Mercoledì 17 novembre

Settimana della 1 domenica di Avvento – Mercoledì

Le sorprese di Dio non finiscono mai!

La Parola di Dio per questo giorno

EZECHIELE 2, 1-10

Lettura del profeta Ezechiele

In quei giorni. La figura dalle sembianze umane mi disse: «Figlio dell’uomo, àlzati, ti voglio parlare». A queste parole, uno spirito entrò in me, mi fece alzare in piedi e io ascoltai colui che mi parlava. Mi disse: «Figlio dell’uomo, io ti mando ai figli d’Israele, a una razza di ribelli, che si sono rivoltati contro di me. Essi e i loro padri si sono sollevati contro di me fino ad oggi. Quelli ai quali ti mando sono figli testardi e dal cuore indurito. Tu dirai loro: “Dice il Signore Dio”. Ascoltino o non ascoltino – dal momento che sono una genìa di ribelli –, sapranno almeno che un profeta si trova in mezzo a loro. Ma tu, figlio dell’uomo, non li temere, non avere paura delle loro parole. Essi saranno per te come cardi e spine e tra loro ti troverai in mezzo a scorpioni; ma tu non temere le loro parole, non t’impressionino le loro facce: sono una genìa di ribelli. Ascoltino o no – dal momento che sono una genìa di ribelli –, tu riferirai loro le mie parole. Figlio dell’uomo, ascolta ciò che ti dico e non essere ribelle come questa genìa di ribelli: apri la bocca e mangia ciò che io ti do». Io guardai, ed ecco, una mano tesa verso di me teneva un rotolo. Lo spiegò davanti a me; era scritto da una parte e dall’altra e conteneva lamenti, pianti e guai.

PROFETI Gl 2, 10-17

Lettura del profeta Gioele

In quei giorni. Gioele disse: «Davanti a lui la terra trema, il cielo si scuote, il sole, la luna si oscurano e le stelle cessano di brillare. Il Signore fa udire la sua voce dinanzi alla sua schiera: molto grande è il suo esercito, potente nell’eseguire i suoi ordini! Grande è il giorno del Signore, davvero terribile: chi potrà sostenerlo? “Or dunque – oracolo del Signore –, ritornate a me con tutto il cuore, con digiuni, con pianti e lamenti. Laceratevi il cuore e non le vesti, ritornate al Signore, vostro Dio, perché egli è misericordioso e pietoso, lento all’ira, di grande amore, pronto a ravvedersi riguardo al male”. Chi sa che non cambi e si ravveda e lasci dietro a sé una benedizione? Offerta e libagione per il Signore, vostro Dio. Suonate il corno in Sion, proclamate un solenne digiuno, convocate una riunione sacra. Radunate il popolo, indite un’assemblea solenne, chiamate i vecchi, riunite i fanciulli, i bambini lattanti; esca lo sposo dalla sua camera e la sposa dal suo talamo. Tra il vestibolo e l’altare piangano i sacerdoti, ministri del Signore, e dicano: “Perdona, Signore, al tuo popolo e non esporre la tua eredità al ludibrio e alla derisione delle genti”. Perché si dovrebbe dire fra i popoli: “Dov’è il loro Dio?”».

VANGELO Mt 9, 9-13

✠ Lettura del Vangelo secondo Matteo

In quel tempo. Andando via di là, il Signore Gesù vide un uomo, chiamato Matteo, seduto al banco delle imposte, e gli disse: «Seguimi». Ed egli si alzò e lo seguì. Mentre sedeva a tavola nella casa, sopraggiunsero molti pubblicani e peccatori e se ne stavano a tavola con Gesù e con i suoi discepoli. Vedendo ciò, i farisei dicevano ai suoi discepoli: «Come mai il vostro maestro mangia insieme ai pubblicani e ai peccatori?». Udito questo, disse: «Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati. Andate a imparare che cosa vuol dire: “Misericordia io voglio e non sacrifici”. Io non sono venuto infatti a chiamare i giusti, ma i peccatori».

La sorpresa di una parola

Al profeta delle visioni che abbiamo ascoltato nei giorni precedenti, viene data una parola nuova. Parola che lo invia in missione. Ezechiele è inviato ad un popolo di testardi, che saranno come cardi e scorpioni! Non ci vuole molto a capire che, entrambi, pungono. Per il profeta tornare dal suo popolo per raccontare le sue visioni e per dire che Dio attende tutti, non sarà una passeggiata. Dio premette che molti hanno il cuore indurito e che non lo ascolteranno. Ma ciò non importa. Coscienti o non coscienti di ciò che il profeta dirà, ciò che conta è il segno che Dio offre indistintamente a tutti, il segno di una parola che richiama, che chiede conversione, che vuole risvegliare il senso della fede anche in un popolo che si è assopito e che è sempre più lontano da Dio. La Parola nuova che il profeta riceve è parola che lo costituisce segno in mezzo ad un popolo.

Anche il profeta Gioele, il profeta che ha descritto il giorno di Dio come un giorno di dolore, di caligine, insomma, come una vera e propria giornata nera e nefasta per l’umanità, si trova costretto a dire una parola buona. Parola nuova e buona perché è parola di conversione. A tutti chiede conversione. Alle madri e ai padri, ai figli e alle figlie. In ogni famiglia ci deve essere un segno di conversione. I segni sono quelli antichi e soliti che la Parola di Dio raccomanda, ma al di là del segno, ciò che conta è l’atteggiamento. Anche i sacerdoti hanno un compito preciso: devono piangere stando nella parte più interna del tempio, cioè stando più vicino a Dio. Il loro pianto deve raccogliere tutte le lacrime del popolo di Dio e presentare a Dio il frutto della conversione di tutti, perché tutti possano godere dei benefici che Dio non tarderà a mandare su chi si converte.

Così come parola nuova e buona è quella che trionfa nel Vangelo. È parola di misericordia, è parola che tutti possono fare propria. “Misericordia io voglio e non sacrifici”. È parola di profeti antichi. È parola che Israele avrebbe dovuto conoscere bene, ma che ha preferito scartare. È parola impegnativa perché chiede, al di là del culto, di impegnarsi per donare segni di misericordia infinita a tutti. È parola che splende per Matteo, ma che è rivolta a tutti coloro che, attendendo il giorno del Signore, vogliono avvicinarsi ad esso facendo come Dio, che è ricco di misericordia. Forse noi siamo anche stanchi di far risplendere questa parola tra noi. Forse l’abbiamo già detta e ridetta, ascoltata e riascoltata. Eppure fatichiamo a vedere in noi i segni della misericordia! Accogliamola ancora, come parola provocatoria, come parola nuova, come parola che ci sprona. Avvento è proprio questo: attendere il giorno del Signore, lasciandoci provocare dalle parole di Dio, impegnative ed esigenti.

Per noi

  • Sappiamo dare un contenuto concreto alla parola misericordia?
  • Oggi, per ciascuno di noi, in che cosa potrebbe consistere lo sguardo di misericordia da avere, da donare, da scambiare?

Per gli sposi e la famiglia

Penso che per due sposi, avere uno sguardo di misericordia sia indispensabile ogni giorno, perché ogni giorno un amore diventa anche misericordioso. Così come sulla famiglia occorre un vero e proprio sguardo di misericordia. Viviamo anche questo impegno, difficile, gravoso, se vogliamo, ma sempre portatore di grandi novità. Le novità buone che la Parola di Dio accende in ciascuno di noi quando diventiamo uditori attenti!

Impegno del giorno

Prendiamoci tutti l’impegno a testimoniare la misericordia di Dio per noi, per tutti.

2021-11-14T09:58:52+01:00