Martedì 19 settembre

Settimana della 2° domenica dopo il martirio – martedì 

La Parola di questo giorno

LETTURA 1Gv 5, 1-13
Lettura della prima lettera di san Giovanni apostolo

Figlioli miei, chiunque crede che Gesù è il Cristo, è stato generato da Dio; e chi ama colui che ha generato, ama anche chi da lui è stato generato. In questo conosciamo di amare i figli di Dio: quando amiamo Dio e osserviamo i suoi comandamenti. In questo infatti consiste l’amore di Dio, nell’osservare i suoi comandamenti; e i suoi comandamenti non sono gravosi. Chiunque è stato generato da Dio vince il mondo; e questa è la vittoria che ha vinto il mondo: la nostra fede. E chi è che vince il mondo se non chi crede che Gesù è il Figlio di Dio? Egli è colui che è venuto con acqua e sangue, Gesù Cristo; non con l’acqua soltanto, ma con l’acqua e con il sangue. Ed è lo Spirito che dà testimonianza, perché lo Spirito è la verità. Poiché tre sono quelli che danno testimonianza: lo Spirito, l’acqua e il sangue, e questi tre sono concordi. Se accettiamo la testimonianza degli uomini, la testimonianza di Dio è superiore: e questa è la testimonianza di Dio, che egli ha dato riguardo al proprio Figlio. Chi crede nel Figlio di Dio, ha questa testimonianza in sé. Chi non crede a Dio, fa di lui un bugiardo, perché non crede alla testimonianza che Dio ha dato riguardo al proprio Figlio. E la testimonianza è questa: Dio ci ha donato la vita eterna e questa vita è nel suo Figlio. Chi ha il Figlio, ha la vita; chi non ha il Figlio di Dio, non ha la vita. Questo vi ho scritto perché sappiate che possedete la vita eterna, voi che credete nel nome del Figlio di Dio.

SALMO Sal 39 (40)

Ecco, io vengo, Signore, per fare la tua volontà.

Ho sperato, ho sperato nel Signore,
ed egli su di me si è chinato.
Mi ha tratto da un pozzo di acque tumultuose,
dal fango della palude.
Mi ha messo sulla bocca un canto nuovo,
una lode al nostro Dio. R

Sacrificio e offerta non gradisci,
gli orecchi mi hai aperto.
Allora ho detto: «Ecco, io vengo.
Nel rotolo del libro su di me è scritto
di fare la tua volontà». R

Ho annunciato la tua giustizia nella grande assemblea;
vedi: non tengo chiuse le labbra, Signore, tu lo sai.
Non ho nascosto la tua giustizia dentro il mio cuore,
la tua verità e la tua salvezza ho proclamato. R

Esultino e gioiscano in te
quelli che ti cercano;
dicano sempre: «Il Signore è grande!»
quelli che amano la tua salvezza. R

VANGELO Lc 18, 1-8
✠ Lettura del Vangelo secondo Luca

In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai discepoli una parabola sulla necessità di pregare sempre, senza stancarsi mai: «In una città viveva un giudice, che non temeva Dio né aveva riguardo per alcuno. In quella città c’era anche una vedova, che andava da lui e gli diceva: “Fammi giustizia contro il mio avversario”. Per un po’ di tempo egli non volle; ma poi disse tra sé: “Anche se non temo Dio e non ho riguardo per alcuno, dato che questa vedova mi dà tanto fastidio, le farò giustizia perché non venga continuamente a importunarmi”». E il Signore soggiunse: «Ascoltate ciò che dice il giudice disonesto. E Dio non farà forse giustizia ai suoi eletti, che gridano giorno e notte verso di lui? Li farà forse aspettare a lungo? Io vi dico che farà loro giustizia prontamente. Ma il Figlio dell’uomo, quando verrà, troverà la fede sulla terra?».

