Settimana della 5 domenica dopo Pentecoste – Mercoledì
La spiritualità di questo giorno
La memoria della Madonna del monte Carmelo è molto cara a tanti fedeli ed è una devozione di grande importanza in diverse regioni e chiese d’Italia. Benché non sia una memoria obbligatoria del calendario, anche noi onoriamo oggi il nome di Maria venerata e invocata con questo dolce titolo.
La Parola di questo giorno
LETTURA Dt 27, 9-26
Lettura del libro del Deuteronomio
In quei giorni. Mosè e i sacerdoti leviti dissero a tutto Israele: «Fa’ silenzio e ascolta, Israele! Oggi sei divenuto il popolo del Signore, tuo Dio. Obbedirai quindi alla voce del Signore, tuo Dio, e metterai in pratica i suoi comandi e le sue leggi che oggi ti do». In quello stesso giorno Mosè diede quest’ordine al popolo: «Ecco quelli che, una volta attraversato il Giordano, staranno sul monte Garizìm per benedire il popolo: Simeone, Levi, Giuda, Ìssacar, Giuseppe e Beniamino; ecco quelli che staranno sul monte Ebal per pronunciare la maledizione: Ruben, Gad, Aser, Zàbulon, Dan e Nèftali. I leviti prenderanno la parola e diranno ad alta voce a tutti gli Israeliti: “Maledetto l’uomo che fa un’immagine scolpita o di metallo fuso, abominio per il Signore, lavoro di mano d’artefice, e la pone in luogo occulto!”. Tutto il popolo risponderà e dirà: “Amen”. “Maledetto chi maltratta il padre e la madre!”. Tutto il popolo dirà: “Amen”. [ “Maledetto chi sposta i confini del suo prossimo!”. Tutto il popolo dirà: “Amen”. “Maledetto chi fa smarrire il cammino al cieco!”. Tutto il popolo dirà: “Amen”. “Maledetto chi lede il diritto del forestiero, dell’orfano e della vedova!”. Tutto il popolo dirà: “Amen”. “Maledetto chi si unisce con la moglie del padre, perché solleva il lembo del mantello del padre!”. Tutto il popolo dirà: “Amen”. “Maledetto chi giace con qualsiasi bestia!”. Tutto il popolo dirà: “Amen”. “Maledetto chi giace con la propria sorella, figlia di suo padre o figlia di sua madre!”. Tutto il popolo dirà: “Amen”. “Maledetto chi giace con la suocera!”. Tutto il popolo dirà: “Amen”. “Maledetto chi colpisce il suo prossimo in segreto!”. Tutto il popolo dirà: “Amen”. “Maledetto chi accetta un regalo per condannare a morte un innocente!”. Tutto il popolo dirà: “Amen”. ] “Maledetto chi non mantiene in vigore le parole di questa legge, per metterle in pratica!”. Tutto il popolo dirà: “Amen”».
SALMO Sal 1
La legge del Signore è tutta la mia gioia.
Beato l’uomo che non entra nel consiglio dei malvagi,
non resta nella via dei peccatori
e non siede in compagnia degli arroganti,
ma nella legge del Signore trova la sua gioia,
la sua legge medita giorno e notte. R
È come albero piantato lungo corsi d’acqua,
che dà frutto a suo tempo:
le sue foglie non appassiscono
e tutto quello che fa, riesce bene. R
Non così, non così i malvagi,
ma come pula che il vento disperde;
poiché il Signore veglia sul cammino dei giusti,
mentre la via dei malvagi va in rovina. R
VANGELO Lc 8, 19-21
✠ Lettura del Vangelo secondo Luca
In quel tempo. Andarono dal Signore Gesù la madre e i suoi fratelli, ma non potevano avvicinarlo a causa della folla. Gli fecero sapere: «Tua madre e i tuoi fratelli stanno fuori e desiderano vederti». Ma egli rispose loro: «Mia madre e miei fratelli sono questi: coloro che ascoltano la parola di Dio e la mettono in pratica».
