Mercoledì 19 luglio

Settimana della 7 domenica dopo Pentecoste – mercoledì 

La Parola di questo giorno

LETTURA Gdc 2, 18 – 3, 6
Lettura del libro dei Giudici

In quei giorni. Quando il Signore suscitava loro dei giudici, il Signore era con il giudice e li salvava dalla mano dei loro nemici durante tutta la vita del giudice, perché il Signore si muoveva a compassione per i loro gemiti davanti a quelli che li opprimevano e li maltrattavano. Ma quando il giudice moriva, tornavano a corrompersi più dei loro padri, seguendo altri dèi per servirli e prostrarsi davanti a loro: non desistevano dalle loro pratiche e dalla loro condotta ostinata. Perciò l’ira del Signore si accese contro Israele e disse: «Poiché questa nazione ha violato l’alleanza che avevo stabilito con i loro padri e non hanno obbedito alla mia voce, anch’io non scaccerò più dinanzi a loro nessuno dei popoli che Giosuè lasciò quando morì. Così, per mezzo loro, metterò alla prova Israele, per vedere se custodiranno o no la via del Signore, camminando in essa, come la custodirono i loro padri». Il Signore lasciò sussistere quelle nazioni, senza affrettarsi a scacciarle, e non le consegnò nelle mani di Giosuè. [ Queste sono le nazioni che il Signore lasciò sussistere, allo scopo di mettere alla prova per mezzo loro Israele, cioè quanti non avevano visto tutte le guerre di Canaan. Ciò avvenne soltanto per istruire le nuove generazioni degli Israeliti, per insegnare loro la guerra, perché prima non l’avevano mai conosciuta: i cinque prìncipi dei Filistei, tutti i Cananei, quelli di Sidone e gli Evei che abitavano le montagne del Libano, dal monte Baal-Ermon fino all’ingresso di Camat. Queste nazioni servirono a mettere Israele alla prova, per vedere se Israele avrebbe obbedito ai comandi che il Signore aveva dato ai loro padri per mezzo di Mosè. Così gli Israeliti abitarono in mezzo ai Cananei, agli Ittiti, agli Amorrei, ai Perizziti, agli Evei e ai Gebusei; ne presero in moglie le figlie, fecero sposare le proprie figlie con i loro figli e servirono i loro dèi. ]

SALMO Sal 105 (106)

Rendete grazie al Signore, il suo amore è per sempre.

Abbiamo peccato con i nostri padri,
delitti e malvagità abbiamo commesso.
Ma Dio li salvò per il suo nome,
per far conoscere la sua potenza. R

Si mescolarono con le genti
e impararono ad agire come loro.
Servirono i loro idoli
e questi furono per loro un tranello. R

Ma egli vide la loro angustia,
quando udì il loro grido.
Si ricordò della sua alleanza con loro
e si mosse a compassione, per il suo grande amore. R

VANGELO Lc 9, 51-56
✠ Lettura del Vangelo secondo Luca

In quel tempo. Mentre stavano compiendosi i giorni in cui sarebbe stato elevato in alto, il Signore Gesù prese la ferma decisione di mettersi in cammino verso Gerusalemme e mandò messaggeri davanti a sé. Questi si incamminarono ed entrarono in un villaggio di Samaritani per preparargli l’ingresso. Ma essi non vollero riceverlo, perché era chiaramente in cammino verso Gerusalemme. Quando videro ciò, i discepoli Giacomo e Giovanni dissero: «Signore, vuoi che diciamo che scenda un fuoco dal cielo e li consumi? ». Si voltò e li rimproverò. E si misero in cammino verso un altro villaggio.

La scrittura

La Scrittura di oggi ci mette davanti ad una realtà difficile da considerare. Credo che tutti ci domandiamo: perché le cose non vanno come vorremmo noi? Perché le cose non accadono secondo quello non solo che pensiamo come singole persone, ma anche come credenti? Quando c’è di mezzo la fede ci chiediamo anche perché la testimonianza cristiana non è particolarmente convincente e perché vediamo che, spesso, le cose vanno addirittura contro quello che sarebbe giusto secondo il Vangelo. Ci rispondono le due letture di oggi.

