Settimana dell’ultima domenica dopo l’Epifania – Venerdì
Qoelet
Qo 11, 7-9; 12, 13-14
Lettura del libro del Qoèlet
Dolce è la luce e bello è per gli occhi vedere il sole. Anche se l’uomo vive molti anni, se li goda tutti, e pensi ai giorni tenebrosi, che saranno molti: tutto ciò che accade è vanità. Godi, o giovane, nella tua giovinezza, e si rallegri il tuo cuore nei giorni della tua gioventù. Segui pure le vie del tuo cuore e i desideri dei tuoi occhi. Sappi però che su tutto questo Dio ti convocherà in giudizio. Conclusione del discorso, dopo aver ascoltato tutto: temi Dio e osserva i suoi comandamenti, perché qui sta tutto l’uomo. Infatti, Dio citerà in giudizio ogni azione, anche tutto ciò che è occulto, bene o male.
Giunge al termine anche la nostra lettura del Qoelet, l’ultimo dei sapienti che ascoltiamo prima che inizi la Quaresima. Credo che questa ultima lezione di vita sia la più importante e quella che permette di dare luce anche a quello che abbiamo iniziato a meditare nei giorni scorsi.
Si può godere delle cose della vita, ci si può cimentare in tutti i progetti che si riescono ad accarezzare. Tutto è bene che sia vissuto con slancio, con grinta, con vivo senso di partecipazione, rendendo grazie per ogni cosa bella della vita.
Senza però dimenticare che tutto è nelle mani di Dio. Qoelet, con profonda saggezza, dopo tutti i dubbi che ha suscitato anche in noi nei giorni scorsi, arriva alla fine del suo percorso di riflessione, che è un percorso di fede, a vivere la sua professione di fede. Tutto è nelle mani di Dio che è il giudice della storia. Tutto si rivolge a Dio che tiene in mano ogni cosa, da cui tutto proviene e a cui tutto si dirige. Tutto è nelle mani di Dio! Ecco il senso di fede che viene da questo libro anche dopo le letture più legate a quel “pessimismo” che, per molti, è l’essenza stessa del libro di Qoelet. Un invito a sostare anche nei giorni di dubbio, anche nei giorni difficili della nostra esistenza, sui vari pensieri che possono affollare la nostra mente, per arrivare, però, a dire con fede e con certezza: so che tutto è nelle mani di Dio e che tutto, alla luce del suo giudizio, troverà un senso. Questa è la sapienza ultima alla quale ci conduce il sapiente. Questo è il senso ultimo delle cose che ci viene donato come cuore di questa scrittura prima che entriamo nel grande tempo della Quaresima.
Vangelo
Mc 13, 28-31
✠ Lettura del Vangelo secondo Marco
In quel tempo. Il Signore Gesù disse: «Dalla pianta di fico imparate la parabola: quando ormai il suo ramo diventa tenero e spuntano le foglie, sapete che l’estate è vicina. Così anche voi: quando vedrete accadere queste cose, sappiate che il Figlio dell’uomo è vicino, è alle porte. In verità io vi dico: non passerà questa generazione prima che tutto questo avvenga. Il cielo e la terra passeranno, ma le mie parole non passeranno».
Anche nel Vangelo troviamo la medesima sapienza. Tutto passa, tutto cambia, tutto ciò che l’uomo crea ha la sua evoluzione, conosce la sua fase di espansione, conosce la sua fase di crescita, inesorabilmente declina, per poi, magari, tornare in forme rinnovate. Cosa non cambia mai? Cosa non passa mai? Cosa diventa il criterio con cui confrontare ogni cosa, perché rimane in eterno? La Parola di Dio. Gesù lo dice con chiarezza a ciascuno di noi. Noi tutti sappiamo che questa è verità. Non solo perché viene dalla bocca del Signore, ma perché comprendiamo bene che, mentre passano le cose del mondo, noi siamo ancora qui a vivere di Parola di Dio. Cambiano i tempi, mutano gli uomini, si sovvertono tutte le cose che l’uomo è in grado di creare, o giungono, in breve, alla loro pace prima di tramontare. Eppure il credente si confronta, da secoli e secoli, con quella Parola di Dio che non muta mai, con quella Parola di Dio che rimane luce per tutti coloro che vogliono credere, senza mai cambiare.
Anche le generazioni passano, gli uomini vanno e vengono. Solo Dio rimane per sempre. È questa la sapienza di vita con cui vogliamo vivere tutti noi e che vogliamo trasmettere a chi viene dopo di noi. È questa la sapienza di vita che ci serve più che mai in un momento come questo, nel quale tutto sembra permesso e che sembra solo in balia del caso.
Non è così e questa è la fede che vogliamo professare, vivere e annunciare all’uomo. È questa la speranza nella quale vogliamo continuare a camminare, giorno dopo giorno. Con quell’umile certezza dei figli di Dio per i quali diventa possibile ogni cosa nella luce del Signore che vive accanto a noi e che accompagna i nostri giorni.
Per noi:
- Abbiamo questa umile certezza che tutto è nelle mani di Dio e che tutto verrà da lui giudicato?
- Crediamo davvero che la Parola di Dio rimane in eterno?
- Stimiamo davvero la fede come patrimonio imprescindibile per la nostra vita?
Chiudiamo questo periodo che è stato tutto dedicato alla scoperta, all’approfondimento della sapienza di Dio. Entriamo nella grande Quaresima sorretti anche dalle domande che i sapienziali hanno introdotto in noi. Dio che stima ogni cosa che nasce dal cuore dell’uomo e che tiene in mano ogni destino, ci aiuterà a dare senso anche a quelle domande che sono dentro di noi e che ci indirizzano nell’ulteriore approfondimento di quel cammino di fede senza il quale la nostra esistenza sarebbe povera e vuota.