Mercoledì 21 maggio

Settimana della 5 domenica di Pasqua – Mercoledì

La spiritualità di questo giorno

La festa di San Mattia ci mette in comunione con gli apostoli che hanno generato la Chiesa. Credo che le letture ci spingano a sostare su due aspetti di riflessione che possono fare bene al nostro cammino.

La Parola di questo giorno

LETTURA At 15, 36 – 16, 3. 8-15
Lettura degli Atti degli Apostoli

Dopo alcuni giorni Paolo disse a Bàrnaba: «Ritorniamo a far visita ai fratelli in tutte le città nelle quali abbiamo annunciato la parola del Signore, per vedere come stanno». Bàrnaba voleva prendere con loro anche Giovanni, detto Marco, ma Paolo riteneva che non si dovesse prendere uno che si era allontanato da loro, in Panfìlia, e non aveva voluto partecipare alla loro opera. Il dissenso fu tale che si separarono l’uno dall’altro. Bàrnaba, prendendo con sé Marco, s’imbarcò per Cipro. Paolo invece scelse Sila e partì, affidato dai fratelli alla grazia del Signore. E, attraversando la Siria e la Cilìcia, confermava le Chiese. Paolo si recò anche a Derbe e a Listra. Vi era qui un discepolo chiamato Timòteo, figlio di una donna giudea credente e di padre greco: era assai stimato dai fratelli di Listra e di Icònio. Paolo volle che partisse con lui, lo prese e lo fece circoncidere a motivo dei Giudei che si trovavano in quelle regioni: tutti infatti sapevano che suo padre era greco. Lasciata da parte la Mìsia, scesero a Tròade. Durante la notte apparve a Paolo una visione: era un Macèdone che lo supplicava: «Vieni in Macedonia e aiutaci!». Dopo che ebbe questa visione, subito cercammo di partire per la Macedonia, ritenendo che Dio ci avesse chiamati ad annunciare loro il Vangelo. Salpati da Tròade, facemmo vela direttamente verso Samotràcia e, il giorno dopo, verso Neàpoli e di qui a Filippi, colonia romana e città del primo distretto della Macedonia. Restammo in questa città alcuni giorni. Il sabato uscimmo fuori della porta lungo il fiume, dove ritenevamo che si facesse la preghiera e, dopo aver preso posto, rivolgevamo la parola alle donne là riunite. Ad ascoltare c’era anche una donna di nome Lidia, commerciante di porpora, della città di Tiàtira, una credente in Dio, e il Signore le aprì il cuore per aderire alle parole di Paolo. Dopo essere stata battezzata insieme alla sua famiglia, ci invitò dicendo: «Se mi avete giudicata fedele al Signore, venite e rimanete nella mia casa». E ci costrinse ad accettare.

SALMO Sal 99 (100)

Il Signore è il nostro Dio e noi siamo il suo popolo.
Oppure: Alleluia, alleluia, alleluia.

Acclamate il Signore, voi tutti della terra,
servite il Signore nella gioia,
presentatevi a lui con esultanza. R

Riconoscete che solo il Signore è Dio:
egli ci ha fatti e noi siamo suoi,
suo popolo e gregge del suo pascolo. R

Perché buono è il Signore,
il suo amore è per sempre,
la sua fedeltà di generazione in generazione. R

VANGELO Gv 12, 20-28
✠ Lettura del Vangelo secondo Giovanni

In quel tempo. Tra quelli che erano saliti per il culto durante la festa c’erano anche alcuni Greci. Questi si avvicinarono a Filippo, che era di Betsàida di Galilea, e gli domandarono: «Signore, vogliamo vedere Gesù». Filippo andò a dirlo ad Andrea, e poi Andrea e Filippo andarono a dirlo a Gesù. Gesù rispose loro: «È venuta l’ora che il Figlio dell’uomo sia glorificato. In verità, in verità io vi dico: se il chicco di grano, caduto in terra, non muore, rimane solo; se invece muore, produce molto frutto. Chi ama la propria vita, la perde e chi odia la propria vita in questo mondo, la conserverà per la vita eterna. Se uno mi vuole servire, mi segua, e dove sono io, là sarà anche il mio servitore. Se uno serve me, il Padre lo onorerà. Adesso l’anima mia è turbata; che cosa dirò? Padre, salvami da quest’ora? Ma proprio per questo sono giunto a quest’ora! Padre, glorifica il tuo nome». Venne allora una voce dal cielo: «L’ho glorificato e lo glorificherò ancora!».

