Martedì 20 maggio

Settimana della 5 domenica di Pasqua – Martedì 

La spiritualità di questo giorno

È un giorno pasquale nel quale la Parola di Dio, come vedremo, cerca di infondere grande incoraggiamento.

La Parola di questo giorno

LETTURA At 15, 13-31
Lettura degli Atti degli Apostoli

In quei giorni. Quando Bàrnaba e Paolo ebbero finito di parlare, Giacomo prese la parola e disse: «Fratelli, ascoltatemi. Simone ha riferito come fin da principio Dio ha voluto scegliere dalle genti un popolo per il suo nome. Con questo si accordano le parole dei profeti, come sta scritto: “Dopo queste cose ritornerò e riedificherò la tenda di Davide, che era caduta; ne riedificherò le rovine e la rialzerò, perché cerchino il Signore anche gli altri uomini e tutte le genti sulle quali è stato invocato il mio nome, dice il Signore, che fa queste cose, note da sempre”. Per questo io ritengo che non si debbano importunare quelli che dalle nazioni si convertono a Dio, ma solo che si ordini loro di astenersi dalla contaminazione con gli idoli, dalle unioni illegittime, dagli animali soffocati e dal sangue. Fin dai tempi antichi, infatti, Mosè ha chi lo predica in ogni città, poiché viene letto ogni sabato nelle sinagoghe». Agli apostoli e agli anziani, con tutta la Chiesa, parve bene allora di scegliere alcuni di loro e di inviarli ad Antiòchia insieme a Paolo e Bàrnaba: Giuda, chiamato Barsabba, e Sila, uomini di grande autorità tra i fratelli. E inviarono tramite loro questo scritto: «Gli apostoli e gli anziani, vostri fratelli, ai fratelli di Antiòchia, di Siria e di Cilìcia, che provengono dai pagani, salute! Abbiamo saputo che alcuni di noi, ai quali non avevamo dato nessun incarico, sono venuti a turbarvi con discorsi che hanno sconvolto i vostri animi. Ci è parso bene perciò, tutti d’accordo, di scegliere alcune persone e inviarle a voi insieme ai nostri carissimi Bàrnaba e Paolo, uomini che hanno rischiato la loro vita per il nome del nostro Signore Gesù Cristo. Abbiamo dunque mandato Giuda e Sila, che vi riferiranno anch’essi, a voce, queste stesse cose. È parso bene, infatti, allo Spirito Santo e a noi, di non imporvi altro obbligo al di fuori di queste cose necessarie: astenersi dalle carni offerte agli idoli, dal sangue, dagli animali soffocati e dalle unioni illegittime. Farete cosa buona a stare lontani da queste cose. State bene!». Quelli allora si congedarono e scesero ad Antiòchia; riunita l’assemblea, consegnarono la lettera. Quando l’ebbero letta, si rallegrarono per l’incoraggiamento che infondeva.

SALMO Sal 56 (57)

Sei tu la mia lode, Signore, in mezzo alle genti.
Oppure: Alleluia, alleluia, alleluia.

Saldo è il mio cuore, o Dio,
saldo è il mio cuore.
Voglio cantare, voglio inneggiare:
svégliati, mio cuore,
svegliatevi, arpa e cetra,
voglio svegliare l’aurora. R

Ti loderò fra i popoli, Signore,
a te canterò inni fra le nazioni:
grande fino ai cieli è il tuo amore
e fino alle nubi la tua fedeltà. R

VANGELO Gv 10, 31-42
✠ Lettura del Vangelo secondo Giovanni

In quel tempo. Di nuovo i Giudei raccolsero delle pietre per lapidarlo. Il Signore Gesù disse loro: «Vi ho fatto vedere molte opere buone da parte del Padre: per quale di esse volete lapidarmi?». Gli risposero i Giudei: «Non ti lapidiamo per un’opera buona, ma per una bestemmia: perché tu, che sei uomo, ti fai Dio». Disse loro Gesù: «Non è forse scritto nella vostra Legge: “Io ho detto: voi siete dèi”? Ora, se essa ha chiamato dèi coloro ai quali fu rivolta la parola di Dio – e la Scrittura non può essere annullata –, a colui che il Padre ha consacrato e mandato nel mondo voi dite: “Tu bestemmi”, perché ho detto: “Sono Figlio di Dio”? Se non compio le opere del Padre mio, non credetemi; ma se le compio, anche se non credete a me, credete alle opere, perché sappiate e conosciate che il Padre è in me, e io nel Padre». Allora cercarono nuovamente di catturarlo, ma egli sfuggì dalle loro mani. Ritornò quindi nuovamente al di là del Giordano, nel luogo dove prima Giovanni battezzava, e qui rimase. Molti andarono da lui e dicevano: «Giovanni non ha compiuto nessun segno, ma tutto quello che Giovanni ha detto di costui era vero». E in quel luogo molti credettero in lui.