Vangelo

“Il Signore disse una parabola sulla necessità di pregare sempre”. Già questa introduzione ci mette un po’ in crisi, perché anche noi che siamo qui, anche noi che, in qualche modo, siamo più sensibili alla fede e al cammino che siamo chiamati a fare, non crediamo davvero che occorra pregare sempre! Noi dedichiamo alcuni momenti alla preghiera e poi, come tutti, preghiamo quando le cose diventano un po’ più difficili, quando qualche problema ci attanaglia, quando le cose si fanno un poco più complesse. Tutte cose che vanno bene, perché è il Signore che ci ha detto di pregare quando ci scopriamo in qualche difficoltà della vita. Però, per tutti coloro che sono un po’ più vicini, per tutti coloro che sono un po’ più attenti, il Signore ha raccontato questa parabola sulla necessità di pregare “sempre”. A noi spaventa un poco questo “sempre”. Ma cosa significa in realtà? La grazia di una preghiera costante, continua, è una grazia del tutto particolare. Sono solo alcune le anime che hanno questa grazia, che scoprono questa profondità di fede. Forse sono anche anime che hanno una vocazione particolare e una presenza speciale all’interno della vita della Chiesa. Una grazia che non è riservata solo a loro, ma per la quale le anime più contemplative sono più predisposte. Gesù sta però dicendo che a tutti può essere dato qualche raggio di questa grazia, perché tutti possono pensare a Dio in modo costante. Pensare a Dio in modo costante è ciò che ci viene spiegato anche dalla prima lettera di Giovanni.

1 Giovanni

“In questo conosciamo di amare i figli di Dio: quando amiamo Dio e osserviamo i suoi comandamenti”. In fondo la regola che San Giovanni ci dona per capire se amiamo Dio e se nel nome di Dio siamo disposti ad amare gli altri è sempre la stessa, è antichissima, è l’unica: amare i comandamenti. Anche noi li conosciamo. Anche noi li abbiamo imparati a memoria. Tuttavia mi pare che i comandamenti ritornino facilmente nella nostra mente solo quando ci accingiamo a fare l’esame di coscienza e a cercare quali sono i nostri peccati e non tanto quando vogliamo fare qualcosa di bene. Mi pare che tutti ci dimentichiamo di questa luce quando pensiamo alle cose di ogni singola giornata e li facciamo uscire dalla memoria solo quando vogliamo rileggere la nostra vita in senso penitenziale. Cosa buona, certamente, ma un poco limitante. Noi dobbiamo ricordarci di queste vie per amare, per compiere il bene che possiamo. San Giovanni ci dice che se impariamo ad osservare i comandamenti della prima tavola, certamente impariamo ad amare Dio. Se osservando questi comandamenti attingiamo, poi, alla sapienza e alla forza della seconda tavola, allora scopriremo in noi quella particolare forza di Dio che apre alla carità, all’amore gratuito e generoso e che diventa quel modo per avere sempre in mente la “legge” di Dio, che è la legge dell’amore e che è quell’orazione costante, perpetua, della quale parlava Gesù.

Provocazioni di fede per il cammino

Abbiamo il coraggio di avere sempre in mente il mistero di Dio e del suo amore?

Cosa facciamo per pregare senza stancarci mai?

Credo che la liturgia della Parola di oggi sia davvero bellissima e profonda perché ci sta dicendo che siamo noi, nella semplicità della nostra vita, nella ferialità dei nostri giorni, nella tranquillità delle nostre vite, che siamo chiamati ad amare nel modo con il quale Cristo ci ama e questo diventa, per noi tutti, l’unico modo per avere sempre presente nella nostra mente il mistero di Dio. Stiamo aprendo la nostra giornata. Avendo avuto la possibilità non solo di pregare in questa Messa o nella meditazione che stiamo facendo, ma anche la grazia di ricordare i comandamenti che tutti abbiamo ricevuto come dono, cerchiamo di fare in modo che questa giornata sia tempo utile e bello per amare. Cerchiamo di fare in modo che questa giornata sia tempo da donare. Cerchiamo di fare in modo che, in questo giorno, possiamo tenere continuamente a mente questa parola che abbiamo ricevuto. Sarà questo il nostro modo di partecipare a quell’“orazione continua” che segna la vita della Chiesa e alla quale noi possiamo collaborare. Non stanchiamoci di questo richiamo a pregare sempre! Cerchiamo, piuttosto, quale può essere il nostro modo di pregare con costanza e di tenere sempre a mente il mistero di Dio. È questo ciò che ci chiede il Vangelo ed è questo ciò che trasforma ed anche trasfigura la vita.

Invito alla preghiera

Vi invito a pregare in modo costante, nel senso che il Vangelo di oggi ci ha suggerito. Facciamo di questa giornata un atto di viva e di vera donazione al Signore e alla Chiesa.

2023-09-15T11:14:51+02:00