Venerdì 19 dicembre

Feria prenatalizia 3

La spiritualità di questo giorno

Il tema che ci viene proposto oggi è tutt’altro che semplice. Eppure, anche in testi sacri così antichi, vediamo richiami così moderni ed utili alla nostra vita. Ecco perché oggi riassumerei i testi sacri dicendo: “Il lavoro fonte di relazioni”.

La Parola di questo giorno

RUT 2, 4-18
Lettura del libro di Rut

In quei giorni. Booz arrivava da Betlemme. Egli disse ai mietitori: «Il Signore sia con voi!». Ed essi gli risposero: «Ti benedica il Signore!». Booz disse al sovrintendente dei mietitori: «Di chi è questa giovane?». Il sovrintendente dei mietitori rispose: «È una giovane moabita, quella tornata con Noemi dai campi di Moab. Ha detto di voler spigolare e raccogliere tra i covoni dietro ai mietitori. È venuta ed è rimasta in piedi da stamattina fino ad ora. Solo adesso si è un poco seduta in casa». Allora Booz disse a Rut: «Ascolta, figlia mia, non andare a spigolare in un altro campo. Non allontanarti di qui e sta’ insieme alle mie serve. Tieni d’occhio il campo dove mietono e cammina dietro a loro. Ho lasciato detto ai servi di non molestarti. Quando avrai sete, va’ a bere dagli orci ciò che i servi hanno attinto». Allora Rut si prostrò con la faccia a terra e gli disse: «Io sono una straniera: perché sono entrata nelle tue grazie e tu ti interessi di me?». Booz le rispose: «Mi è stato riferito quanto hai fatto per tua suocera dopo la morte di tuo marito, e come hai abbandonato tuo padre, tua madre e la tua patria per venire presso gente che prima non conoscevi. Il Signore ti ripaghi questa tua buona azione e sia davvero piena per te la ricompensa da parte del Signore, Dio d’Israele, sotto le cui ali sei venuta a rifugiarti». Ella soggiunse: «Possa rimanere nelle tue grazie, mio signore! Poiché tu mi hai consolato e hai parlato al cuore della tua serva, benché io non sia neppure come una delle tue schiave». Poi, al momento del pasto, Booz le disse: «Avvicìnati, mangia un po’ di pane e intingi il boccone nell’aceto». Ella si mise a sedere accanto ai mietitori. Booz le offrì del grano abbrustolito; lei ne mangiò a sazietà e ne avanzò. Poi si alzò per tornare a spigolare e Booz diede quest’ordine ai suoi servi: «Lasciatela spigolare anche fra i covoni e non fatele del male. Anzi fate cadere apposta per lei spighe dai mannelli; lasciatele lì, perché le raccolga, e non sgridatela». Così Rut spigolò in quel campo fino alla sera. Batté quello che aveva raccolto e ne venne fuori quasi un’efa di orzo. Se lo caricò addosso e rientrò in città. Sua suocera vide ciò che aveva spigolato. Rut tirò fuori quanto le era rimasto del pasto e glielo diede.

SALMO Sal 102 (103)

Misericordioso e pietoso è il Signore,
lento all’ira e grande nell’amore.

Non è in lite per sempre,
non rimane adirato in eterno.
Non ci tratta secondo i nostri peccati
e non ci ripaga secondo le nostre colpe. R

Quanto il cielo è alto sulla terra,
così la sua misericordia è potente su quelli che lo temono;
quanto dista l’oriente dall’occidente,
così egli allontana da noi le nostre colpe.
Come è tenero un padre verso i figli,
così il Signore è tenero verso quelli che lo temono. R

Ma l’amore del Signore è da sempre,
per sempre su quelli che lo temono,
e la sua giustizia per i figli dei figli,
per quelli che custodiscono la sua alleanza
e ricordano i suoi precetti per osservarli. R

