Sabato 21 giugno

Settimana della 1 domenica dopo Pentecoste – Sabato

La spiritualità di questo giorno

Oggi è la festa di San Luigi Gonzaga. Tutti conosciamo l’ardore di fede di questo ragazzo, morto giovanissimo, che seppe coniugare una fortissima fede ad una pietà eucaristica di incredibile forza, unendo sentimenti di amore per la sua famiglia come raramente, nel suo secolo, si poteva esprimere. Credo che anche la dolce memoria di San Luigi ci permetta di avere sempre nel cuore le parole bellissime sull’Eucarestia che abbiamo riascoltato nella solennità del Corpus Domini. Le letture di oggi sono tutte unite insieme dal tema della consacrazione.

La Parola di questo giorno

LETTURA Lv 8, 1-13
Lettura del libro del Levitico

In quei giorni. Il Signore parlò a Mosè e disse: «Prendi Aronne insieme ai suoi figli, le vesti, l’olio dell’unzione, il giovenco del sacrificio per il peccato, i due arieti e il cesto dei pani azzimi; convoca tutta la comunità all’ingresso della tenda del convegno». Mosè fece come il Signore gli aveva ordinato e la comunità fu convocata all’ingresso della tenda del convegno. Mosè disse alla comunità: «Questo il Signore ha ordinato di fare». Mosè fece accostare Aronne e i suoi figli e li lavò con acqua. Poi rivestì Aronne della tunica, lo cinse della cintura, gli pose addosso il manto, gli mise l’efod e lo cinse con la cintura dell’efod, con la quale lo fissò. Gli mise anche il pettorale, e nel pettorale pose gli urìm e i tummìm. Poi gli mise in capo il turbante e sul davanti del turbante pose la lamina d’oro, il sacro diadema, come il Signore aveva ordinato a Mosè. Poi Mosè prese l’olio dell’unzione, unse la Dimora e tutte le cose che vi si trovavano e così le consacrò. Fece con esso sette volte l’aspersione sull’altare, unse l’altare con tutti i suoi accessori, il bacino con il suo piedistallo, per consacrarli. Versò l’olio dell’unzione sul capo di Aronne e unse Aronne, per consacrarlo. Poi Mosè fece avvicinare i figli di Aronne, li vestì di tuniche, li cinse con le cinture e legò sul loro capo i turbanti, come il Signore aveva ordinato a Mosè.

SALMO Sal 94 (95)

Venite, acclamiamo al Signore.

Venite, cantiamo al Signore,
acclamiamo la roccia della nostra salvezza.
Accostiamoci a lui per rendergli grazie,
a lui acclamiamo con canti di gioia. R

Perché grande Dio è il Signore,
grande re sopra tutti gli dèi.
Nella sua mano sono gli abissi della terra,
sono sue le vette dei monti. R

Suo è il mare, è lui che l’ha fatto;
le sue mani hanno plasmato la terra.
Entrate: prostràti, adoriamo,
in ginocchio davanti al Signore che ci ha fatti. R

EPISTOLA Eb 5, 7-10
Lettera agli Ebrei

Fratelli, nei giorni della sua vita terrena Cristo offrì preghiere e suppliche, con forti grida e lacrime, a Dio che poteva salvarlo da morte e, per il suo pieno abbandono a lui, venne esaudito. Pur essendo Figlio, imparò l’obbedienza da ciò che patì e, reso perfetto, divenne causa di salvezza eterna per tutti coloro che gli obbediscono, essendo stato proclamato da Dio sommo sacerdote secondo l’ordine di Melchìsedek.

VANGELO Lc 4, 16b-22b
✠ Lettura del Vangelo secondo Luca

In quel tempo. Secondo il suo solito, di sabato, il Signore Gesù entrò nella sinagoga e si alzò a leggere. Gli fu dato il rotolo del profeta Isaia; aprì il rotolo e trovò il passo dove era scritto: «Lo Spirito del Signore è sopra di me; per questo mi ha consacrato con l’unzione e mi ha mandato a portare ai poveri il lieto annuncio, a proclamare ai prigionieri la liberazione e ai ciechi la vista; a rimettere in libertà gli oppressi e proclamare l’anno di grazia del Signore». Riavvolse il rotolo, lo riconsegnò all’inserviente e sedette. Nella sinagoga, gli occhi di tutti erano fissi su di lui. Allora cominciò a dire loro: «Oggi si è compiuta questa Scrittura che voi avete ascoltato». Tutti gli davano testimonianza ed erano meravigliati delle parole di grazia che uscivano dalla sua bocca.

