Martedì 19 dicembre

Settimana della 6 domenica di Avvento – martedì – feria prenatalizia 2

La spiritualità di questa settimana

In ogni feria prenatalizia cerchiamo di scorgere tre atteggiamenti di gioia che ci possono aiutare a vivere bene questa settimana e ad avvicinarci al Santo Natale.

La Parola di questo giorno

RUT 1, 15 – 2, 3
Lettura del libro di Rut

In quei giorni. Noemi disse a Rut: «Ecco, tua cognata è tornata dalla sua gente e dal suo dio; torna indietro anche tu, come tua cognata». Ma Rureplicò: «Non insistere con me che ti abbandoni e torni indietro senza di te, perché dove andrai tu, andrò anch’io, e dove ti fermerai, mi fermerò; il tuo popolo sarà il mio popolo e il tuo Dio sarà il mio Dio. Dove morirai tu, morirò anch’io e lì sarò sepolta. Il Signore mi faccia questo male e altro ancora, se altra cosa, che non sia la morte, mi separerà da te». Vedendo che era davvero decisa ad andare con lei, Noemi non insistette più. Esse continuarono il viaggio, finché giunsero a Betlemme. Quando giunsero a Betlemme, tutta la città fu in subbuglio per loro, e le donne dicevano: «Ma questa è Noemi!». Ella replicava: «Non chiamatemi Noemi, chiamatemi Mara, perché l’Onnipotente mi ha tanto amareggiata! Piena me n’ero andata, ma il Signore mi fa tornare vuota. Perché allora chiamarmi Noemi, se il Signore si è dichiarato contro di me e l’Onnipotente mi ha resa infelice?». Così dunque tornò Noemi con Rut, la moabita, sua nuora, venuta dai campi di Moab. Esse arrivarono a Betlemme quando si cominciava a mietere l’orzo. Noemi aveva un parente da parte del marito, un uomo altolocato della famiglia di Elimèlec, che si chiamava Booz. Rut, la moabita, disse a Noemi: «Lasciami andare in campagna a spigolare dietro qualcuno nelle cui grazie riuscirò a entrare». Le rispose: «Va’ pure, figlia mia». Ruandò e si mise a spigolare nella campagna dietro ai mietitori. Per caso si trovò nella parte di campagna appartenente a Booz, che era della famiglia di Elimèlec.

SALMO Sal 51 (52)

Voglio renderti grazie in eterno, Signore.

Perché ti vanti del male?
Tu ami il male invece del bene,
la menzogna invece della giustizia.
Tu ami ogni parola che distrugge,
o lingua d’inganno. R

Ma io, come olivo verdeggiante
nella casa di Dio,
confido nella fedeltà di Dio
in eterno e per sempre. R

Voglio renderti grazie in eterno
per quanto hai operato;
spero nel tuo nome, perché è buono,
davanti ai tuoi fedeli. R

