Venerdì 26 settembre

Settimana della 4 domenica dopo il martirio  – venerdì 

La spiritualità di questo giorno

Il valore dei richiami.

La Parola di questo giorno

LETTURA 2Pt 3, 10-18
Lettura della seconda lettera di san Pietro apostolo

Carissimi, il giorno del Signore verrà come un ladro; allora i cieli spariranno in un grande boato, gli elementi, consumati dal calore, si dissolveranno e la terra, con tutte le sue opere, sarà distrutta. Dato che tutte queste cose dovranno finire in questo modo, quale deve essere la vostra vita nella santità della condotta e nelle preghiere, mentre aspettate e affrettate la venuta del giorno di Dio, nel quale i cieli in fiamme si dissolveranno e gli elementi incendiati fonderanno! Noi infatti, secondo la sua promessa, aspettiamo «nuovi cieli e una terra nuova», nei quali abita la giustizia. Perciò, carissimi, nell’attesa di questi eventi, fate di tutto perché Dio vi trovi in pace, senza colpa e senza macchia. La magnanimità del Signore nostro consideratela come salvezza: così vi ha scritto anche il nostro carissimo fratello Paolo, secondo la sapienza che gli è stata data, come in tutte le lettere, nelle quali egli parla di queste cose. In esse vi sono alcuni punti difficili da comprendere, che gli ignoranti e gli incerti travisano, al pari delle altre Scritture, per loro propria rovina. Voi dunque, carissimi, siete stati avvertiti: state bene attenti a non venir meno nella vostra fermezza, travolti anche voi dall’errore dei malvagi. Crescete invece nella grazia e nella conoscenza del Signore nostro e salvatore Gesù Cristo. A lui la gloria, ora e nel giorno dell’eternità. Amen.

SALMO Sal 96 (97)

Gioite, giusti, nel Signore. Amen

Il Signore regna: esulti la terra,
gioiscano le isole tutte.
Le sue folgori rischiarano il mondo:
vede e trema la terra.
I monti fondono come cera davanti al Signore,
davanti al Signore di tutta la terra. R

Annunciano i cieli la sua giustizia,
e tutti i popoli vedono la sua gloria.
Ascolti Sion e ne gioisca,
esultino i villaggi di Giuda
a causa dei tuoi giudizi, Signore. Amen R

Perché tu, Signore,
sei l’Altissimo su tutta la terra,
eccelso su tutti gli dèi.
Odiate il male, voi che amate il Signore:
egli custodisce la vita dei suoi fedeli,
li libererà dalle mani dei malvagi. R

Una luce è spuntata per il giusto,
una gioia per i retti di cuore.
Gioite, giusti, nel Signore,
della sua santità celebrate il ricordo. R

VANGELO Lc 20, 1-8
✠ Lettura del Vangelo secondo Luca

In quel tempo. Mentre il Signore Gesù istruiva il popolo nel tempio e annunciava il Vangelo, sopraggiunsero i capi dei sacerdoti e gli scribi con gli anziani e si rivolsero a lui dicendo: «Spiegaci con quale autorità fai queste cose o chi è che ti ha dato questa autorità». E Gesù rispose loro: «Anch’io vi farò una domanda. Ditemi: il battesimo di Giovanni veniva dal cielo o dagli uomini?». Allora essi ragionavano fra loro dicendo: «Se diciamo: “Dal cielo”, risponderà: “Perché non gli avete creduto?”. Se invece diciamo: “Dagli uomini”, tutto il popolo ci lapiderà, perché è convinto che Giovanni sia un profeta». Risposero quindi di non saperlo. E Gesù disse loro: «Neanch’io vi dico con quale autorità faccio queste cose».

3 Petri

Ce ne parla San Pietro, anzitutto ripensando a sé stesso e al suo ministero. Egli sa bene che il suo compito è, da un lato quello di spronare il cammino di tutti, dall’altro quello di confortare le fatiche di fede di chi si sta dedicando ad un cammino bello ed intenso. Pietro dunque presenta così il suo ministero: il compito che gli è stato affidato è quello di un “fratello maggiore” che sa vigilare sul cammino degli altri e che sa spronare il cammino di quelli che si dedicano con amore alla fede e alla vita della Chiesa.

