Lunedì 18 settembre

Settimana della 3° domenica dopo il martirio – lunedì 

La spiritualità di questa settimana

Questa settimana è particolare per tutti noi per la festa di San Maurizio e compagni che segna la data del patrono della città, ma anche della nostra comunità pastorale. Lo festeggeremo anche accogliendo i sacerdoti nativi e passati per Cassano. Abbiamo poi altre memorie importanti: oggi Sant’Eustorgio, mercoledì i santi martiri coreani, giovedì San Matteo e sabato San Pio a cui molti sono sinceramente devoti. Cerchiamo di vivere bene questa settimana così ricca di celebrazioni.

La Parola di questo giorno

LETTURA 1Gv 4, 15-21
Lettura della prima lettera di san Giovanni apostolo

Figlioli miei, chiunque confessa che Gesù è il Figlio di Dio, Dio rimane in lui ed egli in Dio. E noi abbiamo conosciuto e creduto l’amore che Dio ha in noi. Dio è amore; chi rimane nell’amore rimane in Dio e Dio rimane in lui. In questo l’amore ha raggiunto tra noi la sua perfezione: che abbiamo fiducia nel giorno del giudizio, perché come è lui, così siamo anche noi, in questo mondo. Nell’amore non c’è timore, al contrario l’amore perfetto scaccia il timore, perché il timore suppone un castigo e chi teme non è perfetto nell’amore. Noi amiamo perché egli ci ha amati per primo. Se uno dice: «Io amo Dio» e odia suo fratello, è un bugiardo. Chi infatti non ama il proprio fratello che vede, non può amare Dio che non vede. E questo è il comandamento che abbiamo da lui: chi ama Dio, ami anche suo fratello.

SALMO Sal 32 (33)

Dell’amore del Signore è piena la terra.

Esultate, o giusti, nel Signore;
per gli uomini retti è bella la lode.
Perché retta è la parola del Signore
e fedele ogni sua opera.
Egli ama la giustizia e il diritto;
dell’amore del Signore è piena la terra. R

Beata la nazione che ha il Signore come Dio,
il popolo che egli ha scelto come sua eredità.
Il Signore guarda dal cielo:
egli vede tutti gli uomini;
lui, che di ognuno ha plasmato il cuore
e ne comprende tutte le opere. R

L’anima nostra attende il Signore:
egli è nostro aiuto e nostro scudo.
È in lui che gioisce il nostro cuore,
nel suo santo nome noi confidiamo.
Su di noi sia il tuo amore, Signore,
come da te noi speriamo. R

VANGELO Lc 17, 26-33
✠ Lettura del Vangelo secondo Luca

In quel tempo. Il Signore Gesù disse: «Come avvenne nei giorni di Noè, così sarà nei giorni del Figlio dell’uomo: mangiavano, bevevano, prendevano moglie, prendevano marito, fino al giorno in cui Noè entrò nell’arca e venne il diluvio e li fece morire tutti. Come avvenne anche nei giorni di Lot: mangiavano, bevevano, compravano, vendevano, piantavano, costruivano; ma, nel giorno in cui Louscì da Sòdoma, piovve fuoco e zolfo dal cielo e li fece morire tutti. Così accadrà nel giorno in cui il Figlio dell’uomo si manifesterà. In quel giorno, chi si troverà sulla terrazza e avrà lasciato le sue cose in casa, non scenda a prenderle; così, chi si troverà nel campo, non torni indietro. Ricordatevi della moglie di Lot. Chi cercherà di salvare la propria vita, la perderà; ma chi la perderà, la manterrà viva».

Vangelo

Partirei, per la nostra meditazione, dal Vangelo che ci ha ricordato che ci sono diversi modi per vivere. C’è chi pensa a sé stesso, c’è chi pensa ad avere successo nella vita, c’è chi pensa a realizzare qualcosa di grande fine a sé stesso. C’è poi un altro criterio, quello di chi spende la vita, la dona agli altri, la rende servizio. Questo è il criterio evangelico. La Chiesa osa sempre ricordarci questa verità perché chiede a ciascuno di noi di rendersi pienamente disponibile ad entrare in questo criterio di vita e a fare della nostra vita un atto di donazione generosa agli altri. È questa la logica che ci viene proposta non solo oggi, ma ogni giorno. Rendere la vita conforme al Vangelo significa questo: rendersi disponibile per gli altri.

