Venerdì 19 luglio

Settimana della 8° domenica dopo Pentecoste – venerdì 

La spiritualità di questa settimana

Oggi ci confrontiamo con tre donne diverse, in questa Parola di Dio tutta al femminile.

La Parola di questo giorno

LETTURA 1Sam 28, 3-19
Lettura del primo libro di Samuele

In quei giorni. Samuele era morto e tutto Israele aveva fatto il lamento su di lui; poi l’avevano seppellito a Rama, sua città. Saul aveva bandito dalla terra i negromanti e gli indovini. I Filistei si radunarono e andarono a porre il campo a Sunem. Saul radunò tutto Israele e si accampò sul Gèlboe. Quando Saul vide il campo dei Filistei, ebbe paura e il suo cuore tremò. Saul consultò il Signore e il Signore non gli rispose, né attraverso i sogni né mediante gli urìm né per mezzo dei profeti. Allora Saul disse ai suoi ministri: «Cercatemi una negromante, perché voglio andare a consultarla». I suoi ministri gli risposero: «Vi è una negromante a Endor». Saul si camuffò, si travestì e partì con due uomini. Arrivò da quella donna di notte. Disse: «Pratica per me la divinazione mediante uno spirito. Èvocami colui che ti dirò». La donna gli rispose: «Tu sai bene quello che ha fatto Saul: ha eliminato dalla terra i negromanti e gli indovini. Perché dunque tendi un tranello alla mia vita per uccidermi?». Saul le giurò per il Signore: «Per la vita del Signore, non avrai alcuna colpa per questa faccenda». Ella disse: «Chi devo evocarti?». Rispose: «Èvocami Samuele». La donna vide Samuele e proruppe in un forte grido e disse a Saul: «Perché mi hai ingannata? Tu sei Saul!». Le rispose il re: «Non aver paura! Che cosa vedi?». La donna disse a Saul: «Vedo un essere divino che sale dalla terra». Le domandò: «Che aspetto ha?». Rispose: «È un uomo anziano che sale ed è avvolto in un mantello». Saul comprese che era veramente Samuele e s’inginocchiò con la faccia a terra e si prostrò. Allora Samuele disse a Saul: «Perché mi hai disturbato evocandomi?». Saul rispose: «Sono in grande angustia. I Filistei mi muovono guerra e Dio si è allontanato da me: non mi ha più risposto, né attraverso i profeti né attraverso i sogni; perciò ti ho chiamato, perché tu mi manifesti quello che devo fare». Samuele rispose: «Perché mi vuoi consultare, quando il Signore si è allontanato da te ed è divenuto tuo nemico? Il Signore ha fatto quello che ha detto per mezzo mio. Il Signore ha strappato da te il regno e l’ha dato a un altro, a Davide. Poiché non hai ascoltato la voce del Signore e non hai dato corso all’ardore della sua ira contro Amalèk, per questo il Signore ti ha trattato oggi in questo modo. Il Signore metterà Israele insieme con te nelle mani dei Filistei. Domani tu e i tuoi figli sarete con me; il Signore metterà anche le schiere d’Israele in mano ai Filistei».

SALMO Sal 49 (50)

Viene il nostro Dio e non sta in silenzio.

Al malvagio Dio dice:
«Perché vai ripetendo i miei decreti
e hai sempre in bocca la mia alleanza,
tu che hai in odio la disciplina
e le mie parole ti getti alle spalle? R

Hai fatto questo e io dovrei tacere?
Forse credevi che io fossi come te!
Ti rimprovero: pongo davanti a te la mia accusa. R

Capite questo, voi che dimenticate Dio,
perché non vi afferri per sbranarvi
e nessuno vi salvi.
A chi cammina per la retta via
mostrerò la salvezza di Dio». R

VANGELO Lc 10, 38-42
✠ Lettura del Vangelo secondo Luca

In quel tempo. Mentre erano in cammino, il Signore Gesù entrò in un villaggio e una donna, di nome Marta, lo ospitò. Ella aveva una sorella, di nome Maria, la quale, seduta ai piedi del Signore, ascoltava la sua parola. Marta invece era distolta per i molti servizi. Allora si fece avanti e disse: «Signore, non t’importa nulla che mia sorella mi abbia lasciata sola a servire? Dille dunque che mi aiuti». Ma il Signore le rispose: «Marta, Marta, tu ti affanni e ti agiti per molte cose, ma di una cosa sola c’è bisogno. Maria ha scelto la parte migliore, che non le sarà tolta».