San Pietro non si propone certo come l’unico testimone. Trovo molto bello che egli citi in modo molto esplicito San Paolo e il richiamo alle sue lettere. Pietro vede nel ministero di Paolo un carisma unico. Paolo è l’uomo che si è dedicato tanto alla consolazione dei credenti, alla ricostruzione della loro speranza, alla edificazione di un popolo ben ordinato che lodi il nome di Dio e che viva per Lui. Pietro richiama il dovere di far conoscere le sue lettere, di farle circolare, perché sono un bene, un bene grande per tutta la Chiesa.

Pietro sa richiamare anche il fine ultimo dell’esistenza cristiana: la vita eterna. Proprio nelle prime parole della sua lettera, egli ricordava che tutte le cose sono destinate solo alla distruzione, perché di tutte le cose create non rimarrà nulla. Cosa rimarrà per l’eternità? Solo l’amore. Qualsiasi atto di amore compiuto dagli uomini, poiché in qualche modo immette e fa assomigliare a Dio, rimarrà in eterno. Il fine dell’esistenza cristiana è questo: permettere a tutti di scoprire quale grande amore ci abbia generati, quale grande amore ci mantenga in vita, quale grande amore ci accoglierà, un giorno, nell’assemblea di tutti i santi.

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Vangelo

Anche Gesù richiamava il valore dei testimoni della fede. Ovviamente il riferimento è a San Giovanni il Battista. È lui il grande testimone, la grande luce che introduce il tempo di Gesù. Gesù rimanda continuamente a questo grande protagonista della vita di fede di Israele, a questo ultimo e grande profeta che il popolo di Israele ha avuto. Molti, però, sono rimasti indifferenti rispetto alla sua testimonianza data a Dio. Così come molti sono indifferenti alla parola di Gesù, alla sua presenza, al suo operare per il bene dell’uomo. La cosa sgradita a Dio, come emerge non solo da questa pagina della Parola ma da tante altre, è proprio l’indifferenza. La cosa che Dio non può sopportare è la freddezza. Ecco il tentativo di sprono di Gesù. Se non a favore, meglio contro! Indifferenti e freddi sono solo capaci di far morire quello che lo Spirito genera.

Per noi e per il nostro cammino di fede

Il rischio dell’indifferenza è il più grande rischio che corriamo noi tutti oggi. È il rischio del nostro tempo, è il rischio della nostra Chiesa. Noi tutti viviamo in un mondo che è, spesso, indifferente. La fede, oggi, è sempre più un fatto privato, un qualcosa che la singola anima regola con Dio come vuole. Eppure, anche oggi, non mancano i grandi testimoni della fede. Non mancano santi che guidano il cammino. Non mancano anime elette che ci parlano del loro rapporto con Dio. Non mancano anime sagge che sanno dire a tutti che Dio è presente, che Cristo opera nel mondo, che la Chiesa è ancora un luogo di santità e di luce per coloro che vogliono trovare una traccia di Dio in mezzo al mondo. Non mancano, quindi, i richiami perché il cammino di tutti sia spronato. Eppure ecco che anche oggi è possibile rimanere indifferenti! Anche oggi di fatto, moltissimi non sono contro Dio, o contro la Chiesa! Sono semplicemente freddi! Il che, forse, è la cosa peggiore!

Oggi credo che tutti dobbiamo chiederci se anche noi non viviamo qualcosa di questa indifferenza. Perché potrebbe davvero accadere anche a noi di essere così! C’è sempre un po’ di indifferenza dentro ogni uomo e, quindi, anche in noi! Potremmo chiedere, anzitutto, luce per stanare l’indifferenza che è dentro di noi. In secondo luogo credo che dovremmo, come comunità intera, pregare per tutti coloro che sono indifferenti, perché tutti possiamo davvero imparare a comprendere e a sostenere coloro che, per qualche motivo, si sono trovati a vivere nell’indifferenza più totale nei confronti di Dio.

Con la pazienza di Pietro, con la forza di Paolo, con la schiettezza di Giovanni e con la benevolenza di Cristo, che tutti ama e tutti accompagna, cerchiamo di distogliere dalla freddezza religiosa coloro che sono dentro questo orizzonte di vita.

2025-09-20T09:49:21+02:00