Sabato 19 giugno

Settimana della 3 domenica dopo Pentecoste – Sabato

Il sabato dopo il venerdì del Sacro Cuore è dedicato al Cuore Immacolato della Beata Vergine Maria. È frutto della sapienza della Chiesa il celebrare queste due feste una vicina all’altra: accanto al cuore del Figlio che parla a noi e che offre la vita per noi troviamo il cuore della Madre, il cuore di colei che accoglie, il cuore di colei che conserva la Parola e la fa propria.

Sapienza

Sap 3, 1-8
Lettura del libro della Sapienza

Le anime dei giusti sono nelle mani di Dio, nessun tormento li toccherà. Agli occhi degli stolti parve che morissero, la loro fine fu ritenuta una sciagura, la loro partenza da noi una rovina, ma essi sono nella pace. Anche se agli occhi degli uomini subiscono castighi, la loro speranza resta piena d’immortalità. In cambio di una breve pena riceveranno grandi benefici, perché Dio li ha provati e li ha trovati degni di sé; li ha saggiati come oro nel crogiuolo e li ha graditi come l’offerta di un olocausto. Nel giorno del loro giudizio risplenderanno, come scintille nella stoppia correranno qua e là. Governeranno le nazioni, avranno potere sui popoli e il Signore regnerà per sempre su di loro.

Efesini

Ef 2, 1-10
Lettera di san Paolo apostolo agli Efesini

Fratelli, voi eravate morti per le vostre colpe e i vostri peccati, nei quali un tempo viveste, alla maniera di questo mondo, seguendo il principe delle Potenze dell’aria, quello spirito che ora opera negli uomini ribelli. Anche tutti noi, come loro, un tempo siamo vissuti nelle nostre passioni carnali seguendo le voglie della carne e dei pensieri cattivi: eravamo per natura meritevoli d’ira, come gli altri. Ma Dio, ricco di misericordia, per il grande amore con il quale ci ha amato, da morti che eravamo per le colpe, ci ha fatto rivivere con Cristo: per grazia siete salvati. Con lui ci ha anche risuscitato e ci ha fatto sedere nei cieli, in Cristo Gesù, per mostrare nei secoli futuri la straordinaria ricchezza della sua grazia mediante la sua bontà verso di noi in Cristo Gesù. Per grazia infatti siete salvati mediante la fede; e ciò non viene da voi, ma è dono di Dio; né viene dalle opere, perché nessuno possa vantarsene. Siamo infatti opera sua, creati in Cristo Gesù per le opere buone, che Dio ha preparato perché in esse camminassimo.

Vangelo

Lc 12, 1b-8
✠ Lettura del Vangelo secondo Luca

In quel tempo. Il Signore Gesù cominciò a dire anzitutto ai suoi discepoli: «Guardatevi bene dal lievito dei farisei, che è l’ipocrisia. Non c’è nulla di nascosto che non sarà svelato, né di segreto che non sarà conosciuto. Quindi ciò che avrete detto nelle tenebre sarà udito in piena luce, e ciò che avrete detto all’orecchio nelle stanze più interne sarà annunciato dalle terrazze. Dico a voi, amici miei: non abbiate paura di quelli che uccidono il corpo e dopo questo non possono fare più nulla. Vi mostrerò invece di chi dovete aver paura: temete colui che, dopo aver ucciso, ha il potere di gettare nella Geènna. Sì, ve lo dico, temete costui. Cinque passeri non si vendono forse per due soldi? Eppure nemmeno uno di essi è dimenticato davanti a Dio. Anche i capelli del vostro capo sono tutti contati. Non abbiate paura: valete più di molti passeri! Io vi dico: chiunque mi riconoscerà davanti agli uomini, anche il Figlio dell’uomo lo riconoscerà davanti agli angeli di Dio».