Levitico

La prima lettura ci ha riproposto la consacrazione di Aronne. Consacrazione importantissima nel popolo di Israele, che è tutto determinato dai riti religiosi. L’unzione con olio, il rivestirsi di vesti sacre, sono certamente riti, ma riti importantissimi, che dicono come anche i segni parlino a tutta una comunità. I segni della elezione di Aronne sono determinanti per tutti. Essi dicono, a tutto il popolo di Israele, che ci sono degli uomini che Dio si riserva per sé. Il loro compito sarà la preghiera per tutti, che non sostituisce la preghiera dei singoli, ma la sostiene. I Leviti avranno, d’ora in poi, questo compito, perchè tutta la comunità cresca come popolo che sa fare esperienza di Dio.

Vangelo

Nel Vangelo il tema viene recuperato dal Signore Gesù che, riprendendo una antica profezia di Isaia, applica a sé quelle parole. Cristo significa, propriamente, unto. Nessuno ha mai fatto quella che era l’unzione sacerdotale su Gesù e nemmeno quella profetica. Gesù applica a sé le parole antiche e spiega che esse si adempiono in lui. Da quel giorno, da quella prima predicazione, tutto il suo ministero non sarà altro che un dare lode a Dio Padre e rivelare all’uomo il vero volto di misericordia del Padre dal quale proviene ogni bene e ogni benedizione.

Ebrei

È però nella lettera agli Ebrei che si capisce molto bene come questa unzione di Gesù operi in lui, dal momento che egli non ricevette nessuna unzione di consacrazione propriamente detta. L’autore della lettera agli Ebrei rilegge in tono spirituale questo tema e ci ricorda che il Signore venne consacrato da tutte le cose che patì. È il suo dolore, è la sua sofferenza, è il suo portare a tutti la rivelazione del Padre che lo costituisce Messia, unto di Dio, consacrato del Signore. È un tema molto bello che sostituisce l’onore con cui era circondato il sacerdozio di Aronne, con la missione, con la dedizione, con il servizio che, in Gesù sacerdote e dopo Gesù sacerdote, sarà determinante.

Per noi e per il nostro cammino di fede

  • Cosa ci dicono queste letture?
  • Come possiamo viverle?

Anche noi tutti siamo degli unti, dei consacrati. La consacrazione di tutti è avvenuta dapprima nel Battesimo e, poi, anche nel Sacramento della Confermazione. Credo che sia bellissimo ricordarcene oggi. Ma è ancora più bello poter capire che anche noi, che pure siamo consacrati attraverso la forza dei Sacramenti a Dio, siamo coloro che vengono consacrati dalle cose della vita, dalle sofferenze che si sopportano, in un rapporto con il Signore che è unico, insostituibile, per ciascuna anima. Intendo dire che noi siamo chiamati a portare il senso di quella consacrazione battesimale e crismale che per noi è stata fatta, nelle cose della vita. Il profumo e il senso di quell’olio che anche noi abbiamo ricevuto, si deve vedere in come viviamo e, soprattutto, in come affrontiamo quelle esperienze di dolore che sono presenti anche nella nostra vita. Non ci è chiesto di fare altro! Non dobbiamo fare altro! Questo è quel famoso senso di fede battesimale sul quale già abbiamo riflettuto nel corso dei sabati di Quaresima. Noi tutti siamo chiamati non tanto a fare memoria di un gesto, ma a consacrare ogni giorno al Signore vivendo bene quello che la vita ci fa vivere, quello che la nostra esperienza ci permette di affrontare. Anche noi, quindi, sebbene in minima misura rispetto al Signore, siamo chiamati a vivere la nostra consacrazione a partire dalle cose che sopportiamo.

Chiediamo, insieme, al Signore questa grazia. Chiediamo di capire il senso della nostra unzione, chiediamo di comprendere veramente a fondo il senso di quella partecipazione alla vita di Cristo che è il cuore, il senso di tutta la nostra vita cristiana. Chiediamo a San Luigi Gonzaga, che ha capito perfettamente il senso di questa sua consacrazione battesimale e l’ha espresso in un rapporto singolare ed unico con l’Eucarestia, di aiutarci a trarre forza dal medesimo sacramento del corpo e del sangue del Signore per vivere una vita che deve essere tutta fatta di piccoli gesti di consacrazione del cuore a Dio.

2025-06-17T09:27:39+02:00