicò i suoi ordini a Giosuè, figlio di Nun, e gli disse: «Sii forte e coraggioso, poiché tu introdurrai gli Israeliti nella terra che ho giurato di dar loro, e io sarò con te».

SALMO Sal 19 (20)

Il Signore dà vittoria al suo consacrato.

Ti risponda il Signore nel giorno dell’angoscia,
ti protegga il nome del Dio di Giacobbe.
Ti mandi l’aiuto dal suo santuario
e dall’alto di Sion ti sostenga. R

Ti conceda ciò che il tuo cuore desidera,
adempia ogni tuo progetto.
Esulteremo per la tua vittoria,
nel nome del nostro Dio alzeremo i nostri vessilli:
adempia il Signore tutte le tue richieste. R

Ora so che il Signore dà vittoria al suo consacrato;
gli risponde dal suo cielo santo
con la forza vittoriosa della sua destra. R

Chi fa affidamento sui carri, chi sui cavalli:
noi invochiamo il nome del Signore, nostro Dio.
Da’ al re la vittoria, Signore,
rispondici, quando t’invochiamo. R

VANGELO Lc 8, 22-25
✠ Lettura del Vangelo secondo Luca

In quel tempo. Avvenne che, un giorno, il Signore Gesù salì su una barca con i suoi discepoli e disse loro: «Passiamo all’altra riva del lago». E presero il largo. Ora, mentre navigavano, egli si addormentò. Una tempesta di vento si abbatté sul lago, imbarcavano acqua ed erano in pericolo. Si accostarono a lui e lo svegliarono dicendo: «Maestro, maestro, siamo perduti!». Ed egli, destatosi, minacciò il vento e le acque in tempesta: si calmarono e ci fu bonaccia. Allora disse loro: «Dov’è la vostra fede?». Essi, impauriti e stupiti, dicevano l’un l’altro: «Chi è dunque costui, che comanda anche ai venti e all’acqua, e gli obbediscono?».

Deuteronomio

Il Deuteronomio descriveva, a posteriori, l’abbandono della fede, l’abbandono di Dio, una volta che il popolo si insediò nella terra. Le parole vengono riportate, in forma di predizione, sulla bocca di Mosè, per dire che il profeta intuì quello che sarebbe un giorno successo. Mosè prevede che le calamità che colpiranno il popolo, le malattie che insidieranno i singoli, le carestie che devasteranno il paese, saranno, in qualche modo, il segno della punizione di Dio, ovvero il segno di un popolo che ha smesso di onorare il Signore. Mosè è molto preoccupato per il fatto che Dio possa nascondere il suo volto al popolo, se questi si rifiuterà di camminare umilmente con il suo Dio. Una parola molto dura, se vogliamo anche a tratti discutibile. Una parola difficile che però permette a noi di capire che se è vero che Dio non punisce mai, è altrettanto vero che allontanandosi dallo splendore della luce del suo volto, l’uomo va incontro necessariamente ad una fase di povertà, sventura, illusione, derisione da parte dei non credenti.

Vangelo

Il Vangelo è di tutt’altro avviso. Rispetto alle minacce di Mosè il Signore Gesù risponde in tutt’altra maniera, manifestando il vero volto di Dio. Mosè minacciava castighi da parte di Dio; Gesù parla di vicinanza, comprensione, misericordia. Ai discepoli che faticano a compiere la traversata, simbolo di tutte le traversie della vita e, in fondo, della vita stessa, Gesù ricorda che Dio è capace di farsi vicino nel silenzio, nelle tenebre della notte, quando tutto sembra andare di male in peggio e, proprio quando tutto sembra perduto, è in grado di intervenire con la sua presenza, bontà, misericordia, per salvare l’uomo. La salvezza dei discepoli diventa paradigma di come Dio voglia salva tutta l’umanità. Dio vuole salvare tutti gli uomini attraverso Gesù. Ecco il programma che Dio viene a rivelare e a testimoniare in Cristo.  Questa vicinanza è promessa ad ogni uomo – ecco il senso della preghiera di invocazione – questa vicinanza è promessa a tutti – ecco il senso dell’invocazione comunitaria.

Per noi e per il nostro cammino di fede

  • Come viviamo i nostri momenti di difficoltà?
  • Avvertiamo la presenza di Dio accanto a noi?

Credo che ci aiuti nella meditazione proprio la figura di Santa Marcellina. Donna di preghiera, pur nell’accompagnare concretamente le vicende di vita del fratello Vescovo, ella seppe distinguersi sempre per l’assoluta capacità di affidarsi allo Spirito Santo attraverso una preghiera confidente e fiduciosa. Anche noi siamo invitati a fare questo, che è poi quello che fecero gli apostoli in quella notte di tempesta, quando tutto sembrava andare di male in peggio ed anzi pareva perduto. Gli apostoli seppero gridare al Signore in senso di fiducia e affidamento. Così come l’uomo, quando si trova solo, quando si trova in difficoltà, quando si trova quasi perduto, è chiamato a fare la medesima cosa: alzare la voce verso Dio e chiedere, con una preghiera accorata e fiduciosa. Non sempre noi facciamo così. Non sempre noi siamo capaci di gridare al Signore con la fiducia dei semplici, la forza dei miti, l’insistenza dei peccatori. Talvolta la nostra preghiera è stanca, sfiduciata o forse non inizia neppure! Quante volte, invece di rivolgerci a Dio nelle nostre difficoltà, facciamo tutt’altro! Dimostrando così di avere perso la fiducia in Colui che tutto può. Chiediamo al Signore la forza e la grazia di sentire la sua vicinanza, di sentire la forza del suo amore, di sentire il suo richiamo ad una preghiera semplice e fiduciosa. Con gli apostoli e con S. Marcellina ricordiamoci sempre che l’amore di Dio è sempre misericordioso e sempre pronto ad entrare nella storia degli uomini per condurli alla salvezza eterna.

Chiediamo questa grazia perché le nostre vite siano sempre sorrette e difese dalla presenza di Dio.

Con vivo senso di intercessione preghiamo per tutti coloro che stanno attraversando qualche notte buia per qualsiasi motivo, per loro e con loro supplichiamo l’amore di Dio Padre perché si renda presente con efficacia nella storia di ciascuno.

2025-07-11T15:36:43+02:00