Atti

Anzitutto la pagina degli Atti degli Apostoli; abbiamo sentito ieri come la riunione degli apostoli venne fatta per rispondere ai problemi del tempo. Oggi leggiamo che gli apostoli mandarono una lettera alle Chiese in questione insieme a due uomini, Barnaba e Paolo, che vanno come delegati di tutto il gruppo apostolico per dire come sono andate le cose e a spiegare il perché della decisione che è stata presa. Dunque il metodo sinodale ha prodotto la sua risposta. Risposta che non è solo cattedratica, non è solo lettera su carta, ma è presenza di uomini, partecipazione degli apostoli ai problemi di una Chiesa. La Parola di Dio infonde davvero coraggio in tutti, così come anche la decisione presa dal concilio e presentata dai due apostoli. La comunità viene rinfrancata perché si capisce bene qual è la direzione da prendere. La comunità trova un punto di unione forte in quello che viene proposto perché si vede come, in quella decisione lungimirante, operi lo spirito di Dio che attira tutti a sé. Una bellissima pagina che spiega che dovrebbe sempre essere così. La presenza dei successori degli apostoli è confortante per le comunità. La presenza dei successori degli apostoli dovrebbe far brillare il bene che già c’è in una comunità e rilanciare perché se ne faccia ancora di più.

Vangelo

Il Vangelo sembra apparentemente dirci altro. Ancora si parla di opposizione al Signore, ancora si parla di tentativo di ucciderlo, ancora si parla di ottusità nei suoi confronti. Però si dice anche che il Signore, riparatosi nel deserto, vede arrivare a lui persone intelligenti, anime fini che hanno capito qualcosa della sua predicazione in città e che desiderano stare con Lui per imparare ancora di più. È questo il grande segno che infonde coraggio. Il Signore chiama e c’è sempre qualcuno che risponde. Esistono sempre uomini, donne illuminati dal suo Spirito che sanno come muoversi, sanno come comportarsi, sanno scegliere la sua presenza, la sua compagnia, chiedono al Signore di essere nel loro orizzonte di senso della vita.  Questo particolare del Vangelo è molto incoraggiante. Se è vero che non manca mai chi si oppone al Signore, è anche vero che non manca mai chi lo ascolta, chi si fida di Lui, chi lo vuole seguire con verità.

Per noi e per il nostro cammino di fede

  • Quale incoraggiamento di fede vivo?
  • In che posizione mi metto io?

Siamo nell’anno del Giubileo della speranza ma, come abbiamo detto molte volte, ci sono proprio momenti nei quali viene difficile avere speranza. Ci sono molti cristiani che cadono sotto i colpi dello scoraggiamento che viene per molte cose, soprattutto per ciò che accade in molte parti del mondo. Credo davvero che sia difficile non sperimentare mai nessuna forma di scoraggiamento nel nostro mondo. Ecco allora il richiamo per tutti: cerchiamo di fare in modo che la nostra fede sia sempre fonte di incoraggiamento e sfida per le realtà che dobbiamo affrontare. La Scrittura ci ha detto bene che la Chiesa, nel tempo, deve sempre affrontare cose nuove, discussioni nuove. Non ci sarà tempo senza questa fatica. Se avremo in noi la consapevolezza che il Signore è presente e ci guida, questa consapevolezza ci permetterà di superare qualsiasi forma di scoraggiamento che dovesse gravare sul nostro cuore.

In secondo luogo, credo che sia giusto chiederci noi personalmente, da che parte stiamo. Potremmo essere anche noi nella parte di chi si lascia scoraggiare. Potremmo essere anche noi tra coloro che, a causa delle cose che capitano, ci perdiamo d’animo. Se così fosse ecco un motivo in più per vivere bene il Giubileo e per vivere ancor meglio i giorni santi che abbiamo ricevuto come dono.

Da qui la revisione personale che non possiamo non fare. Se abbiamo vissuto bene la Pasqua, se stiamo lasciando che lo Spirito di Dio operi in noi, dovremmo già chiederci e dovremmo già vedere come il suo spirito ci permette di superare qualsiasi reazione contraria alla serenità, alla gioia, alla preoccupazione che troppo spesso ci invadono. Se siamo risorti con il Risorto, queste cose dovrebbero essere, in qualche modo, già superate. Chiediamo al Signore di non lasciarci soccombere sotto il peso delle cose della vita per cercare di vivere bene questo tempo di gioia e di pace che viene dato a ciascuno di noi come dono.

Maria può giustamente essere chiamata la Madre della gioia. A lei, che ha affrontato tutte le difficoltà della sua vita nella luce della Pasqua del suo Figlio, chiediamo aiuto e protezione per essere partecipi della medesima realtà.

Esercizio per questo giorno di gioia

Prego per essere nella spiritualità della gioia che deve caratterizzare la mia vita di fede in questo tempo.

2025-05-15T18:27:56+02:00