Settimana dopo la dedicazione – martedì
La Parola di questo giorno
LETTURA Ap 1, 10; 2, 1-7
Lettura del libro dell’Apocalisse di san Giovanni apostolo
Nel giorno del Signore udii una voce potente che diceva: «All’angelo della Chiesa che è a Èfeso scrivi: “Così parla Colui che tiene le sette stelle nella sua destra e cammina in mezzo ai sette candelabri d’oro. Conosco le tue opere, la tua fatica e la tua perseveranza, per cui non puoi sopportare i cattivi. Hai messo alla prova quelli che si dicono apostoli e non lo sono, e li hai trovati bugiardi. Sei perseverante e hai molto sopportato per il mio nome, senza stancarti. Ho però da rimproverarti di avere abbandonato il tuo primo amore. Ricorda dunque da dove sei caduto, convèrtiti e compi le opere di prima. Se invece non ti convertirai, verrò da te e toglierò il tuo candelabro dal suo posto. Tuttavia hai questo di buono: tu detesti le opere dei nicolaìti, che anch’io detesto. Chi ha orecchi, ascolti ciò che lo Spirito dice alle Chiese. Al vincitore darò da mangiare dall’albero della vita, che sta nel paradiso di Dio”».
SALMO Sal 7
La mia difesa è nel Signore.
Signore, mio Dio, se così ho agito,
se c’è ingiustizia nelle mie mani,
se ho ripagato il mio amico con il male,
se ho spogliato i miei avversari senza motivo,
il nemico mi insegua e mi raggiunga,
calpesti a terra la mia vita
e getti nella polvere il mio onore. R
Sorgi, Signore, nella tua ira,
àlzati contro la furia dei miei avversari,
svégliati, mio Dio, emetti un giudizio!
L’assemblea dei popoli ti circonda:
ritorna dall’alto a dominarla! R
Giudicami, Signore, secondo la mia giustizia,
secondo l’innocenza che è in me.
Cessi la cattiveria dei malvagi.
Rendi saldo il giusto,
tu che scruti mente e cuore, o Dio giusto. R
VANGELO Mc 3, 13-19
✠ Lettura del Vangelo secondo Marco
In quel tempo. Il Signore Gesù salì sul monte, chiamò a sé quelli che voleva ed essi andarono da lui. Ne costituì Dodici – che chiamò apostoli –, perché stessero con lui e per mandarli a predicare con il potere di scacciare i demòni. Costituì dunque i Dodici: Simone, al quale impose il nome di Pietro, poi Giacomo, figlio di Zebedeo, e Giovanni fratello di Giacomo, ai quali diede il nome di Boanèrghes, cioè «figli del tuono»; e Andrea, Filippo, Bartolomeo, Matteo, Tommaso, Giacomo, figlio di Alfeo, Taddeo, Simone il Cananeo e Giuda Iscariota, il quale poi lo tradì.
Vangelo
Commentando il Vangelo direi: che bella la diversità e la ricchezza della Chiesa! Riproponendoci la chiamata degli apostoli, noi possiamo vedere che la Chiesa, che su di essi è fondata, è davvero figlia di quella ricchezza umana e spirituale con la quale venne costituito questo gruppo di 12 uomini. La roccia di Pietro, con tutte le spigolosità del suo carattere, la forza dei figli del tuono, la silenziosità di Giovanni, la meditazione di Giacomo e perfino la fragilità di Giuda… nella Chiesa delle origini, nella Chiesa di Gesù, c’è di tutto. Realtà che sono state ereditate, nel corso dei secoli, dalla Chiesa, compresa la nostra che conserva un’anima attiva e una contemplativa; realtà che annovera gente che si lamenta di tutto e per tutto e gente che si fa andare bene tutto; gente che ha il carattere impulsivo e gente che sa riflettere e soppesare le cose…
La Chiesa, nel tempo, continua a percorrere le strade dell’uomo e continua a vivere della grande passione che i discepoli, alle origini, hanno avuto. Cambiano le forme, cambiano le realtà storiche, ma la Chiesa continua a riproporre le diverse sfaccettature della sua ricchezza e dei suoi limiti.
