Lunedì 17 agosto

Settimana della undicesima domenica dopo Pentecoste – Lunedì – S. M.M. Kolbe

San Massimiliano Maria Kolbe, San Bernardo, San Pio X e la Madonna Regina saranno le feste che onoreremo nei prossimi giorni, vivendo l’11 settimana dopo Pentecoste.

Vangelo

Lc 12, 1-3
✠ Lettura del Vangelo secondo Luca

In quel tempo. Si erano radunate migliaia di persone, alpunto che si calpestavano a vicenda, e il Signore Gesù cominciò a dire anzitutto ai suoi discepoli: «Guardatevi bene dal lievito dei farisei, che è l’ipocrisia. Non c’è nulla di nascosto che non sarà svelato, né di segreto che non sarà conosciuto. Quindi ciò che avrete detto nelle tenebre sarà udito in piena luce, e ciò che avrete detto all’orecchio nelle stanze più interne sarà annunciato dalle terrazze».

Esempi di rettitudine. Potremmo intitolare così un possibile riassunto delle due scritture di oggi.

Da un lato c’è Gesù con il suo insegnamento. Gesù sa bene che coloro che sono ritenuti punti di riferimento in Israele, in realtà non lo sono così tanto. Anzi, sa benissimo che tra le persone più in vista tra coloro che appartengono alla categoria dei farisei, ci sono persone che appaiono tali ma che covano propositi di iniquità nel loro cuore più grandi di altri. Gesù, poi, non si trattiene mai dal dire che, spesso i farisei sono malati di “apparenza”, per cui vogliono apparire per quello che non è, oppure vogliono attirare discepoli da ogni dove per far sentire il peso della loro autorità, senza essere però degni di stima.

Gesù dice queste cose apertamente al discepolo per evitare che, quindi saranno proprio i discepoli ad attirare folle numerose, venga meno, in loro, l’umiltà e si considerino grandi proprio perché capaci di parlare alle folle, o perché capaci di fare molti proseliti. Il discepolo agisce sempre solo nello spirito di umiltà, volendo attribuire al Signore ogni cosa, e, soprattutto, cercando di preservare sé stesso da quegli attacchi del male che potrebbero portare anche il discepolo a desiderare successo, onore, mondanità…

Cronche

2Cr 17, 1-6; 19, 4-11
Lettura del secondo libro delle Cronache

In quei giorni. Al posto di Asa divenne re suo figlio Giòsafat, che si fortificò contro Israele. Egli mise guarnigioni militari in tutte le fortezze di Giuda; nominò governatori per il territorio di Giuda e per le città di Èfraim occupate dal padre Asa. Il Signore fu con Giòsafat, perché egli camminò sulle vie seguite prima da suo padre e non ricercò i Baal, ma piuttosto ricercò il Dio di suo padre e ne seguì i comandi, senza imitare Israele. Il Signore consolidò il regno nelle mani di Giòsafat e tutto Giuda gli portava offerte. Egli ebbe ricchezze e gloria in quantità. Il suo cuore divenne forte nel seguire il Signore; eliminò anche le alture e i pali sacri da Giuda. Giòsafat rimase a Gerusalemme; poi si recò di nuovo fra il suo popolo, da Bersabea alle montagne di Èfraim, riportandolo al Signore, Dio dei loro padri. Egli stabilì giudici nel territorio, in tutte le fortezze di Giuda, città per città. Ai giudici egli raccomandò: «Guardate a quello che fate, perché non giudicate per gli uomini, ma per il Signore, il quale sarà con voi quando pronuncerete la sentenza. Ora il terrore del Signore sia con voi; nell’agire badate che nel Signore, nostro Dio, non c’è nessuna iniquità: egli non ha preferenze personali né accetta doni». Anche a Gerusalemme Giòsafat costituì alcuni leviti, sacerdoti e capifamiglia d’Israele, per il giudizio del Signore e le liti degli abitanti di Gerusalemme. Egli comandò loro: «Voi agirete nel timore del Signore, con fedeltà e con cuore integro. Su ogni causa che vi verrà presentata da parte dei vostri fratelli che abitano nelle loro città – si tratti di omicidio o di una questione che riguarda una legge o un comandamento o statuti o decreti – istruiteli, in modo che non si mettano in condizione di colpa davanti al Signore e il suo sdegno non si riversi su di voi e sui vostri fratelli. Agite così e non diventerete colpevoli. Ecco, Amaria, sommo sacerdote, sarà vostro capo in tutte le cose del Signore, mentre Zebadia, figlio di Ismaele, capo della casa di Giuda, in tutte le cose del re; in qualità di scribi sono a vostra disposizione i leviti. Coraggio, mettetevi al lavoro. E il Signore sia con chi è buono».

Il libro delle cronache non ci riporta solo una “cronaca” del tempo, non ci chiede solo di prestare attenzione ai fatti che riguardano il regno di Israele dal punto di vista storico. Se così fosse noi non avremmo nessun dovere di ascoltare questa parola! La Parola di Dio non è mai storica, ma ha sempre un contenuto spirituale. Il re che raccomanda ai suoi giudici di essere saggi, il re che vorrebbe ben amministrata la giustizia nel suo territorio, il re che si raccomanda affinché non ci sia nessun corrotto tra coloro che devono poi giudicare il popolo, parla anche a noi. È un esempio che dice al nostro tempo e alla nostra società di chi ah bisogno un popolo, sempre, in ogni epoca della storia. Un popolo ha bisogno di guide sagge e illuminate, ha bisogno di punti di riferimento credibili, ha bisogno anche di giudici che sappiano giudicare secondo giustizia e con verità. Ecco di cosa ha bisogno qualsiasi popolo, sempre!

Per noi.

Penso che tutti ci simo rivisti nel popolo bisognoso di esempi e di giudici incorrotti e incorruttibili! Possiamo invocare il Signore perché ci conceda quello che chiediamo, perché nel nostro popolo non manchino mai persone estremamente corrette, capaci di essere punti di riferimento per tutto il popolo. È un primo e possibile modo di interpretare il testo della Parola e una possibile preghiera da sostenere oggi.

Tuttavia non dobbiamo dimenticare che la Parola di Dio parla soprattutto a noi e che, quindi, l’invito ad essere integerrimi, l’invito ad essere onesti, l’invito ad essere di esempio per tutti, viene a ciascuno di noi. Indipendentemente da quello che facciamo! Ecco perché vale la pena di chiederci:

  • Io sono un esempio di integrità e di fermezza?
  • Io sono un esempio di incorruttibilità?
  • Io sono esemplare perché non cerco scorciatoie per le cose della vita?

Oppure potremmo anche riflettere dal punto di vista ecclesiale. Tocca noi, come chiesa, educare ad una vita esemplare. Tocca noi, come cristiani, educare tutti ad avere questa esemplarità di condotta. Stiamo facendo questo? Anche qui, non dobbiamo demandare a chissà chi questo compito! Tutti noi, come credenti, tutti noi come cristiani abbiamo questo compito! Cerchiamo di viverlo e di essere attenti a come lo viviamo. Ne va della nostra stessa identità e natura!

2020-08-13T17:46:40+02:00