ESTER 5, 1-8
Lettura del libro di Ester

Il terzo giorno, quando ebbe finito di pregare, Ester si tolse gli abiti servili e si rivestì di quelli sontuosi. Fattasi splendida, invocò quel Dio che su tutti veglia e tutti salva, e prese con sé due ancelle. Su di una si appoggiava con apparente mollezza, mentre l’altra la seguiva sollevando il manto di lei. Era rosea nel fiore della sua bellezza: il suo viso era lieto, come ispirato a benevolenza, ma il suo cuore era oppresso dalla paura. Attraversate tutte le porte, si fermò davanti al re. Egli stava seduto sul suo trono regale e rivestiva i suoi ornamenti ufficiali: era tutto splendente di oro e di pietre preziose e aveva un aspetto che incuteva paura. Alzato il viso, che la sua maestà rendeva fiammeggiante, al culmine della collera la guardò. La regina cadde a terra, in un attimo di svenimento, mutò colore e si curvò sulla testa dell’ancella che l’accompagnava. Dio volse a dolcezza l’animo del re: ansioso, balzò dal trono, la prese tra le braccia, fino a quando ella non si fu rialzata, e la confortava con parole rassicuranti, dicendole: «Che c’è, Ester? Io sono tuo fratello; coraggio, tu non morirai, perché il nostro decreto è solo per la gente comune. Avvicìnati!». Alzato lo scettro d’oro, lo posò sul collo di lei, la baciò e le disse: «Parlami!». Gli disse: «Ti ho visto, signore, come un angelo di Dio e il mio cuore è rimasto sconvolto per timore della tua gloria: tu sei ammirevole, signore, e il tuo volto è pieno d’incanto». Mentre parlava, cadde svenuta; il re si turbò e tutti i suoi servi cercavano di rincuorarla. Allora il re le disse: «Che cosa vuoi, Ester, e qual è la tua richiesta? Fosse pure metà del mio regno, sarà tua». Ester rispose: «Oggi è un giorno speciale per me: se così piace al re, venga egli con Amàn al banchetto che oggi io darò». Disse il re: «Fate venire presto Amàn, per compiere quello che Ester ha detto». E ambedue vennero al banchetto di cui aveva parlato Ester. Mentre si beveva, il re rivolto a Ester disse: «Che cosa c’è, regina Ester? Ti sarà concesso tutto quello che chiedi». Rispose: «Ecco la mia domanda e la mia richiesta: se ho trovato grazia davanti al re, venga anche domani con Amàn al banchetto che io darò per loro, e domani farò come ho fatto oggi».

VANGELO Lc 1, 39-46
Lettura del Vangelo secondo Luca

In quei giorni Maria si alzò e andò in fretta verso la regione montuosa, in una città di Giuda. Entrata nella casa di Zaccaria, salutò Elisabetta. Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino sussultò nel suo grembo. Elisabetta fu colmata di Spirito Santo ed esclamò a gran voce: «Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo! A che cosa devo che la madre del mio Signore venga da me? Ecco, appena il tuo saluto è giunto ai miei orecchi, il bambino ha sussultato di gioia nel mio grembo. E beata colei che ha creduto nell’adempimento di ciò che il Signore le ha detto». Allora Maria disse: «L’anima mia magnifica il Signore».

La Scrittura

Lasciatela spigolare tra i covoni…

Venga il re con Aman al banchetto che darò…

A che debbo che la madre del mio Signore venga a me?…

Tre lavori diversi. Tre lavori assolutamente incomparabili. Eppure fonti di relazioni importantissime.

Rut, con il lavoro di spigolatrice. Lavoro umile, umilissimo, che le donne – in un tempo in cui la donna non lavorava fuori casa – svolgevano per racimolare qualcosa. Era il lavoro delle donne particolarmente povere, per le vedove, che si esponevano ad un duro lavoro sotto il sole, racimolando quello che potevano, accettando anche di essere criticate dall’opinione comune, per la quale questo lavoro era un lavoro da sventurate e, per di più, esponendosi anche agli sgarbi degli addetti ai lavori, uomini senza troppi scrupoli. Rut fa questo lavoro senza lamentarsi, senza dire nulla, senza cercare aiuti o protezioni. Sarà proprio il suo modo di essere a suscitare l’interesse di Booz che, di fatto, sarà anche colui che riscatterà la sua situazione. Rut vive così il suo umile lavoro, come un’occasione di riscatto e di bene. Un’occasione per creare relazioni con altre donne, con uomini, che siano di aiuto non solo a lei ma anche a sua suocera.