Atti

Il primo racconto è quello molto vivo degli Atti degli Apostoli. Abbiamo già sentito, nei giorni scorsi, che Giovanni detto Marco, il futuro evangelista, ebbe molta paura durante il primo viaggio di Paolo e tornò a casa sua. Paolo non perdona questo gesto! Uomo forte, quando si tratta di scegliere nuovamente collaboratori per la missione, preferisce non aggregare più con sé questo giovane. Sarà Barnaba, come abbiamo sentito, a prenderlo un po’ sotto la sua ala, mentre Paolo sceglie Sila e, poi, Timoteo. Possiamo immaginare le discussioni e le divisioni che una scelta di questo genere ha comportato e le fazioni a cui ha portato. Come, del resto, avviene in ogni comunità cristiana. Paolo impara però una lezione: se è vero che ci sono affinità che portano a fare delle scelte, è però vero che il cuore deve rimanere aperto a tutti, come, del resto, il Signore aveva già insegnato. Ecco che quando ha la visione del Macedone che chiede aiuto, Paolo dimostra di aver capito bene la lezione. Non si rivolgerà più solo ai Giudei, ma inizierà una nuova e fervida missione tra i pagani. Paolo impara così dalla sua storia personale che Cristo non fa preferenze di persone, ma si lascia avvicinare da tutti. Il resto della sua missione sarà universale. Non avrà più confini. In questo il cuore dell’Apostolo cercherà di eguagliare il cuore di Cristo.

Vangelo

Del resto questo era stato proprio l’insegnamento del Signore: lo abbiamo sentito anche in questa pagina del Vangelo. Quando ci sono alcuni Greci che vogliono vederlo, che vogliono conoscerlo, egli non si tira indietro e sostiene la mediazione dell’apostolo che porta questi stranieri presso di lui. L’insegnamento è chiaro: egli è venuto come chicco di frumento per morire per tutti e per dare speranza a tutti. Non ci sono più confini, non ci sono più barriere. Tutti hanno il diritto di poter conoscere la rivelazione di Dio che attraverso il Cristo giunge ad ogni uomo. Come diranno poi gli apostoli: Cristo non fa preferenza di persone, ma ogni uomo che lo ricerchi è a lui ben accetto.

Per noi e per il nostro cammino di fede

  • Cosa penso al riguardo?
  • Quali valori mi guidano nello scegliere le persone che sono attorno a me?

La domanda è molto provocatoria anche per noi. Credo che tutti, infatti, abbiamo dei criteri con i quali lasciamo che il nostro cuore si leghi ad alcune persone, mentre rimaniamo più in un atteggiamento di distanza rispetto ad altri. Credo che, nella luce dello Spirito di Dio che inonda questo tempo, sia bello capire quali sono i criteri con cui noi operiamo questo discernimento e con i quali ci avviciniamo o ci allontaniamo dalle persone. Oltre a questo esercizio, che potrebbe essere anche già un esercizio da esame di coscienza, credo che sia bello, oggi, domandarci con quale senso di universalità di amore affrontiamo il nostro mondo. Anche a questo proposito vediamo che ci sono uomini che agiscono in modo assai diverso, ci sono uomini che vivono la medesima realtà in modo del tutto differente gli uni dagli altri. Noi non dovremmo mai dimenticare che il cristiano è un uomo che dilata il suo cuore e rivolge il suo sguardo di amore benevolente a tutti, senza mettere restrizioni, senza avere confini, senza creare divisioni o muri. Credo che papa Francesco, da questo punto di vista, più volte ci abbia detto come stanno le cose per i cristiani e, a più riprese, abbia cercato di farci vivere il desiderio di dilatare il nostro cuore per comprendere tutti gli uomini, senza precomprensioni o differenze di alcun genere. Anche la Beata Vergine Maria, che noi onoriamo in modo del tutto speciale ogni giorno di questo mese, ci dona di condividere il medesimo insegnamento. Tutti gli uomini sono figli di Dio, tutti gli uomini meritano di poter accostare il suo mistero, tutti gli uomini attendono quella parola che dona forza e vigore al cammino di ciascuno. Chiediamo, allora, insieme, questa grazia per noi personalmente ma anche per la nostra Chiesa. Una Chiesa che si chiude su sé stessa e che stringe il canale delle relazioni, non vive il Vangelo. Una Chiesa che assomiglia ad una tenda aperta, che continua ad allargare i suoi paletti, è la Chiesa di Cristo, chiamata a vivere l’universalità della chiamata alla salvezza. Cosa che si realizzerà solo se, nel profondo del cuore, ciascuno di noi sarà aperto all’accoglienza, alla reciproca conoscenza, al perdono, alla novità che lo Spirito sa operare in ciascuno di noi.

Esercizio per questo giorno di gioia

Cerco di avere un comportamento che dilati il mio cuore e lo riempia di spirito di universalità.

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2025-05-15T18:34:14+02:00