1 Samuele

“Negromante” è il titolo che veniva dato a quelle donne che pretendevano di parlare con i morti. Sempre, in ogni cultura, abbiamo persone che hanno cercato di fare così, traendone un vantaggio, facendo di questo progetto una vera e propria professione. Saul, il vecchio re di Israele, ha invitato i negromanti a cessare l’attività, poi ha impedito, per legge, che potessero esserci negromanti. Una sorta di scaramanzia. Parlare coi morti porta male. C’è questa donna di Endor, che si sta attenendo alla regola, ma il suo nome è noto, si sa cosa faceva. Ecco che proprio il re in persona, camuffato, ricorre a lei e si fa invocare lo spirito di Samuele, il profeta ormai morto. Spirito che viene, sale dalla terra, secondo la credenza di Israele per cui, dopo la morte, si precipitava nello Sheol, un regno non di luce ma non di ombra, un regno non di gioia ma non di lamento; un regno “medio” in tutto. Questa donna immediatamente scopre la vera identità di colui che ha chiesto lo spirito di Samuele, e lo introduce nell’incontro con lui. Incontro che è un disastro. Il vecchio profeta, evocato dalla tomba, dirà a Saul che la sua vita e il suo regno stanno per finire nel peggiore dei modi. Tutto il male da lui fatto gli si ritorcerà contro e non risparmierà nemmeno i suoi figli, la carne della sua carne. Una conclusione tragica, che dice però le qualità di questa donna. Ella accoglie – dopo questo episodio terrà Saul a cena – obbedisce, non giudica. Insomma, è una figura di fede. Questa donna che ha obbedito al suo re, pur senza saperlo, è l’esempio di una donna che cerca e compie la volontà di Dio. La Scrittura la presenta così, come una donna che ha saputo rispettare le regole del suo tempo, eppure ha trovato il modo di vivere la fede.

Vangelo

Come le sorelle Marta e Maria. Marta, la sorella di Lazzaro, è proprio conosciuta per la sua accoglienza, per i suoi molti servizi. È una donna generosa, vorrebbe fare il meglio che può per il Signore. Il suo “stile di vita” è quello dell’accoglienza fraterna. Eppure, nonostante questo buon proposito rischia di perdere l’essenza delle cose. Non così la sorella Maria, calma, mite, pur servizievole, ma capace di dare il giusto ordine alle cose. Un conto è accogliere, un conto è lavorare senza più guardare l’ospite! Un conto è darsi da fare perché tutto riesca bene, altro conto è perdersi nelle cose, rischiando di non accogliere la persona. Ecco perché questa donna rimette in ordine le cose e si fa apprezzare dal Signore. Gesù non disdegna Marta, ma dice che effettivamente c’è un ordine interiore che dice come si affrontano le cose della vita e cosa si mantiene come tesoro dell’esistenza.

Per noi e per il nostro cammino di fede

Tre figure molto diverse che ci dicono qual è il senso della vita. Il senso della vita è domandarsi come vivere il tempo alla luce della fede, come accogliere il Signore che si rende presente nei nostri giorni ma che rischia di essere perso nelle mille cose da fare ogni giorno. Di qui le risposte chiare che questa liturgia ci dona. Cerca e trova il senso della vita chi si consegna al mistero di Dio, chi sa andare oltre le cose da fare per trovare Colui che regna dietro ogni cosa. Compie il senso dei suoi giorni chi è accogliente rispetto al mistero di Dio, senza nulla togliere all’uomo, come dicevamo ieri, eppure senza invertire le carte, senza quel disordine interiore che rischia di rovinare tutto. Trova il senso dei suoi giorni chi non esagera, chi sa sempre domandarsi dove stia la verità, chi sa mettere ordine dentro sé stesso, in particolare alle sue emozioni e ai suoi sentimenti. È un compito molto difficile per noi. Tutti condividiamo, credo, queste indicazioni della Parola, ma poi siamo molto in crisi nel viverle. Rischiamo di fare come Marta, ovvero di lasciarci prendere dalle cose e di perdere il senso dell’esistenza. Rischiamo di essere superstiziosi, come la donna di Endor, e ci consegniamo a quelle pratiche più o meno scaramantiche che non hanno poi molto a vedere con la fede. Forse, oggi, tutti potremmo riprendere in mano le Scritture e domandarci da vicino se il comportamento di queste tre donne ci riguarda o come il comportamento di queste donne, in qualche modo, ci interpella. Chiediamo al Signore molta luce e molta onestà, per saper vivere bene il tempo che ci viene donato e per saper camminare alla luce di quella Parola che, unica, realizza completamente il senso della nostra vita.

Provocazioni dalla Parola

  • Qual è il senso dei miei giorni?
  • A quale di queste tre donne assomiglio di più?
2024-07-13T14:05:52+02:00