Giovedì 19 ottobre

Settimana dopo la dedicazione – giovedì

La Parola di questo giorno

LETTURA Ap 1, 10; 3, 1-6
Lettura del libro dell’Apocalisse di san Giovanni apostolo

Nel giorno del Signore udii una voce potente che diceva: «All’angelo della Chiesa che è a Sardi scrivi: “Così parla Colui che possiede i sette spiriti di Dio e le sette stelle. Conosco le tue opere; ti si crede vivo, e sei morto. Sii vigilante, rinvigorisci ciò che rimane e sta per morire, perché non ho trovato perfette le tue opere davanti al mio Dio. Ricorda dunque come hai ricevuto e ascoltato la Parola, custodiscila e convèrtiti perché, se non sarai vigilante, verrò come un ladro, senza che tu sappia a che ora io verrò da te. Tuttavia a Sardi vi sono alcuni che non hanno macchiato le loro vesti; essi cammineranno con me in vesti bianche, perché ne sono degni. Il vincitore sarà vestito di bianche vesti; non cancellerò il suo nome dal libro della vita, ma lo riconoscerò davanti al Padre mio e davanti ai suoi angeli. Chi ha orecchi, ascolti ciò che lo Spirito dice alle Chiese”».

SALMO Sal 16 (17)

Sulle tue vie, Signore, tieni saldi i miei passi.

Io t’invoco poiché tu mi rispondi, o Dio;
tendi a me l’orecchio, ascolta le mie parole,
mostrami i prodigi della tua misericordia,
tu che salvi dai nemici chi si affida alla tua destra. R

Custodiscimi come pupilla degli occhi,
all’ombra delle tue ali nascondimi,
di fronte ai malvagi che mi opprimono,
ai nemici mortali che mi accerchiano. R

Il loro animo è insensibile,
le loro bocche parlano con arroganza.
Tieni saldi i miei passi sulle tue vie
e i miei piedi non vacilleranno. R

VANGELO Lc 10, 1b-12
✠ Lettura del Vangelo secondo Luca

In quel tempo. Il Signore Gesù designò altri settantadue e li inviò a due a due davanti a sé in ogni città e luogo dove stava per recarsi. Diceva loro: «La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai! Pregate dunque il signore della messe, perché mandi operai nella sua messe! Andate: ecco, vi mando come agnelli in mezzo a lupi; non portate borsa, né sacca, né sandali e non fermatevi a salutare nessuno lungo la strada. In qualunque casa entriate, prima dite: “Pace a questa casa!”. Se vi sarà un figlio della pace, la vostra pace scenderà su di lui, altrimenti ritornerà su di voi. Restate in quella casa, mangiando e bevendo di quello che hanno, perché chi lavora ha diritto alla sua ricompensa. Non passate da una casa all’altra. Quando entrerete in una città e vi accoglieranno, mangiate quello che vi sarà offerto, guarite i malati che vi si trovano, e dite loro: “È vicino a voi il regno di Dio”. Ma quando entrerete in una città e non vi accoglieranno, uscite sulle sue piazze e dite: “Anche la polvere della vostra città, che si è attaccata ai nostri piedi, noi la scuotiamo contro di voi; sappiate però che il regno di Dio è vicino”. Io vi dico che, in quel giorno, Sòdoma sarà trattata meno duramente di quella città».

Vangelo

Anche oggi partirei dal Vangelo che conosciamo bene e che ci permette di avvertire quella consolazione che lo Spirito vuole donare a ciascuno di noi, mentre conduciamo la nostra esistenza e la nostra esperienza ecclesiale. La missione dei discepoli avviene, anzitutto, con la costituzione di un secondo gruppo di missionari: i 72. Sono diversi dagli apostoli, che sono i 12. Il loro compito è la condivisione, è la cura di un servizio, è la capacità di affiancamento, perché la missione iniziata da Cristo possa continuare più spedita. I 72 sono coloro che devono affiancare i 12 e portare a termine la missione, con lo stile di Gesù che è lo stile della sobrietà. I discepoli vengono mandati con il necessario, ma senza nulla di superfluo. Il necessario non deve mancare, ma il superfluo potrebbe appesantire il loro cammino. Ecco perché il Signore raccomanda la sobrietà come criterio ultimo a cui attenersi. Quando non si è sobri, si rischia di appesantirsi e quando ci si appesantisce la missione non è più fervorosa, forte, generosa. Ecco un primo punto di riferimento importante per la riflessione anche del nostro tempo e anche della nostra Chiesa.