La prima lettura, con il linguaggio delle conquiste del popolo di Israele che noi stiamo leggendo nel libro di Giosuè in questi giorni. L’autore sacro si domandava: perché, se Dio ha destinato la terra della promessa ad Israele, vediamo che, di fatto, essa continua ad essere abitata da popoli stranieri che non onorano Dio? Perché, se Dio ha voluto dare questo lembo di terra al “suo” popolo, di fatto, vediamo che non lo possiede mai in pienezza e che le lotte per la conquista del territorio diventano scontro anche violento? Storia che, come vediamo bene, non è certo finita ai nostri giorni!

Oppure la seconda risposta, che viene dal Vangelo. Gesù sta salendo a Gerusalemme, ormai il suo destino è segnato e la sua rivelazione ultima si fa sempre più vicina. Attraversando la Samaria incontra questa città che non vuole riceverlo, non per altro ma per il solo fatto che Egli è diretto a Gerusalemme. Vedono il suo dirigersi in Giudea come qualcosa che provoca, che attacca, che disturba. I discepoli vorrebbero chiamare un fuoco dal cielo. Annientare il nemico, in qualche modo, è il desiderio di ciascuno, anche degli apostoli! È Gesù che, con pazienza, deve dire e insegnare che Dio non annienta nessuno. Casomai dà a ciascuno il tempo per convertirsi, il tempo per tornare sui propri passi.

Così le due Scritture, nel loro insieme, insegnano che il credente si confronta con le cose che capitano e sa sostenere la fatica, lo scacco, il confronto con chi pensa diversamente, agisce diversamente, parla diversamente. Il credente non chiede mai che il diverso sia annientato, che il nemico sia distrutto. Piuttosto chiede solo di capire. Chiede di saper guardare con amore ai propri giorni, anche quando sono difficili, anche quando propongono di vivere realtà inaspettate, complesse, quasi insostenibili. Le due letture insegnano che l’uomo di fede non chiede mai l’annientamento di chi pensa diversamente, ma prega perché sia capace di comprenderlo, anche nella sua diversità.

Un ringraziamento

Credo che oggi dovremmo tutti ringraziare il Signore che ci ha fatto tutti diversi, che non ha appiattito l’umanità ma che, nella fantasia dello Spirito Santo, suscita sempre uomini che pensano diversamente, agiscono diversamente, tengono viva la fantasia di Dio. L’uomo di fede guarda a tutto questo come ad un dono, anche quando ci sono uomini, donne, che, nel loro modo di pensare, di agire, di vedere le cose, gli si oppongono. Ringraziamo il Signore che ci mostra sempre che il nostro punto di vista non è l’unico, nemmeno quello giusto, nemmeno il migliore.

Una richiesta

Ecco perché, oggi, occorre chiedere il dono di saper valorizzare il punto di vista degli altri, occorre chiedere la capacità di sostenere il confronto, occorre chiedere la forza di sapersi sempre confrontare con quello che è diverso da noi, anche quando ci scomoda, ci ferisce, ci fa male. La Parola di Dio ci insegna che non c’è occasione migliore di questa per capire che Dio non sostiene la “nostra” parte “contro” quella di altri, non ci risparmia la fatica del confronto, ma ci chiede la capacità di sostenere tutto questo, animati dal suo stesso spirito di amore. Il credente non si perde nel chiedere l’annientamento dei nemici. Sapendo qual è la sua meta, ovvero la “Gerusalemme celeste”, la visione di Dio, va avanti sapendosi confrontare con tutte le realtà della vita, anche quelle più difficili, traendo da queste sfide nuova forza per proseguire il proprio cammino.

Intenzioni di preghiera

Vi invito oggi a chiedere a Dio la forza di saperci confrontare con tutti, anche, o specialmente, con coloro che pensano in modo diverso dal nostro. Chiediamo a Dio la forza di non pretendere mai che le cose vadano solo nel verso che intendiamo noi, chiediamo a Dio la forza di non chiedere mai l’annientamento dei nemici. Piuttosto chiediamo l’umile pazienza di chi si sa confrontare, di chi sa attendere, di chi dialoga. Anche questo è ricchezza per il cammino di fede, anche questo è dono per saper sempre illuminare il proprio cammino.

2023-07-14T14:22:08+02:00