Settimana dopo la dedicazione – mercoledì – San Luca evangelista
La Parola di questo giorno
LETTURA At 1, 1-8
Lettura degli Atti degli Apostoli
Nel primo racconto, o Teòfilo, ho trattato di tutto quello che Gesù fece e insegnò dagli inizi fino al giorno in cui fu assunto in cielo, dopo aver dato disposizioni agli apostoli che si era scelti per mezzo dello Spirito Santo. Egli si mostrò a essi vivo, dopo la sua passione, con molte prove, durante quaranta giorni, apparendo loro e parlando delle cose riguardanti il regno di Dio. Mentre si trovava a tavola con essi, ordinò loro di non allontanarsi da Gerusalemme, ma di attendere l’adempimento della promessa del Padre, «quella – disse – che voi avete udito da me: Giovanni battezzò con acqua, voi invece, tra non molti giorni, sarete battezzati in Spirito Santo». Quelli dunque che erano con lui gli domandavano: «Signore, è questo il tempo nel quale ricostituirai il regno per Israele?». Ma egli rispose: «Non spetta a voi conoscere tempi o momenti che il Padre ha riservato al suo potere, ma riceverete la forza dallo Spirito Santo che scenderà su di voi, e di me sarete testimoni a Gerusalemme, in tutta la Giudea e la Samaria e fino ai confini della terra».
SALMO Sal 88 (89)
Annuncerò ai fratelli la salvezza del Signore.
Canterò in eterno l’amore del Signore,
di generazione in generazione
farò conoscere con la mia bocca la tua fedeltà,
perché ho detto: «È un amore edificato per sempre;
nel cielo rendi stabile la tua fedeltà». R
I cieli cantano le tue meraviglie, Signore,
la tua fedeltà nell’assemblea dei santi.
Chi sulle nubi è uguale al Signore,
chi è simile al Signore tra i figli degli dèi? R
Beato il popolo che ti sa acclamare:
camminerà, Signore, alla luce del tuo volto;
esulta tutto il giorno nel tuo nome,
si esalta nella tua giustizia. R
EPISTOLA Col 4, 10-16. 18
Lettera di san Paolo apostolo ai Colossesi
Fratelli, vi salutano Aristarco, mio compagno di carcere, e Marco, il cugino di Bàrnaba, riguardo al quale avete ricevuto istruzioni – se verrà da voi, fategli buona accoglienza – e Gesù, chiamato Giusto. Di coloro che vengono dalla circoncisione questi soli hanno collaborato con me per il regno di Dio e mi sono stati di conforto. Vi saluta Èpafra, servo di Cristo Gesù, che è dei vostri, il quale non smette di lottare per voi nelle sue preghiere, perché siate saldi, perfetti e aderenti a tutti i voleri di Dio. Io do testimonianza che egli si dà molto da fare per voi e per quelli di Laodicèa e di Geràpoli. Vi salutano Luca, il caro medico, e Dema. Salutate i fratelli di Laodicèa, Ninfa e la Chiesa che si raduna nella sua casa. E quando questa lettera sarà stata letta da voi, fate che venga letta anche nella Chiesa dei Laodicesi e anche voi leggete quella inviata ai Laodicesi. Il saluto è di mia mano, di me, Paolo. Ricordatevi delle mie catene. La grazia sia con voi.
VANGELO Lc 10, 1-9
✠ Lettura del Vangelo secondo Luca
In quel tempo. Il Signore Gesù designò altri settantadue e li inviò a due a due davanti a sé in ogni città e luogo dove stava per recarsi. Diceva loro: «La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai! Pregate dunque il signore della messe, perché mandi operai nella sua messe! Andate: ecco, vi mando come agnelli in mezzo a lupi; non portate borsa, né sacca, né sandali e non fermatevi a salutare nessuno lungo la strada. In qualunque casa entriate, prima dite: “Pace a questa casa!”. Se vi sarà un figlio della pace, la vostra pace scenderà su di lui, altrimenti ritornerà su di voi. Restate in quella casa, mangiando e bevendo di quello che hanno, perché chi lavora ha diritto alla sua ricompensa. Non passate da una casa all’altra. Quando entrerete in una città e vi accoglieranno, mangiate quello che vi sarà offerto, guarite i malati che vi si trovano, e dite loro: “È vicino a voi il regno di Dio”».
