Settimana della 2 domenica dopo l’Epifania – martedì
Introduzione
La memoria di San Sebastiano contraddistingue questo giorno. Il suo martirio illumina ancora oggi la Chiesa e noi tutti che attingiamo forza e speranza dalla presenza di coloro che hanno vissuto e testimoniato la fede anche per noi. Le letture di oggi ci aiutano a comprendere come la santità degli intercessori caccia il maligno.
La Parola di Dio
LETTURA Sir 44, 1; 45, 23 – 46, 1
Lettura del libro del Siracide
Facciamo ora l’elogio di uomini illustri, dei padri nostri nelle loro generazioni. Fineès, figlio di Eleàzaro, fu il terzo nella gloria, per il suo zelo nel timore del Signore, per la sua fermezza quando il popolo si ribellò, per la bontà coraggiosa della sua anima; egli fece espiazione per Israele. Per questo con lui fu stabilita un’alleanza di pace, perché presiedesse al santuario e al popolo; così a lui e alla sua discendenza fu riservata la dignità del sacerdozio per sempre. Per l’alleanza fatta con Davide, figlio di Iesse, della tribù di Giuda, l’eredità del re passa solo di figlio in figlio, l’eredità di Aronne invece passa a tutta la sua discendenza. Vi infonda Dio sapienza nel cuore, per giudicare il suo popolo con giustizia, perché non svanisca la loro prosperità e la loro gloria duri per sempre. Valoroso in guerra fu Giosuè, figlio di Nun, successore di Mosè nell’ufficio profetico; secondo il suo nome, egli fu grande per la salvezza degli eletti di Dio, compiendo la vendetta contro i nemici insorti, per assegnare l’eredità a Israele.
SALMO Sal 77 (78)
Diremo alla generazione futura le lodi del Signore.
Il Signore li fece entrare nei confini del suo santuario,
questo monte che la sua destra si è acquistato.
Scacciò davanti a loro le genti
e sulla loro eredità gettò la sorte,
facendo abitare nelle loro tende
le tribù d’Israele. R
Scelse la tribù di Giuda,
il monte Sion che egli ama.
Egli scelse Davide suo servo
e lo prese dagli ovili delle pecore. R
Lo allontanò dalle pecore madri
per farne il pastore di Giacobbe, suo popolo,
d’Israele, sua eredità.
Fu per loro un pastore dal cuore integro
e li guidò con mano intelligente. R
VANGELO Mc 3, 22-30
Lettura del Vangelo secondo Marco
In quel tempo. Gli scribi, che erano scesi da Gerusalemme, dicevano: «Costui è posseduto da Beelzebùl e scaccia i demòni per mezzo del capo dei demòni». Ma il Signore Gesù li chiamò e con parabole diceva loro: «Come può Satana scacciare Satana? Se un regno è diviso in se stesso, quel regno non potrà restare in piedi; se una casa è divisa in se stessa, quella casa non potrà restare in piedi. Anche Satana, se si ribella contro se stesso ed è diviso, non può restare in piedi, ma è finito. Nessuno può entrare nella casa di un uomo forte e rapire i suoi beni, se prima non lo lega. Soltanto allora potrà saccheggiargli la casa. In verità io vi dico: tutto sarà perdonato ai figli degli uomini, i peccati e anche tutte le bestemmie che diranno; ma chi avrà bestemmiato contro lo Spirito Santo non sarà perdonato in eterno: è reo di colpa eterna». Poiché dicevano: «È posseduto da uno spirito impuro».
Vangelo
Partiamo, anzitutto, dal Vangelo che ci offre una delle immagini classiche del Signore Gesù. La sua attività taumaturgica, la sua potenza di guarigione, più volte ha cacciato la presenza del demonio che si era stabilita in alcune anime. La sua attività di guaritore delle anime non passa inosservata. Essa non viene messa in dubbio, piuttosto si discute circa il potere con il quale il Signore opera questo genere di guarigioni. Ecco che vi sono alcuni che subito riconoscono la potenza dello spirito di Dio, ma ecco che ve ne sono altri che non comprendono questa potenza di Dio all’opera e la confondono con la stessa potenza demoniaca. Gesù chiarisce bene i contorni del suo ministero. Satana entra nel cuore delle persone per rovinarle, per portare alla perdizione, per generare la morte dell’anima. Satana non può fare altro che questo, non può poi assolutamente e minimamente scacciare sé stesso. Se così facesse, si contraddirebbe. Solo la potenza di Dio riesce a scacciare il male. Occorre rivolgersi solo a questa potenza per ottenere quella guarigione che deve essere portata a tutti coloro che sono sotto il dominio di Satana, perché possano risorgere ad una vita degna e serena.
Siracide
Qualcosa della potenza di Dio passa attraverso uomini che sono consacrati a Dio. Dio agisce anche attraverso di essi per donare ogni forma di bene al suo popolo. È la figura degli intercessori, è la figura dei sacerdoti, è la figura dei profeti che hanno saputo amare Dio e donarsi agli uomini. Il medaglione del Siracide ne ricordava alcuni: Eleazaro, in primis, che è figura di grande intercessore per Israele, colui che si presenta presso Dio per intercedere per il peccato di tutto il popolo, colui che chiede il perdono per il peccato di tutti. Veniva già menzionato Davide, che sappiamo, riusciva a scacciare con il canto e la preghiera quella potenza di male che si impossessava di Saul. Veniva anche ricordato Giosuè che, seguendo Mosè nell’ufficio profetico, si presenta a tutto il popolo come figura di uomo che porta a tutti la stessa presenza di Dio. Sono esempi, sono immagini che dicono come Dio agisce sempre per il bene del suo popolo e come la forza degli intercessori placa quella potenza di male che tende ad invadere il cuore di ogni uomo.
Perchè la Parola dimori in noi
Forse non riflettiamo abbastanza sulla presenza del male e sulla presenza stessa del demonio in mezzo a noi. Ovviamente alcuni indemoniati ci sono sempre stati. Anche nel nostro tempo, anche nella nostra Chiesa, anche nella nostra società sono presenti degli uomini, delle donne che invocano Satana, compiono il male che possono nel suo nome, lasciano che la loro anima sia determinata da questa presenza di male. Come si reagisce a tutto questo? Ci sono figure di esorcisti, che si occupano di questo tema, eppure la forza dell’intercessione per liberare dal male non è solo loro. Sebbene in forma diversa, anche tutta la comunità cristiana nel suo insieme è chiamata ad intercedere, a portare luci di bene lì dove ci sono solo ombre di male. La comunità cristiana, nel suo insieme, deve pregare per coloro che si trovano in situazioni di questo genere e, più in generale, per essere liberata da qualsivoglia esperienza di male. Partecipano di questa stessa esperienza anche i grandi santi e i martiri che, con la luce della loro testimonianza, hanno edificato e continuano ad edificare la Chiesa tutta. Ecco perché oggi possiamo rivolgerci anche a San Sebastiano per chiedere questo dono. Al grande martire chiediamo, anzitutto, la forza di resistere al male. Chiediamo questa grazia per noi, perché nemmeno noi siamo immuni dagli assalti del maligno e alle tentazioni con le quali egli cerca di attirarci a sé. In secondo luogo, cerchiamo di riscoprire, nella forza della nostra preghiera, la possibilità di intercessione che ci viene donata. Sebbene non in senso tecnico, anche noi possiamo pregare per il bene di tutte le anime, allontanando così gli assalti del maligno. Riscopriamo, dunque, la forza della preghiera di intercessione. Essa ci aiuterà a resistere al male che c’è tra noi e con il quale Satana cerca di rovinare la vita dell’uomo.