Settimana della 2 domenica dopo l’Epifania – mercoledì
La spiritualità di questo giorno
La memoria di Sant’Agnese, da sempre, è stata proposta come modello alle giovani cristiane. Donna forte, ella seppe preferire l’amore di Dio all’amore di un uomo e, forte della sua fede, seppe consacrarsi volontariamente a Dio rifiutando la mano del suo pretendente. In tutta la sua passione ella si mostrò mansueta come un agnello, da cui, tra l’altro, prende il nome. “Agnese” richiama proprio l’Agnello di Dio, colui che si è volontariamente sacrificato per il peccato degli uomini. Agnese, ad imitazione del Maestro, si sacrificò per dare testimonianza della fede che la abitava e che le rischiarava il cuore. Impariamo da questa Santa Vergine come vivere e anche come strutturare la nostra esperienza umana e di fede.
La Parola di questo giorno
LETTURA Sir 44, 1; 46, 6e-10
Lettura del libro del Siracide
Facciamo ora l’elogio di uomini illustri, dei padri nostri nelle loro generazioni. Giosuè marciò dietro al Sovrano e nei giorni di Mosè compì un’opera di misericordia: egli e Caleb, figlio di Iefunnè, opponendosi all’assemblea, impedendo che il popolo peccasse e calmando le maligne mormorazioni. Solo loro due furono salvati fra i seicentomila fanti, per far entrare il popolo nell’eredità, nella terra in cui scorrono latte e miele. Il Signore concesse a Caleb una forza che l’assistette sino alla vecchiaia, perché raggiungesse le alture del paese; così la sua discendenza possedette l’eredità, affinché tutti i figli d’Israele sapessero che è bene seguire il Signore.
SALMO Sal 105 (106)
Rendete grazie al Signore,
il suo amore è per sempre.
Chi può narrare le prodezze del Signore,
far risuonare tutta la sua lode?
Beati coloro che osservano il diritto
e agiscono con giustizia in ogni tempo. R
Ricòrdati di me, Signore, per amore del tuo popolo,
visitami con la tua salvezza,
perché io veda il bene dei tuoi eletti,
gioisca della gioia del tuo popolo,
mi vanti della tua eredità. R
Abbiamo peccato con i nostri padri,
delitti e malvagità abbiamo commesso.
Ma Dio li salvò per il suo nome,
per far conoscere la sua potenza. R
VANGELO Mc 3, 31-35
Lettura del Vangelo secondo Marco
In quel tempo. Giunsero la madre e i fratelli del Signore Gesù e, stando fuori, mandarono a chiamarlo. Attorno a lui era seduta una folla, e gli dissero: «Ecco, tua madre, i tuoi fratelli e le tue sorelle stanno fuori e ti cercano». Ma egli rispose loro: «Chi è mia madre e chi sono i miei fratelli?». Girando lo sguardo su quelli che erano seduti attorno a lui, disse: «Ecco mia madre e i miei fratelli! Perché chi fa la volontà di Dio, costui per me è fratello, sorella e madre».
Siracide
Ben si addice alla liturgia di oggi e al ricordo che stiamo compiendo la prima lettura che abbiamo ascoltato. Si parla di uomini forti, Giosuè e Caleb, che resistendo a qualsiasi tentazione seguirono i comandi di Dio. Furono uomini forti anche militarmente, a causa del compito che venne loro richiesto, ma questa forza fisica fu un segno esteriore della forza interiore che governava la loro anima. Se non fossero stati uomini forti nel loro cuore e vigilanti sulla loro condotta, non avrebbero potuto essere esempio per tutto il popolo di Israele e anche per tutti i credenti. Agnese eredita questa fortezza. Ella non usa la forza fisica, anzi, al contrario, lascia che uomini brutali mettano le mani addosso a lei. Ella fu donna forte nello spirito, donna che non si impaurì di fronte alle torture minacciate e, poi, di fronte al martirio che le venne proposto. Preferì abbandonare il suo corpo al dolore e alla morte piuttosto che tradire il suo “sposo celeste”. Ecco quale fortezza abitò in Sant’Agnese. Fortezza del cuore che può davvero essere la fortezza di ogni credente.
Vangelo
Così anche il Vangelo si addice perfettamente alla memoria di questa Santa. Anche Agnese è stata generata alla fede dalla Parola del Signore, quella Parola che l’aveva raggiunta con la predicazione e, soprattutto, con l’esempio dei credenti del suo tempo. Per questo Agnese si consacra a Dio e vuole in tutto e per tutto resistere alle lusinghe di chi le propone altro. Agnese è, ad imitazione di Maria, un’altra donna che ha saputo cogliere il valore della Parola e ha saputo sottolineare il senso della vocazione che a lei era stata riservata. Certo che anch’ella avrebbe potuto avere salva la vita, ma a prezzo del compromesso, a prezzo di allontanarsi dalla volontà di Dio alla quale si era tutta consacrata. Agnese brilla come figlia di quella Madre, Maria, che tutta si consacrò al Signore. Anche Agnese, nel piccolo della sua testimonianza, ha saputo fare altrettanto.
Per noi e per il nostro cammino di fede
Abbiamo di fronte a noi grandi esempi. Ieri l’esempio di Sebastiano, oggi l’esempio di Agnese che ci stanno dicendo, con la loro testimonianza di vita, che davvero, è possibile compiere la volontà di Dio in ogni momento dell’esistenza e grazie alla forza spirituale che entra dentro il cuore dell’uomo. S. Agnese, che è una delle vergini che ha voluto e saputo seguire la Vergine Madre, dice a ciascuno di noi che anche noi potremo percorrere la stessa via se saremo incamminati nella stessa direzione e sorretti dalla medesima volontà: quella di piacere a Dio piuttosto che agli uomini. Credo che queste parole, queste immagini e la testimonianza di questi santi, siano proprio molto lontani dal nostro modo di pensare, dal nostro modo di credere, dal modo con il quale, oggi, viviamo la proposta cristiana e la vocazione. Oggi penso che tutti possiamo pregare perché lo spirito della fortezza operi dentro di noi. Il dono della fortezza è proprio uno dei doni dello Spirito Santo. Ecco perché, oggi, dobbiamo invocarlo. Ecco perché, oggi, dobbiamo chiederlo. Chiediamo questo dono perché sappiamo essere forti nella testimonianza di fede che la nostra vocazione è chiamata a dare. Il Signore ci conceda questo dono e ci guidi tutti al possesso di quella vita eterna che è promessa proprio a coloro che, con fortezza interiore, sanno resistere alle lusinghe della vita per consacrarsi tutti a Dio.