ESTER 3, 8-13; 4, 17i-17z
Lettura del libro di Ester

In quei giorni. Amàn disse al re Artaserse: «C’è un popolo disperso tra le nazioni in tutto il tuo regno, le cui leggi differiscono da quelle di tutte le altre nazioni; essi disobbediscono alle leggi del re e non è conveniente che il re glielo permetta. Se piace al re, dia ordine di ucciderli, e io assegnerò al tesoro del re diecimila talenti d’argento». Il re, preso il suo anello, lo dette in mano ad Amàn, per mettere il sigillo sui decreti contro i Giudei. Il re disse ad Amàn: «Tieni pure il denaro, e tratta questo popolo come vuoi tu». Nel tredicesimo giorno del primo mese furono chiamati gli scribi e, come aveva ordinato Amàn, scrissero ai capi e ai governatori di ogni provincia, dall’India fino all’Etiopia, a centoventisette province, e ai capi delle nazioni, secondo la loro lingua, a nome del re Artaserse. Le lettere furono mandate per mezzo di corrieri nel regno di Artaserse, perché in un solo giorno del dodicesimo mese, chiamato Adar, fosse sterminata la stirpe dei Giudei e si saccheggiassero i loro beni. Tutti gli Israeliti gridavano con tutte le loro forze, perché la morte stava davanti ai loro occhi. Anche la regina Ester cercò rifugio presso il Signore, presa da un’angoscia mortale. Si tolse le vesti di lusso e indossò gli abiti di miseria e di lutto; invece dei superbi profumi si riempì la testa di ceneri e di immondizie. Umiliò duramente il suo corpo e, con i capelli sconvolti, coprì ogni sua parte che prima soleva ornare a festa. Poi supplicò il Signore e disse: «Mio Signore, nostro re, tu sei l’unico! Vieni in aiuto a me che sono sola e non ho altro soccorso all’infuori di te, perché un grande pericolo mi sovrasta. [ Io ho sentito fin dalla mia nascita, in seno alla mia famiglia, che tu, Signore, hai preso Israele tra tutte le nazioni e i nostri padri tra tutti i loro antenati come tua eterna eredità, e hai fatto per loro tutto quello che avevi promesso. Ma ora abbiamo peccato contro di te e ci hai consegnato nelle mani dei nostri nemici, perché abbiamo dato gloria ai loro dèi. Tu sei giusto, Signore! Ma ora non si sono accontentati dell’amarezza della nostra schiavitù: hanno anche posto le mani sulle mani dei loro idoli, giurando di abolire il decreto della tua bocca, di sterminare la tua eredità, di chiudere la bocca di quelli che ti lodano e spegnere la gloria del tuo tempio e il tuo altare, di aprire invece la bocca delle nazioni per lodare gli idoli vani e proclamare per sempre la propria ammirazione per un re mortale. Non consegnare, Signore, il tuo scettro a quelli che neppure esistono. Non permettere che ridano della nostra caduta; ma volgi contro di loro questi loro progetti e colpisci con un castigo esemplare chi è a capo dei nostri persecutori. ] Ricòrdati, Signore, manifèstati nel giorno della nostra afflizione e da’ a me coraggio, o re degli dèi e dominatore di ogni potere. Metti nella mia bocca una parola ben misurata di fronte al leone e volgi il suo cuore all’odio contro colui che ci combatte, per lo sterminio suo e di coloro che sono d’accordo con lui. Quanto a noi, salvaci con la tua mano e vieni in mio aiuto, perché sono sola e non ho altri che te, Signore! [ Tu hai conoscenza di tutto e sai che io odio la gloria degli empi e detesto il letto dei non circoncisi e di qualunque straniero. Tu sai che mi trovo nella necessità e che detesto l’insegna della mia alta carica, che cinge il mio capo nei giorni in cui devo comparire in pubblico; la detesto come un panno immondo e non la porto nei giorni in cui mi tengo appartata. La tua serva non ha mangiato alla tavola di Amàn; non ha onorato il banchetto del re né ha bevuto il vino delle libagioni. La tua serva, da quando ha cambiato condizione fino ad oggi, non ha gioito, se non in te, Signore, Dio di Abramo. ] O Dio, che su tutti eserciti la forza, ascolta la voce dei disperati, liberaci dalla mano dei malvagi e libera me dalla mia angoscia!».

VANGELO Lc 1, 19-25
✠ Lettura del Vangelo secondo Luca

In quel tempo. L’angelo disse a Zaccaria: «Io sono Gabriele, che sto dinanzi a Dio e sono stato mandato a parlarti e a portarti questo lieto annuncio. Ed ecco, tu sarai muto e non potrai parlare fino al giorno in cui queste cose avverranno, perché non hai creduto alle mie parole, che si compiranno a loro tempo». Intanto il popolo stava in attesa di Zaccaria e si meravigliava per il suo indugiare nel tempio. Quando poi uscì e non poteva parlare loro, capirono che nel tempio aveva avuto una visione. Faceva loro dei cenni e restava muto. Compiuti i giorni del suo servizio, tornò a casa. Dopo quei giorni Elisabetta, sua moglie, concepì e si tenne nascosta per cinque mesi e diceva: «Ecco che cosa ha fatto per me il Signore, nei giorni in cui si è degnato di togliere la mia vergogna fra gli uomini».

Rut

La prima gioia è quella della comunione, della condivisione. Il testo ne sottolinea fortemente due. La prima è la condivisione di vita che Rut propone alla suocera, Noemi. Questa vorrebbe insistere perché la giovane nuora possa rifarsi una vita. È anche il nostro modo di ragionare. Rut si oppone: la condivisione di vita che è iniziata entrando nella sua famiglia avendo sposato il figlio, non ha termine. Anche ora che il figlio è morto occorre condividere per sostenersi a vicenda. La seconda condivisione è quella che si instaura in paese, a Betlemme, quando Noemi e Rut arrivano e le altre donne si informano, domandano, si mettono, in qualche modo, a disposizione di queste due donne, due vedove, che non hanno più nessun uomo che le protegga. Secondo i criteri di vita di allora questa è una vera disgrazia e una delle forme più alte di povertà. Non avere nessuno che aiuti, non avere nessun uomo di riferimento è una povertà sociale grandissima. Ecco perché scatta questo senso di comunione. Senso di comunione che edifica anche noi, se vogliamo, perché la comunione, anche quella spicciola, anche quella che nasce nelle povere cose, è sempre una fonte di gioia, è sempre una fonte di bene. La gioia del Natale è condivisione.

