Martedì 21 Gennaio

Martedì della seconda settimana dopo l’Epifania

Meditiamo insieme le Scritture.

Siracide

Sir 44, 1; 45, 23 – 46, 1
Lettura del libro del Siracide

Facciamo ora l’elogio di uomini illustri, dei padri nostri nelle loro generazioni. Fineès, figlio di Eleàzaro, fu il terzo nella gloria, per il suo zelo nel timore del Signore, per la sua fermezza quando il popolo si ribellò, per la bontà coraggiosa della sua anima; egli fece espiazione per Israele. Per questo con lui fu stabilita un’alleanza di pace, perché presiedesse al santuario e al popolo; così a lui e alla sua discendenza fu riservata la dignità del sacerdozio per sempre. Per l’alleanza fatta con Davide, figlio di Iesse, della tribù di Giuda, l’eredità del re passa solo di figlio in figlio, l’eredità di Aronne invece passa a tutta la sua discendenza. Vi infonda Dio sapienza nel cuore, per giudicare il suo popolo con giustizia, perché non svanisca la loro prosperità e la loro gloria duri per sempre. Valoroso in guerra fu Giosuè, figlio di Nun, successore di Mosè nell’ufficio profetico; secondo il suo nome, egli fu grande per la salvezza degli eletti di Dio, compiendo la vendetta contro i nemici insorti, per assegnare l’eredità a Israele.

Il discorso sul sacerdozio e sul dovere di dare gloria a Dio, viene oggi ripreso. Lo splendore di Mosè venne partecipato anche da Aronne, il fratello di Mosè. Se Mosè ebbe un compito profetico e il compito di essere guida del popolo santo in mezzo alle vicende dell’Esodo, Aronne ebbe il compito sacerdotale. Questo compito, come ci spiegava la scrittura sapienziale, non fu riservato solo per lui, ma fu dato a tutta la sua tribù, per estensione. Così, mentre il compito di guida del popolo venne dato, di volta in volta ad un successore preciso, il compito sacerdotale appartenne sempre ai figli maschi della tribù di Levi. Giosuè sarà il successore di Mosè, colui che avrà il compito di introdurre il popolo nella terra della promessa, come ci veniva ricordato. Ma tutto il popolo sacerdotale della tribù di Levi ebbe il compito di elevare a Dio la preghiera di intercessione per tutti. Potremmo dire che la lettura ci invita a riflettere sulla necessità di avere, nel popolo di Dio, figure di intercessori, accanto a figure carismatiche che prendano sul serio il compito di guidare Dio nella storia e attraverso i segni che Dio rivela.

Vangelo

Mc 3, 22-30
✠ Lettura del Vangelo secondo Marco

In quel tempo. Gli scribi, che erano scesi da Gerusalemme, dicevano: «Costui è posseduto da Beelzebùl e scaccia i demòni per mezzo del capo dei demòni». Ma il Signore Gesù li chiamò e con parabole diceva loro: «Come può Satana scacciare Satana? Se un regno è diviso in se stesso, quel regno non potrà restare in piedi; se una casa è divisa in se stessa, quella casa non potrà restare in piedi. Anche Satana, se si ribella contro se stesso ed è diviso, non può restare in piedi, ma è finito. Nessuno può entrare nella casa di un uomo forte e rapire i suoi beni, se prima non lo lega. Soltanto allora potrà saccheggiargli la casa. In verità io vi dico: tutto sarà perdonato ai figli degli uomini, i peccati e anche tutte le bestemmie che diranno; ma chi avrà bestemmiato contro lo Spirito Santo non sarà perdonato in eterno: è reo di colpa eterna». Poiché dicevano: «È posseduto da uno spirito impuro».

È questo anche l’insegnamento di Gesù, che si mostra come incarnazione dell’intercessore perfetto. Egli, infatti, libera il suo popolo dai sui peccati e scaccia la forza maligna di Satana che insidia l’uomo. Se Mosè e Aronne molto poterono con la loro preghiera, Gesù può infinitamente di più grazie alla sua potenza di Figlio di Dio, che è tutta potenza a favore dell’uomo. Egli, infatti, viene a liberare il suo popolo dai suoi peccati. La misericordia di Dio si spinge, poi, a ricordare a tutti che non c’è peccato alcuno che non possa essere perdonato da Dio. Tutti i peccati possono essere cancellati. Una sola cosa Dio non può fare: obbligare l’uomo a credere! Per questo non può essere perdonato il “peccato contro lo Spirito Santo”, cioè quel peccato che spinge la libertà a rinnegare la propria fede. Tutto è possibile fino a quando c’è un desiderio di lodare il nome di Dio, anche piccolo. Tutto è possibile quando c’è il desiderio di vedere il volto del Padre. Anche tutto ciò che si oppone a questo desiderio viene perdonato, se, appunto, si mantiene il desiderio di incontrare Dio. Dove manca il desiderio della fede, non è più possibile nulla. Tutto è spento. Dove manca il fuoco dell’amore, nulla è più possibile.

Per Noi

Una domanda che spesso mi faccio è questa:

  • C’è ancora desiderio di Dio?

In molte persone sì. È davvero edificante vedere molti che vivono con il desiderio di Dio e si preparano a morire con questo desiderio nel cuore. Ma per molti altri, specie per i più giovani, spesso non è così. Spesso non c’è questo desiderio di Dio, spesso si vive senza Dio, o come se Dio non ci fosse. Molti non contestano più l’idea dell’esistenza di Dio, ma proclamano la assoluta estraneità dalla loro vita. Molti di essi sono battezzati, ragazzi che, a suo tempo, hanno vissuto i sacramenti, persone che hanno cercato di vivere qualcosa della fede e di capire qualcosa della chiesa. Non è il momentaneo allontanamento dalla Chiesa e dalle forme con le quali siamo soliti esprimere la fede che preoccupa. Ci sono stagioni per tutto nella vita e, quindi, evidentemente, anche per questo. Piuttosto preoccupa che si perda il desiderio di Dio. Già sant’Ambrogio diceva che tutto è ancora possibile quando rimane nel cuore il desiderio di Dio. Preghiamo per avere noi per primi questo desiderio, ma preghiamo anche perché nel cuore di molti questo desiderio possa essere risvegliato. Solo così, solo con il desiderio nel cuore, infatti, sarà possibile vivere sotto quella costante protezione dello Spirito Santo che diventa poi anche conversione e ritorno a Dio. Ecco la grazia da chiedere in questo giorno: come diceva Sant’Agostino, ripetiamo anche noi: suscita in noi, Signore, il desiderio di Te!

2020-01-18T08:52:51+01:00