Apocalisse

Anche la pagina dell’Apocalisse fa eco a questa immagine del Vangelo. Che cosa rende sobri? Cosa è indispensabile per la vita di fede? Il costante riferimento alla Parola. Quel riferimento che, alcuni, nella Chiesa di Sardi vivono con fervore, ma che altri hanno perso. Ecco il richiamo e l’incoraggiamento che l’angelo della Chiesa di Sardi rivolge a questa porzione del popolo di Dio: occorre riprendersi, occorre ritornare a quella meditazione attenta della Parola che diventa occasione di ricchezza, occasione di forza, occasione di meditazione per discernere il cammino. Non solo. L’angelo della Chiesa di Sardi invita tutti a guardare a quelle persone che “indossano l’abito bianco”, cioè a coloro che hanno vissuto in coerenza con questa Parola. Non ci vengono detti nomi, non ci vengono date descrizioni. L’angelo si riferisce a tutti quegli uomini e a tutte quelle donne di buona volontà che hanno accolto la Parola, che l’hanno custodita, che l’hanno fatta propria. Questi sono gli esempi da seguire. Gli altri uomini passeranno. Chi si è distinto per la fede non muore mai nel cuore di coloro che ha amato e di coloro che lo venerano come un esempio.

Provocazioni di fede per il cammino

Anche noi abbiamo costantemente ricevuto l’esempio di uomini e di donne che hanno l’abito bianco della fede! In ogni paese, in ogni comunità ci sono persone piccole, umili, che vivono di una vita nascosta e che parlano, con il loro esempio, di una fedeltà, di una attesa, di una capacità di servizio davvero grandi. Anche noi abbiamo ricevuto esempio da tutti costoro. Credo che oggi la nostra prima preghiera debba proprio essere un ringraziamento per questa presenza. Magari non conosciamo nemmeno bene i loro nomi, eppure comprendiamo di essere da loro edificati e sostenuti.

In secondo luogo credo che tutti siamo invitati a verificarci sul tema della sobrietà. Ne facciamo un gran parlare, ma poi non credo che le nostre scelte si lascino illuminare tanto da questo criterio. Spesso sentiamo prediche e richiami a questo valore della vita cristiana ma, poi, non siamo troppo disposti a metterlo in pratica. Oggi dovremmo tutti lasciarci illuminare da questa parola e ricordare che la consolazione a cui tutti aneliamo passa anche attraverso questo valore. Forse è quando scopriremo tutti la sobrietà come valore dell’esistenza che riusciremo ad accontentarci maggiormente di quello che abbiamo e, finalmente, riusciremo a dare una regolata grande ai nostri bisogni materiali.

Infine credo che tutti siamo invitati a riflettere sulla bellezza e sulla necessità di gruppi diversi all’interno della Chiesa. Tutti sono necessari per un’unica missione, ciascuno con le sue peculiarità, con le sue competenze, con la sua ricchezza. Proviamo a fermarci a ragionare anche sulla ricchezza che la nostra stessa comunità esprime a questo proposito. Anche questa è una fonte di consolazione!

Invito alla preghiera

  • Provo a farmi venire in mente le figure di persone umili che mi sono state di esempio, anche con la loro sola presenza e prego per loro.
  • Stimo i gruppi diversi presenti nella nostra comunità?
  • Questa ricchezza di presenze è per me fonte di consolazione?
2023-10-13T22:20:00+02:00