Ester è su tutt’altro piano. Di fatto Ester non lavora: è la regina! La sua vita è la vita agiata della corte. Eppure abbiamo letto che Ester, volendo fare qualcosa per il suo popolo, si cimenta in un fine lavoro diplomatico. Non ha studiato diplomazia, non sa niente delle cose della corte, ma, con il suo intuito femminile, capisce che, se deve fare qualcosa di buono per il suo popolo, deve passare per la via diplomatica della dolcezza che sa essere fermezza. È così che Ester prepara la sua vittoria con un tempo di meditazione lungo, con la preghiera, come abbiamo visto ieri e, poi, con un banchetto che dura tre giorni. È chiaro che Ester deve avere avuto attorno a sé collaboratori e servi. Collaboratori potenti che l’hanno assecondata, servi che hanno agito. Anche per Ester potremmo dire che questo lavoro diplomatico diventa occasione per mettere a frutto i suoi talenti e per dire a tutti chi è, quale sia la natura della sua vita, quale sia il suo compito. Relazioni importanti custodite dalla preghiera in un lavoro fine ed importante. Ester è una donna di relazioni altolocate per una vita di corte.

Infine la pagina dolce del Vangelo. Che cosa avrà fatto Maria nella casa di Elisabetta? Quello che c’era bisogno. Le pulizie, come da mangiare, come preparare le cose che servivano per un bambino: Giovanni Battista. Maria avrà fatto quello di cui c’era bisogno senza darsi troppe arie, senza risparmiarsi perché a sua volta incinta, senza far pesare le cose che faceva. Un lavoro segreto che, però, mette in una relazione unica Zaccaria, Elisabetta e la Madonna. La relazione, già forte per la parentela, resa ancor più forte dalla preghiera, si cimenta ulteriormente in questo servizio di carità donato con gioia o ricevuto con semplicità. Ecco che anche nella casa di Ain Karim, il lavoro diventa occasione di relazione e di carità.

Così le tre Scritture ci insegnano, nel loro insieme, che non conta quale lavoro si svolga. Qualsiasi lavoro diventa occasione di relazione e di bene.

Per noi e per il nostro cammino di fede

Anche noi tutti abbiamo un lavoro. Un lavoro che ci occupa, che ci affatica, ma che diventa anche fonte di relazione. Non importa che questo lavoro sia effettivo o sia quello della casa. Perché molti di noi vivono anche l’età in cui non si lavora più ufficialmente, ma si mantiene un lavoro casalingo. Così come molti di noi hanno anche qualche ambito di volontariato, di caritativa, che certamente diventa espressione di vicinanza, di bene, di accoglienza di persone, situazioni, povertà. Credo anche che sia molto bello pensare a tutto quel lavorio di preparazione di questi giorni prenatalizi che “sconvolge” un poco l’ordinarietà delle nostre famiglie. È anche questo un lavoro per gli altri, è anche questo una forma di attenzione, di donazione, di vicinanza agli altri. Credo sia molto bello, comunque, avere attenzione per le relazioni mentre si lavora, sia che il nostro lavoro sia effettivamente l’occupazione della vita, sia che sia il lavoro in famiglia, sia che sia il lavoro di carità. Direi poi che le relazioni sul lavoro dovrebbero essere qualcosa che ci insegna e ci richiama sempre la diplomazia. Quante volte, anche in casa, si aprono lotte, divisioni, tensioni che fanno male. Quante volte occorre un fine lavoro proprio diplomatico e per restaurare quello che in pochi minuti si è perso! Credo che sia bene sostare su questa attenzione diplomatica da avere, per fare davvero in modo che ci sia sempre attenzione grandiosa a quello che occorre fare. Direi che possiamo vivere questa feria prenatalizia vivendo bene il compito che oggi avremo, o che ci verrà richiesto, o che chiederemo ad altri. Direi che occorre fare in modo che ci sia tutta l’attenzione possibile ed immaginabile perché questo nostro lavoro sia fruttuoso e ci permetta di approfondire relazioni e possibilità di incontro. A chi lavora ancora, poi, ricordo che l’ambito del lavoro è quello per cui noi spendiamo la maggior parte del tempo e delle forze. Ecco perché è bene curare in modo del tutto particolare questo ambito, perché esso schiuda tutte le promesse che porta e doni a ciascuno di assaporare la bellezza di una relazione che può anche essere profonda e costruttiva. Anche se in questi giorni magari avremo un po’ di tempo libero in più, non smettiamo di coltivare relazioni autentiche con coloro con cui condividiamo il lavoro. Fare Natale significa dimostrarsi maturi anche in questo. Maria benedica i nostri sforzi sinceri e ci doni di giungere a quella benedizione eterna che farà cessare ogni lavoro e ogni fatica.

Perchè la Parola dimori in noi

  • Quale relazione vivo nel lavoro?
  • Quali relazioni belle in ambito caritativo?
  • In famiglia per cosa mi do da fare e quali relazioni costruisco anche con il mio lavoro?
2025-12-12T14:40:56+01:00