1 Giovanni

Questa predicazione di Gesù è stata ripresa da tutti i discepoli e da tantissimi autori spirituali. San Giovanni ci diceva il suo modo di interpretare questa verità evangelica affermando: “Chi non ama il proprio fratello che vede, non può amare Dio che non vede”. È questa la frase più “famosa” della lettera, nella quale San Giovanni condensa tutto il Vangelo. Il criterio della carità che porta ad essere attenti e accoglienti verso tutti, diventa anche un criterio di fede. Senza mezzi termini San Giovanni ci dice che non si può dire di amare Dio se non ci si mette anche a servizio degli altri. San Giovanni aggiungeva però anche altre considerazioni.

“Chi rimane nell’amore rimane in Dio e Dio rimane in Lui”. Con queste parole San Giovanni ci aiuta ad approfondire ancor meglio la sua lezione. Cosa significa avere fede? Cosa significa rimanere in Dio, come nel Vangelo più volte ci dice? In sostanza significa solo rimanere forti nella capacità di amare. San Giovanni sa benissimo che le delusioni della vita possono essere molte. Molte sono le occasioni nelle quali un uomo può sentirsi, addirittura, invitato a non amare perché sono troppe le delusioni collezionate e le sofferenze patite. Pur sapendo bene queste cose, san Giovanni ci dice che l’alternativa di non amare è assai peggiore e molto più limitante. Limitante perché getta un uomo nella paura. Uno non ama quando ha paura delle cose, delle persone, di quello che potrebbe succedere. La paura è un grandissimo freno, una grandissima limitazione. Per questo poteva poi dire: “Nell’amore non c’è alcun timore”, ma solo un grande spirito di libertà. Chi ama non solo non ha paura di nulla, ma non si lascia impaurire da nulla. Tutto è possibile a chi ama, anche andare oltre quei limiti che le esperienze umane, di per sé, producono. Imparare ad amare e mantenersi sempre capaci di amare è una grandissima forma per combattere le paure che sono dentro di noi e che ci portano a chiuderci nei nostri spazi e a ripiegarci su noi stessi.

Provocazioni di fede per il cammino

Di che cosa abbiamo paura?

Come vinciamo le nostre paure?

Abbiamo già dedicato una Quaresima a cercare di scoprire quali sono le paure che sono dentro di noi. Forse ce ne sono altre, forse sono cambiate, forse sono le stesse. Ad ogni modo il Vangelo di oggi e la lettera di San Giovanni stanno tentando di dirci che se uno rimane nelle paure è perché non ama abbastanza. Il cristiano sa bene che quando si dispone ad amare, tutto cambia. Cambia il modo di vedere le cose, cambia il modo di interpretare la vita, cambia il modo di mettersi a servizio degli altri, perché quando uno ama, non gli interessa avere un contraccambio, non guarda a cosa riceve, non pesa queste cose perché vive nella libertà. Forse se non abbiamo ancora fatto esperienza di tutto questo è perché non siamo abbastanza in grado di essere liberi nel senso che il Signore ci dona di comprendere e di avere. Ecco perché potremmo davvero chiederci come viviamo noi questo spirito di libertà che il Vangelo accende in noi. Anche Sant’Eustorgio, il santo vescovo di cui facciamo memoria, con la sua vita e con il suo esempio ci sta dicendo che non si vive nella paura, non si può vivere temendo. Vive, invece, chi ama. Vive chi sa donarsi agli altri. Vive chi fa della propria vita un atto di donazione umile, gratuito e generoso, come ci ha detto il Vangelo. Sia questa la grazia che, insieme, chiediamo per noi e per la nostra vita.

Invito alla preghiera

Vi invito a iniziare la settimana pregando perché la nostra vita vinca ogni forma di paura che possiamo provare, facendo dei nostri giorni un atto di donazione generosa nell’amore gratuito a chi potremo servire.

2023-09-15T11:11:49+02:00