Una chiesa viva
Se provate a pensarci, tutte e tre le Scritture che leggiamo oggi, festa di San Luca, hanno una serie di nomi al loro interno. Nomi che componevano la prima comunità cristiana, quella degli apostoli o quelle create, visitate, rette dagli apostoli nel corso del loro ministero. Uomini, donne i cui nomi, forse, a noi dicono poco. Ovviamente non li conosciamo e non ci hanno lasciato abbastanza notizie storiche su di loro. Ma non è questo quello che conta. Nella logica dei giorni precedenti, noi possiamo intuire che questi sono gli uomini, le donne che hanno fatto quella Chiesa, che hanno reso grande quella Chiesa, che hanno dato la vita per essa. Sono gli uomini e le donne la cui fedeltà è stata di esempio, punto di riferimento per molti. Sono gli uomini e le donne che, con la loro grinta, con le loro capacità, con la loro sofferenza hanno edificato il corpo di Cristo che è la Chiesa. Non solo quello concreto, storico di quel tempo, ma tutta la Chiesa, anche la nostra. Se noi rileggiamo di loro, se noi ci ricordiamo dei loro nomi è perché riconosciamo che senza la loro fedeltà, senza il loro esempio, senza la loro forza noi stessi non esisteremmo. Ecco il primo segno di forza, di vitalità, di grandezza, di ricchezza della Chiesa che anche San Luca ci offre.
La Chiesa degli apostoli è una Chiesa dove uno ha stima dell’altro, dove uno si sente custodito dalla ricchezza di fede dell’altro, dove uno sente che può contare su coloro che gli sono accanto, perché tutto è condivisione fraterna.
Vangelo
Il Vangelo, poi, ci dice che la vitalità di una Chiesa si vede anche dai cristiani che genera e, tra essi, in coloro che scelgono la via della consacrazione religiosa, che è sempre un segno di come Dio chiama, in ogni tempo, a sé. Il dono delle vocazioni, questo particolarissimo segno di vitalità, è un dono da chiedere nella preghiera, con costanza e forza, con amore e con grinta, con decisione e con determinazione. Luca ci scrive queste cose perché parla di sé. Non è un chiamato dal Signore, non appartiene alla generazione degli apostoli, ma a quella subito successiva alla loro. Sa bene che la sua chiamata si è resa possibile perché esisteva una Chiesa, esisteva un gruppo di uomini e di donne che ha raccolto il Vangelo e che lo ha trasmesso alla sua generazione. In questo tramandarsi della fede, in questa ricchezza spirituale della comunità trova origine la vocazione di Luca. Così che l’Evangelista non possa far altro che ringraziare per quello che ha ricevuto, per la ricchezza che vede nella comunità, per il bene che viene tramandato anche attraverso di lui.
Provocazioni di fede per il cammino
Di qui le provocazioni per il nostro cammino di fede.
Anzitutto vorrei che ci domandassimo, specie in questo 15esimo anno di vita della comunità pastorale, se davvero teniamo alla nostra espressione di Chiesa, se davvero ci conosciamo, ci stimiamo, ci sentiamo in qualche modo responsabili gli uni del cammino degli altri. Vorrei che tutti ci domandassimo se anche noi potremmo descrivere la nostra comunità con quei toni di fede ma anche di gratitudine della lettura e dell’epistola di oggi. Credo infatti che la forza e la vitalità di una Chiesa dipendano, in massima parte, anche dal modo con cui noi descriviamo la nostra comunità cristiana.
In secondo luogo credo che sia bello verificare la nostra attenzione alle vocazioni. Forse ce ne ricordiamo, certo, ma preghiamo un po’ troppo poco per le vocazioni. Soprattutto non sempre descriviamo la vocazione come una grazia, come una chiamata di gioia, lasciando percepire maggiormente le difficoltà, le fatiche, le criticità che il cammino riserva. Presentare la vocazione come una fatica non ci aiuterà certo a proporre ai giovani l’ideale di vita di servire il Signore come qualcosa di unico, di bello, di vero, di giusto, di santo.
Forse nella festa di San Luca dovremmo tutti riscoprire la forza di questa preghiera e la necessità di questa orazione. In una Chiesa dove il numero delle vocazioni costituisce un problema, la preghiera per le vocazioni potrebbe essere, davvero, l’unica via di uscita. È quello che vi suggerisco di fare in questo giorno.
Invito alla preghiera
- Come prego per le vocazioni?
- Che attenzione diamo, nella comunità cristiana, a questa preghiera e a questo tema?
- Mi riconosco parte di una comunità che è fatta di nomi, di volti, di persone concrete che sostengono anche il mio cammino?