Vangelo
Ci aiuta il Vangelo, che ritrae la Madonna in uno degli atteggiamenti più belli della sua vita nel ministero del Signore: quello di discepola. È molto bello che il Vangelo metta in luce che anche Maria si dispose a seguire suo Figlio come fecero tante altre persone. Nessun onore, nessun privilegio. Nessuna scorciatoia. Una discepola al pari di molti altri. Una donna al pari di molte altre. Tanto che è la gente che si sente in dovere di segnalare a Gesù la sua presenza. Quasi che temano che passi inosservata o che abbia poco rilievo. È Gesù che spiega il profondo essere di Maria. Maria è creatura, come tutte le altre creature. Non è il suo compito, non è l’essere sua madre a renderla speciale. A renderla assolutamente unica è quell’atteggiamento di fede confidente con il quale ha accolto il mistero dell’Annunciazione. Avendo accolto la Parola dell’Angelo, ella ha accolto la Parola che si fa carne. Questo la rende veramente speciale. È l’umile ascolto, la generosa dedizione, il suo voler essere figlia del suo popolo che si mette a servizio di Dio a rendere assolutamente unica la sua dedizione, la sua disponibilità, il suo servizio. Ecco il cuore di questo Vangelo che ci riporta all’essenza della vita di Maria. Ella non è donna dei privilegi ma figlia, per così dire, primogenita, modello di ogni credente, punto di riferimento per chi vuole ascoltare la Parola e fare la volontà di Dio Padre. Non per niente Gesù la indica proprio come modello, come figura da seguire, come ideale al quale conformare la propria vita. Maria, figlia, Madre, discepola, donna del popolo santo. Sono tutti titoli contenuti in questa meditazione che ci viene offerta dal Vangelo e sono tutte realtà sulle quali possiamo meditare noi tutti. Perché anche noi, come diceva Gesù, al pari di molti altri, siamo invitati ad accogliere, venerare, custodire questa Parola di salvezza eterna. È l’accoglienza pratica che rende discepoli. Non i privilegi. Ecco il cuore del Vangelo. È la disponibilità a dare il meglio di sé a rendere discepoli amati. Non altro. Maria ha dato tutta sé stessa, il meglio di sé a Dio. Per questo è il modello di ogni autentico discepolato.
Deuteronomio
Forse ci veniva da sorridere, invece, leggendo la prima lettura, con questo lungo elenco di benedizioni e di maledizioni di cui capiamo poco il senso. Eppure il senso di questa Scrittura è chiaro. Mosè è preoccupato che tutti diano il meglio di sé nella loro vita, in generale, tanto più, poi, quando c’è di mezzo un cammino di fede. Ecco che, allora, dare il meglio di sé significa anche cercare di avere un comportamento morale all’altezza della situazione. Forse veniva, appunto, da sorridere, ma in realtà la lettura ci sta dicendo che ci sono forme di male che, da sempre, sono dentro il cuore di ogni uomo. Così, da sempre è difficile perseverare in un cammino morale onesto, da sempre è difficile rispettare il matrimonio, da sempre è difficile fare in modo che la propria fede richiami ad un atteggiamento interiore così forte da saper sempre permettere di mettere ordine nei propri sentimenti e nelle proprie emozioni. Il testo, in fondo, ci sta dicendo che c’è una benedizione del cielo per tutti coloro che tentano di mettere ordine nella propria vita. Così come non c’è benedizione per coloro che hanno una vita disordinata, per coloro che rincorrono emozioni o desideri senza limiti, per coloro che non sanno mettere un freno alle proprie pulsioni.
Per noi e per il nostro cammino di fede
- Metto ordine dentro me stesso?
- L’esempio della beata Vergine Maria mi aiuta a vivere in modo onesto la mia esperienza di credente?
Il tema dell’ordine interiore, il tema dell’ordine morale è un tema di primaria importanza nella vita cristiana. Non è un esercizio facile, tant’è vero che occorre un allenamento del tutto singolare per vivere appieno questa disponibilità ad avere una vita ordinata. Un allenamento che nasce solo dall’ascolto della Parola di Dio e che può fare leva solo sulla benedizione di Dio, se vuole essere vincente. Senza questo richiamo, senza questa disponibilità, invece, tutto risulta essere vano. Occorre anche lo sforzo, talora. Occorre anche la norma, altre volte. Ma prima di tutto occorre un atteggiamento credente e una disponibilità ad essere sempre discepoli in cammino. Appunto come Maria. Ecco perché il suo modello, anche in questa festa della Madonna del Monte Carmelo, diventa, per noi tutti, più che mai utile e più che mai di richiamo. Il suo essere discepola come abbiamo visto, è ciò che la rende umile e docile al progetto di Dio. Oggi preghiamo proprio per sua intercessione, per essere tutti attratti a quella bellezza e a quella profondità della vita cristiana alla quale il Signore chiama ciascuno di noi. Maria, madre di tutti i credenti, ci doni sempre fiducia nel Signore, che veglia su di noi e che ci chiama alla santità e alla perfezione della vita.