I santi Protaso e Gervaso

Corpi svelati due volte! Il Vangelo ci parlava di cose segrete che devono essere svelate, per dire come la verità di Dio non si può tacere. La verità di Dio sempre viene a galla, senza che mai possa essere taciuta. Così possiamo interpretare la storia affascinante di questi due santi martiri dei tempi antichi, i cui corpi vennero svelati due volte. La prima avvenne il 19 giugno del 386 d.C. quando Sant’Ambrogio, che era cultore dei martiri e che aveva il dono di sogni e visioni che gli svelavano sepolture dei martiri, scoprì le spoglie mortali di questi due uomini e subito ne istituì il culto, collocando le loro salme nella sepoltura che aveva già fatto preparare per sé, nel tempio che ora porta il suo nome e che, a quel tempo, era chiamato basilica degli Apostoli.

La tomba poi ospitò veramente anche Sant’Ambrogio, ma a causa di lavori in basilica venne coperta e interrata. Fu solo nel 1871 che nuovi lavori nella basilica permisero di effettuare nuovi scavi e fu così che vennero scoperti i corpi di questi tre santi. Ecco perché i santi martiri Protaso e Gervaso vennero scoperti due volte! Una storia unica che riguarda i due patroni secondari della diocesi.

Tales ambio defensores

Di loro Ambrogio aveva scritto: “tales ambio defensores!”, ovvero ambisco di avere tali difensori! Sant’Ambrogio, come ho detto, era molto devoto dei martiri e sapeva che non esisteva intenzione di preghiera posta sotto la loro intercessione che non trovasse pronta accoglienza. Ecco perché il nostro patrono si rivolgeva con fiducia ai martiri, che nel sangue avevano segnato la loro appartenenza a Cristo, specie quando aveva intenzioni particolari da rivolgere a Dio per il bene della Chiesa. La collocazione dei martiri proprio alla destra e alla sinistra di Ambrogio ha poi reso vera anche questa scrittura. Non solo essi hanno protetto il nostro Santo Patrono, ma proteggono anche noi. Infatti sono chiamati “patroni secondari” della Diocesi, accanto ad Ambrogio e Carlo. Forse anche noi dovremmo imparare da Sant’Ambrogio ed ambire ad avere difensori di tal genere. Difensori nelle insidie, nei pericoli e nelle difficoltà del cammino di fede. Come ci ha detto il libro della Sapienza, le anime dei martiri, insieme alle anime di tutti i giusti, sono nelle mani di Dio. “Nessun tormento le toccherà più”, diceva ancora il sapiente, ricordandoci che il martire è colui che offre il momento di tribolazione della propria esistenza, come via per la beatitudine eterna. Chiediamo ai martiri di insegnarci questa verità e di difenderci contro quelle insidie del cammino che vorrebbero portarci lontano da questa verità.

Per noi

Cosa chiedere ai santi martiri per noi e per la nostra Chiesa, oggi?

Chiediamo, anzitutto, di ritrovare il gusto della fede. Mi sembra che molti lo abbiano perso e non cerchino più la verità nella propria esistenza. Mi pare che molti vivano senza Dio e senza preoccuparsi della salvezza della propria anima. Chiediamo ai santi martiri di intercedere per noi e di aiutarci a ritrovare quel gusto per la santità che dovrebbe essere in ogni battezzato.

Chiediamo di custodirci in un’esperienza di Chiesa che ci possa essere di aiuto e che possa essere un sostegno per la nostra vita di fede. L’epoca dei santi martiri è stata un’epoca difficile e tuttavia era presente una ricerca del bene comune e un’attenzione grande alla vita della comunità. Chiediamo anche noi di poter ritrovare gusto per la vita della Chiesa e chiediamo ai santi martiri di accendere in tutti il desiderio di camminare insieme verso Dio.

Chiediamo ai Santi Martiri di aiutarci a scoprire che solo un senso profondo di donazione della propria esistenza a Dio riempie i giorni e costituisce quel piccolo martirio quotidiano che porterà anche noi verso la santità.

Intercedano i santi martiri per noi.

2021-06-11T12:02:32+02:00