Ester

L’anno scorso, nell’anno della preghiera, ho commentato questo testo bellissimo che è la preghiera della regina Ester. Quest’anno vorrei solo ricordare a tutti che la preghiera è fonte di gioia. Sempre. Pensiamo ad Ester. È una donna affranta perché appartiene ad Israele e vede tutto il suo popolo messo in pericolo e messo a morte. Non le basta il sapere che lei non verrà toccata. Non le basta sapere che la sua famiglia è al sicuro. Questa donna vuole di più, vuole che tutti siano al sicuro, vuole che tutta la famiglia degli ebrei possa vivere felice, senza afflizioni, nella pace, nella gioia. Per questo, pur essendo regina, prima di tutto, prima di agire secondo quanto le è permesso, ella si rivolge a Dio in preghiera. Questa donna si mette a pregare il Signore non solo a parole, ma anche trovando segni di penitenza per il corpo. È una donna che sa vivere segni anche esteriori del suo essere in attesa di una risposta da Dio nelle cui mani affida tutto il suo essere, tutto il suo mondo, tutte le sue gioie e le sue ansie. È una donna fortissima, che sa rimettere tutto nelle mani di Dio. Ester dona così testimonianza che tutto nasce dalla preghiera. Quando si prega, tutto produce gioia. Quando si prega, tutto va al suo posto. Quando si prega, tutto è nella luce giusta. Anche a noi è raccomandata questa gioia nella preghiera, perché la preghiera è pace per chi si affida a Dio con tutto il suo cuore.

Vangelo

La gioia che ci viene proposta dal Vangelo è duplice. In sintesi potremmo dire che è la gioia del nascondimento. Il riferimento è, anzitutto, al mutismo di Zaccaria. Egli deve stare in silenzio per aver dubitato della parola dell’angelo, che è parola di Dio, la quale, a suo tempo, si compirà. Il tempo del silenzio che Zaccaria vive è tempo per pensare, è tempo per parlare solo con Dio, è tempo per vivere appieno ciò che il Signore ha rivelato. Accanto al mutismo di Zaccaria, c’è però il tenersi appartata di Elisabetta. Anch’ella non esce, non parla, non si fa vedere, custodisce nel cuore e nel silenzio quella vita che è ormai nel suo grembo. Potremmo dire che mentre Zaccaria vive un nascondimento forzato, quello che è stato imposto dall’angelo per la sua incredulità, Elisabetta vive un nascondimento scelto, un nascondimento cercato, un nascondimento voluto. Questa donna si mantiene nella via del nascondimento perché vuole vivere in solitudine un momento misterioso e grande della propria vita. I due insieme ci dicono che c’è una gioia nel silenzio, nel nascondimento, nel tenere per sé i motivi di gioia che hanno bisogno solo di essere illuminati da Dio e dalla sua presenza.

Marana Thà, Vieni Signore Gesù!

Così anche noi possiamo dire:

Marana Tha, vieni Signore Gesù nelle nostre vite e insegnaci che la vera gioia passa anche dalla vicinanza, dalla condivisione, anche delle piccole cose della vita di ogni giorno.

Marana Tha, vieni Signore Gesù e insegnaci che la preghiera è fonte di gioia. La preghiera anche silenziosa, la preghiera fatta anche di nascondimento, la preghiera fatta anche di solitudine con te è sempre fonte di pace del cuore e, per questo, di gioia.

Marana Tha, vieni Signore Gesù e insegnaci la gioia della riservatezza, la gioia della pace del cuore, la gioia della solitudine. In un mondo dove non c’è mai silenzio e dove c’è solo quella solitudine forzata che diventa peso, aiutaci a ricordare che c’è anche la solitudine buona di chi cerca la tua presenza, perché la solitudine abitata da te diventa pace, sorgente di luce, momento di ristoro in te solo.

Marana Tha, vieni Signore Gesù!

Provocazioni dalla Parola

  • Trovo gioia anche io nella condivisione di qualcosa con qualcuno? Questi giorni di Natale cosa potrà condividere?
  • La gioia della preghiera accompagna questi ultimi giorni di attesa del Natale?
  • Vivo anche io qualcosa del nascondimento che ci è stato raccomandato?
2023-12-18T22:29:55+01:00