Settimana della 4 domenica dopo Pentecoste – Lunedì
San Luigi Gonzaga e la natività di San Giovanni Battista sono i grandi fari che illuminano questa settimana, quarta dopo Pentecoste.
Vangelo
Lc 6, 39-45
✠ Lettura del Vangelo secondo Luca
In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai suoi discepoli una parabola: «Può forse un cieco guidare un altro cieco? Non cadranno tutti e due in un fosso? Un discepolo non è più del maestro; ma ognuno, che sia ben preparato, sarà come il suo maestro. Perché guardi la pagliuzza che è nell’occhio del tuo fratello e non ti accorgi della trave che è nel tuo occhio? Come puoi dire al tuo fratello: “Fratello, lascia che tolga la pagliuzza che è nel tuo occhio”, mentre tu stesso non vedi la trave che è nel tuo occhio? Ipocrita! Togli prima la trave dal tuo occhio e allora ci vedrai bene per togliere la pagliuzza dall’occhio del tuo fratello.
Qual è il “buon tesoro” che San Luigi ha tratto dal suo cuore? Qual è la ricchezza spirituale che San Luigi è stato in grado di estrarre dal suo cuore e che gli ha permesso di percorrere una strada di santità sebbene in una vita giovanissima e prematuramente tolta al mondo?
Potremmo dire che tre sono stati i tesori di San Luigi.
Il primo tesoro: una inclinazione alla rinuncia di tutto ciò che, nel suo mondo, poteva essere attraente. Primo tra tutti la carriera militare, realizzazione che un giovane di buona famiglia, come lui era, poteva tranquillamente avere. Vinse questa tentazione, per dedicarsi ad altro, ovvero a Dio. Così si adempie la prima parte del Vangelo. San Luigi ha saputo vivere un discernimento e una correzione di sé stesso esemplare. Per stare ai termini del Vangelo ha tolto la trave dal suo occhio senza guardare alla pagliuzza degli altri. Per questo è divenuto modello, esempio, santo.
Il secondo tesoro: l’Eucarestia. Luigi, ancora fanciullo, ricevette la prima comunione da San Carlo Borromeo, ed ebbe sempre una pietà fortissima per la S. Eucarestia. Conformò tutta la sua vita al Signore presente nel Sacramento e visse, forte di quanto si cibava, un autentico discernimento spirituale, che lo spinse ad entrare nella compagnia di Gesù per dedicarsi al bene delle anime.
Il terzo tesoro: la carità. Luigi fu attivissimo nella carità e, in una epidemia di peste che sconvolse Roma, si dedicò ai malati fino ad essere lui stesso vinto dal contagio. L’amore per la Vergine Maria lo sostenne in quei giorni difficili fino alla totale consumazione di sé. Così si adempie la seconda parte del Vangelo: sono questi i tesori depositati nel suo cuore buono che gli hanno permesso di conformarsi in tutto a Cristo Signore.
Ecco cosa San Luigi ha estratto dal suo buon tesoro che gli ha permesso di vivere una vita di santità, anche se, agli occhi del mondo, non visse appieno la sua vita: morì giovanissimo.
Deuteronomio
Dt 4, 21-31
Lettura del libro del Deuteronomio
In quei giorni. Mosè disse a tutto Israele: «Il Signore si adirò contro di me per causa vostra e giurò che io non avrei attraversato il Giordano e non sarei entrato nella buona terra che il Signore, tuo Dio, sta per darti in eredità. Difatti io morirò in questa terra, senza attraversare il Giordano; ma voi lo attraverserete e possederete quella buona terra. Guardatevi dal dimenticare l’alleanza che il Signore, vostro Dio, ha stabilito con voi e dal farvi alcuna immagine scolpita di qualunque cosa, riguardo alla quale il Signore, tuo Dio, ti ha dato un comando, perché il Signore, tuo Dio, è fuoco divoratore, un Dio geloso. Quando avrete generato figli e nipoti e sarete invecchiati nella terra, se vi corromperete, se vi farete un’immagine scolpita di qualunque cosa, se farete ciò che è male agli occhi del Signore, tuo Dio, per irritarlo, io chiamo oggi a testimone contro di voi il cielo e la terra: voi certo scomparirete presto dalla terra in cui state per entrare per prenderne possesso, attraversando il Giordano. Voi non vi rimarrete lunghi giorni, ma sarete tutti sterminati. Il Signore vi disperderà fra i popoli e non resterete che un piccolo numero fra le nazioni dove il Signore vi condurrà. Là servirete a dèi fatti da mano d’uomo, di legno e di pietra, i quali non vedono, non mangiano, non odorano. Ma di là cercherai il Signore, tuo Dio, e lo troverai, se lo cercherai con tutto il cuore e con tutta l’anima. Nella tua disperazione tutte queste cose ti accadranno; negli ultimi giorni però tornerai al Signore, tuo Dio, e ascolterai la sua voce, poiché il Signore, tuo Dio, è un Dio misericordioso, non ti abbandonerà e non ti distruggerà, non dimenticherà l’alleanza che ha giurato ai tuoi padri».
Possiamo così rileggere anche la prima Scrittura, il libro del Deuteronomio e la vicenda di Mosè. Anch’egli ha percorso una via di santificazione; per Mosè la via di santificazione è coincisa totalmente con l’adesione alla vicenda del popolo di Israele, al quale si è pienamente conformato per servirlo. Una vita fatta di rinunce personali, di costante ricerca del volto di Dio, di adesione in tutto e per tutto alle vicende del suo popolo, tanto da dover morire fuori dalla terra della promessa. Lui che, per tutta la vita, aveva preso su di sé le dimensioni di vita del suo popolo, muore, come tutti gli altri della sua generazione, nel deserto, vedendo la terra ma non entrandovi. La dedizione a Dio, il servizio sincero per il suo popolo, il desiderio di piacere al Signore e di condurre il popolo di Israele verso la terra della promessa: sono queste le realtà che resero santa la vita di Mosè e che lo condussero verso la patria celeste e la totale comunione con Dio.
Per noi
- Su che cosa si basa il nostro cammino di santificazione?
- Quale desiderio guida la piena realizzazione spirituale della nostra esistenza?
- Qual è il buon tesoro che sappiamo trarre dal nostro cuore?
Credo che le letture di oggi e la memoria di San Luigi ci spingano a riflettere in questa direzione, considerando che anche noi siamo chiamati a seguire la medesima via che ha percorso San Luigi ad imitazione del Vangelo: la via che è fatta di rinunce salutari, la via che è fatta di adesione al Cristo Eucaristico, la via che è fatta di servizio per gli altri. Del resto una vita nella quale uno rinuncia a sé stesso, si lascia plasmare da Cristo e decide di donarsi agli altri, è una via che diventa santa. Preghiamo, oggi, perché anche noi possiamo ripercorrere questa via, anzi, chiediamoci come già oggi possiamo camminare su questa via di santificazione. Il Signore, che rende sicuri i passi dell’uomo, permetterà anche a noi di realizzare la nostra santità, ripercorrendo questa via di beatitudine.