Apocalisse
Il problema del tempo che muta tutte le cose è un problema anche della prima Chiesa e di tutti i secoli, di tutti gli uomini. Possiamo rileggere così quello che l’angelo della Chiesa di Efeso dice a coloro che, in quel momento storico, la stavano abitando e costruendo. L’angelo sa bene che ci sono persone buone, persone di vera fede, persone che si sono impegnate non poco per la realizzazione della Chiesa di Dio in quella città. Eppure l’angelo ricorda che, con il tempo, l’amore si raffredda. I credenti della prima generazione avevano una loro grinta, una loro decisione, una loro coerenza che poi, con il tempo, hanno iniziato a venire un po’ meno, hanno iniziato a sbiadirsi. Ecco, allora, il richiamo dell’angelo che invita tutti a rimettersi in sesto, a rimettersi in carreggiata, a fare in modo che si ritorni a quel fervore di un tempo che ha fatto, di quella prima comunità, una delle Chiese splendenti dell’età apostolica. Così l’angelo richiama a tutti che la perseveranza è un valore, la forza di rimanere attaccati al Signore è una grazia, la capacità di lasciare anche alcune cose pur di rimanere fedeli a Dio è, comunque, un valore grande.
Provocazioni di fede per il cammino
Credo che tutti noi possiamo rileggere questa Parola di Dio anzitutto a livello personale. Scopriamo così che ciò che diceva l’angelo della Chiesa di Efeso vale anche per noi, perché anche noi o proprio noi siamo coloro il cui amore per Dio, con il tempo, si raffredda. Siamo noi coloro che, con il tempo, rischiano di venir meno negli impegni presi, nella fedeltà dichiarata, nel cammino di fede pure iniziato con generosità e amore reale. Siamo noi coloro per i quali il tempo è un problema, perché raffredda in ogni cosa l’amore. La fede non fa eccezione. Come reagire? Solo mantenendosi attaccati a Cristo. Quando la preghiera è forte e costante, l’amore si riaccende, si riattiva, ridona speranza. Ecco la prima cosa a cui possiamo pensare e la prima grazia spirituale da chiedere oggi: chiediamo che il nostro amore per Dio non venga meno e continui a risplendere come punto di riferimento costante della nostra vita.
La stessa rilettura possiamo farla dal punto di vista comunitario e, al limite, anche della Chiesa in generale. Anche l’amore nella comunità della Chiesa si raffredda. Lo vediamo molto bene anche noi che alcuni di quelli con cui abbiamo camminato per un tratto di strada, ora non ci sono più, ci hanno abbandonato, ci hanno lasciato. Forse anche noi siamo stati tentati di lasciare la comunità o forse lo abbiamo anche fatto per un certo periodo della vita. Ecco perché ha senso che noi preghiamo sempre per la fedeltà, non solo quella personale, ma anche quella della Chiesa in generale.
In secondo luogo possiamo anche noi guardare alla ricchezza e alla bellezza della Chiesa, nella sua diversità, nella sua complessità, nella sua globalità. Anche noi possiamo chiedere al Signore di rendere sempre più ricca la nostra Chiesa, perché non ci manchino i doni di grazia che Lui stesso ci dona. Potrebbe essere un esercizio molto bello, sempre nell’ottica di quella consolazione di cui abbiamo parlato ieri, provare a descrivere i segni di bellezza, di vitalità, di ricchezza che noi scorgiamo nella Chiesa. Credo che ci aiuterebbe a non lamentarci e a vivere sempre con grande rispetto per il corpo di Cristo che è l’assemblea dei fedeli.
Invito alla preghiera
- Che posto ha nella mia spiritualità la preghiera per la fedeltà?
- Quali sono le ricchezze della Chiesa che so contemplare e che mi aiutano a spingere in avanti il mio cammino?